PACO IGNACIO TAIBO SEGUNDO.
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RITORNANO LE TIGRI DELLA MALESIA.
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Titolo originale: El Retorno de Los Tigres de la Malasa. 2010.
Traduzione di: Pino Cacucci.
2011. Marco Tropea Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il portoghese Yanez de Gomera e il principe malese Sandokan vedono minacciati i loro beni, le loro stesse vite e quelle dei loro amici quando subiscono l'attacco di una misteriosa forza maligna che si manifesta attraverso una nebbia verde e lascia dietro di s una scia di cadaveri. I due vecchi pirati libertari sono allora costretti a richiamare a raccolta le Tigri della Malesia per intraprendere quella che si presenta come la pi pericolosa delle loro avventure. Una vera e propria discesa agli inferi su un'imbarcazione che porta il nome di La Mentirosa.
Ben presto incontreranno Friedrich Engels, il professor Moriarty, sottomarini minacciosi, societ segrete cinesi, Rudyard Kipling, i postriboli della Cambogia, gli orangutan del Borneo, trafficanti di schiavi, una sopravvissuta della Comune di Parigi, fondamentalisti islamici, filologi greci, la flotta militare britannica, filosofi stoici, piante carnivore, messaggi cifrati, banchieri filippini alleati di Jos Marti, spie antimperialiste...
Paco Ignacio Taibo Segundo sceglie di scrivere, sotto forma di pastiche, un nuovo capitolo della saga salgariana. Un intreccio di avventura, sesso e politica, dove coesistono lo spirito ribelle e antimperialista del narratore, l'attenzione alla Storia e i grandi modelli del feuilleton ottocentesco.
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RITORNANO LE TIGRI DELLA MALESIA.
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Nel settore pi impegnato della nuova amministrazione democratica di Citt del Messico c'era un nucleo di ingegneri e architetti che lavoravano quattordici ore al giorno per impedire che l'entropia del caos ci travolgesse, scongiuravano inondazioni, tappavano voragini, evitavano che le fogne si infiltrassero nell'acqua potabile.
A loro, che ho scoperto essere salgariani, dedico questo libro: Pancho Chema Gonzlez, Gustavo Rodrguez Elizarrars, Rodarte e R. Curzio. Perch vedano quanto sia dura per il Corsaro Nero competere con Sandokan, qualunque cosa ne pensino in proposito.
Alla memoria e agli insegnamenti di Philip Jos Farmer, che ha scritto:Solo l'inconscio  democratico, e si riferiva a uno spazio della sua mente popolato da un migliaio di personaggi di romanzi d'avventure.
In un taccuino, tra i tanti che ho riempito di appunti nel corso della mia vita, ho ritrovato una citazione. Il taccuino  vecchio, non riesco a ricordare se ci che un giorno ho annotato era una frase di Emilio Salgari, o mia a proposito di Salgari.  in una pagina dove ho anche ricopiato le conclusioni del dottor Herr, il medico dello scrittore, riguardo la sua mitomania e schizofrenia acuta. Ho tentato di individuare l'origine del referto senza successo. Ho scoperto diverse varianti sull'argomento, come la frase che scrisse Joseph Brodsky su Montale: Anzich imitare la vita, l'arte imita la morte, imita quel regno sul quale la vita non offre alcuna nozione; o quella di Sydney Pollack: Non faccio film per imitare la vita.
Ma non trovo la fonte della frase che c' sul taccuino. Non sapr mai se appartiene a Emilio o a un altro autore. Ci rinuncio.  la citazione pi azzeccata all'inizio di questo libro. E va bene, indipendentemente da chi l'abbia detta:
Non  la letteratura che deve imitare la vita,  la vita che deve imitare la letteratura.
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Nota introduttiva.
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Quello che non .
Non spaccer queste nuove avventure delle Tigri della Malesia come il prodotto di un recente ritrovamento di opere frammentarie incompiute di Emilio Salgari vendute a suo tempo dagli eredi, in seguito al marasma familiare causato dal suo suicidio, a un italo-siriano di nome Ibrahim Brambilla che gestiva un banco dei pegni in Milano, e che poi le dimentic in un baule depositato in una vecchia caserma dei pompieri di qualche cittadina della Liguria, dove aveva una cugina sposata con un vigile del fuoco, e dopo tanti anni le avrei infine scoperte io con l'aiuto di un prete di sinistra che mi aveva invitato a tenere conferenze sulla situazione in Messico e sugli zapatisti.
Niente di tutto questo. Si tratta in definitiva, schiettamente, di un pastiche salgariano risultato dalla congiunzione tra una assidua vocazione letteraria per il romanzo d'avventura e la mia passione infantile per il maestro della narrativa d'azione, coltivate in tanti anni, che hanno avuto origine in un bambino malaticcio e felice in una societ repressiva e senza televisione e si sono consolidate in un adolescente attivo nelle lotte politiche e sociali degli anni Sessanta avvalendosi del codice etico dei tre moschettieri, dell'atteggiamento impavido di Robin Hood e dell'antimperialismo di Sandokan.
Quando ho deciso di scrivere queste nuove avventure, mi sono arrovellato per almeno un anno, dopo alcune stimolanti conversazioni con i miei editori, Anne Marie a Parigi e Marco a Milano, su come ridare vita alla saga salgariana. Sarei potuto salire su un aereo per Los Angeles e da l per Singapore e raggiungere il luogo di ambientazione in meno di venti ore dalla mia abituale base di Citt del Messico, per poi dedicarmi a osservare, prendere appunti sul paesaggio, raccogliere storie locali; sarei potuto andare a Londra a trascorrere un paio di mesi al British Museum per studiare i resoconti dei coevi sulle guerre dell'impero contro i pirati malesi e la vera storia del raj Brooke; avrei potuto sfruttare il mestiere di storico per addentrarmi nel periodo a met del 19esimo secolo allo scopo di approfondire il contesto e aggiungere conoscenze erudite su imbarcazioni, vegetazione, monete, gioielli, libri, vestiario.
Ero tentato di farlo.
Alla fine sono tornato al punto di partenza, che non era nel Borneo, in Malesia o nella mitica e ormai inesistente isola di Mompracem (identificabile nell'odierna Keraman, da dove mi avevano portato un vasetto di sabbia aggiungendo che era poco pi di uno scoglio); e neppure al British Museum o nella Storia.
Il punto di partenza era Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari, nel suo umile studio di Torino, intento a scrivere sulla sua scrivania portatile, con l'inchiostro che realizzava personalmente, perseguitato dai creditori, costretto a produrre ventidue cartelle al giorno, avvalendosi di mediocri enciclopedie, improbabili carte geografiche e carenti dizionari, ma soprattutto di una superba, meravigliosa immaginazione e un portentoso talento di affabulatore.
Gran personaggio, l'Emilio: suicida, figlio di suicida, padre di suicidi. Nato nell'agosto del 1862 a Verona. Occhi dolci, sguardo triste. Piccoletto, poco pi di un metro e mezzo d'altezza. Baffi neri con le punte all'ins. Tenace ciclista amatoriale, ginnasta.
Chiamato dai detrattori Falso capitano o la Tigre della Magnesia. Accanito protagonista di duelli. Sposato con Ida (o Aida), che soffriva di malattie nervose, triste e depressa. Padre di Omar, Nadir, Romero e Fatima. Inventore di false autobiografie, di storie sulle proprie esperienze marinare, che non ebbe mai, a parte una breve traversata sull'Adriatico. o Massacrato dalla critica acculturata, castigato da insegnanti e professori ortodossi, paragonato svantaggiosamente con Verne (che noia Verne, con le sue pretese pedagogiche ed esplicative), benedetto dai lettori giovani e giovanili, vittima di un tentativo di sequestro da parte della retorica mussoliniana che cerc di impossessarsi dello scrittore e dei suoi personaggi. Assurdo: cosa avrebbero fatto le Tigri o gli eroi filippini o il Corsaro Nero di fronte ai deliri imperiali di Mussolini? Da che parte sarebbero stati gli eroi salgariani nella guerra coloniale in Abissinia?
E allora? Alla maniera di Salgari, mi sono detto: immaginazione, pessime enciclopedie e tanta inventiva, atlanti mediocri e buoni personaggi; anacronismi, spropositi con abbondante disinvoltura e ancor pi abbondanti passioni. Non si trattava di compiere ricerche su un mondo, ma di reinventarlo.  stata ovviamente necessaria una meticolosa rilettura della saga salgariana di Sandokan, Yanez, Tremal Naik e Kammamuri e del seguito scritto da Luigi Motta; una profonda immersione nello stile e nella struttura narrativa. A Salgari devo non solo i personaggi, ma molte frasi, descrizioni, modi di vedere, manie, ossessioni.
Mi sono imbattuto in una difficolt praticamente insormontabile, dovevo trovare uno stile narrativo dal sapore ottocentesco, ma che snellisse la narrativa convenzionale e l'eccesso di dialoghi formali; forse  proprio dovuto a tale ricerca il fatto che ci abbia messo tanto a scrivere questo libro e che debba molto a Victor Hugo, Emile Zola e Eugne Sue.
Ho frugato nelle enciclopedie, nei libri di viaggi, nei manuali di zoologia, nei testi scolastici di biologia di mia figlia, in quelli di Pepe Puig sulle imbarcazioni e ci ho trovato pi di quanto avessi bisogno; ho messo assieme una collezione di francobolli con giunche, elefanti, nativi delle isole della Sonda, pagode e divinit ind, palazzi laotiani e dirigibili; ho assimilato libri di viaggio, scritti di Darwin, Russel, Magellano, Malinowsky, cataloghi di armi e romanzi di Conrad e Multatuli; guide turistiche e strane risposte ad ancor pi strane domande su internet. Ovviamente ho inventato tutto quello che ho potuto: piante e animali, villaggi, e anche strumenti e meccanismi. Ho persino cannibalizzato alcuni capitoli del mio romanzo A quattro mani.
Mi sono preso soltanto un paio di libert in pi rispetto a quelle gi elencate: esplicitare la tensione politica e la pulsione anticolonialista delle avventure delle Tigri (all'origine del mio antimperialismo, che indubbiamente si nota e che ha un sapore salgariano e non leninista) e andare oltre il progetto originale, decisamente intrappolato nelle convenzioni della letteratura per ragazzi ottocentesca a cui Salgari non poteva sfuggire. Questo significa tra le altre cose l'uso di nuovi insulti e vecchie descrizioni amorose. Come non integrare il Kamasutra in una saga salgariana? Come lasciarne fuori Friedrich Engels e la Comune di Parigi?
In un sondaggio effettuato tra giovani lettori italiani poco dopo la morte del maestro, all'inizio del ventesimo secolo, un paio di loro spiegava perch lo leggevano di nascosto, disobbedendo gli imperativi dei genitori: Scalda la testa, Eccita i nervi. Spero che l'effetto continui a essere lo stesso, anche nell'era del Discovery Channel.
Infine, devo confessare che sebbene mi sembrasse un libro di facile stesura, non lo  stato affatto. Ma che mi sia enormemente divertito, questo s.
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PRIMA PARTE.
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LA COSPIRAZIONE.
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Ogni potere  una cospirazione permanente.
HONOR DE BALZAC.
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Ogni potere si fa derivare dal mistero.
MULTATULI.
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CAPITOLO 1.
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L'orrore.
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I due uomini emersero dalla nebbia lentamente, come se nascessero; uno era seminudo, a meno che si potessero definire indumenti i brandelli della camicia di seta che penzolavano da un braccio, uno straccio attorno ai fianchi sporco di fango e un unico stivale che lo costringeva a zoppicare; l'altro uomo sanguinava copiosamente da una ferita alla fronte e fumava un sigaro.
Per l'aspetto fantasmale i due personaggi sembravano giovani pur senza esserlo; forse il fulgore dei loro occhi, l'aura di energia che emanavano, la sensazione di violenza trionfante, le risate aperte e i larghi sorrisi, il flusso di adrenalina che aleggiava su di loro, contribuivano a dare un'idea di giovinezza, e in modo alquanto convincente. A uno sguardo pi attento non potevano per sfuggire i capelli grigi sulla testa di quello con la camicia a brandelli e il torso pieno di graffi, un malese, e le rughe profonde attorno agli occhi dell'uomo con il sigaro, senza dubbio di origini europee meridionali, che sotto una patina di sporcizia lasciava intravedere le macchie sulla pelle tipiche di chi ha assorbito il sole per tanti anni. Erano armati di asce dal manico corto e revolver alquanto singolari, Turret a sei colpi con tamburo orizzontale, poco diffuse al mondo ma pi uniche che rare in quella zona del pianeta, perch erano state costruite apposta per loro dall'ingegnere armaiolo J. W. Cochran ad Allen, Pennsylvania. Quegli uomini discutevano animatamente in un misto di inglese e malese, in cui comparivano spesso parole cinesi, portoghesi di Macao e persino qualche epiteto osceno nella lingua preferita dalla volgarit, lo spagnolo.
La brezza marina non bastava a diradare la nebbia e vi si mescolava portando fino ai due uomini, che camminavano lungo un sentiero roccioso che saliva verso il nulla, l'odore della salsedine. L'ululare di una sirena parve l'affermazione che il mondo continuava a esistere; due colpi corti e uno lungo.
Sono sempre l disse Yanez de Gomera, gettando il sigaro verso il punto da cui proveniva quel suono.
Sono come la buona sorte, fratellino, non ci abbandonano mai rispose Sandokan.
I due si affrettarono a risalire seguendo con una certa difficolt il sentiero tra le rocce, che pochi istanti dopo li condusse a un capanno di palme.
Dakao! url il principe malese, constatando che nessuno li stava aspettando all'interno.
Sta succedendo qualcosa di strano. I nostri problemi non sono finiti laggi disse Yanez.
Sandokan ripet il richiamo e non udendo risposta arm la pistola. Il portoghese sferr un calcio alla porta che cedette sui cardini ed entr revolver in pugno. L'istante che ci mise ad abituare gli occhi alla penombra coincise con la scoperta dell'orrore. Yanez non era certo uomo da impressionarsi facilmente, nell'arco della sua vita avventurosa aveva visto praticamente tutte le forme che possono assumere il male, la brutalit e la barbarie: ma c'era qualcosa all'interno di quel piccolo capanno, rischiarato a malapena dalla tenue luce dell'alba che filtrava tra le foglie di palma intrecciate a coprire l'unica finestra, che lo fece rabbrividire. Sul tavolo, accanto agli avanzi di una cena sicuramente interrotta all'improvviso, giacevano i cadaveri di tre bambine con i corpi squarciati verticalmente, e sui loro volti, che mostravano l'estrema immagine del terrore, c'era uno strano segno tracciato con il loro stesso sangue. L'impatto di quella scena fu tale che il portoghese indietreggi di scatto, andando a sbattere contro Sandokan.
Poi, usc all'aperto e respir a fondo per trattenere i conati.
In quell'istante, dal capanno echeggiarono alcune urla e uno sparo, e Yanez si volt per affrontare la minaccia sconosciuta, inconsciamente grato al fato per l'azione che lo astraeva da quell'incubo.
Guarda che cosa ho trovato. Per poco non lo ammazzo disse Sandokan, mentre sbucava dalla porta, tenendo sollevato per la cintura una specie di uomo in miniatura. Era un nano dai tratti pi africani che asiatici, simile ai pigmei che in certe occasioni Yanez aveva visto al mercato di Zanzibar, e stava evidentemente proclamando la propria innocenza in una lingua che non riuscivano a comprendere, nonostante parlassero fra tutt'e due almeno una dozzina di idiomi e dialetti, oltre a cavarsela con altrettante lingue. Il nano aveva sul viso lo stesso strano segno tracciato con il sangue. Sembrava un patetico pupazzo disarticolato.
Quelle erano le figlie di Dakao. Ma lui dov'? E sua moglie?
Merda! Chi pu aver ucciso tre bambine cos piccole? Di fronte a quale genere di depravati ci troviamo?
Che cosa hanno a che vedere con quelli che ci hanno teso un'imboscata? Erano gli stessi?
Dove sono gli assassini, piccoletto? E il nano, come se avesse capito, cominci a singhiozzare indicando il mare.
Andiamocene subito da qui. Poi avremo tempo per interrogarlo, o altrimenti ce lo porteremo a Hong Kong: l parlano tutte le lingue del pianeta, e per fregare gli esattori delle tasse ne hanno inventata una nuova.
Sandokan prese dalla fusciacca un bengala, lo accese e lo spar verso la nebbia. Subito dopo la sirena della lancia rispose con due colpi corti e uno lungo.
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CAPITOLO 2.
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La Mentirosa.
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I motori emettevano una lieve vibrazione che Sandokan percepiva sotto i piedi scalzi attraverso il legno del ponte di comando. Quel leggero ronfare gli diceva se funzionavano a regime o se stavano perdendo colpi. Cos come un tempo era in grado di preannunciare i venti grazie a flebili macchie nelle nubi sull'orizzonte, adesso faceva del rumore dei motori un universo uditivo e interpretabile tramite piccoli segnali.
Il malese si era tolto il turbante di seta bianca e la chioma ondeggiava al vento, una cascata di capelli dove il nero corvino era screziato d'argento. Altri occhi di altre culture avrebbero potuto descriverlo come un personaggio di Delacroix, con quel particolare magnetismo e il tono epico di certe opere dell'artista francese. E questo molto tempo dopo che il pittore avesse scoperto l'esotismo in seguito a un viaggio in Nord Africa nel 1832. Sembrava una figura emersa dalle pagine pi eroiche della Bibbia. Senza dubbio a Delacroix sarebbe piaciuto Sandokan come soggetto per uno dei suoi quadri.
Al suo fianco il vecchio Sambliong, eterno nostromo delle Tigri della Malesia, ostentava il sorriso sdentato sopra una lunga barba bianca.
Tigre, i motori girano a meno di mezza forza e stiamo raggiungendo i dieci nodi. Questo tigrotto va che  una meraviglia.
Sono passati i tempi del Marianna, vecchio mio disse Sandokan senza distogliere lo sguardo dall'orizzonte e allungando il braccio per cingere le spalle del vecchio malese.
La Mentirosa, che solcava il mar di Celebes a mezza velocit, ostentava orgogliosamente il suo nome in spagnolo su entrambi i lati dello scafo, batteva bandiera messicana ed era stata immatricolata nel porto di Veracruz, dove era stata costruita nell'anno in cui era morto il presidente Jurez, a opera di ingegneri navali tedeschi e armata dal colonnello Balbontn in persona con tre pezzi di artiglieria da 178 mm e un cannoncino da caccia, oltre a un paio di mitragliere. Era ben pi di un panfilo armato, ma molto meno di un vascello da guerra, anche se con artiglieri provetti e il favore della sorpresa poteva affrontare i cannoni di una unit europea di medio tonnellaggio e ovviamente qualsiasi feluca, praho o giunca armata di cui l'oceano Indiano pullulava.
La Mentirosa agli occhi di un osservatore poco accorto appariva come un veliero di media portata, ma la magia della sua ingegneria permetteva di occultare o mostrare velocemente l'artiglieria nascosta, che spuntava in coperta grazie a un sistema di elevatori, che in meno di cinque minuti disponevano i pezzi in linea di tiro, mentre le mitragliere camuffate da attrezzature di pesca erano gi pronte ad aprire il fuoco. Possedeva due potenti motori a vapore compound alimentati a carbone, la cui ciminiera poteva essere smontata scorrendo su assi portanti per adagiarla fino a formare un tutt'uno con il ponte, dando cos all'imbarcazione un aspetto innocuo anche se vagamente singolare.
Dall'apparenza ingannevole, sessanta metri da prua a poppa, il ponte principale leggermente elevato e due alberi, sembrava un veliero da carico piuttosto pesante, a causa della struttura e la blindatura.
All'interno c'erano la sala macchine, le stive, gli alloggi dell'equipaggio con quaranta cuccette e la cabina del secondo di bordo e dell'ufficiale motorista. Nella seconda coperta, dietro un ponte trasformato in ampia terrazza dove penzolavano alcune amache, si accedeva a una vasta sala da cui si raggiungevano le cabine dei proprietari.
Era quell'aspetto ingannevole a giustificarne il nome. Perch il vascello poteva filare a sedici nodi con macchine avanti tutta (circa trentatr chilometri orari), in un oceano dove soltanto un paio tra le migliori fregate britanniche arrivavano a malapena ai tredici nodi. Era dunque un innocente veliero che poteva trasformarsi in un temibile vascello a vapore dotato di artiglieria.
Lo strano equipaggio a bordo della Mentirosa, poco meno di una cinquantina di uomini, era una torre di Babele; marinai che si alternavano a spalare carbone, issare le vele e approntare i cannoni, cos come a manovrare l'attrezzatura da pesca o le mitragliere, che sapevano anche fare gli aiutanti in cucina, i maggiordomi, i cacciatori o gli esploratori, nonch i messaggeri e gli istruttori al combattimento all'arma bianca e da fuoco.
A differenza delle marine imperiali, molto pi rigide, le Tigri della Malesia, anche in stato di pace relativa, svolgevano ruoli intercambiabili sia a bordo sia a terra, essendo da sempre sia marinai sia combattenti. Per manovrare un'imbarcazione come La Mentirosa sarebbero bastati meno uomini, ma per renderla una piccola macchina da guerra erano in numero adeguato.
Negli ultimi due anni era stata la dimora galleggiante delle Tigri della Malesia, ingannevole e a volte micidiale, in spostamento pressoch continuo sui mari del sud, cambiando ogni tanto identit: immatricolazione, bandiera, aspetto esterno, persino il nome. Nave fantasma di tutti i fantasmi.
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CAPITOLO 3.
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Pesci colorati.
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Ti rendi conto che nell'arco di questi ultimi anni ci siamo fatti tanti amici quanti nemici? Tutto sommato, un buon equilibrio disse il portoghese, comparendo all'improvviso sul ponte di comando.
Dove l'hai messo il nano?
Dorme nell'anticamera della tua cabina, sorvegliato a vista da due tigrotti.
Quel taglio sulla tua fronte continua a sanguinare.
Il cielo era diventato rosso cremisi, in quei pochi minuti impiegati dal sole a scomparire oltre l'orizzonte. Yanez fece finta di niente riguardo la ferita e osserv il mare leggermente increspato.
Dovremmo approfittare di queste ore di brezza per risparmiare il carbone.
Faremo scorta pi avanti ribatt Sandokan. Fatti curare quella ferita, mi stai macchiando di sangue l'amaca.
Sandokan era un perfetto esemplare della razza malese, bench pi alto della media, pelle olivastra chiara, fronte spaziosa con qualche ruga, sopracciglia folte, corpo muscoloso, gambe leggermente arcuate per gli anni trascorsi a bordo di imbarcazioni e chioma ondulata, baffi e barba corvini dove spuntavano sempre pi peli bianchi. Il volto era dominato dagli occhi scuri nei quali sembrava ardere un fuoco inestinguibile.
Mi fa pi paura il dottor Saul che le ferite.
Come evocato per averlo solo nominato, il meticcio filippino comparve sul ponte di comando. Sul suo volto non c'era pi posto per altre rughe, sembrava un acino di uva passa; reggeva in mano una catinella piena d'acqua e la cassetta dei medicinali. Brontolando in tagalo, sistem le sue cose su un tavolino accanto a una amaca e indic Yanez puntando il dito fremente. Questi rispose dicendo: Prima il principe.
Saul obbed e and verso Sandokan, che osservava distrattamente il crescere delle onde solcate dalla Mentirosa.
Il filippino rivolse a Yanez un'occhiata furiosa.
Ti sei mangiato i miei pesciolini cinesi! sbott subito dopo, visto che non era tipo disposto a lasciar correre.
Non potrei mai commettere una simile atrocit rispose il portoghese, e poi cominci a ridere, ma il dolore sopito dalle emozioni forti torn a farsi sentire e il volto si contrasse in un'espressione di sofferenza.
Prima lui, Saul! rugg Sandokan riemergendo dai suoi pensieri.
Ti curo la ferita senza ammazzadolore, capo, ti sei mangiato i pesci colorati disse il filippino obbedendo all'ordine.
Di che sta parlando?
L'ammazzadolore  una sua invenzione. Ha scoperto certe piante miracolose che macerate in alcol e mescolate a foglie di betel addormentano la zona intorno alla ferita.  all'altezza dei recenti progressi in campo scientifico. I moderni medici europei dicono anestetizzare e usano l'etere, ma hanno anche scoperto un liquido chiamato cloroformio che addormenta il paziente e credo si beva o si applichi sulla faccia del ferito.
Riesci sempre a sorprendermi. Dove hai saputo tutto questo?
Me l'ha raccontato Saul.
No, del cloroformio...
L'uomo a cui abbiamo vinto una fortuna alle carte era un dottore. O lo era stato prima di diventare un pessimo giocatore.
Ricordi? Un paio di mesi fa, quel franco-polacco...
E cos' la storia dei pesci colorati?
Il dottor Saul dice che mi sarei mangiato i suoi pesci cinesi.
Sospetta che li abbia usati per un esperimento culinario.
Il medico annu energicamente. La luce pomeridiana cominciava a cambiare, e nubi tempestose comparvero all'orizzonte. Yanez si affid stoicamente al filippino, che dopo aver pulito la ferita sulla fronte la fasci con una benda.
Sandokan si alz dall'amaca, prese i brandelli della sua camicia e dopo essersi ripulito dal sangue li gett in mare.
Mentre eri laggi ho parlato con Sam, e gli ho chiesto di mandare la feluca lungo la costa a interrogare i pescatori dei villaggi. Non possono non aver notato dei movimenti strani.
Qualcuno deve aver visto o scorto qualcosa. Siamo rimasti d'accordo di vederci alla Rocca di Simbiang.
L ci sar anche il vecchio Kammamuri. Perbacco, ho proprio voglia di rivederlo.
Hai il messaggio di Dakao? Forse c' qualche dettaglio di cui al momento non abbiamo tenuto conto, magari non ce ne siamo accorti.
 nella mia cabina. Ma non aspettarti granch. Dice semplicemente che aveva una cosa importante da dirci e ci aspettava a casa sua. Lo aveva scritto quindici giorni addietro.
Quando lo abbiamo ricevuto  passata un'altra settimana prima che ci mettessimo in viaggio; e questo perch coincideva con il messaggio del maharatto, se ben ricordo... Siamo arrivati troppo tardi.
Yanez si alz dall'altra amaca. Il portoghese era piuttosto alto e molto magro, quasi tutto nervi e muscoli, capelli neri con qualche filo bianco e volto affilato su cui spiccavano il naso aquilino, i baffi folti e gli occhi di un grigio tenue. Aveva una cicatrice sulla tempia destra che gli arrivava quasi all'occhio e che, sotto tensione, gli provocava un lieve tic, rendendo l'occhio asimmetrico. Probabilmente era di carnagione chiara, ma la vita di mare al sole dei tropici gli conferivano un salutare aspetto da europeo meridionale.
Eccellente medicazione, dottor Saul, ricordami di comprarti altri pesci cinesi. Pi d'uno, almeno due. Anzi, tre meravigliosi pesci cinesi dorati! Il medico ringhi e si dedic ai graffi e ai tagli superficiali sul torace di Sandokan.
A un tratto il malese alz lo sguardo e fiss il portoghese.
Da un paio d'anni ci occupiamo degli acciacchi della vecchiaia, osservando come cambia il mondo circostante, facendo viaggi di piacere per constatare quanto siano accoglienti le ferrovie indiane e i postriboli di Malacca, giocando a scacchi con Van Horn nel suo bungalow a Celebes... e all'improvviso...
So cosa vuoi dire rispose Yanez. Tutto questo  eccitante.
Se non fosse per la scomparsa di Kammamuri e la morte delle tre bambine...
Cosa avr visto Kammamuri?
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CAPITOLO 4.
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Kammamuri.
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Incroci le gambe e vi appoggi la lunga carabina. Mentre con la destra accarezzava il ponticello del grilletto e il percussore istoriati di decorazioni in madreperla, con la sinistra cominci a mangiare la frutta nel vassoio.
C'erano manghi e mandurie, un pompelmo di un chilo e mezzo, mangostani, quella frutta squisita che per gli europei era un misto di fragole e uva, ma delle dimensioni di una pera e con la polpa bianca. E i maleodoranti durioni, che una volta aperti avevano un sapore eccellente. I rambutani lo costrinsero a togliere la buccia spinosa prima di assaporarne la polpa cos simile a quella dei lychees, di cui i cinesi andavano ghiotti. E poi le carambole, con quella forma a stella e il fresco sapore che ricordava la mela.
L'indiano adorava la frutta malese, anche se stavolta aveva scelto quell'alimento, che gli era costato appena poche monete al mercato, perch aveva problemi alla bocca, i denti traballavano, le gengive gli dolevano e ogni tanto sanguinavano.
La polvere aleggiava intorno a lui. Donne che giravano tra le bancarelle del mercato, bambini nudi che giocavano con un roditore morto, l'uomo che tirava il carretto pieno di noci di cocco, sollevavano la terra fine che sospinta dalla brezza soave arrivava direttamente negli occhi del tipo, un indii di media statura, pelle abbronzata con riflessi ramati, occhi nerissimi e tratti fini, barba rada, pochi peli sulla punta del mento.
Kammamuri, agli occhi di un buon osservatore, poteva essere identificato come un nativo della zona centro occidentale del subcontinente indiano, un maharata o maharatto, appartenente a uno dei novantasei clan in cui si suddivideva quell'impero Maharashtra di fieri guerrieri che in passato avevano dominato l'India centrale.
L'ind socchiuse le palpebre e il suo volto si convert in una maschera sulla quale il turbante di stoffa bianca e un po'sporca arrivava fino alle sopracciglia, le fessure degli occhi lasciavano entrare una linea di luce mentre succhiava parsimoniosamente i manghi. Un mendicante ritenne che quell'uomo armato che se ne stava seduto al suolo desse una certa dignit all'angolo di strada, e gli si sedette accanto.
Kammamuri lo osserv per un istante. Era un lebbroso monco. Gli offr uno dei suoi manduriani.
Cacciatore, se mi dai una piastra d'argento ti parlo di ci di cui nessuno vuole parlare, dei senza nome, di quelli che portano la paura e la morte disse il mendicante.
E perch dovrei spendere una piastra d'argento per questo?
Sembri un uomo che d un valore all'informazione. Gli uomini saggi sanno che a fare la grande differenza sono le informazioni e non i cannoni. Gli uomini saggi vogliono sapere, gli stolti ignorare.
E chi l'avrebbe detto? Confucio? Sei forse un mendicante erudito? chiese Kammamuri succhiando di gusto il suo mango e avvicinando la mano destra al grilletto della carabina.
Lo ha detto Yanez, la Tigre bianca; e in effetti, sono un mendicante istruito. Ti ho riconosciuto subito, quella carabina  inconfondibile, maestro maharatto.
Kammamuri gli rivolse una seconda occhiata di sbieco e poi lo sguardo indugi sulle pieghe del sarong stretto alla vita di una donna che passava. Quindi torn a scrutare il mendicante.
Aveva perso il braccio all'altezza del gomito, mozzato da un colpo di sciabola o di ascia. Le macchie sulla pelle che aveva creduto fossero dovute alla lebbra erano in realt piaghe mal curate di leshmaniosi, malattia della pelle molto comune in Malesia, unite a rogna, graffi e piccole bruciature. Il volto era altrettanto maltrattato dalla vita ingrata, ma al centro, sopra il naso aquilino che aveva subito chiss quando una frattura, brillavano due occhi neri come carboni luminosi.
Parla, e poi vedremo se la tua storia vale una piastra d'argento, o addirittura d'oro. Sai che noi Tigri della Malesia sappiamo essere generosi.
Vengono avvolti da una nebbia verdastra, avvelenata. Accerchiano i villaggi preceduti dai latrati di cani che non son tali.
Uomini guidati da demoni, morti che camminano, scheletri con armi da fuoco. Uccidono, bruciano, rapiscono i bambini e i giovani. E poi scompaiono senza lasciare tracce. Tornano soltanto nei sogni e ripetono sempre lo stesso messaggio: Non parlare di noi, non esistiamo, siamo il nulla.
Hai forse fumato yang? Come osi raccontarmi questa storia?
Io son gi morto molte volte, signore.
Kammamuri osserv il mendicante ed ebbe conferma di ci che diceva, era davvero un relitto umano. Gli torn in mente la frase di un poeta che a Yanez piaceva citare di frequente: Questo timore diffuso, quest'ira improvvisa. Il successo di tutti i fallimenti. La folle forza della disperazione. La durezza di quella poesia, il tentativo di capire cosa vi fosse dietro quelle parole, che Yanez recitava spesso, lo astrasse per un istante. Il mendicante pens che l'ind conoscesse gi ci che gli stava raccontando.
 per questo che sei qui, vero? La Tigre bianca e Sandokan verranno per ucciderli, non  cos?
Dove sono avvenuti i loro attacchi?
A molte miglia da qui, a sud del Kinabal. Ma quelli che sono sopravvissuti ne parlano bisbigliando. E raccontano storie.
E le autorit che cosa fanno?
Gli inglesi non se ne accorgono. Non si rendono mai conto di niente. Soffrono troppo il caldo, e le zanzare li tormentano.
E il raj non vuole saperne, vive nei sogni dell'oppio e dorme quasi sempre.  un povero stupido che apre gli occhi soltanto per guardare le danzatrici del ventre, ma  talmente drogato che neanche le vede, e tanto meno le sfiora disse il mendicante che poi si alz in piedi e si allontan mordicchiando la frutta che gli aveva dato Kammamuri. Dopo pochi passi torn indietro e fiss il maharatto.
Ho un solo braccio, ma puoi contarci.
Dove posso trovarti? Come ti chiami?
Mi chiamo Sin e sar io a trovarti.
Kammamuri accarezz la carabina e continu a mangiare.
Rifletteva masticando e godeva facendo entrambe le cose. Dicerie, non erano certo le prime, storie, ma senza superstiti. I cani, la nebbia, i bambini rapiti, i massacri. Il mendicante se n'era andato senza prendere la piastra d'argento. Decise di spenderla nella pi vecchia delle fonti d'informazioni dell'isola. Si alz pulendosi le mani sui pantaloni che un tempo erano stati bianchi, riport il vassoio vuoto alla bancarella del mercato dove l'aveva preso e vagabond tra i vicoli del villaggio fino a trovare una giovane prostituta che, per sole due monete di rame, promise di condurlo in paradiso.
Sei un uomo vecchio, ma non sei un uomo saggio disse la donna mentre si spogliavano.
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CAPITOLO 5.
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Disegni.
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Yanez fin di disegnare i sei uomini che avevano teso l'imboscata. Per differenziarli dalle figure che rappresentavano loro due, mise in mano ai nemici i kriss malesi dalle lame serpeggianti, mentre alle silhouette che raffiguravano lui e Sandokan disegn le pistole. Non era andata esattamente cos. Due uomini armati di carabine li attendevano dietro una svolta del sentiero e gli altri quattro avevano i kriss, o almeno cos gli pareva di ricordare.
Negli ultimi tempi stava perdendo la precisione della memoria; era rimasto privo di quella qualit che gli permetteva di ricordare ogni dettaglio di un combattimento, ogni minimo evento; adesso gli restava una sensazione nebulosa e il riassunto razionale. Tutto qui. Ed era una memoria senza suoni, n odori o dolori.
Il nano stava giocherellando con un pallottoliere su un tavolino basso.
Vieni qui.
Irunga puagh, ti lo disse il nano, o qualcosa del genere, e si avvicin sorridendo. Osserv i disegni. Poi indic uno degli uomini armati di revolver e con il turbante e quindi punt il dito su Sandokan, che si stava dilettando a strappare qualche nota a una spinetta, in un angolo della cabina.
Bene, ragazzo approv Yanez.
Il nano indic il secondo uomo con la pistola e quindi mise il dito sul petto di Yanez.
Bene, compare disse il portoghese. E gli altri quattro? Da dove sono sbucati? e indic lui.
Il nano port l'indice sulle figure con il kriss e poi sul proprio volto, mosse la mano come a voler mostrare la pittura che lo imbrattava.
S, quelli che ti hanno dipinto la faccia. Da dove venivano? e Yanez fece il gesto universalmente noto alzando le mani e le spalle in segno interrogativo.
Il nano torn sui disegni precedenti e mostr quello della capanna. Tese il dito verso il mare.
E tu? Da dove venivi? Yanez indic prima il nano e poi la casa e il mare facendo nuovamente un cenno interrogativo.
Il nano guard verso il mare. Quindi tese le mani davanti a s con i pugni chiusi e uniti, come se fossero legati.
Ti hanno portato con loro, e avevi le mani legate.
Il nano prese il lapis e disegn qualcosa che sembrava una barca, una canoa, e poi sei omini e un settimo molto pi piccolo con le mani unite davanti agli altri.
Yanez gli diede una pacca sulla spalla e si congratul con un gesto cerimonioso.
Pinga pingui disse il nano facendo schioccare la lingua in segno di apprezzamento.
Credo che con i disegnini non riusciremo a ottenere altro da questo qui concluse Yanez. Poi, come se ci avesse ripensato, riprese le matite colorate.
Si trovavano nel salone da cui si accedeva alle cabine di Sandokan e di Yanez. Un ambiente dal lusso orientale, tavoli e sedie intarsiate di madreperla e oro, grandi librerie, pareti tappezzate di arazzi indiani, gli obl con tendaggi di seta rosa e ricami in filo d'argento. Dal soffitto pendeva uno splendido lampadario veneziano. Sandokan si alz dalla spinetta e si guard intorno. Lusso orientale mescolato a lusso occidentale. S e no. Definizioni che apparivano alquanto ridicole. Lusso da operetta: un museo dei resti di naufragi milionari, avanzi di saccheggi. Un eccesso di barocchismo. Stranamente elegante, nulla a che vedere con un bordello di Macao. Yanez apprezzava in modo particolare la stiva, dove campeggiava un paravento dipinto e l'armadio dei costumi per mascherarsi, mentre Sandokan prediligeva l'arsenale di coltelli e pugnali, yatagan e machete in acciaio del Borneo, kampilang malesi e pijanrat, scimitarre arabe e baionette ind.
Sandokan sospir lasciandosi cadere sul divano di velluto nero,Yanez and da lui per mostrargli il foglio su cui aveva fatto i disegni.
Era cos, vero?
Esattamente.
Sul foglio c'era tracciato sommariamente il segno che avevano visto dipinto con il sangue sui visi delle bambine uccise e sulla faccia del nano. Non assomigliava a nessun ideogramma conosciuto. Era una sorta di S al centro di un rombo. Un serpente rinchiuso in una cassa? Una S all'interno di un castello?
Sandokan tir un cordone che penzolava dal soffitto e si ud il suono di una campanella in lontananza. Al richiamo, Tarunga, il capo della scorta, comparve sulla porta e il principe malese gli consegn il disegno.
Mostralo all'equipaggio. e se qualcuno lo riconosce, portalo qui.
Non otterrai alcun risultato disse Yanez.
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CAPITOLO 6.
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La Rocca.
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La Mentirosa attravers agevolmente lo stretto di Balambangan nelle vicinanze dei possedimenti britannici senza incrociare, neppure a distanza, nessun'altra nave. Strano, perch lo stretto era solitamente affollato, essendo una zona di passaggio per le Filippine e la Cina continentale provenendo dai possedimenti olandesi. Il mare piatto sembrava uno specchio punteggiato di riflessi argentei. Era realmente calmo o si trattava di un inganno?
La rocca di Simbiang era un piccolo porto di pescatori nei pressi del limite nordorientale del Borneo dove non erano giunte le pretese territoriali del raj del Brunei, n la mano poderosa dei britannici di Sarawak. C'erano i depositi carboniferi di una piccola compagnia scozzese che rifornivano le sempre pi frequenti navi a vapore che attraversavano lo stretto dirette a nord, un grande emporio propriet di un cinese, un ufficio postale, un mercato e qualche casa intorno.
Le due Tigri si aspettavano di trovare Kammamuri all'imbarcadero, ma tra le decine di venditori di pesce e verdure, curiosi e mendicanti, il maharatto non c'era. Quando la scialuppa della Mentirosa li port a terra, un mendicante si avvicin e mise loro in mano un foglietto stropicciato.
 saltata fuori una cosa interessante, aspettatemi. K.
Questa situazione non mi piace disse Sandokan.
Sambliong, tenete La Mentirosa in allerta, e intanto compra dagli scozzesi tutto il carbone che pu starci nelle stive.
In quel momento approd la barca che avevano inviato nei villaggi di pescatori delle vicinanze. Sam, un malese molto alto, che sapeva veleggiare come nessun altro nell'arcipelago, li raggiunse di corsa. Il suo sguardo era inquieto.
Notizie degli assassini delle figlie di Dakao?
Nessuna, Tigre. Non hanno visto imbarcazioni passare da l negli ultimi giorni.
E cos'hai trovato?
Tutti sono impauriti, l'isola intera  in preda alla paura. Gli abitanti della costa sono preoccupati, l non  accaduto nulla, ma corre voce che nell'interno stanno succedendo cose molto brutte.
 sempre stato un paese di contastorie, hanno una notevole fantasia nel raccontarle disse Sandokan. Gli uomini superano le donne nell'inventare gnomi dei boschi e apparizioni.
Ai portoghesi piacciono i prodigi disse Yanez, cercando di sminuire la proverbiale credulit dei dayaki.
E che dicono, Sam?
 questo che mi preoccupa. Non hanno termini adeguati per ci che accade: parlano di cani che sono quasi umani, di nebbia verde, e che non sono loro a tagliare teste.
Sandokan fece un gesto di rabbia. i dayaki dell'interno erano stati tagliatori di teste per motivi guerreschi e rituali, il principe malese non approvava quelle pratiche.
Il sole stava tramontando. Trovando l'ufficio postale chiuso, fecero due passi nel villaggio ed entrarono in un magazzino, con l'insegna a caratteri cinesi e la traduzione dal cantonese all'inglese a lettere pi piccole che diceva La giustizia di Lu. Il proprietario, un indaffarato cinese con la giacchetta trapuntata di cotone blu, spinse da parte i commessi e insinuandosi tra i barili di chiodi e le pile di martelli, succhielli e seghe, and a riceverli.
Eccellentissimi signori, l'umile Lu  qui per servirvi personalmente disse parlando in terza persona e facendo schioccare le dita. I commessi offrirono alle Tigri due sedie prese in mezzo alla chincaglieria e le cataste di cavi d'acciaio, filo spinato e attrezzi dalle pi svariate origini. Accanto alle sedie comparve subito una ragazza con un servizio da t fumante.
Ci hanno raccomandato il tuo emporio per la giustizia dei prezzi e la qualit dei materiali disse Yanez sorridendo.
Lo ha fatto un nostro amico che vive in terre lontane, molti anni fa, a Macao, per essere precisi. Ci ha detto, in particolare, di rammentarti il vostro comune amore per la Rosa Bianca disse Sandokan.
Il cinese non riusc a celare lo sconcerto, leggere rughe di preoccupazione comparvero ai lati dei suoi occhi. Poi reag in fretta.
Immagino che l'acquisto a cui voi gentiluomini siete interessati sia di grosso volume.
Proprio cos, vorremmo procurarci l'attrezzatura necessaria per una grande piantagione che abbiamo intenzione di avviare nel Borneo. Vorremmo anche che ti facessi carico dei rifornimenti in maniera costante.
Se gli eccellentissimi signori sono cos gentili da seguirmi nel mio ufficio nel retrobottega, sar pi facile portare a termine i nostri affari.
E cos dicendo li condusse nel retro dell'emporio. Il dayako Kompiang si mise di guardia davanti alla porta. Le Tigri della Malesia non si erano limitate a entrare nel retrobottega di un emporio cinese, si erano appena addentrate nelle potenti societ segrete: la mano dei Tongs di Singapore arrivava fino al Borneo, succursale di quanti vivevano nel continente cinese, rafforzati dal nazionalismo che si era sviluppato tra le comunit d'oltremare dopo la guerra dell'oppio, e che venivano crudelmente perseguitati in tutti i possedimenti britannici.
Societ segrete nelle quali l'odio per gli europei, la solidariet tra i membri e in certi casi gli interessi non proprio ortodossi che erano alla base delle pratiche criminose o semplicemente commerciali, creavano una fratellanza che andava al di l dei legami di sangue tra i suoi membri, che erano alquanto numerosi sulle coste del mar della Cina settentrionale lungo tutti i possedimenti britannici e olandesi.
Voi due non siete fratelli? chiese a un tratto il cinese, mostrandosi diffidente.
No, non lo siamo, solo di sangue. Cio lo siamo, perch lottiamo per la stessa causa, liberare l'Asia dai parassiti colonialisti. Non spaventarti, Lu, davanti a te ci sono Sandokan e Yanez de Gomera, le Tigri della Malesia.
Negli occhi del cinese lo sconcerto lasci il posto a uno scintillio d'orgoglio.
Ma si diceva di voi che... Mompracem  quasi una leggenda in queste terre...
Siamo tornati dopo un lungo periodo di riposo, fratello.
Cosa posso fare per voi, eccellentissimi signori?
Tu hai amici, compagni, soci in molti dei villaggi della costa e sai che l'informazione  la regina di tutte le saggezze. Cosa conosci di quello che sta accadendo all'interno? Che altro potresti appurare? Chi c' dietro tutto ci che sta succedendo?
Trafficanti di schiavi? Qualche misero raj che ha la testa pi piccola del suo culo? chiese Sandokan.
Hanno qualcosa contro di noi? domand Yanez.
Per me sar relativamente semplice ottenere queste informazioni, signori. Nelle ultime settimane ho sentito diverse voci. Mi metter subito all'opera disse il cinese tendendo la mano ai due.
Sandokan fu il primo a stringergliela premendo leggermente il dito indice sul polso del cinese, il segno di riconoscimento fraterno tra gli affiliati al Tong della Rosa Bianca. Yanez fece altrettanto.
Usciti dall'emporio, Sandokan mand a chiamare Simpang, un dayako dell'interno.
Hai paura?
A volte s, Tigre.
Dei fantasmi della foresta? Dei cani che sono umani? Della nebbia verde? Dei tagliatori di teste? Il dayako sorrise mostrando i denti splendenti. A differenza di altri malesi, non era dedito a masticare betel.
Ne ho tagliata anch'io qualcuna quando ero giovane, Tigre.
Ho paura soltanto di un uomo armato di kampilang, se  pi abile di me e vuole farmi la pelle.
E in tal caso?
In tal caso ho questa e sfil una grossa pistola ad avancarica che doveva avere un centinaio d'anni.
Ti offro qualcosa di meglio disse Sandokan tirando fuori dalla fusciacca una Colt e porgendogliela. Gli occhi del dayako si inumidirono per la commozione. Ti lasceremo alla Rocca, andrai nell'interno dell'isola e poi, raggiunta Luma, devierai a nord e attenderai l'arrivo di uno dei nostri a Sarawak. Non devi ingaggiare combattimento, sarai i miei occhi e le mie orecchie.
Tutto ci che noterai di anormale lo annoterai qui e gli mise un dito sulla fronte per poi raccontarlo alla Tigre bianca e a me.
Quando rimasero soli,Yanez disse al fratello di sangue: Si ha paura solo di ci che si ignora e di ci che si conosce fin troppo di se stessi.
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CAPITOLO 7.
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Sconcerto.
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Cosa stava succedendo? Che ci faceva l'ind in quella zona del Borneo? Le ultime notizie che avevano avuto di Kammamuri lo segnalavano nei dintorni di Sarawak, nella piantagione che gestiva per conto di Tremal Naik. Perch si era messo in viaggio attraversando un terzo del territorio settentrionale del Borneo fino alla costa nordorientale? Cosa sperava di trovare?
Sandokan rimase in silenzio, contemplando la grande montagna che si stagliava all'orizzonte, verso l'interno dell'isola.
All'alba era un paesaggio di straordinaria bellezza, dominato dal colosso. E come tutti i paesaggi grandiosi era pervaso di suoni: cascate d'acqua, il vento tra gli alberi, gli animali del sottobosco, i rumori della vita.
Yanez si avvicin silenziosamente per non infrangere l'incantesimo.
Kinabal. Solitamente  coperta di nubi, oggi  una giornata eccezionale. E in un giorno come questo dalla vetta si possono scorgere le prime isole delle Filippine a nordest?  alta quattromila metri, una scalata magnifica. L'abbiamo risalita insieme qualche volta, no? disse il malese.
Yanez annu. Tanti anni addietro, durante la guerra contro il raj usurpatore e lacch degli inglesi, che lo avevano messo al potere spodestando la famiglia di Sandokan.
Questa  la tua terra, sei nato qui. Un po' di sentimentalismo non guasta, ma non esagerare disse il portoghese, che ogni tanto dispiegava il cinismo come un manto protettivo.
Sandokan rise, una risata franca e aperta.
Certe volte viene voglia di ammazzarti, europeo di merda, diavolo bianco... Sono certo che nella tua crassa ignoranza non sai perch si chiama cos. Kinabal: la vedova del cinese. Una vecchia leggenda che mi raccontava mia madre dice che sulla sommit viveva un drago che custodiva una perla immensa; un principe cinese venne da oltremare e gliela rub scatenando l'ira del drago che si mise a inseguirlo. Arrivato alla sua giunca, quando i cinesi ormai in preda alla disperazione, vedendosi spacciati, tentarono di ucciderlo a cannonate, il drago, che delle palle di cannone se la rideva, ma non era granch intelligente, scambi i proiettili per tante perle, li inghiott e fin a fondo.
Dunque, amico mio, vagando per queste terre il principe cinese prese in moglie una donna malese e quando torn in Cina, nonostante le promesse, la lasci per sempre. Ecco da dove viene il nome della montagna.
In attesa di notizie dal cinese e dell'arrivo di Kammamuri, le due Tigri scesero dalla Mentirosa e si recarono nell'ufficio postale, una piccola bottega dove si vendevano le cose pi inverosimili: secchi di latta, scatole di sardine, fiammiferi, tabacco trinciato fine per fare sigarette, sciroppi per la tosse, t nero indiano, una scala di legno, chiodi, rotoli di corda, montature di occhiali senza le lenti e cucchiai di peltro.
Kammamuri non aveva lasciato alcun messaggio: nessuna traccia del maharatto, per c'era un telegramma inviato da Manila a Eduardo Leonor da parte di un certo Il risorto. Yanez, per farsi consegnare il telegramma, prese dalla tasca uno dei suoi falsi passaporti con cui si qualific davanti allo sguardo sorpreso del cinese che gestiva l'ufficio e che li aveva riconosciuti subito, e lesse il testo che gli inviava Lzaro da Manila: Massima urgenza colloquio con voi.
Che sta succedendo? Tutti hanno urgenza di parlare con noi, e poi non si fanno vedere disse Yanez al fratello di sangue mostrandogli il telegramma del suo banchiere.
Sarebbe il caso di inviare una decina di avvisi, dobbiamo allertare diversi amici sugger Sandokan.
Uscendo dal piccolo ufficio postale, lo sguardo sfuggente di un uomo che stava scaricando alcuni sacchi da un carretto mise sul chi vive Sandokan. L'istinto lo spinse a controllare intorno con un'occhiata circolare. Apparentemente, non si notava nulla fuori dal normale che alterasse l'ordine circostante, ma i sacchi sul carretto erano pieni di cotone, e per quel lavoro non erano certo necessari tre scaricatori. O almeno non nel Borneo.
La tua pistola  carica? chiese a Yanez in un sussurro.
Quei tipi del carretto non ti piacciono, vero? ribatt il portoghese.
Sandokan sorrise mostrando la dentatura ancora bianca e salda. Il sorriso della tigre che annusa il sangue.
Si incamminarono verso il porto lungo la riva del fiume, avvicinandosi al carretto e agli scaricatori. Quando erano ormai a pochi passi, uno di loro lanci un urlo e impugn un kriss che nascondeva dentro uno dei sacchi, e si lanci contro il principe malese brandendolo in alto. Sandokan fece un passo indietro e gli spar un colpo in mezzo alla fronte, fulminandolo. Tutto accadde cos rapidamente che gli altri due uomini non videro neppure il compagno cadere, e si gettarono su Yanez tentando di bloccarlo contro un albero, ma il portoghese aveva gi reagito all'urlo e li attendeva: con una sciabolata devi il primo pugnale che calava sul suo petto e con la sinistra estrasse la pistola e piant due pallottole nel torace del secondo uomo, che rimbalz indietro andando a sbattere sulla ruota del carretto; il primo aggressore tent di ingaggiare un corpo a corpo a rischio di finire infilzato dalla sciabola del portoghese, menando un fendente con il pugnale diretto al volto.Yanez scivol al suolo e tese il braccio in avanti piantando la sciabola nel petto dell'avversario, mentre il kriss gli pass a pochi centimetri dalla faccia e rotol a terra, accanto all'assassino mancato.
Yanez si rialz scuotendosi la polvere di dosso, lasci cadere la sciabola a terra, osserv le capanne intorno, il piccolo ufficio postale, due bancarelle di frutta e verdura gestite da donne, si accese una sigaretta e aspir il fumo con gusto; poi prese il kriss di uno degli assalitori e annus la lama sinuosa.
Sono avvelenati? chiese Sandokan, mentre allungava un calcio a un cane che si era avvicinato a uno dei cadaveri.
S, con succo di upas. Se uno di quei pugnali ci avesse soltanto scalfito, ora quel cane annuserebbe noi.
Solo tre sicari? Ci sottovalutano.
Yanez guard il cane che, allontanato dai morti, ora cercava di leccare la mano al portoghese.
Non  ancora nato il cane che seguir il mio funerale disse.
Dovremmo prendere l'abitudine di lasciarne vivo almeno uno, in situazioni come queste, per poterlo interrogare aggiunse Sandokan.
In quel momento, allertati dagli spari, stavano arrivando di corsa alcuni marinai della Mentirosa, sciabole e carabine in pugno.
Sambliong, appura da dove sono saltati fuori questi tre poveri diavoli, quando sono arrivati nel villaggio, se qualcuno li conosce. E perquisiscili. Porta qua il nano, chiss che non possa riconoscerli.
Nel frattempo, alcuni abitanti della zona si stavano avvicinando. Un bambino tolse i sandali a uno dei morti. Yanez and a una bancarella e compr un osso con qualche brandello di carne ancora attaccata, e lo diede al cane, che sembrava essersi affezionato. Come tutti i cani dei dayaki, aveva una fame perenne; di razza indefinibile, consumato dalla rogna e dai parassiti, aveva lo sguardo acquoso ma vivace.
Le indagini di Sambliong non diedero alcun risultato. E neppure trov nulla nei vestiti dei morti. Ma almeno una conferma la ebbero; i tre sicari avevano un piccolo tatuaggio sulla caviglia, la S nel rombo, il serpente nel castello.
Il nano osserv i morti sconcertato. Ebbe una reazione solo scorgendo il tatuaggio del serpente, che lo fece impallidire.
Intendi portare con te quel cane che avrebbe seguito il tuo funerale? chiese Sandokan vedendo che l'animale seguiva fedelmente il portoghese lungo il cammino verso l'imbarcadero.
Quale cane? ribatt Yanez ignorando l'animale che continuava a cercare di leccargli la mano.
Devi riconoscere che ha delle virt. Non abbaia, non ringhia,  praticamente muto, e sembra che non abbia l'istinto aggressivo... Merda,  una femmina! Dovremo darle un nome: La figlia del portoghese errante, per esempio.
Se continui a prendermi in giro la chiamo Sandokagna, la infilo nella nostra cabina e poi sarai tu a doverle dare da mangiare.
Il cane muto, che era poi una cagna, parve d'accordo con la proposta e approfittando di un attimo di distrazione lecc la mano anche a Sandokan.
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CAPITOLO 8.
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Il richiamo delle Tigri.
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A volte vengono da terra e anche se qui non sono mai arrivati, dicono che vengono anche per mare, eccellentissimi signori.
Chi sarebbe che viene da mare e da terra? aveva chiesto Sandokan al cinese Lu.
Loro, gli uomini del serpente. Dicono che in certi casi sono capeggiati da uno con la maschera. E sarebbero musulmani, o forse no, perch alcuni non pregano rivolti a quella citt che non esiste e che chiamano La Mecca. E con loro arriva un vento verde avvelenato, e i cani morti resuscitano come per un sortilegio.
Hai incontrato quegli uomini e quei cani? Dove sono stati avvistati? All'interno? In quali villaggi della costa? Il cinese aveva scosso la testa.
Il Borneo  vasto, signori. Ma i demoni sono ovunque.
E sarebbe questa la storia migliore che puoi raccontarci?
I demoni sono ovunque... Dove? Quando? Conosci qualcuno che li abbia visti? O qualche superstite dei loro assalti? Cosa sai delle carovane di schiavi che sono recentemente passate da qui?
Sono ormai diversi mesi che le navi degli schiavi non vengono alla Rocca, signori.
Dopo che il cinese aveva lasciato la cabina portandosi via la perla che Sandokan gli aveva donato, le due Tigri rimasero in silenzio per un po'. A differenza di ci che era solito dire Yanez, che l'ignoranza produce domande e le domande portano alla conoscenza, si sentivano intrappolati in una gigantesca conchiglia marina in cui echeggiavano voci d'ogni sorta.
Che facciamo? Si va a Hong Kong per interrogare il nano?
Aspettiamo Kammamuri? chiese Yanez.
Puntiamo a nordest. Urge dare risposta al messaggio giunto dalle Filippine. Hong Kong e Kammamuri dovranno aspettare decise il malese.
Yanez si lasci cadere nell'amaca, estrasse dalla cintura uno stiletto dalla lama sottile e cominci a pulirsi le unghie. Nonostante si lavasse spesso le mani, aveva la sensazione che il sangue degli ultimi morti gli si fosse attaccato alla pelle.
Sambliong, voglio parlare con il signor Monteverde disse ad alta voce Sandokan.
L'ingegnere capo della Mentirosa comparve di l a poco, sfregandosi le mani. Pareva che da un momento all'altro sarebbe riuscito a far scaturire una scintilla, da quell'attrito. Personaggio singolare, di un pallore cadaverico e cos alto che sfiorava lo stipite della porta, Julio Eduardo Monteverde, uno spagnolo derivato da almeno una decina di incroci di razze, raramente lasciava le recondite profondit del vascello, e, quando lo faceva, si pettinava i capelli radi e metteva occhiali dalle lenti scure. Si diceva che fosse stato gesuita a Goa e che la sua vita sessuale avesse dato scandalo nella comunit finch un giorno, denudatosi nella chiesa di Nostra Signora del Rosario a Monte Santo, urlando Dio non esiste! E comunque, chissenefrega, aveva lasciato la citt. Sandokan lo aveva salvato da morte certa trovandolo abbandonato per le strade di Singapore in grave stato di inedia. Solitamente, il principe malese non era dedito alla filantropia, ma vedendo quel diseredato, famelico e disperato, che si alzava in piedi e sbatteva una contro l'altra le teste di due mendicanti che lo stavano aggredendo, lo aveva preso a bordo. Dove e quando avesse appreso una perizia magistrale con i motori navali, nessuno lo sapeva.
Signor Monteverde, motori avanti tutta, dobbiamo arrivare il pi presto possibile a Mindanao.
Abbiamo carbone a sufficienza e dovr solo intensificare i turni dei fuochisti.
La cagna muta che era stata chiamata Vittoria, in omaggio all'imperatrice britannica, che come diceva spesso Sandokan era una cagna di tutto rispetto, cominci ad annusare l'ingegnere, che la sbirciava di traverso.
Signore, ha spiegato ai dayaki che la sua cagna non  commestibile? domand Monteverde.
 di Yanez, che glielo spieghi lui... a loro e anche a Mao, il capo cuciniere.
Qualche ora pi tardi La Mentirosa, sotto la spinta del vento e dei due motori a vapore, doppiava il capo di Pulu Gaya che segnava l'estremit nordorientale del Borneo.
Intanto, il richiamo delle Tigri si stava diffondendo. Mettere all'erta una rete creata nell'arco di quarant'anni, ma che era rimasta in sonno, non era facile: telegrammi, voci, messaggeri notturni, parole mormorate all'orecchio tra amici, amici degli amici, protetti, vecchi complici, guerrieri ormai invecchiati che erano nel frattempo diventati nonni paciosi, onesti commercianti dal passato poco onesto, uomini di tutte le latitudini che non erano ci che sembravano, fratelli di sangue con promesse in sospeso, debitori di favori, spioni, informatori, e persino quanti coltivavano ancora il mito delle Tigri. Malgrado tutto questo, dal ponte della Mentirosa il richiamo, l'appello, prese a circolare e diffondersi come cerchi concentrici: le Tigri erano vive, le Tigri volevano sapere, le Tigri sarebbero entrate in azione, le Tigri non perdonavano. Stavano tornando le Tigri della Malesia!
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CAPITOLO 9.
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Il sequestro di Kammamuri.
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Seguendo il flusso delle voci circolanti, che nella sua lunga vita aveva imparato a non disdegnare, Kammamuri aveva lasciato la piantagione che amministrava per conto di Tremal Naik e per qualche mese aveva lavorato come cacciatore al servizio delle comunit del Borneo. Cacciava per una ricompensa: un elefante impazzito che distruggeva i raccolti, una tigre che si era abituata alla carne umana, un branco di scimmie affamate che devastavano i frutteti. In cambio, gli abitanti gli davano da mangiare, gli offrivano un giaciglio per dormire e, di tanto in tanto, persino una donna, magari non troppo giovane, che gli scaldava il letto.
Girava sempre accompagnato da una piccola pantera nera, una variet del leopardo molto pi comune nel Borneo del suo parente maculato che abbondava altrove. La storia del suo rapporto con Bah era lunga. L'aveva incontrata in India, quando era ancora un cucciolo rimasto intrappolato in un rovo, e dopo averla liberata e rifocillata con pezzetti di carne e latte di cocco, la pantera non si era pi allontanata da lui. Strano animale, anima gemella del maharatto, ma istintivamente indipendente, Kammamuri vedeva in lei un misto di ferocia e tenerezza, e ammirava il manto di un nero lucente e gli occhi verdi e i candidi canini che brillavano nell'oscurit. Bah apprezzava la vita solitaria dell'ind e non aveva mai preso dimestichezza con i conoscenti occasionali di Kammamuri, tenendosi a distanza da villaggi e paesi, scomparendo per intere settimane per poi ricomparire all'improvviso posando un piccolo tapiro morto ai piedi del cacciatore in segno di omaggio.
E quella voce che girava? Era tutto troppo vago, ma Kammamuri aveva appreso il linguaggio della vaghezza e quando sentiva una storia cercava di immaginare come fosse arrivata alla bocca dell'informatore e aveva anche imparato a ricostruire i percorsi delle dicerie. Se gliele raccontavano in un villaggio, immaginava come fossero giunte fin l e da dove potessero provenire. Nelle prime settimane era stato tutto un fiorire di paure e voci incontrollate, ma a un certo punto, a duecento chilometri dalla costa, nella parte orientale dell'isola, mentre attraversava i campi coltivati nei pressi di un villaggio, not delle colonne di fumo che si levavano al cielo. Avvicinandosi all'abitato, il fetore della morte che conosceva bene prese a mescolarsi al fumo grigiastro e a un tratto si ritrov davanti una palizzata di bamb con una serie di teste mozzate che erano state infilzate sulle punte acuminate; dietro, i resti del villaggio avevano ormai finito di bruciare e dalle braci si innalzava il fumo che il maharatto aveva visto da lontano. Arm la carabina e avanz in mezzo alla morte. Avvicinandosi ai resti carbonizzati, constat che l'incendio era stato appiccato non meno di ventiquattr'ore prima. La desolazione era assoluta, cadaveri in decomposizione ovunque. Uomini e donne, pi anziani che giovani, nessun adolescente o bambino. Sembrava un assalto di schiavisti, ma quelle bande di solito non operavano nel Borneo e le rare volte che lo facevano, mai cos all'interno dell'isola.
Orme. Molte orme. Cerc di interpretare i movimenti sul terreno, il numero, i percorsi. In effetti c'erano anche orme di cani, mute di cani da combattimento. Alcuni cadaveri mostravano i segni dei morsi, che non erano di sciacalli o di iene, animali poco frequenti in quella zona. Gli attaccanti? Almeno un centinaio, e tre indossavano stivali. Europei? Meticci? Armi da fuoco, machete, kriss malesi. Alcuni cadaveri erano stati sventrati, il rombo con la S inciso sui loro volti con i pugnali. Schiavisti? S, perch le orme indicavano che una colonna di uomini e donne legati tra loro si era diretta verso l'interno dell'isola, a sudovest, controllata da due file di guardiani. Ma non volevano soltanto schiavizzare, volevano anche terrorizzare.
Kammamuri, che nella sua lunga vita aveva avuto la morte come fedele compagna, che aveva visto gli orrori e le brutalit pi efferate, rimase sconvolto da ci che stava scoprendo in quel villaggio. Allora, disse tra s che era ormai vecchio. E quella constatazione lo fece infuriare ancora di pi.
Il maharatto segu le tracce della colonna per diverse miglia.
Dopo un giorno e mezzo di marcia, le orme svanivano davanti a un grande fiume che confluiva in un lago piuttosto vasto e circondato da contrafforti vulcanici. Li avevano imbarcati su lance? Non trov alcuna traccia del genere. Avevano forse spiccato il volo? Possibile che avessero attraversato il lago al di sopra dell'acqua? Sconcertato, osserv il paesaggio in tutta la sua grandiosit. Yanez gli diceva sempre di smettere di tenere lo sguardo fisso al suolo, cosa del resto difficile per un segugio, di alzare gli occhi, perch l'impossibile era solo una forma inusuale del probabile. Ma l c'era solo l'impossibile, nulla di probabile e per quanto alzasse lo sguardo, non trovava risposta alcuna.
Prosegu cercando a cerchi sempre pi ampi, ma nei pressi del villaggio di Luasong si arrese. Le storie erano giunte fin l, ma erano solo questo, storie di contadini che avevano paura della notte. Devi a nordest, pass dalla Rocca e lasci un messaggio per le Tigri, per poi tornare ad addentrarsi nel Borneo seguendo le dicerie e le leggende, e non trov altro che quelle. e adesso il mendicante monco sembrava aver spalancato nuovamente le porte dell'inferno.
Riemerse dal sonno lentamente, sentendosi osservato, non apr gli occhi e finse di continuare a dormire, il calore della donna che gli era stata accanto svaniva, lei non era pi l; la carabina era rimasta appoggiata a una panca a un paio di metri dalla stuoia e aveva solo un machete a portata di mano, tra i vestiti. Fece un balzo cercando di impugnarlo, ma la sua mano annasp nel vuoto.
Ti sto tenendo sotto tiro, cane, sta' fermo disse una voce in inglese.
Sono un uomo vecchio, ma non un uomo saggio, disse tra s il maharatto ripetendo le parole della donna, e alz le braccia.
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CAPITOLO 10.
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Lazarito.
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Il vicolo non sembrava promettere bene: terra sporca, qualche baracca, un grande magazzino dal tetto alto e grosse porte, due cani rognosi che dormicchiavano sotto il sole torrido; eppure dal calesse che si ferm scesero due tipi elegantemente vestiti.
Uno era un vecchio curvo, che indossava una raffinata casacca di seta nera, e si reggeva a un bastone di ebano con l'impugnatura d'argento a forma di testa di leone, l'altro era un malese di poco pi giovane con una livrea da maggiordomo blu oltremare, che gett una moneta al conducente del calesse, il quale fece subito ripartire al trotto i due cavallini scomparendo dietro l'angolo. Una volta soli, i due attraversarono la strada e si diressero verso un edificio di pietra a due piani, piuttosto in rovina, parzialmente invaso dalla vegetazione.
Il malese buss con delicatezza al grande portone di legno che mostrava i segni dell'umidit e della sporcizia regnante tutto intorno. Tre colpi leggeri e uno pi forte risuonarono stranamente assurdi nel silenzio del vicolo deserto, dove si udiva solo il fruscio del vento che sollevava la polvere.
Dopo un po', lo spioncino si apr e due occhi li scrutarono. Il portone si socchiuse cigolando per lasciarli entrare.
Vogliamo vedere don Lzaro disse il vecchio in uno spagnolo dall'accento formale.
La piccola filippina che aveva aperto il portone annu e li condusse per un dedalo di corridoi senza ornamenti n mobilio.
La ragazza apr senza bussare una porta in fondo all'ultimo corridoio che pareva interminabile, e fece entrare i due. Seduto a una enorme scrivania ingombra di carte, in una stanza con le finestre oscurate da tendaggi e illuminata da due lampade cinesi, Lzaro Bura alz lo sguardo e dopo aver scrutato i due visitatori assunse un'espressione stranita. Qualcosa in quei due gli ricordava...
Felipe Prado, proprietario di diverse piantagioni in Malesia, originario di Orense si present il vecchio.
Lzaro fece un cenno alla ragazza che si ritir richiudendo la porta e quindi si alz andando incontro ai due uomini.
Immagino allora che io sia il suo servitore disse il malese in inglese, e poi sput con un gesto sprezzante nel caminetto spento.
Lzaro si diede una gran manata sulla fronte e scoppi in una risata fragorosa. Riferendosi a se stesso, aggiunse: E cosa disse Ges a Lazzaro? Alzati e cammina.
Invit i due a sedere nelle due lussuose poltrone in penombra.
A cosa devo l'onore di avere in questa umile banca nella citt di Mindoro, alle isole Filippine, i miei principali azionisti, clienti e amici, il principe Sandokan e il signor Yanez de Gomera? Perch siete venuti cos camuffati a visitare il vostro umile servitore?
Del camuffamento parleremo pi tardi rispose Yanez in inglese, che era la lingua condivisa dai tre.
Che succede, Lzaro? chiese Sandokan, poco incline ai convenevoli. Il tuo messaggio imponeva la massima urgenza.
Siamo stati costretti a bruciare le riserve di carbone della Mentirosa per arrivare qui in soli quattro giorni.
Lazarito, cio Lzaro Bura, il banchiere delle Tigri, era un cubano insediatosi nelle Filippine per oscuri motivi, tra i quali doveva esserci anche l'esilio politico, che lo aveva costretto a cambiare nome di frequente. Era alto, capelli crespi tra i quali ne spuntava qualcuno bianco, rasati quasi a zero per sopportare il caldo, e lo sguardo fiero sotto le sopracciglia unite, e aveva l'abitudine di parlare in terza persona portandosi spesso alla bocca l'anello con turchese che aveva al mignolo sinistro, per mordicchiarlo.
Facezie a parte, mi rallegro di vedervi qui e meglio ancora se camuffati. Ho inviato due settimane fa una decina di messaggi sperando di trovarvi in uno degli abituali punti di contatto, perch la faccenda  seria.
Cosa intendi per seria, Lzaro? domand Sandokan.
Stanno succedendo cose molto strane, signori miei. Cercher di raccontarvele seguendo un certo ordine. Due mesi fa le operazioni della banca Bura a Mindoro sono state messe sotto controllo dalle autorit spagnole e lo stesso Lzaro, cio io, santocielo, sottoposto a sorveglianza personale. No, non preoccupatevi, Lzaro se non  geniale poco ci manca, direi quasi brillante e non  certo la prima volta che la polizia tenta di fregarlo, dunque ha ingaggiato i due agenti che avevano l'incarico di sorvegliarlo. Adesso lavorano per lui al porto anche se continuano a stilare rapporti per il comando, scritti per altro da Lzaro. Non c' da stupirsi.  normale di questi tempi, quando si parla tanto di una ripresa del movimento indipendentista, forse addirittura di una insurrezione. Ma le indagini bancarie si spingevano, come si suol dire, santocielo, al di l delle solite e triviali motivazioni, puntavano l'interesse soprattutto su voi due e sui vostri fondi.
Noi? Cosa pu importare agli spagnoli di due vecchie tigri sdentate come noi? chiese Sandokan.
Continua, Lzaro disse Yanez, accendendo la pipa a Sandokan e per s uno dei sigari di Manila di cui si era recentemente rifornito.
Non sono riuscito a saperlo. E non si tratta degli inglesi,  Manila e il governatore generale delle Filippine a indagare, o per lo meno qualcuno che usa il suo nome con grande disinvoltura. Ma la cosa non finisce qui. Tra la corrispondenza che vi  arrivata nelle ultime settimane, e che essendo indirizzata alla banca mi sono permesso di aprire, ci sono strane notizie: i magazzini a Singapore che possedete hanno subito gravi danni dopo una strana esplosione le cui cause non si sono potute appurare e l'impresa assicuratrice, che  una filiale del Banco Ispanoamericano di Madrid, si rifiuta di pagare il risarcimento accampando motivazioni astruse. Spagnoli di merda, pezzenti, sempre pronti a incassare le quote, ma mai a sborsare il dovuto.
E se questo non bastasse, i conti bancari a Hong Kong sono stati bloccati dal governo britannico senza fornire spiegazioni, la questione non  definitiva ma ci crea comunque grossi problemi disse Lzaro sfregandosi le mani.
E allora? sbott Sandokan, che considerava i prologhi del tutto inutili e in quanto a spirito di conversazione avrebbe preferito essere svizzero anzich asiatico per risparmiarsi qualsiasi perdita di tempo in chiacchiere.
Non mi restava che manovrare la banca locale disse Lzaro che non era disposto a rovinare una storia complessa in nome della sintesi. Come voi dovreste sapere, o altrimenti sono qui per raccontarvelo, dall'inizio del secolo le istituzioni caritatevoli chiamate opere pie e dirette da ordini religiosi hanno fondato una sorta di cassa prestiti, risparmi da prestare ai grandi agricoltori creoli e agli uomini d'affari, ovviamente con gli interessi. Nel 1851, grazie a un decreto reale, quella cassa ha istituito il Banco Ispanofilippino. Dunque, ho battuto quella strada, dove ho molti amici che non fanno domande.
Yanez osserv attentamente il cubano. Si diceva che finanziasse il settore pi radicale degli indipendentisti filippini, oltre a quelli cubani, e che pagasse di tasca propria la stampa dei libri del suo amico Jos Marti.
Aspetta un momento, Lzaro, cosa sta succedendo nelle Filippine? Prima che finisci di raccontare la nostra storia vorrei sapere dove siamo capitati, perch non leggo da tempo i giornali spagnoli disse Yanez di fronte alla crescente impazienza di Sandokan, che sbuffava fumo dalla pipa come un fumaiolo della Mentirosa.
Questo paese si sta scaldando, signori miei. C' molto scontento, soprattutto per i lavori forzati, gli abusi nell'incassare i tributi, il monopolio statale del tabacco e le pressioni del clero, che vorrebbe battezzare chiunque. Vi ricordate i moti insurrezionali di Cavite, nel 1872? Ve li ricorderete di certo, visto che avevate qualcosa a che fare pure con quelli. Ma Lzaro  cos smemorato, quando vuole... Ebbene, dopo la rivolta dei filippini nelle file dell'esercito coloniale degli arsenali, il vicer si  scatenato puntando a distruggere i liberali, tra i quali tre preti di idee libertarie: Mariano Gmez, Jos Burgos e Jacinto Zamora, che protestavano perch si vedevano togliere i sacerdoti creoli o meticci dalle loro parrocchie per sostituirli con preti asturiani, galiziani e andalusi, e cos li hanno fatti fuori, fucilati il 17 febbraio 1872, lo stesso anno in cui hanno messo i pali del telegrafo a Manila. Bene, da l in avanti sono nate societ segrete assetate di sangue, una si chiama Gomburza, dalle prime lettere dei cognomi dei tre preti. E c' un gran subbuglio.
E questo cosa ha a che vedere con i nostri interessi? chiese Sandokan.
Apparentemente, nulla.
Il portoghese fece un cenno con le sopracciglia per invitarlo a proseguire, Sandokan si alz e prese a girare intorno alla scrivania del cubano, costringendolo a parlare voltando la testa di continuo.
E allora, con l'incendio di Singapore, il blocco delle banche spagnole e inglesi, Lzaro  ricorso alla banca ispanofilippina, e cosa aveva detto Ges a Lazzaro? Alzati e cammina! declam Bura levando le mani al cielo. E Lzaro si  messo in marcia.
Ha creato un ponte bancario con i francesi di Nanchino e poi con la banca prussiana a Hong Kong e... l avete i vostri conti bancari senza inglesi di mezzo, floridi e in attivo come sempre, signori miei, sebbene con qualche ammanco, perch va bene un atto di magia, ma per i miracoli  pi difficile.
Lzaro porse loro un portafogli rigonfio che conteneva i rapporti finanziari, i nuovi conti e i relativi sistemi di accesso.
Che ne pensi? domand il portoghese a Sandokan.
Normalmente, si tratterebbe di un paio di incidenti isolati: Lzaro sorvegliato perch  Lzaro, e gli inglesi che annusano l'aria e ficcano il naso nei conti bancari dei vecchi nemici. Ma la banca spagnola, l'assicurazione che non paga... Non mi piace per niente, puzza troppo.
Concordo. Queste storie... gli appuntamenti dati da Kammamuri e da Dakao, l'attacco alla Rocca, il nano. Da giorni avverto uno strano prurito alle mani.
Ho un mucchio di corrispondenza per voi, dai pi svariati mittenti. Lzaro  come i re magi, che oltre a non esistere, portano doni. Da due mesi non avevo notizie e cos ho deciso di trattenere la posta. Suppongo che Lzaro non abbia fatto male, vero? E mi pare inutile aggiungere che potete restare nella casa di Lzaro tutto il tempo che volete disse Lzaro Bura chiocciando come una gallina che sta per fare l'uovo.
No rispose Sandokan. Ho un brutto presentimento, meglio andare nella piantagione. Puoi procurarci un mezzo di trasporto sicuro, Lzaro? Oggi rimaniamo a dormire qui e domani partiamo: presto arriveranno i tigrotti che ci faranno da scorta.
Certamente, ho un calesse che  a vostra disposizione. E se vi pare il caso, possiamo piazzarci sopra una mitragliatrice Gatling che ho acquistato a buon prezzo con il vostro denaro, ovvio, signori miei. A volte si hanno proprio delle idee geniali.
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CAPITOLO 11.
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Drogato.
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Lo drogavano, forse con il cibo, forse con l'acqua. Poteva togliersi il cappuccio solo quando i sequestratori uscivano dalla stanza. Non era una capanna, n una cella di pietra, le pareti erano di legno. Un bungalow? Una stanza in una casa comune dayaka in riva al mare? Non udiva il rumore delle onde, n di un fiume. Offuscato dall'oppio, tutto si confondeva, notte e giorno, interrogatori, risposte, botte. E il buio. La stanza non aveva finestre.
Tremal Naik aveva insegnato a Kammamuri che un interrogatorio  un coltello a doppia lama, a volte chi interroga, se l'interrogato  abile, racconta pi di quanto voglia sapere e suo malgrado finisce per fornire informazioni a chi sta torturando.
Per ora non volevano ucciderlo, altrimenti, perch il cappuccio?
Quanti giorni erano trascorsi? Era mancato all'appuntamento alla Rocca con le Tigri. Le Tigri... Volevano sapere tutto sul signor Yanez e sul principe Sandokan. Nessuna domanda su di lui, a quanto pareva conoscevano gi abbastanza, e neppure chiedevano di Tremal Naik e della piantagione. Dove si trovavano in quel momento Yanez e Sandokan? Com'era fatta La Mentirosa? Possedevano qualche dimora sull'oceano Indiano?
E dove? Esisteva ancora la base di Mompracem? Quali erano i suoi contatti a Sarawak? E quali a Singapore? Che rapporti aveva attualmente Yanez con Assam? Dov'era Soares, il figlio del portoghese? Kammamuri non aveva risposte per molte di quelle domande; non era mai salito a bordo della Mentirosa, non aveva idea di dove fosse Soares. E le cose che sapeva le serbava nel pi recondito nascondiglio dentro di s. Ma da buon maharatto raccontava storie, di sbarchi e cannonate, l'ultima battaglia per Mompracem, la cicatrice che Sandokan aveva sul petto...
Lo interrogavano in inglese. A porre le domande era sempre lo stesso uomo, quello dalla voce roca, un meticcio angloindiano, del quale, dopo varie sedute, Kammamuri era in grado di capire che aveva vissuto buona parte della sua esistenza a Calcutta; un secondo individuo stava sempre accanto a lui e mormorava domande e ordini che il primo ripeteva. Kammamuri, nei sogni tortuosi dell'oppio, lo chiamava il Capo. Una volta, alla luce fioca della lanterna, aveva scorto i suoi stivali, e in un'altra occasione una maschera d'argento. Il Capo era europeo, magari olandese?
I sequestratori non si limitavano a interrogarlo, spesso e volentieri lo picchiavano. Avevano provato con le torture a carattere religioso, supponendo che fosse maomettano, cacciandogli del lardo in bocca. Kammamuri, in vena di prendersi gioco di loro, aveva finto di soffrire le pene dell'inferno, ma ben presto si erano resi conto che li stava gabbando. Allora, immaginando che fosse induista, gli spalmarono la faccia con grasso di vacca.
Il maharatto, che a modo suo era un animista, praticamente prossimo all'ateismo, anche in questo caso fingeva di essere in preda all'orrore.
Dai supplizi religiosi era uscito incolume, mentre i pestaggi lo avevano lasciato con almeno un paio di costole rotte. Per sua fortuna non erano ancora passati a torture vere e proprie.
Lui ne conosceva diverse... distolse il pensiero e ricorse a una vecchia tecnica appresa tanti anni addietro.
Mormorava le parole: Il dolore passa attraverso di me, il dolore lascia il suo punto centrale dentro di me e si allontana, il dolore diminuisce se mi concentro ad ascoltare i battiti del cuore, uno, due, tre, quattro... Il dolore svanisce, il sangue scorre nel mio corpo, arriva a...
Non serviva a granch, ma almeno lo riportava a uno stato di tranquillit che gli permetteva di rimettere ordine nei pensieri tenendo a bada le emozioni e i residui di droga in corpo, concentrandosi sulla propria rabbia.
Osserv nuovamente la stanzetta in cui era rinchiuso. Si mosse verso una stuoia, trascinando la catena a cui era legato mani e piedi, e rovesci una catinella d'acqua nonostante avesse una sete smisurata, a causa della droga e delle proprie urla.
In lontananza, ud il ronfare di un grosso felino; Bah, la pantera.
Sorellina mormor, poi sput un grumo di sangue sul muro e nel buio i suoi denti macchiati dal betel brillarono in uno splendido sorriso.
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CAPITOLO 12.
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Nuovamente la morte.
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Una lettera avrebbe profondamente alterato lo stato psichico delle due Tigri, proveniva da Nuova Calcutta, la piantagione a Sarawak e luogo di ritiro di Tremal Naik.
Sandokan, intuendo che si trattava di cattive notizie, si morse il labbro fino a farlo sanguinare, mentre ricordava il sorriso dalla perfetta dentatura del cacciatore di serpenti della Giungla Nera con cui aveva condiviso tante cose in passato, la pelle scura e lucente, che ungeva con olio di cocco, del terzo fratello delle Tigri.
La lessero con il cuore stretto in una morsa, Sandokan sbirciando sopra la spalla dell'amico.
La lettera era stata dettata a Darma, sua figlia, sul letto dove l'ind, ormai in punto di morte, mandava l'ultimo saluto ai vecchi compagni di scorrerie e li informava che la causa della sua infermit, che nel giro di due giorni lo aveva ridotto pelle e ossa in preda a forti febbri e convulsioni, era senza dubbio dovuta a un avvelenamento.
Non temo per una vita che ho messo in gioco tante volte e tante volte avrei potuto perdere, avendo vissuto tempi straordinari. Temo che questo attacco alla mia persona sia un attacco a voi, miei vecchi fratelli. Ho ordinato che Westmoreland allerti i lavoratori delle piantagioni affinch riprendano le armi. Purtroppo Kammamuri non  con me,  partito da qui qualche settimana fa in cerca di conferma a strane dicerie. Molti dei nostri ragazzi, almeno mezzo centinaio, capeggiati dal guercio Roy, ricordano ancora come si combatte e saranno buoni alleati se deciderete di ricorrere a loro. Se questa lettera dovesse essere un commiato definitivo, e gli di lo sapranno ben prima di noi, vi rivolgo un'ultima richiesta dal letto di morte. Spedite all'inferno i miei assassini affinch l possa incontrarli e saldare i conti.
Un poscritto di sir Westmoreland, marito di Darma e un tempo nemico delle Tigri passato poi dalla loro parte, asseriva che le conclusioni di Tremal Naik erano giuste, avevano fatto analizzare la frutta e in effetti conteneva un potente veleno. Uno dei servitori era sparito all'indomani dei primi sintomi, per poi ricomparire qualche giorno dopo in un vicolo di Sarawak, indubbiamente strangolato. Il meticcio, genero di Tremal Naik, si chiedeva se non si trattasse di un ritorno dei thug, che le Tigri con l'aiuto dell'ind avevano sbaragliato molti anni addietro.
Anche Darma aggiungeva un poscritto, molto semplice, e che per Yanez e Sandokan rappresentava una consegna sacra:
Mio padre vorrebbe che voi lo vendicaste.
La notizia lasci le Tigri in un silenzio plumbeo, Yanez si mordeva i baffi, Sandokan batteva il pugno ritmicamente nel palmo dell'altra mano.
Lo vendicheremo, staccheremo la testa a chi lo ha avvelenato disse Sandokan con una voce che sembrava provenire dalle viscere in un profondo e tuttavia tenue ruggito.
Cos' questa maledizione? Chi ci sta perseguitando? disse Yanez guardando le palme, l'aria, le noci di cocco al di l della finestra.
La stanza nella grande casa di Lzaro sembrava loro insopportabile, al chiuso di quattro mura si sentivano soffocare. Le due Tigri uscirono sul terrazzino.
Trascorsero la notte all'aria aperta, svegli, fumando, ricordando storie del cacciatore di serpenti della Giungla Nera che era stato il loro miglior amico.
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CAPITOLO 13.
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Diabolus metallorum.
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Albeggiava.
Yanez sfil un paio di occhiali dalla montatura metallica dal taschino della camicia di seta bianca e una lettera stropicciata da quella dei pantaloni.
Dovremmo leggere anche quest'altra lettera. Dev'essere importante, se BB ha deciso di rompere il silenzio da Singapore.
E allora leggila disse Sandokan sdraiato su un'amaca nella veranda della casa di Lzaro.
Cari S e Y
la tensione in Malesia  andata aumentando come c'era da aspettarsi. Molte delle cose che vi racconter in questa lettera le conoscete fin troppo bene e di alcune siete stati protagonisti illustri o testimoni privilegiati. Ma mi vedo costretto a scriverne per poter delineare una mappa politica della regione e dar conto delle tremende pressioni che l'impero britannico ha esercitato nella sua volont di maligno dominio industriale e commerciale. Ero restio a usare questo termine; maligno, cio diabolico; perch come voi ben sapete credo nelle forze prodotte dalla societ, nelle sue forze che vanno al di l degli uomini, vili strumenti del sistema e non certo del demonio, sebbene gli accadimenti di questi ultimi anni abbiano costituito una prova ardua per il mio raziocinio e il mio linguaggio.
Il potere dei sultanati Bugis, che pareva indiscutibile, seppur gi frammentato, si  dissolto sotto i colpi di maglio e sordide manovre. I grandi mercanti e guerrieri che li avevano fondati sono diventati ruderi di un mondo colmo di orgoglio che ormai svanisce. All'inizio Singapore fu fondata da sir Stamford Raffles.
Ne ricordate la storia? Quel personaggio dagli occhi enormi, brillanti, con i tratti da meticcio che cos poco piacciono ai britannici, forse dovuti alle sue origini, perch proveniva da qualche luogo delle Americhe chiamato Giamaica. Era nato a bordo di una nave, figlio di una olandese, si diceva. Fumava in continuazione e aveva il naso rosso, sulla faccia da ubriacone, che in effetti era. Entr nella Compagnia delle Indie orientali come impiegato, per ripagare i debiti di famiglia, e fin in queste terre a fondare Singapore. E morto da ormai mezzo secolo, e l'unica cosa buona che mi viene da dire al suo riguardo  che parlava malese in modo fluido. Per un certo periodo Singapore  sembrata un luogo come un altro, l'ennesimo avamposto commerciale dell'impero dove le zanzare divorano i burocrati bianchi, intenti ad agitare i ventagli per scacciarle assieme al tedio. Ma l'auge commerciale l'ha fatta sbocciare (e molto di ci  dovuto all'inaugurazione del canale di Suez nel 1869 e l'annessione della Birmania nel 1866). Singapore era forse la citt pi poliglotta dell'Asia, e probabilmente lo  ancora, con una popolazione a maggioranza cinese (questo  forse l'unico popolo che si trova in ogni altra parte del pianeta, vero? Un giorno mi decider a lasciare il tremendo lavoro che svolgo e andare in pensione per dedicarmi a studiarne il perch), e poi bugis e malesi, dove si poteva incontrare ogni sorta di cittadini europei, spinti qui dalle maree delle proprie disperazioni, pi alcune razze dell'Industan, nonch di Giava e di Sumatra, e persino degli arabi.
La seconda guerra dell'oppio e l'insurrezione dei Sepoy in India nel 1857 diffusero tra i caporioni dell'impero britannico una doppia sensazione, da un lato temevano la fragilit del loro dominio, dall'altro lo sentivano rafforzato. Non c' nulla di peggio che la combinazione tra paura e avidit per spingere ad agire una bestia alimentata da una regina stolta, dal vapore, il carbone e le manifatture tessili.
Sarebbe stato lo stagno a fare la differenza nella penisola malese. A partire dagli anni Cinquanta, la scoperta di grandi giacimenti di stagno a Selangor e a Perak sulla costa occidentale. cambi tutto. Definito da Geber nella sua Summa perfectionis magisterii Diabolus Metallorum, era molto conosciuto nell'antichit e ci sono diverse menzioni nell'Antico Testamento, ma solo nel 1854, quando l'amico Julius Pelegrin lo identifica come elemento chimico, sarebbero arrivate le sue varie utilizzazioni in leghe di stagno, ferro e rame, per fabbricare vetro rendendolo meno fragile, o nelle latte di conserve per la resistenza alla corrosione. E soprattutto nella manifattura di tazze e piatti di peltro.
Non riuscendo a costringere i nativi a lavorare nelle terribili condizioni di quelle miniere, i britannici fecero affluire migliaia di lavoratori cinesi (ricordate? Nel 1870 a Perak ce n'erano quarantamila). I profughi delle miniere cominciarono a esercitare la pirateria lungo le coste occidentali. Avrete ben presente Lu Feng. Le guerre di successione nei piccoli Stati malesi portarono al caos. E nel caos dei nativi prospera l'impero, l'unica grande forza organizzata che avanza schiacciando ci che incontra sul cammino, se glielo lasciamo fare. Prima i britannici appoggiarono Tun Matahir per tenere a bada i siamesi... La flotta britannica scese in lizza nel sud del mar della Cina e la sua influenza aument. Quando il 1 aprile 1867 fin il dominio della Compagnia delle Indie orientali e la corona si fece carico direttamente di questa parte dell'impero, nella penisola malese avevano una solida base a Singapore e sugli stretti, oltre a Wellesley e Malacca.
Poi ci furono le guerre di Selangor dal 1867 al 1873 per il controllo dei ricchi distretti dello stagno dove i piccoli sultani si affrontarono l'un l'altro. Nel mezzo di quelle battaglie, le societ segrete cinesi avevano un molo importante, organizzarono i paria delle miniere e cercarono alleati, sia la setta dei Ghee Hin che quella degli Hai San vi parteciparono e finirono su schieramenti opposti. La zona mineraria rimase devastata e questo, nel 1873, permise ai britannici di cacciare il naso nella faccenda e prenderne il controllo; era la situazione ideale per un'ulteriore espansione. Buona parte di questa storia  avvenuta negli ultimi anni, ma credo che ne siate all'oscuro, perch avevamo perso i contatti e non vi ho pi visti a Singapore dal '71.
L'instabilit politica imperversava in tutta la regione, i grandi cambiamenti stavano per avvenire non soltanto a Selangor, ma anche a Perak, con il trattato di Pangkor del 1874, i britannici avevano piazzato il loro primo ambasciatore residente, un uomo che conoscevo bene, James W. Birch, che avrebbe infilato le mani nelle questioni locali cambiando i sistemi di raccolta delle imposte sullo stagno e anche combattendo la schiavit (ai britannici piace tanto scambiare le catene degli schiavi con le proletarie catene del salario di sussistenza). I piccoli capi e i sultani da operetta che si vedevano privati dei grandi introiti si erano messi a cospirare, per finire eliminati uno dopo l'altro nel giro di un paio d'anni. L'impero aveva l'ottimo pretesto per mandare truppe dall'India e da Hong Kong a Perak, che fecero piazza pulita delle forze del sultano, relegato in un lussuoso ritiro. I nuovi residenti, pi intelligenti di Birch, che si muoveva come un rinoceronte in un negozio di porcellane, mutarono modo di agire usando i malesi per imporre la loro legge. L'invasione port al controllo totale della penisola ricorrendo al sistema di insediare in ogni sultanato un residente britannico che dirigeva politicamente tutto, tranne le questioni religiose.
In questo i britannici sono generosi, finch le mercanzie vengono caricate e scaricate dalle navi, poco importa loro quale dio preghino i lavoranti.
A questo potete aggiungere che dal 1873 i francesi hanno preso il controllo di Hanoi e dominano ormai l'intera Indocina, gli olandesi Giava e Sumatra, nonostante le continue sollevazioni tribali, gli spagnoli hanno consolidato il ferreo possesso delle Filippine soffocando gli indipendentisti, e le esplorazioni navali prussiane dimostrano tutto l'interesse del kaiser per la Nuova Guinea e le isole Salomone, che senza dubbio aumenter nei prossimi anni e ben presto vedremo la bandiera della Neueguinea Kompanie sulle nostre coste.
La presenza imperiale nella regione  sempre pi forte, e con essa il saccheggio delle risorse, le losche manovre, la distruzione dei poteri locali, gli scambi e le alleanze, l'introduzione dell'economia industriale nelle miniere e nelle grandi piantagioni, il commercio su vasta scala, e dietro tutto questo, le navi da guerra e gli eserciti, e di conseguenza i contrasti tra gli imperi che voglion fare del subcontinente indiano uno dei loro cortili di casa.
Vi costringo a questo tedioso resoconto affinch valutiate la seguente informazione che si basa su una serie di voci crescenti giunte alle mie innumerevoli orecchie; molte sono contraddittorie, molte assurde, o derivano da chiacchiere di vecchie comari, o sono distorsioni della realt che comunque devono avere qualche origine in frammenti di verit.
Cercher di essere chiaro su qualcosa che non lo  affatto: si parla a Singapore della possibilit che sorga nel Borneo una nuova potente Compagnia britannica, ma in pratica  gi sorta. Perch e con quali scopi, non lo so. Quali materie prime suscitano nuove bramosie in quella regione? Non lo so. Il Borneo e in particolare l'interno dell'isola  un territorio immenso e difficile da sfruttare commercialmente. Non ci sono strade, neppure mulattiere, l'attivit commerciale  infima e pressoch relegata sulle coste. Certo, c' Sarawak e il Brunei, ma rappresentano circa un tre per cento dell'isola, che da sola  quasi un subcontinente; i dayaki dell'interno sono divisi in migliaia di trib e continuano a manifestare un'indomita fierezza.
Si dice che si stia accumulando o sia gi stato accumulato un grosso capitale per tale operazione.
D'altro canto si parla di una societ segreta che si sarebbe insediata nell'interno dell'isola del Borneo. Si dice che questa societ sia nata a Singapore, che agisca da qui e che sia una societ segreta di cui fanno parte degli europei (!). Si dice anche che sia nata a Hong Kong, trattandosi di scozzesi il cui capitale proverrebbe dalle manifatture tessili (il che sembra assurdo, vogliono forse vendere la lana ai dayaki dell'interno?), e che i fondatori sarebbero angloindostani che possono contare sulle favolose riserve economiche dei thug (non vi suona familiare?).
Ho tentato di saperne di pi, ma nelle indagini ho perso due buoni compagni, ritrovati morti davanti all'Hotel Victoria con la gola tagliata, mentre su una parete interna della mia umile casa  comparso un rombo con dentro una S tracciato con il sangue. Per quanto sembri in una situazione di stallo, le mie risorse sono ancora cospicue, non c' mendicante a Singapore che mi rifiuti la sua confidenza, ma come appurare la veridicit di una diceria? Ho persino ricevuto pressioni dal governatore, per convincermi che sono solo sciocchezze e invitarmi a dedicare i miei sforzi a miglior causa, il che pare confermare l'importanza di questa supposta societ segreta.
Infine, i nomi di voi due sono tornati in auge, sia da quanti vi ritengono coinvolti in questa societ segreta, della quale sareste capi e finanziatori, sia da chi semplicemente si chiede dove siate finiti. Cosa hanno fatto negli ultimi due anni Yanez de Gomera e Sandokan? E tali domande suscitano in me un'altra domanda: chi vuole saperlo e perch? Alcuni giornali in inglese, sia a Singapore sia a Hong Kong come pure in India, hanno pubblicato fantasiosi articoli su di voi e sulle vostre storie d'un tempo. Da tali scritti, sono venuto a sapere che siete consumati dall'oppio, che vivete in Europa nei pressi di una citt spagnola chiamata Salamanca, che state allestendo la pi grande flotta pirata mai vista nei mari della Cina, che sareste morti a Perak, che vi siete ritirati sul monte Kinabal, che vivete in un monastero buddista sotto falso nome, che durante una lite Sandokan  stato ucciso da Yanez che poi si  suicidato, o che avete assaltato la banca del casin di Goa.
 importante che voi sappiate di queste voci e che a vostra volta mi informiate di cosa vi sembri pertinente. Non credo certo a tutto ci che giunge alle mie orecchie, ma dove c' fumo, c' stato qualche fuoco.
Sono sempre per voi un fratello, anzi, il fratello perduto in territorio nemico.
B. Barak
Post scriptum: Vi raccomando la massima discrezione nel comunicare con me. Ho la sgradevole sensazione di essere sorvegliato costantemente, vedo ombre anche dove non ve ne sono, e temo di non saperle ormai pi distinguere da quelle reali, e se non  cos, allora  qualcosa di peggio: sto diventando vecchio e non ho pi le energie sufficienti a sostenere il doppio gioco e i rischi conseguenti. Quando mi rado la mano trema. Dunque, ho smesso di radermi.
Yanez pos i fogli stropicciati su un tavolino e fiss a lungo Sandokan.
Non ci capisco niente, vado a prendere una birra disse alla fine.
Prendine due.
Ma tu non bevi.
Guarder te che bevi la tua e anche la mia.
Il sole era ormai sorto.
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CAPITOLO 14.
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La piantagione.
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I resti carbonizzati di quella che era stata la grande dimora ardevano ancora. Rimanevano in piedi alcune parti dei muri di pietra, pali di legno e strutture metalliche quasi fuse dal fuoco devastante. Il calore emanato dall'incendio era tremendo. Sandokan e Yanez si coprirono il volto con i fazzoletti che portavano al collo e avanzarono tra le rovine. Se gli occhi del principe malese e del compagno lacrimavano, era dovuto al fumo acre e non a quanto avevano perduto. Le cose materiali non erano mai state granch importanti per loro. Davanti ai due, Sering, Pulang e altri due tigrotti della scorta si aprivano un varco nelle rovine con i machete dalla punta arcuata. Avevano appena smantellato un grande tavolo di legno e stavano abbattendo i resti di un camino.
Per loro fortuna, il cielo si oscur di nubi e subito dopo venne gi un violento acquazzone. Le braci cominciarono a sprigionare vapore e fumo biancastro che impregn i loro vestiti, e che Yanez temette di non togliersi pi di dosso.
A destra, l c'era la botola che immetteva nella cantina indic Sandokan agli altri.
Con un preciso colpo di machete, Sering tolse di mezzo i resti della botola. Le scale erano ancora in buono stato. Sandokan estrasse la pistola e scese, seguito da Yanez.
Alla luce del giorno che filtrava dalla botola, guardarono la desolazione del locale sotterraneo. Quasi tutte le bottiglie erano scoppiate per il calore. Ma per miracolo, una che si trovava su uno scaffale pi lontano dalla scala, sembrava essersi salvata.
Non so come possa resistere un Madeira a questo sbalzo di temperatura si chiese Yanez.
Sono certo che avr ancora un ottimo sapore. E l'orrendo vino di arak che avevamo, non pu che essere migliorato. Ma quel liquore di riso che ti piaceva tanto  sparito, stava ai piedi della scala.
Sandokan fece una gran risata.
Sering, porta qui due lanterne, e gli altri tornino su con i tigrotti a montare la guardia intorno alle rovine. Per oggi non vogliamo altre sorprese disse Yanez.
Dall'apertura della botola arrivavano la luce e il fragore della tormenta. Yanez si mosse intorno finch non trov una bottiglia in particolare, allora prese un piccolo pugnale che portava sempre al collo infilato in una fondina dalla parte del cuore, ruppe la ceralacca e sbriciol il tappo di sughero. Poi ne bevve un sorso, si sciacqu la bocca e sput tutto.
Com'?
Uno schifo.
L'arrivo delle lanterne permise alle due Tigri di ispezionare il sotterraneo. L'umidit, onnipresente in quella zona del pianeta, aveva pervaso ogni cosa, muschi e piante d'ombra erano cresciuti e le radici avevano invaso la cantina, uno spazio sotterraneo naturale creatosi sotto la base di roccia su cui era sorto il casolare, dando la sensazione che la giungla imperasse anche l sotto. L'incendio non sembrava aver rovinato troppo le zone pi lontane dalle scale.
Sandokan si ferm all'altezza dell'ingresso e contando i passi percorse una dopo l'altra le mattonelle del pavimento.
...Otto... Nove... Dieci...
Tir fuori dalla fusciacca un lungo pugnale, lo introdusse tra gli interstizi della pietra e inizi a far leva; una volta riuscito a sollevare una mattonella di qualche centimetro, Yanez lo aiut infilandoci un cuneo di legno.
Tienila cos, fratellino disse Sandokan infilando la mano sotto la mattonella, per poi estrarne una borsa di cuoio che doveva pesare almeno mezzo chilo.
Quando l'abbiamo nascosta quella? chiese Yanez che continuava a bere sorsi di Madeira caldo, cominciando a provare gusto per quella sorta di t alcolico.
A esser sincero, non me lo ricordo, e neppure perch l'abbiamo nascosta qui. E nemmeno a chi l'abbiamo presa.
Questo invece lo so io. Faceva parte del tesoro di Lu Feng e quando gli abbiamo tagliato la testa, con il codino e tutto, a quel miserabile, ce la siamo portata via...
Sandokan sciolse il nodo della borsa e ci infil la mano dentro: la tir fuori mostrando quattro o cinque meravigliose perle nere che brillavano alla luce delle lanterne.
Accidenti. La mia collezione di incisioni! esclam Yanez, che voltandosi di scatto, cont altri tre passi verso sinistra rispetto al nascondiglio delle perle, e si ferm davanti a una parete di pietra dove c'era un bauletto. Poi, tent di aprirlo con il suo pugnale, ma ebbe bisogno di quello ben pi robusto che aveva Sandokan. Dentro, dopo aver messo da parte due pistole e una collezione di ferri di cavallo, prese una cartella di legno fine, ricoperta di seta.
La mia collezione... mormor cullandosela tra le braccia.
Non era tua, l'hai portata via a un inglese che hai impiccato. Una collezione  qualcosa che uno mette assieme nel tempo, come per esempio la mia collezione di sciabole. Le devi trovare una dopo l'altra, le conservi, le tieni da parte. Tu non hai collezionato quelle incisioni, le hai solo tolte a quell'orrido inglese.
Aveva ucciso un cinese disse Yanez come per discolparsi.
Anch'io ho ucciso un cinese, anzi, ne ho uccisi molti. Ricordo nella caverna di Lu Feng... E quella volta nel mare della Sonda quando ci attacc la flottiglia... ribatt Sandokan, deciso a non dargliela vinta.
Tu non ne hai mai uccisi a sangue freddo.
Hai una cattiva memoria, fratellino. Una volta ho ordinato di impiccare quel giovane con il codino che aveva avvelenato mio cugino il principe Nubian.
Tu non hai mai ucciso un cinese da ubriaco.
Anche in questo caso ti sbagli. Quando ci hanno assalito in quel postribolo a Hong Kong ero abbastanza ubriaco. E meno male che hai parato con il braccio la pugnalata che mi stava sferrando quel piccoletto. Ma lui l'ho ucciso io, con queste mani, e ti assicuro che non ero sobrio.
Stai insinuando che avrei ammazzato l'inglese per prendermi le sue incisioni? chiese Yanez rabbuiandosi.
No, prima l'hai ammazzato e poi gli hai preso le incisioni.
Quando gli hai sparato un colpo in mezzo alla fronte non sapevi che avesse quelle incisioni. E comunque, era un inglese di merda...
Yanez apr la cartella di legno e seta, che ne conteneva un'altra in cartone chiusa da lacci di cuoio, che sciolse con cura. Poi, guard una dopo l'altra le incisioni originali. C'erano opere di Drer e di Dor, e una meravigliosa di John Tenniel per Alice nel paese delle meraviglie, quella in cui Alice cresciuta si vedeva oppressa dalle pareti della minuscola casa; e un'incisione di George de Maurier pubblicata su Punch che si intitolava Piccolo sogno di Natale, con un mostro che inseguiva un bambino nella neve.
Ce n'erano diverse di Gustave Dor, celebre illustratore francese che ora lavorava in Inghilterra, e che dall'et di quattordici anni faceva incisioni per libri, illustrando le opere di Coleridge e di Cervantes. Tra i pezzi migliori, una tavola che dalla data risaliva a soli tre anni prima, raffigurante un uomo sull'albero maestro di un veliero, alcune illustrazioni per la Divina Commedia di Dante Alighieri e persino un Don Chisciotte del 1863.
Gli piaceva il tratto energico dell'incisione, privo di toni grigi, definito unicamente dalle linee. Ricordava i disegni dei monaci che aveva visto nella sua infanzia nell'abbazia dove era cresciuto.
La collezione comprendeva anche un'incisione di Honor Daumier, La Senna  un fiume, in cui si vedevano bambini e uomini che facevano il bagno, il tutto con un tono irriverente, sottolineato da un personaggio che stava orinando in acqua.
Ma quella che Yanez preferiva era di George du Maurier, intitolata Sogno del mare, che risaliva ad appena due anni prima.
Mostrava un gruppo di signorine vittoriane che volavano sopra il mare, con piccole ali e gli ombrellini e i vestiti da spiaggia; l'innocenza unita all'assurdo. Meravigliosa.
Anche se tutti i pezzi erano firmati e numerati, la collezione non doveva valere granch, dato che nel mondo circolavano decine di pezzi identici e gli incisori non erano eccessivamente valutati in un'epoca dominata dai pittori. Nonostante ci, Yanez era contento di aver ritrovato quelle opere di cui si era quasi dimenticato.
Sandokan lo riport al presente toccandogli il braccio.
L'incendio  stato appiccato meno di ventiquattr'ore fa. Le orme dei nostri nemici dovrebbero essere ancora visibili, malgrado la pioggia disse Yanez.
Sandokan radun gli otto tigrotti e impart loro alcuni ordini.
E la gente che lavora nella piantagione? Dov'? Fissando dal villaggio non abbiamo visto nessuno. Non possono essere scomparsi tutti. Abbiamo munizioni a sufficienza? chiese al portoghese indicando la carabina.
Yanez controll la cartucciera e poi tir fuori un revolver Turrent e una Colt a sei colpi. Il malese verific che le proprie armi fossero cariche e annu.
La pioggia aveva spento le ultime braci, ma il calore era ancora intenso. Volute di vapore salivano dal fango. Le due Tigri percorsero un sentiero che sbucava dietro quella che era stata la casa colonica e attraversarono un cancello di ferro, che immetteva in un campo di ortaggi. A un centinaio di metri si vedeva una dozzina delle tipiche capanne di palma della campagna filippina, attorno a un pozzo artigianale.
Gli uccelli erano fuggiti, e il silenzio era spettrale. Sandokan sguain la sciabola e annus l'aria.
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CAPITOLO 15.
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L'imboscata dei cecchini.
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La scorta delle due Tigri girovagava nei dintorni dei ruderi della casa colonica. Erano otto uomini armati di carabine indiane, pistole con il calcio di ebano intarsiato di madreperla, qualcuno aveva un fucile pi moderno e un paio di loro persino un revolver; tutti portavano appeso alla spalla il fodero con il kampilang, il lungo machete di cui andavano famosi.
Pi tardi Sandokan avrebbe giurato di aver sentito prima il sibilo della pallottola e dopo lo sparo, ma questo era impossibile. Vide Kulu colpito in mezzo alla fronte cadere a terra. Echeggi una decina di spari. Sandokan fece sparpagliare gli uomini e cerc con lo sguardo Yanez, che revolver in pugno stava correndo verso una capanna, per affrontare i cecchini o forse solo per ripararsi dalle fucilate.
Sparano da quegli alberi! url il portoghese.
Tigri, a me! rugg Sandokan balzando al riparo delle capanne. Quando una pallottola scheggi il parapetto del pozzo, gli venne in mente che l poteva aspettarlo un'imboscata. In effetti gli spari provenivano dalla foresta. Alle sue spalle un'altra Tigre era caduta, e si teneva le mani strette sullo stomaco, lamentandosi.
Sandokan rimase al riparo di una capanna. Le pareti di palma offrivano scarsa copertura, a parte nasconderlo alla vista dei tiratori.
Al mio ordine, sparate una scarica. Tutti insieme! url.
Aspetta che facciano fuoco loro disse Yanez, che nel frattempo si era ricongiunto a lui.
Sconcertati per la mancata reazione dei tigrotti, i cecchini uscirono dal loro riparo per prendere meglio la mira. Erano almeno venti.
Quando Sandokan stava per dare l'ordine di attacco, rischiando di lanciarsi verso la morte certa, echeggiarono alcune raffiche di mitragliatrice, che lacerarono l'aria. Yayu, un siamese con la faccia parzialmente ustionata, approfittando della confusione era scivolato fino al calesse impugnando la potente arma. Diversi attaccanti caddero falciati.
Adesso! url Sandokan, e dopo aver sparato un colpo con la carabina, estrasse le pistole e si lanci verso i nemici colti alla sprovvista.
Quando una tigre attacca, esistono soltanto due modi per fermarla, una pallottola nel cervello o una nel cuore.
Difficile farlo in quei venticinque metri che separavano i contendenti.
Saltando come un pazzo, Sandokan scaric le pistole sugli attaccanti, che tentavano di fuggire, sferr una sciabolata sulla schiena di uno che si spezz come un giunco e si lanci su un altro riuscendo ad afferrarlo per le caviglie. Yanez e gli altri tigrotti abbatterono a distanza ravvicinata quelli che correvano nel tentativo di rifugiarsi nella foresta. Intanto il principe malese lottava con l'uomo che aveva bloccato e che era riuscito a estrarre uno stiletto. Stringendogli la gola con una mano, con l'altra gli afferr il polso e senza esitare lo morse sulle nocche per fargli perdere la presa, ma l'uomo, un filippino robusto, riusc comunque a sferrargli un formidabile pugno sul naso.
La mano sinistra di Sandokan continuava a stringere la gola dell'uomo che aveva lasciato andare il pugnale, finch questi perse le forze ed ebbe un ultimo fremito.
La revolverata di Yanez che lo centr alla fronte fu un di pi: il filippino era gi morto.
Sandokan si rialz scuotendosi la polvere di dosso, mentre sanguinava copiosamente dal naso. Yanez si avvicin costringendolo a piegare la testa all'indietro e gli tampon il naso con un fazzoletto.
Fai attenzione, fratellino, non vorrei che mi macchiassi le mie incisioni.
Non le hai perse nel combattimento?
No, le tenevo sotto il braccio e sparavo con l'altra mano.
Stai bene?
S, il naso non dovrebbe essere rotto. Ma ho visto cadere Kulu.
 morto anche Tarunga, il capo della scorta.
Si incamminarono a passi lenti verso il punto in cui giaceva il giovane malese che era stato colpito al petto e allo stomaco.
Tarunga li aveva seguiti fin da bambino, ed era il secondo a portare quel nome, preso dal padre, morto vent'anni prima in uno scontro a fuoco con due fregate inglesi.
Yayu, il malese con la faccia ustionata, vecchio compagno di scorribande di Yanez fin dai tempi in cui era maharaj di Assam, stava raccogliendo le armi e le munizioni dei caduti.
Questi hanno fucili moderni disse porgendo a Yanez uno dei moschetti recuperati.
Yanez osserv il Mauser. Non ce n'erano molti nelle Filippine, dove l'esercito spagnolo disponeva di carabine antiquate.
A un tratto il siamese grid per richiamare la sua attenzione: Tigre bianca, guarda, vieni qui!.
Yanez lo raggiunse e vide in mezzo all'erba il corpo di un uomo magro e pi alto della media, che indossava un semplice vestito indiano bianco sporco, sandali ai piedi e sulla testa un turbante verde, segno dei musulmani andati in pellegrinaggio alla Mecca.
Un santone disse il siamese.
Sandokan, che si era avvicinato, con il piede rivolt il cadavere. Sul volto portava una maschera di metallo, color dell'acciaio lucente. Una pallottola lo aveva centrato al cuore e un'altra gli aveva spezzato un braccio. La Tigre strapp via la maschera. L'uomo era un europeo.
Da quando in qua gli inglesi o i francesi vanno in pellegrinaggio alla Mecca? chiese a Yanez.
Rimasero a guardare il volto del morto.
Ti pare un nemico spietato e feroce?
No, ha piuttosto l'aria di un impiegato al catasto.
Era un uomo tra i quaranta e i cinquant'anni, con la faccia tonda e i baffetti biondastri; sotto il turbante, capelli radi e fini; sulle guance, un paio di taglietti conseguenza dell'ultima rasatura. All'interno del polso destro aveva tatuato il rombo con il serpente.
Yanez cominci a perquisirlo. In una borsa di tela, ora insanguinata, che portava in spalla, c'era una serie di mappe delle isole dell'oceano Indiano realizzate dalla Malasian Railway, una Colt .45 nuova e un foglietto fitto di numeri.
Un codice?
Probabile rispose il portoghese infilandoselo in tasca.
Sandokan prese la Colt e la cartucciera, per poi porgerle a Yayu.
Te le sei guadagnate. Se non avessi usato la mitragliatrice forse ora non saremmo qui a guardare i loro morti.
Il siamese dal volto ustionato, che nessuno aveva mai visto sorridere, mostr i denti a Sandokan.
Qui c' un ferito, capo.
Le due Tigri si avvicinarono. Un uomo con una gamba fratturata avanzava verso di loro sostenuto dai gemelli, due ragazzi svegli nativi del sud delle Celebes, il cui padre, un vecchio pirata che aveva combattuto con le Tigri contro Brooke, li aveva chiamati Abeduledyumali e Abeduledyulali, e che Sandokan per semplificare aveva ribattezzato Mali e Lali, includendoli nella sua scorta.
Il ferito, che si lamentava in lingua tagala, cerc di sedersi a terra.
Che dice? domand Yanez.
Che abbiamo ucciso il suo santo padre rispose Sandokan, per poi rivolgersi ai gemelli: Mostrategli che si tratta di un europeo.
I due ragazzi trascinarono l'impaurito filippino fino al cadavere e lo costrinsero a guardarlo. L'espressione del prigioniero pass dal panico alla sorpresa.
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CAPITOLO 16.
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La pericolosa opinione di un osservatore.
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Tornati a Mindoro, Lzaro li stava aspettando con un sontuoso pranzo e un nuovo pacchetto di lettere. Dopo aver mandato al porto un paio di uomini per mettere all'erta l'equipaggio della Mentirosa e indagare sull'arrivo del gruppo che li aveva attaccati, le Tigri si lasciarono cadere sulle poltrone nella veranda della casa del cubano, dove arrivava il profumo di un maialino che si stava rosolando.
Siete vecchi, miei stimati amici, non dovreste pi andare in giro per il mondo a sparacchiare, ve lo dice Lzaro, santocielo.
Tu, invece, vai a cagare ribatt Yanez, che era davvero sfinito.
Sandokan usc in una sonora risata, che si interruppe quando un'idea gli pass per la mente facendogli aggrottare la fronte.
Lzaro, chi sapeva della nostra piantagione? Chi, in nome del demonio, poteva conoscerla? Saremo stati l non pi di tre o quattro volte, a nasconderci due anni fa, se ben ricordo. Mi disturba pensare che abbiamo nemici in grado di sapere cos tante cose.
E che ci dici dell'europeo? E di quello che ci ha raccontato il tipo che abbiamo catturato? aggiunse Yanez.
Lzaro porse due succhi di ananas, quello del portoghese corretto con rum cubano, e si accovacci davanti a loro.
Era musulmano. Ci sono molti musulmani nelle Filippine, Lzaro?
Un cinque per cento, nativi di Mindanao e delle isole Jolu e Sulu... L'immigrazione araba ha convertito una parte della popolazione e hanno anche un sultano. Li chiamano mori disse il cubano.
Ha raccontato che il gruppo armato si  formato qualche settimana fa: il santone che aveva fatto il pellegrinaggio alla Mecca, e che indossava maschera, guanti e calzini neri, ha parlato loro in arabo dicendo che si avvicinava la Jihad, sciorinando tutta la solfa retorica della guerra santa, ha consegnato loro due dozzine di Mauser tedeschi appena usciti dalla fabbrica, dei quali ne abbiamo recuperato pi della met, con abbondanti munizioni... Lui la racconta cos, ma senza dubbio si trattava di una banda di mercenari gi esistente. Anche mettendo di mezzo la Jihad, non si improvvisa un gruppo armato dalla sera alla mattina. Li hanno imbarcati su una lancia e portati fin qui per attaccare la piantagione... In effetti, Lzaro, la benedetta mitragliatrice che ci hai prestato ha fatto la differenza.
 da tempo che non sentivo parlare della Jihad, la guerra santa disse Sandokan.
E tanto meno applicata a un paio di poveri diavoli come noi aggiunse il portoghese. La parola significa lotta, sforzo, ma ammette tutte le interpretazioni possibili, credo di ricordare che nel Corano si legga Jihad bis saif, o qualcosa del genere,  un riferimento contro lo sfruttamento e l'oppressione. Potrei anche sbagliarmi, ovvio. Ma nelle mani di un fondamentalista pu trasformarsi in un appello alla guerra santa religiosa con licenza di tagliare la testa a chi prega un dio diverso dal suo. La ribellione del Mahdi in Sudan ha fatto diventare di moda il termine, ma l c'era una guerra contro i britannici. Che diamine abbiamo da spartire noi con l'impero della regina Vittoria?
Non chiederlo a me disse Sandokan. Da bambino, quando c'era da studiare il Corano, io andavo a caccia.
Lzaro, faresti meglio a prendere qualche precauzione, e abbiamo dei nemici stranamente potenti.
Cosa ha detto Ges a Lazzaro? Alzati e cammina... Ho messo in allerta tutti i miei uomini e avr un colloquio con il governatore dell'isola quando voi ve ne sarete andati. Voglio capire, signori miei, cosa pensano le autorit spagnole della presenza di un gruppo di mori armati sui loro territori.
Lzaro Bura, come tutti i cubani, era un adoratore dei maiali e stavolta aveva ordinato ai suoi cuochi di cuocerne uno di stazza ridotta dentro una buca nella terra, smembrato e condito, ricoperto di foglie di banano e circondato di frutta, affinch il succo della carne e la frutta contribuissero alla cottura. Prima, serv agli invitati una zuppa di melone amaro, particolarmente deliziosa, e uova d'anatra in salamoia. Poi mangiarono il maiale su grandi fette di pane appena sfornato e con una notevole variet di salse piccanti, che si sposavano squisitamente al dolce della frutta.
Il pranzo fu talmente abbondante che Sandokan e Yanez accettarono di buon grado l'invito di Lazarito a distendersi sulle amache all'ombra delle palme.
Sebbene le due Tigri rifiutassero di ammetterlo, quelle due settimane erano state massacranti. Sia Sandokan che Yanez si avvicinavano ormai ai sessant'anni, e considerate la vita avventurosa, le tante cicatrici accumulate sul corpo e nello spirito, e la scarsa longevit dei pirati a quelle latitudini, agli occhi di un osservatore non coinvolto la loro poteva essere definita un'et avanzata. Ma a tale osservatore conveniva non fare alcun commento al riguardo in presenza di quei due.
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CAPITOLO 17.
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La lettera di Engels.
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Tra le lettere pi singolari nella posta che si era accumulata negli ultimi sei mesi ce n'era una proveniente da Londra.
Egregio Signor de Gomera,
vi ringrazio sentitamente per gli appunti sul comportamento degli orangutan in quella remota zona del pianeta conosciuta come isola del Borneo. Mi saranno di grande utilit per un saggio che sto preparando sul ruolo del lavoro nell'evoluzione della scimmia in uomo, con la pretesa di andare oltre il darwinismo, pur seguendone le orme, e dimostrare che il lavoro  la pietra miliare dell'evoluzione. Mi sono state particolarmente utili le vostre note sulla dilapidazione del cibo, e la distruzione delle riserve alimentari alle origini, cos come le operazioni che realizzate con le vostre mani e i rudimenti del linguaggio. Non essendo uno zoologo mi rincresce non aver potuto apprezzare appieno il materiale che mi avete messo a disposizione. Ho letto l'opera recente di Alfred Russell Wallace, anche se mi sembra limitato e improntato al naturalismo.
Ci tengo invece a dirvi che le vostre riflessioni mi hanno consentito di aggiungere un'altra piccola pietra all'edificio di una teoria che tende alla ricerca dell'emancipazione delle classi lavoratrici.
Con stima.
Friedrich Engels
Anche Yanez aveva letto Arcipelago malese di Wallace ed era profondamente indignato nei confronti dell'antropologo inglese, che durante il suo viaggio nelle isole dell'oceano Indiano aveva descritto e catalogato animali, abitudini umane, razze, usi e costumi, piante. La mania dei naturalisti di catalogare l'universo intero. Decine di anni vissuti nell'arcipelago malese inducevano Yanez a diffidare di qualsiasi visione europea riguardo il mondo che lo aveva accolto e di cui si sentiva parte integrante. Lo irritava la presunta superiorit dei portavoce della civilt davanti ai cuccioli della barbarie, la loro insopportabile supponenza. Non si rendevano conto che agli occhi dei nativi risultava altrettanto esotica la loro pessima abitudine di defecare di nascosto nella giungla, suscitando l'ilarit dei dayaki. Eppure Wallace non era una persona insensibile e concludeva il suo libro dicendo: La ricchezza, la conoscenza e la cultura di pochi non costituiscono la civilt e criticava lo stato di barbarie sociale che regnava in Inghilterra dove il crimine, l'indigenza, la miseria creata dall'industrializzazione, relegava un terzo della popolazione nella povert assoluta.
Nonostante questo, che aveva in parte riconciliato Yanez con il naturalista, nella lettura di Russell Wallace lo indisponeva la descrizione dei suoi rapporti con gli orangutan, che nel Borneo si era accanito a cacciare per imbalsamarli o conservarne gli scheletri. Il naturalista raccontava, suscitando l'adirata reazione di Yanez, una decina di spedizioni, soffermandosi su come li avesse feriti a un braccio o alla schiena, mentre inseguiva i poveri animali sanguinanti e terrorizzati nel fitto della giungla.
In ultima analisi, per tornare a Friedrich Engels, ci che Yanez voleva fare era affermare che gli orangutan sono superiori alla specie umana, e non l'anello inferiore della catena; forse era stato un errore, uno spiacevole malinteso. Avrebbe dovuto scrivere nuovamente a quel gentiluomo.
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CAPITOLO 18.
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Il mare infuriato.
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Come ogni altra cosa in quell'oceano impazzito, anche la tempesta parve sorgere dal nulla. Arrivava con venti da novanta chilometri orari e una mareggiata che crebbe con onde di pi di sei metri. E per oltre un'ora La Mentirosa fu sballottata fra gemiti e scricchiolii.
Sandokan rimase impavido a prua affrontando la furia degli elementi, mentre onde immense si abbattevano sulla nave che continuava miracolosamente a procedere. Bagnato fradicio e sommerso dalla spuma, sorrideva fieramente al mare. Era quello il suo eterno rapporto con l'oceano in lotta: sfidarlo e sconfiggerlo. Yanez, tenendosi aggrappato a una cima, si avvicin approfittando di una fugace tregua per portargli una tela cerata. Cerc di dirgli di levarsi da l, che poteva essere pericoloso, ma il ruggito del mare lo rendeva impossibile. Oltretutto sapeva bene che le sue raccomandazioni sarebbero state inutili e cos prefer infilarsi nella sua cabina a scolarsi una bottiglia di Madeira che aveva riservato per il giorno in cui fosse finito il mondo.
All'improvviso, la calma. Sandokan comparve nella cabina gocciolante e si cambi gli indumenti.
Abbiamo affrontato avversari poderosi, abbiamo combattuto per motivi di vendetta, per lavare affronti inaccettabili, per riparare torti e ingiustizie, abbiamo rotto i denti all'ingranaggio stritolante dell'impero, abbiamo ucciso per orgoglio e a volte per rapina e avidit. Abbiamo ucciso per sopravvivere a nemici implacabili che volevano usare le nostre teste per ornare i loro troni, abbiamo persino lottato e versato il nostro sangue e quello di tanti fratelli per difendere una rocca in mezzo all'oceano e questo preferisco non ricordarlo, ma ci sono state volte in cui abbiamo fatto sventolare la temuta bandiera delle Tigri della Malesia solo per combattere il tedio. A volte l'odio ha potuto pi della ragione, e accecati dall'ira abbiamo tagliato teste e addirittura torturato...
Non farla tanto lunga, fratellino lo interruppe Yanez. Abbiamo combattuto contro il progresso e a volte penso anche contro la storia, e un combattimento simile  da barbari. Barbari belli e geniali, ma in fin dei conti, selvaggi. O come lo chiameresti tu l'impedire che crescessero le reti commerciali inglesi e olandesi sul mare della Sonda? In quale modo spiegheresti che le navi della civile Europa solcavano gli stretti in preda alla paura?
La chiamo giustizia. Il commercio esisteva in queste terre molto prima che venisse imposto dagli europei con galeoni armati di cannoni, molto, moltissimo tempo prima che arrivasse Brooke con il Royalist e Rafles si impossessasse di Singapore rispose adirato Sandokan.
E che mi dici dell'appoggio ai ribelli ind o agli indipendentisti filippini? E in certi casi  stato contro la propria razza.
Per questo mi piace la mia storia. Sono un traditore della mia razza e morir orgoglioso di esserlo.
Mentre il portoghese fumava la pipa, Sandokan si avvolse in un grande asciugamano. Poteva sembrare, con il mormorio del mare che si stava acquietando, una scena familiare, ma qualcosa, nell'intensit delle parole del principe malese, lo smentiva.
Non si tratta di questo, Yanez, non ti faccio un bilancio funereo dettando il mio testamento. So bene che torneremo polvere alla polvere e che tra cento anni non rester memoria di noi su queste terre.
Polvere innamorata disse Yanez.
Questo mi piace ribatt il malese.
Restarono in silenzio per qualche minuto. Un silenzio che avrebbe infranto il portoghese.
Stavo pensando che non abbiamo mai combattuto contro la nebbia.
Perch dici questo? Abbiamo affrontato tifoni, inondazioni, terremoti ed eruzioni vulcaniche, siamo stati sul punto di morire di sete nel deserto e pi di una volta abbiamo bevuto la nostra orina su una zattera in mezzo all'oceano, per non contare quel mezzo milione di volte che stavamo per affogare.
Adesso ti preoccupano i maghi e le dicerie di pescatori su quella misteriosa nebbia verde?
Non  la nebbia.  l'essere maligno che vi si nasconde. Una nebbia che si lascia dietro duecento contadini morti ed  capace di bloccare i nostri conti bancari a Hong Kong, che ci mette alle calcagna un'orda di legulei che ci accusano di contrabbando e mobilita la stampa di tre paesi contro di noi... Ecco cos', e fa lo stesso.
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CAPITOLO 19.
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Una pausa di sesso.
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La Mentirosa, evitando le rotte pi battute, risal costeggiando l'isola di Luzon e dopo aver attraversato il mare della Cina punt sulla piccola colonia portoghese di Macao. La Cidade do Santo Nome de Deus de Macau aveva antiche origini, fondata nel 1517 come primo avamposto commerciale europeo in territorio cinese. Gli anni erano trascorsi generosamente sebbene, negli ultimi tempi e dopo la guerra dell'oppio, la concorrenza aggressiva di Hong Kong, che si trovava a poche ore di distanza, se la stava divorando. Oggi, delimitata dalle sue muraglie, appariva fin troppo piccola.
Gettarono l'ancora nel porto esterno per non destare sospetti. Yanez non voleva avere a distanza ravvicinata le autorit compatriote, che di lui sapevano pi di quanto lui ritenesse opportuno.
Mentre La Mentirosa si riforniva di carbone e viveri, le due Tigri decisero di rendere un estremo omaggio a Tremal Naik e ricordando quando l'ind, un tempo follemente innamorato di Ada Corishant, li aveva portati in un bordello di Calcutta ed era rimasto di guardia sulla porta, pensando che il sesso potesse scaricare la tensione accumulata per le eccessive emozioni delle ultime settimane, fecero due cose: misero al braccio una fascia nera in segno di lutto per la morte del compagno di tante avventure e si diressero a un postribolo.
Yanez s'era vestito per l'occasione con una giacca di velluto marrone dai bottoni dorati, stivaletti con fibbie di metallo e un cappello di paglia di Manila prestatogli da Lzaro e ornato da un nastro rosso. Sandokan si era messo un piccolo turbante di seta bianca con una grossa perla sulla fronte e una casacca rossa con ricami dorati. Il nano che l'equipaggio aveva ribattezzato Pinga Puagh indossava una giacchetta di lino adattata da Yanez alle sue misure e un turbante di seta verde prestatogli da Sandokan.
I bordelli di Macao erano famosi per il lusso sontuoso e per essere curiosamente multirazziali, in un contesto come quello del Sudest asiatico dove il colore della pelle e i segni di distinzione del potere erano fermamente associati, e la repressione razziale era una legge sociale. In tutto ci, bisognava riconoscere la straordinaria democrazia portoghese in materia di sesso.
Questo postribolo ostentava tutta la sua voluttuosa missione: le pareti della stanza che fungeva da sala di ricevimento erano arredate con dipinti di Bali, quadri ind che ritraevano le statue di Khajuraho e meravigliose sete cinesi.
Li fecero accomodare in una stanza dove vennero servite bevande e una meticcia portoghese cant fado melodiosi.
Non essere triste, fratellino. Siamo venuti qui a fare ci che va fatto disse Sandokan, e prendendo sottobraccio una cinese han, dal bellissimo sorriso, scomparve dietro un tendaggio.
Yanez bevve un gin allungato con latte di cocco e intanto ascoltava il fado. In effetti stava diventando triste. La cantante meticcia si avvicin.
Vieni con me? il portoghese la segu. Entrarono in una stanza con al centro un enorme letto rotondo pieno di cuscini.
La donna disse: La mia religione mi impedisce di togliermi il velo, ma la mia religione non dice nulla riguardo il manto e lasci cadere la tunica mostrandosi completamente nuda. A pochi metri da loro, Sandokan era alle prese con la cinese che insisteva nel volerlo cavalcare.
Yanez si ritrov improvvisamente avvinto dalle gambe della ragazza che gli strofinava la vagina sul naso. A questo arrivavano gli insegnamenti del Kamasutra. La donna sembrava un cerchio perfetto al cui centro c'era il sesso, mentre braccia e gambe ruotavano lentamente sui cuscini. Quella figura si chiamava la stella e occorreva una notevole abilit ginnica e acrobatica per poterla praticare.
Lasci che fosse la donna a lavorare per lui.
Sulla porta del bordello Sandokan riflett: Ti sei mai reso conto che  una delle rare parole universali? Putari in malese, putaine in francese, putae in latino, puttana in italiano, puta in spagnolo e in portoghese.
E tu come fai a sapere il francese e il latino?
Ognuno ha la propria istruzione particolare rispose Sandokan sorridendo.
Quando mai siamo andati a puttane in latino?
Hai scarsa memoria, fratellino, dimentichi le suore spagnole.
Yanez si batt una manata sulla fronte.
Fesso  l'uomo che nelle puttane confida, e fesso  colui che ai lor gusti s'adegua declam alla fine, traducendo in malese lo spagnolo di Quevedo.
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CAPITOLO 20.
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L'attacco della flottiglia di praho.
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Quando le due Tigri giunsero a bordo della Mentirosa, la situazione non poteva essere pi critica. Le guardie erano ridotte alla met, e in coperta alcuni uomini si contorcevano vomitando l'anima. Saul, il medico filippino, aveva l'infermeria e il corridoio intasati di uomini privi di sensi o con le convulsioni.
Avvelenamento! Sandokan, qualcuno ha messo del veleno nel cibo, e non capisco, non so che sostanza sia, non trovo... Come si fa a combattere ci che non si conosce?
Quali sono i sintomi? chiese Yanez.
Febbre molto alta, vomitano in continuazione, hanno le convulsioni e fece un'orrenda smorfia. Terribili dolori allo stomaco!
Potrebbe essere una pozione di suntra disse sottovoce Sandokan al filippino.
Qualcuno  morto? chiese Yanez.
Nessuno. Finora rispose il medico con la faccia tetra. Ma Sambliong sta molto male.
Speriamo che la dose non sia mortale. Da'loro da bere latte di cocco e tienili fuori all'aria disse il portoghese.
Saul, ricordi quella polverina che ci ha regalato quel medico brasiliano un paio di anni fa, la ipecacuana? Prendine un pizzico per ogni uomo, mescolalo a una buona dose di senape e scioglilo nell'arak, una coppa per ogni intossicato, fagliela bere tutta. Con quella si elimina una buona parte del veleno.
Yanez tir fuori una piccola anfora argentata dalla tasca posteriore dei pantaloni, la stapp e bevve un sorso abbondante.
Sandokan lo squadr stupito.
Hai qualche sintomo, fratellino? O  la tua ricetta personale?
No,  Madeira. Mi sto semplicemente preparando a ci che verr. Se saliamo in coperta non ci metter molto a comparire un nuovo pericolo sotto qualche strana forma. Quanti uomini sani ci sono rimasti, Saul?
Non pi di una ventina, e la maggior parte  impegnata a farmi da infermiere.
Le due Tigri, dopo aver ordinato al medico filippino di usare le loro cabine per quelli che stavano male, si diressero in coperta.
Kim, chi c' al timone? chiese Sandokan a un giovane ind che avr avuto non pi di quindici anni, ma dalla muscolatura impressionante e la faccia sveglia solcata da una tremenda cicatrice.
Il signor Monteverde, che  salito dalla sala macchine quando si  sentito male anche Sambliong.
Digli che si prepari a lasciare il porto. Preferisco affrontare in mare aperto qualunque cosa ci piomber addosso.
Io vado a modificare la nave disse Yanez spostandosi ai meccanismi che facevano ruotare la torretta mettendo i cannoni in batteria.
Guarda! disse a un tratto Sandokan indicando un gruppo di piccole imbarcazioni che si avvicinavano alla Mentirosa da tribordo. Era frequente, a Macao come a Singapore o a Hong Kong, che un vapore di media stazza ormeggiato nella baia venisse assediato dalle barche dei commercianti che andavano a vendere cibarie locali, offrendo ai marinai l'occasione di variare la monotona dieta di bordo: portavano frutta e tartarughe in umido, cervello di scimmia, vegetali freschi, ma anche bigiotteria, coltelli, stoffe e vestiti. Stavolta, invece, essendo ormai il tramonto, risultava alquanto singolare che avessero tali intenzioni, sebbene si stessero avvicinando con ogni sorta di luci accese, lampare e persino bracieri.
Kim, carica a mitraglia il cannoncino sul castello di prua. Mali, chiama Kompiang e digli di portare in coperta una cassa di granate e una ventina di fucili e le munizioni necessarie ordin Yanez.
Yayu! grid Sandokan unendosi al compagno nei preparativi.
Il siamese arriv di corsa, tenendosi le mani strette sulla pancia.
Puoi piazzarti a una delle mitragliere?
Subito, Tigre rispose mostrando un fiero sorriso.
Se vengono con cattive intenzioni, presto si accorgeranno che siamo un osso duro da rodere, fratellino disse Sandokan, che quando il sangue gli pulsava impetuoso nelle vene, ringiovaniva per qualche istante.
Tigre! url dalla prua un giavanese soprannominato Dingo. Si avvicina una imbarcazione piena di luminarie.
Scarica a mitraglia dieci metri davanti alle barche. Non voglio che si avvicinino ulteriormente.
Come se aspettassero soltanto quell'ordine, i due cannoncini sul castello fecero fuoco sotto l'esperta mira di Yanez e dell'ind Kim. Gli impatti sollevarono una grossa ondata d'acqua.
Indietreggiano, Tigre.
Yanez si avvicin al fratello di sangue scendendo dal castello con un paio di balzi.
Attento, gli spari devono aver messo in allerta le pattuglie navali portoghesi. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno  che qualche affilato naso europeo venga a curiosare proprio adesso intorno alla Mentirosa.
Sandokan annu.
Signor Monteverde, macchine a mezza forza, puntate in mezzo alle barche ordin al pilota improvvisato. Se tentano di abbordarci aprite il fuoco. Turong, scopri le mitraglie! Per Belzeb, se vogliono vedere il nostro sangue, ridipingeremo il castello di prua con il loro! Accanto a lui si era piazzato il nano armato di due enormi pistole a pietra focaia. Sandokan gli diede una leggera pacca sulle spalle.
Dalla ciminiera della Mentirosa cominciavano a scaturire scintille.
Chi sta spalando il carbone? chiese Sandokan a Yanez.
Devono essere i cucinieri, perch non c' rimasto nessun altro a bordo in grado di farlo.
Signore, quelle scialuppe si stanno avvicinando disse Kim all'orecchio di Sandokan. La frase fu immediatamente seguita da un paio di spari. Uno dei tigrotti che stava di vedetta a poppa cadde colpito al petto.
Attenti, cercano di abbordarci! url Sandokan.
Infatti, una delle piccole imbarcazioni si era avvicinata abbastanza alla Mentirosa da poter lanciare i rampini. La dozzina di tigrotti in coperta, sotto gli ordini di Yanez, reag immediatamente tagliando le cime con le asce, e i gemelli giavanesi scaricarono un paio di bombe a mano, che fecero pi rumore che danni, ma convinsero comunque due scialuppe ad allontanarsi.
Sono troppo imprudenti, fratellino sbrait il portoghese nel mezzo del fragore.
Sandokan estrasse i revolver dalla fusciacca di seta rossa, il nano cominci a emettere i suoi soliti strilli da pinga puagh e a scatenarsi in una danza di guerra che consisteva nel girare vorticosamente su se stesso rimanendo in equilibrio su un solo piede.
Cos mi fai girare la testa, piccolo, fermati gli grid Sandokan.
Le barche non sono venute da sole avvert Yanez.
In effetti, mentre il cielo si arrossava per gli incendi delle imbarcazioni colpite e il sole tramontava, una decina di praho si stava avvicinando alla Mentirosa sbarrandole l'uscita dalla baia. I praho, velieri molto diffusi nei mari del sud della Cina e nella penisola malese, erano lunghi una trentina di metri e molto leggeri, meno di cinquanta tonnellate.
Le due Tigri li conoscevano bene, perch su barche simili avevano esercitato la pirateria nei primi anni, veloci ma generalmente male armati, puntando tutto sull'abbordaggio per sbaragliare i nemici. Quello che gli attaccanti non sapevano, era il potenziale occulto del loro panfilo armato.
Che ci fa una squadra di praho malesi cos a nord?
Finora  stata una sorpresa dietro l'altra comment Sandokan.
Nel frattempo Kim spar un colpo di cannone a mitraglia su una scialuppa, disalberandola; ma i praho continuavano ad avanzare pericolosamente. Una pioggia di fuoco cadde in coperta.
Stanno lanciando carboni ardenti con una catapulta.
Yanez impugn la mitragliera prendendo di mira gli occupanti di un piccolo praho che si trovava a un centinaio di metri da loro. Dagli altri praho risposero con le colubrine e due o tre cannoni di piccolo calibro. Il fragore era assordante.
Correndo da una parte all'altra, il decimato equipaggio della Mentirosa, seguendo gli ordini di Yanez e di Sandokan, tentava di rispondere a tutti gli assalti, per impedire l'abbordaggio e scongiurare che la sproporzionata superiorit numerica facesse la differenza.
Erano quasi riusciti nell'intento quando un sampan cinese li raggiunse. Due cannonate centrarono la postazione della mitragliera ferendo il servente al pezzo, e una palla di fuoco lanciata dalla catapulta riusc a incendiare una parte della velatura che non era stata ammainata.
A poppa, cinque o sei cinesi armati di sciabole piombarono su Sandokan, e uno dei tigrotti, il vecchio Tschao, per coprire il corpo del comandante ricevette un tremendo fendente sulla fronte. I revolver di Sandokan abbatterono tre cinesi, ma un quarto si lanci sulla Tigre della Malesia e cadde rotolando avvinghiato a lui sul ponte di coperta.
Il nano, con i due pistoloni a pietra focaia, schiant gli altri due assalitori, concedendo a Sandokan un po' di respiro. La Tigre afferr il cinese per il collo e con la morsa della sua forte mano cominci a strangolarlo.
Intanto Yanez faceva strage su un altro praho utilizzando il pezzo di artiglieria leggera piazzato sul castello di prua.
Senza il fattore sorpresa, non valgono niente! url il portoghese per incoraggiare i tigrotti che sparavano con le carabine, dimostrando una mira eccezionale. Yayu aveva impugnato la seconda mitragliera e crivellava un'altra barca che stava tentando l'abbordaggio. Ben presto i velieri superstiti cominciarono a retrocedere. Uno dei praho stava affondando. Altri due erano in fiamme, e il sampan che li aveva abbordati, era ormai un relitto disalberato e pieno di cadaveri, di fianco alla Mentirosa.
Kim, ordina al signor Monteverde di dare avanti tutta alle eliche. Inseguiamo quel praho, quello pi dotato, che sembra comandare questa squadra di merdosi disse Sandokan lasciando andare il corpo del cinese, che croll ai suoi piedi come un omaggio alla temibile forza del vecchio pirata.
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CAPITOLO 21.
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L'abbordaggio.
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Cosa vedi? chiese Sandokan, ansioso.
Avevi ragione disse Yanez mettendo a fuoco un potente cannocchiale a tre sezioni.  senza dubbio l'ammiraglia di quella squadra di canaglie. In coperta vedo una trentina di malesi armati di fucili e sciabole d'abbordaggio.  una nave pirata vecchio stile. L'affondiamo?
No, voglio catturarla.  ora di sapere chi ci sta alle calcagna.
Accanto a lui Monteverde si ripuliva il sangue dagli occhi: una palla di colubrina sparata da un praho era caduta nei pressi della cabina del timoniere, frantumando i vetri, e una scheggia lo aveva ferito alla fronte.
Sam, calate una scialuppa e piazzateci una mitragliatrice. Andate a vedere cosa potete trovare sui relitti di quei tre praho ordin Sandokan.
E poi, filiamo dietro alla nave pirata. Con i motori della Mentirosa le saremo addosso nel giro di mezz'ora gli fece eco Yanez.
Saul! Voglio un rapporto su malati e feriti ordin ancora Sandokan.
Una volta che la scialuppa con il dayako e altri due tigrotti si fu staccata per dirigersi ai praho disalberati e in fiamme. La Mentirosa inizi l'inseguimento. Il praho non poteva rivaleggiare con quei potenti motori e, pur tentando di sfruttare tutta la forza del vento, perdeva metri a ogni minuto.
Abbiamo venticinque infermi, due feriti e un morto... non c' stato niente da fare per Mantanani disse Saul con un'espressione cupa.
Il praho si trovava a circa duecento metri dalla Mentirosa quando Yanez pot osservare nitidamente il volto e i gesti dell'uomo che sembrava al comando: un malese riccamente vestito con una casacca nera e armato di due revolver.
Carica a mitraglia su entrambi i cannoni. Prima li ammorbidiamo un po'. Fratellino, te ne occupi tu? Yanez annu accendendosi una sigaretta.
L'artiglieria del praho, mezza dozzina di cannoni di bronzo e una colubrina, apr il fuoco. Met dei colpi risultarono troppo corti, ma un paio di palle raggiunse La Mentirosa, una impatt nella blindatura senza fare danni e l'altra pass fischiando a pochi centimetri dalle due Tigri Fera, mostrano i denti esclam Sandokan.
Ancora un minuto ribatt Yanez, stringendo la doppia impugnatura della mitragliera Maxim.
In coperta, l'equipaggio della Mentirosa era al riparo della murata, le lunghe carabine indiane pronte a far fuoco. I gemelli Mali e Lali passarono con una cassa di granate, distribuendole in giro.
Trenta secondi! annunci Yanez, forse il miglior artigliere dei mari del sud. Sandokan, abituato alla precisione del portoghese, trattenne il respiro accanto a uno dei cannoni.
L'equipaggio del praho, rassegnato all'abbordaggio, attendeva in coperta impugnando fucili, asce e parang. Erano almeno una cinquantina, quindi pi degli uomini in grado di dare battaglia sulla Mentirosa.
Attenti! Stanno per sparare un'altra bordata! url Sandokan.
E per tutta risposta, la met dei cannoncini del veliero apr il fuoco. I serventi non erano buoni artiglieri, la maggior parte delle palle pass tra gli alberi della Mentirosa senza fare danni. sebbene due raggiunsero la coperta, e una di queste esplose molto vicino a un gruppo di tigrotti.
Ci sono feriti? chiese ad alta voce Sandokan.
Niente di grave, Tigre rispose Yayu avvicinandosi con un braccio insanguinato.
Adesso! url Yanez.
I due cannoni caricati a mitraglia aprirono il fuoco simultaneamente, e subito dopo la mitragliera cominci a sgranare colpi, seguita dalla scarica di fucileria. Le prime raffiche fecero strage sul ponte del praho, le bordate di artiglieria lasciarono una scia di sangue e distruzione. Yanez spazzava i nemici con raffiche corte.
Pronti all'abbordaggio! url Sandokan con uno smagliante sorriso che gli illuminava il volto.
Mali e Lali furono i primi a tendere una passerella fino alla coperta del praho e a lanciarsi sbraitando e vorticando i lunghi kampilang. Pur essendo impossibile in quel frastuono, Yanez avrebbe giurato di sentire il sibilo dei lunghi machete che fendevano l'aria.
Dopo un attimo di indecisione, il portoghese impugn una sciabola che era piantata sul ponte e si lanci dietro di loro seguito da Sandokan, che impugnava un'ascia d'abbordaggio, e da una decina di tigrotti.
Terrorizzati per il massacro provocato da mitraglia e mitragliera, gli uomini dell'equipaggio del praho rimasti ancora in piedi indietreggiarono disordinatamente, e qualcuno si butt in acqua.
Quello che sembrava il loro capo, un uomo molto alto, dalla gran barba e sdentato, cerc di imporre l'ordine e impedire lo sbando generale, ma era ormai impossibile, le urla di guerra dei tigrotti furono sufficienti a travolgere l'ultimo tentativo di resistenza. Yanez punt sul barbuto brandendo la sciabola, ma uno dei pirati feriti lo blocc afferrandolo per uno stivale e il portoghese rotol sul ponte bagnato di sangue. Il barbuto ne approfitt per lanciarsi su di lui e dargli il colpo di grazia con la scimitarra in pugno.
Ma come era spesso accaduto nell'arco della sua esistenza, un evento inaspettato avrebbe mutato il destino che sembrava ormai inesorabile. Un portoghese rinnegato e senza fortuna non dovrebbe fare il torero, era solito dire Yanez lasciando interdetto il fratello di sangue Sandokan. La cagna Vittoria comparve all'improvviso attraversando la passerella come un fulmine, e schivando pallottole e scavalcando cadaveri, spicc un balzo e azzann il braccio del malese costringendolo a fare un passo indietro, e questo bast a Yanez per estrarre il revolver e disarmare l'avversario sparandogli un colpo alla spalla.
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CAPITOLO 22.
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Il laksamana Raga.
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Sandokan contempl lo scenario. Il sangue gli pulsava nelle tempie, aveva la gola stretta in una morsa e in bocca un sapore di polvere da sparo. Respir profondamente facendo s che l'aria di mare portasse via il fetore della morte.
Il siamese Yayu, accanto a lui, si contorceva stringendosi lo stomaco.
Sei ferito?
No, sahib, mi fa male la pancia, sento che le viscere stanno per rovesciarsi.
Torna sulla Mentirosa e sdraiati, hai gi fatto abbastanza.
Yanez, con lo stivale premuto sul petto del capo pirata, guard i gemelli delle Celebes che, sorridenti, sbucavano sulla tolda coperti di sangue portandosi dietro un gruppo di cenciosi esseri umani, incatenati tra loro, che non rivedevano la luce da molto tempo ed erano abbagliati dal fulgore degli incendi. Era davvero una scena fantasmagorica.
E quelli chi sono?
Kompiang, togli loro le catene e parlaci disse Sandokan.
I prigionieri usciti dalla stiva erano almeno una ventina tra uomini e donne, pi alcuni bambini scheletrici. Respirando l'aria di mare, cominciarono a lamentarsi in un coro che comprendeva mezza dozzina di lingue diverse. Una donna si avvicin a Kompiang e gli baci le mani.
Yanez prese il cannocchiale e mise a fuoco Sam, che sulla coperta dell'altro praho stava gesticolando; una scena che si ripeteva.
Sono schiavi, Tigre, ma non capisco quasi niente di quello che dicono lo inform il malese che aveva preso le chiavi delle catene a un cadavere e stava liberando i prigionieri.
Sandokan rivolse un'occhiata gelida al barbuto ed elegante capitano malese che si reggeva penosamente in piedi stringendosi la spalla ferita dalla revolverata di Yanez. Avrebbe perdonato persino l'attacco a sorpresa, ma non lo schiavismo.
Incatenate quel cane e portatelo a bordo della Mentirosa.
Non sono un cane. Tigre, rispetta i tuoi prigionieri. Io sono il laksamana Raga.
Il termine laksamana in malese indicava chi aveva un grado superiore ai capitani delle navi pirata, l'equivalente nelle lingue europee dell'ammiraglio.
Sul vascello, Raga venne incatenato all'albero maestro.
Signor Monteverde, macchine avanti tutta, puntiamo sull'imbarcazione che ha catturato Sam, mentre Kompiang rester sul praho con gli schiavi che abbiamo liberato. Gettate una cima al praho, lo rimorchieremo ordin Sandokan agli uomini davanti a lui.
Qualche ora dopo, alla luce delle lanterne sulla coperta della Mentirosa, si teneva la pi strana delle assemblee, con i due praho gravemente danneggiati dallo scontro a fuoco e il sampan che bruciava ancora ancorati nelle vicinanze.
Sulle tre imbarcazioni avevano liberato circa un centinaio di schiavi ammassati nello spazio angusto delle stive, in condizioni disumane. Erano il bottino delle incursioni della flottiglia del laksamana compiute negli ultimi due mesi; alcuni erano abitanti dei villaggi all'interno del Borneo, altri delle Celebes, pescatori della zona di Batavia e persino papua della Nuova Guinea. Dietro ciascuno di loro c'erano storie di tragedie, uccisioni, villaggi incendiati, barche affondate, famiglie smembrate.
I cucinieri della Mentirosa, bench debilitati dall'avvelenamento collettivo, si misero a preparare enormi zuppe di pesce che servirono in scodelle con abbondante pane appena sfornato.
Le due Tigri si riunirono sotto l'albero maestro dove era stato incatenato il laksamana.
Cane, ti strapperemo la pelle a brandelli, poi ti avvolgeremo in un sacco ben unto di lardo di maiale e ti butteremo in mare gli disse Yanez come preambolo.
Tu sei la Tigre bianca e in tutto il mar della Cina si dice che sei giusto con i tuoi prigionieri. Dimmi cosa vuoi da me, che cosa vuoi sapere, e io te lo dir.
Perch ti trovavi cos a nord? chiese Sandokan.
Avrei dovuto consegnare gli schiavi nelle vicinanze di Sarawak, quando mi hanno avvertito che un vascello che sembrava un panfilo, battente questa bandiera a tre colori, doveva essere fermato, e che voi eravate a bordo e avrei dovuto catturarvi o uccidervi. Ho radunato tutta la flotta e mi sono messo ad aspettarvi al largo di Macao, sperando di intercettarvi nel porto portoghese o a Hong Kong. Ogni giorno un vapore di Macao mi portava ordini. Voi valete non poco. Tigri, mi hanno offerto diecimila rupie per le vostre teste.
Come avresti fatto a consegnare gli schiavi a Sarawak? Gli inglesi catturano le navi schiaviste intervenne Yanez.
Non a Sarawak, ma l vicino, a Bidang, e non ci hanno mai disturbato. Questo era il terzo viaggio.
Chi sono i tuoi padroni?
L'uomo con la maschera. Sempre la stessa maschera, ma l'uomo cambiava: era un tuan bianco, un inglese, o due, o tre. Lo stesso che veniva sul vapore. O uno con la stessa maschera.
Erano i tuoi uomini quelli delle scialuppe che ci hanno attaccato per primi? Cosa hai messo nel nostro cibo? Con cosa hai tentato di avvelenarci? Il laksamana fece un'espressione costernata. Poi scosse la testa.
Quale veleno?
Un'operazione coordinata da Macao mormor Yanez a Sandokan. I nostri amichetti hanno un sacco di risorse. Anche troppe.
Se ci avessi catturati, dove avresti dovuto consegnarci?
Assieme agli schiavi, a Bidang.
Sandokan sput ai piedi dell'uomo incatenato all'albero maestro.
Che ne facciamo di questo laksamana? domand Yanez.
E anche dei suoi uomini superstiti? Abbiamo una mezza dozzina di prigionieri.
Che decidano gli schiavi. Sam. Di' loro che il destino del laksamana e dei suoi uomini  nelle loro mani: possono ammazzarli o lasciarli liberi. Noi ci atterremo fedelmente alla loro decisione.
Sulla coperta della Mentirosa si tenne un'improvvisata assemblea: uomini e donne cenciosi, ancora meravigliati per l'inattesa buona sorte, gesticolavano e indicavano, parlando in una mezza dozzina di lingue. Su quei volti contratti c'era ancora la paura.
Tigre, vogliono che Raga sia ucciso e che gli altri vengano abbandonati in mare alla loro sorte.
E cos sia.
Raga, che aveva seguito la discussione continuando a ostentare il sorriso sdentato, chiese di essere giustiziato in ginocchio e con lo sguardo rivolto alla Mecca. Gli tolsero le catene. Sandokan, dopo un breve calcolo, gli indic un punto all'orizzonte.
Vi era una notevole dignit nel vecchio pirata che si chinava sulla stuoia pronunciando le parole alla cui magia affidava il suo viaggio verso il paradiso.
Sandokan chiese un volontario per l'esecuzione, e a sorpresa, il primo fu il dottor Saul, che voleva vendetta per i fratelli avvelenati, feriti o uccisi durante quella giornata.
Yanez gli porse la sua Colt, e il meticcio senza alcuna esitazione si piazz a un metro dal laksamana e lo giustizi con un colpo alla nuca. Il corpo cadde con un tonfo sordo, la testa insanguinata rimbalz sul legno della coperta.
Il sole era calato, rimanevano ormai pochi istanti di chiarore incerto. I tigrotti calarono una scialuppa con dentro i prigionieri e l'abbandonarono alla corrente. Con un po' di fortuna sarebbero anche potuti tornare a Macao.
L'uomo pi brutto a bordo della Mentirosa era un giavanese dal nome ignoto che i compagni chiamavano Dingo, come il cane delle praterie; compensava la bruttezza con la simpatia, la straordinaria abilit di nuotatore e la resistenza sott'acqua. Era stato pescatore di perle da schiavo e per aver nascosto una perla in bocca, i padroni avevano ucciso suo padre e i suoi fratelli; lui si era salvato solo perch volevano utilizzarlo fino a farlo schiantare.
Sandokan lo scelse per parlare in vece sua. Se c'era qualcuno in grado di comunicare con gli schiavi, quello era lui.
Di' loro che chi vorr unirsi alla nostra lotta sar il benvenuto, gli altri li faremo sbarcare nel Borneo.
Dingo cominci un lungo discorso spiegando chi fossero le Tigri della Malesia e le loro ormai molteplici imprese, e come ora si ritrovassero a ingaggiare una guerra contro un nemico terribile, lo stesso che li aveva ridotti in schiavit. Senza dubbio il giavanese era brutto quanto eloquente. Le sue parole viaggiavano da una lingua all'altra; in molti chiedevano di indicare loro Yanez e Sandokan.
Dingo aggiunse storie sulla potente magia di cui disponevano le Tigri, la potenza dei loro cannoni e l'immenso onore di servirle, ed elogi pure il buon cibo di bordo e la generosit dei capi.
Yanez stava per mettersi a ridere, ma si trattenne e strizz l'occhio a Sandokan, che era notevolmente infastidito da quegli elogi.
Alla fine, dal gruppo di derelitti soltanto nove uomini e una ragazza si offrirono volontari.
Una donna? disse Sandokan, osservando la piccola papua che lo guardava con fierezza.
Dice che ha gi ucciso uno dei tuoi nemici quando hanno catturato la sua famiglia, che non ha pi nulla e nessun fratello se non noi.
E sia disse Yanez. L'odio  il miglior alimento.
Non possiamo proseguire con tutte queste persone a bordo. Utilizziamo il praho del laksamana e anche l'altro. Temo che il sampan sia ormai inservibile.
E come ribattezziamo i due praho della nostra nuova flotta? chiese Yanez.
Tremal Naik e Dakao, i nomi dei nostri primi caduti in questa stupida guerra rispose Sandokan.
Facciamo un po' d'ordine. Sam prenda il comando di un praho con cinque uomini e con i volontari, e Dingo dell'altro.
Che sbarchino tutta questa gente nelle vicinanze di Sarawak e li conducano alle piantagioni di Tremal Naik. L potranno riposare e addestrare i nuovi per aggiungerli al gruppo che dovrebbe comandare Roy. Poi Sam vada verso gli stretti e cerchi Kolo per dirgli che le Tigri hanno bisogno di lui. A quel punto avremo una riserva di un centinaio di uomini sui due praho disse Yanez.
Sam e Dingo annuirono.
Approfittate di questo lasso di tempo per riparare i praho e tra un mese piazzatevi nei pressi della Rocca e dedicatevi alla pesca. Ogni notte fate attenzione al nostro segnale: due bengala verdi concluse Sandokan.
Nel frattempo il nano aveva scoperto tra gli schiavi liberati un suo compatriota con cui stava parlando animatamente. A un certo punto indic ridendo l'ingegnere capo della Mentirosa, Julio Eduardo Monteverde, che aveva un assurdo turbante in testa, in realt un improvvisato bendaggio per coprire la ferita alla fronte, che lo faceva sembrare un finto malese. Monteverde li squadr accigliato dall'alto del suo metro e novantacinque di statura.
Le tre imbarcazioni catturate erano in uno stato disastroso, ma stavano ancora a galla; forse il pi danneggiato era il sampan che emetteva fumo da ogni buco, alcuni sulla linea di galleggiamento; una carica di dinamite nella sentina lo col a picco.
Gli di del mare dovrebbero esserci grati. In tutti questi anni abbiamo mandato loro centinaia di offerte disse il portoghese guardando i resti del relitto in superficie e qualche bolla che risaliva dalle profondit del mare.
Non mi  mai piaciuto affondarle, e di quegli di del mare non ho mai sentito parlare: tu non inventartene altri.
I praho spiegarono le vele per seguire le istruzioni di Yanez e Sandokan.
Andiamo avanti secondo i piani o ci dirigiamo verso il Borneo per vedere se sbrogliamo i fili della matassa a Bidang? chiese Sandokan al fratello di sangue.
Hong Kong. Siamo a poche ore da l e sono curioso di sapere cosa pu raccontarci il nano. E poi c' un cinese tra i tanti con cui mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere.
Ci cacceremo nelle fauci del leone britannico.
Non sarebbe la prima volta.
In quel momento arriv di corsa un marinaio per avvisare le due Tigri che un naviglio di una certa stazza si avvicinava dalla costa.
E il vapore dei nostri nemici? O una nave da guerra portoghese che vuole capire cosa sta succedendo qui?
Che bandiera batte?  un vascello a vapore? url Sandokan alla vedetta.
No, Tigre,  un veliero da guerra portoghese.
Signor Monteverde, macchine avanti tutta. Fingiamo di puntare su di loro, per dare tempo ai praho di scomparire alla vista, poi, quando saremo a distanza di tiro, viriamo a sud e una volta seminati prendiamo la rotta per Hong Kong. Non avranno abbastanza vento da poterci annusare il culo disse Yanez, che poi gonfi le guance e fissando l'orizzonte fece una sonora pernacchia.
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CAPITOLO 23.
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Quei greci.
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Un eccellente scrittore olandese avrebbe scritto anni dopo: C' sempre una quantit di piccoli dettagli insulsi in grado di distogliere l'attenzione dai grandi problemi. Yanez rimuginava un'idea del genere mentre avvicinava l'acciarino alla pipa di Sandokan per poi accendere la propria. Fumavano tabacco di Bali, non molto forte ma decisamente aromatico.
Si trovavano a poco pi di un'ora da Hong Kong e nessuno dei due era riuscito a dormire. La Mentirosa aveva occultato la ciminiera e i cannoni grazie agli ingegnosi marchingegni meccanici, smontato le mitragliere e cambiata la bandiera messicana con una portoghese; il nome sulle fiancate era stato coperto da eleganti piastre di rovere sulle quali si leggeva Saudade. All'apparenza era un innocente panfilo a vela, elegante e raffinato, che trasportava un eminente geografo di Oporto, Fernando Moris, e il suo amico meticcio anglomalese William Mohandas Karamchand, studioso delle correnti marine al recentemente fondato St. Stephens College.
Ti rendi conto che siamo andati da un capo all'altro senza alcun senso preciso? Siamo tornati visibili dopo tanti anni di vita in incognito. Siamo attori che sulla scena possono beccarsi verdura marcia o anche sassate dal pubblico. Non sar stato proprio questo che loro volevano ottenere?
E chi sarebbero loro? Mi ricordi quel greco che si infilava in una botte per pensare con dei sassi in bocca e poi passeggiava con i discepoli e diceva loro che nulla  reale, che tutto sta nella testa degli uomini.
Sandokan mischiava allegramente le storie di quei greci.
Yanez non voleva contraddirlo, anche lui in materia aveva un po' di confusione, mitologia compresa.
Loro, quelli che hanno scatenato questo vespaio attorno a noi.
Non bisogna fare domande ad alta voce quando non si hanno le risposte disse il malese che nell'infanzia aveva avuto diversi cinesi tra i compagni di giochi, e, come si sa, qualcosa dell'educazione informale dell'infanzia rimane nell'uomo adulto.
Al contrario, occorre sempre porsi delle domande ribatt Yanez che fumando la pipa cominciava a prenderci gusto alla discussione filosofica. Ci attaccano, attaccano i nostri amici, attaccano i nostri averi, terrorizzano le genti che ci stanno a cuore, sanno che reagiremo. Ti rendi conto che abbiamo subito pi attentati nelle ultime settimane che in tutti gli ultimi anni?
E se gli attentati avessero l'obiettivo di fallire con la sola intenzione di farci tornare allo scoperto?
Hai forse messo dell'oppio di Malacasay nella tua pipa? Il malese che ti ha assalito alla Rocca cercava di spaccarti il cuore con il pugnale, la flottiglia di praho non voleva certo farci il solletico, gli uomini del laksamana sparavano palle con cannoni fin troppo reali, e a Mindoro, Tarunga mi  morto di fianco, con un colpo in fronte.
Yanez era perplesso: la sua teoria faceva acqua, il principe aveva indubbiamente ragione. A meno che gli aggressori, loro, puntassero all'una o all'altra cosa: eliminarli o farli uscire allo scoperto, ed entrambe le possibilit fossero utili ai loro scopi. Ma un complotto cos, da un capo all'altro dell'Oceano Indiano, implicava risorse enormi, relazioni, denaro, agenti. E soprattutto un piano molto elaborato che non riusciva a comprendere.
Vedendo il compagno pervaso dai dubbi, Sandokan gli diede una pacca sulla spalla.
Aspettavo questo momento disse, tirando fuori dalla manica un foglietto che gli mise in mano.
Yanez lo spieg, prese gli occhiali dal taschino e cerc di leggere alla luce di una lanterna.
L'oro e le ricchezze sono le cause principali delle guerre, diceva la frase scritta in malese con una grafia araba.
E questa di chi ?
Di un certo Tacito, uno di quei greci disse Sandokan sorridendo, poi aspir una corposa boccata dalla pipa, riprese il foglietto, lo accartocci e lo gett in mare.
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CAPITOLO 24.
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I misteri di Hong Kong.
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Se la malattia del tedio non fosse prettamente britannica, e so quanto odi gli inglesi, giurerei che ne sei stato contagiato, fratellino disse Sandokan, avvicinandosi al vecchio amico.
Yanez aveva trascorso l'intera mattinata appoggiato sui gomiti alla ringhiera della terrazza dell'Hotel Esplanade fischiettando fado portoghesi e osservando l'orizzonte. Fumava senza l'accanimento abituale e contrariamente al solito mangiava poco e beveva ancor meno. Sudorazioni improvvise gli imperlavano la fronte.
Gli inglesi di Hong Kong... Meglio morto che essere inglese. O piuttosto, se fossi morto sarei inglese.
Sul pavimento il nano giocherellava accanto a loro con un piccolo pugnale che piantava in un palo della terrazza, imitando gli abituali allenamenti di Sandokan. Yanez pensava che fosse per colpa di certe cattive abitudini se pagavano conti esorbitanti negli alberghi.
Lo sai che i cinesi sputano continuamente per terra? Sandokan annu sorridendo. Stava per cominciare una delle lezioni di anglofobia del portoghese, che ne aveva a centinaia in archivio.
Be', agli inglesi di Hong Kong sembra un'abitudine schifosa, un gesto di pubblico ludibrio, una porcata, e in questa citt hanno deciso di punire con una serie di bastonate in pubblico chi infrange tale divieto. Curioso, i britannici che hanno imposto questa regola e che vigilano assiduamente affinch venga rispettata, schiantando la schiena ai poveri cinesi colti sul fatto, fanno il bagno se va bene una volta al mese.
Yanez concluse la sua invettiva scaracchiando in strada.
La citt di Hong Kong era a quei tempi un notevole agglomerato urbano. Essendo stata in origine una piccola comunit di pescatori e rifugio di pirati, dove le Tigri qualche volta avevano gettato l'ancora per vendere i bottini delle loro scorrerie, adesso era una citt, una metropoli. Occupata dai britannici nel 1840 durante la Guerra dell'oppio, era diventata formalmente una colonia britannica nel 1860, inglobandone il porto e Stonecutters Island per poi crescere in modo smisurato, caotico, su un piccolo territorio di quarantaquattro chilometri quadrati. Quando era stata occupata tutta la terra ferma ai piedi del picco Vittoria, un'altura di 550 metri, era nata la citt dei sampan sull'acqua: centinaia di piccole imbarcazioni unite da pontili, che si trasformavano in abitazioni galleggianti, botteghe, ristoranti, creando un paesaggio variegato. In quegli anni la colonia superava i centocinquantamila abitanti.
Hong Kong aveva diversi porti e baie naturali, e mentre le navi europee di grande stazza preferivano il porto di Vittoria, cos chiamato in onore alla santa madre britannica, lo stesso nome della cagna di Yanez, le Tigri preferirono gettare le ancore della Mentirosa in una piccola rada pi a nord, dove avrebbero potuto apportare le riparazioni pi urgenti dei danni subiti nello scontro con i praho senza richiamare l'attenzione.
Qualche ora dopo le due Tigri e il nano Pinga Puagh uscivano dall'albergo per passeggiare nelle strade: entrarono in una sartoria dove Yanez prov uno smoking di seta nera e acquistarono una cravatta verde smeraldo per il nano; poi comprarono due scatole di caramelle per i tigrotti rimasti a bordo della Saudade, andarono in una banca a cambiare rupie e monete d'argento spagnole in sterline, fecero una sosta nella Canton Teahouse, ritirarono la corrispondenza alle poste centrali e finirono nello Shing Chai Tong, dove vendevano piante officinali e farmaci europei, facendo scorta di chinino, medicinali contro la dissenteria, garze e un paio di litri di acido fenico, molto utile nel trattamento delle ferite.
Comprarono anche una gabbia piena di uccellini, che i cinesi usavano non solo per addestrarli a estrarre foglietti della fortuna, come fanno i messicani o i peruviani, ma li vendevano anche per essere liberati dai nuovi proprietari.
Il nano era affascinato e quando gli offrirono un gelato inaugur la cravatta verde per pulirsi la bocca.
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CAPITOLO 25.
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L'interrogatorio del nano.
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Il vostro nano  originario delle isole Cook, in Polinesia; parla un dialetto che ha qualcosa in comune con il maori, e dice cose strane su certa frutta con ghiaccio sentenzi il dottor Stavros Petsepoulos.
Il nano Pinga Puagh lo guard con riconoscenza e annu come se avesse capito.
Sandokan e Yanez rimasero a fissare il nano e il dottore greco, prima l'uno e poi l'altro. Stavros era il linguista pi importante di quella zona del pianeta. Aveva redatto i primi dizionari di francese-polinesiano e tagalo-spagnolo, alcuni studi sulle varianti del malese, parlava il cinese mandarino e cantonese e alla Sorbona era considerato il massimo esperto su scala mondiale in decine di idiomi, lingue e sottoceppi linguistici dell'oceano Indiano. Con un simile curriculum, non si capiva perch vivesse a Hong Kong. Era fuggito dall'Europa come tanti altri rinnegati del vecchio continente? Aveva il vizio del gioco? O del t cinese? Oppure c'era di mezzo una storia d'amore? Yanez continuava a chiederselo.
Il maori della Nuova Zelanda?
Esattamente.
Non siamo mai stati alle isole Cook, mai cos a oriente disse Yanez.
Chiedetegli com' arrivato nel posto dove lo abbiamo trovato.
Il nano parlott a lungo gesticolando e facendo espressioni di spavento e onore.
Dice che lo portavano a bordo di una scialuppa, lo usavano come amuleto. No, aspettate: lo tenevano come mascotte, andava a prendere l'acqua e lavava i panni; quelli che lo hanno catturato li chiama gli uomini del serpente e il greco disegn nell'aria una S imitando i movimenti delle dita del nano.
Dove lo hanno catturato?
Un'altra lunghissima spiegazione.
Non lo hanno catturato gli uomini del serpente, sono stati altri; dice, testualmente, che se ne stava sulla spiaggia a grattarsi i coglioni quando  stato sequestrato, e poi venduto agli uomini del serpente.
Cosa  successo alle figlie di Dakao? E a Dakao e a sua moglie? Stavros fece le domande e ascolt le prolisse risposte del nano.
Li hanno gettati nel burrone, e le figlie le hanno uccise.
Sandokan si piant le unghie di una mano nel palmo dell'altra fino a farsi male.
Chiedetegli come si chiama.
Il nano pronunci una strana serie di parole gutturali.
 troppo complicato per noi, continueremo a chiamarlo Pinga Puagh disse Sandokan.
Come  arrivato fino al luogo dove lo abbiamo trovato?
Dice su una piccola imbarcazione, poi su una grande, come quella dell'uomo con la barba che avete ucciso.
L'uomo con la barba? chiese Sandokan.
Il laksamana Raga disse Yanez.
E poi su una nave che faceva rumore... con i motori, suppongo, un vapore, sulla quale c'era il re, il capo di quelli con la S.
E com'era questo re?
Un principe malese che  come te disse Stavros indicando Yanez ma pi giovane.
Come fa a saperlo? Non portava una maschera?
S, aveva la maschera. Dice che era pi giovane perch gli ha visto i piedi. Cos dice. Ma non permetteva mai che qualcuno potesse vedergli le mani. Era il maligno, il diavolo dei boschi e del mare, e ha i cani ai suoi ordini e poi dice qualcosa che non capisco bene, sull'"aria verde che uccide. Dice che quelli che ammazzano li fanno a pezzi.
Il nano tremava.
Dice che il diavolo si copre le mani.
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CAPITOLO 26.
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Il passato.
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Stava sognando cavalli neri. Erano cavalli? Nel sogno li riconosceva come qualcosa di simile, cavalli neri che si muovevano violentemente, in qualche modo preannunciavano minacce, erano aggressivi, i musi schiumanti e gli occhi ardenti. Volevano dire qualcosa. Qualche volta aveva montato un cavallo nero. Un ricordo d'infanzia. Ma dove? Quando? E di quale infanzia? A forza di occultare il passato, a forza di raccontarlo mentendo, il passato era svanito.
Yanez si svegli sudato e si ritrov a un metro dalla faccia lo sguardo inquisitorio di Sandokan, che lo osservava preoccupato.
Qualcosa non va?
Cavalli, un incubo disse il portoghese per poi andarsi a sciacquare la faccia nella bacinella.
Per Yanez la condizione del passato remoto era la sua inesistenza. Quegli angoli comuni dell'infanzia e dell'adolescenza che tutti condividiamo, per lui non esistevano. Non vi era nulla che volesse ricordare prima della notte in cui il principe malese Sandokan, seguito dal fedele Sambliong, lo aveva trovato riverso al suolo in un vicolo di Kuala Lumpur con una ferita d'arma da fuoco nella gamba sinistra. Il portoghese stava cercando di bloccare l'emorragia stringendosi la cinghia intorno alla gamba e aveva chiesto una sigaretta. Da dove sbucava fuori? Chi e perch gli aveva sparato? Diceva di chiamarsi Yanez de Gomera e neppure allora ammetteva di essere lusitano. Aveva la barba ispida di vari giorni e, quando i due malesi lo avevano perquisito accuratamente dopo che aveva perso i sensi, non portava addosso alcun documento, niente passaporto n lettere o denaro.
Sandokan invece aveva un'infanzia da ricordare, eccome, con la balia e tanti libri, e poi viaggi, battute di caccia, amori adolescenziali; ricordi tra i quali spiccava il funerale di suo padre Kaidagan, giustiziato per ordine di James Brooke, e una piccola citt in fiamme. Il fuoco della pira che ne bruciava il corpo, il fuoco delle case incendiate. Il fuoco dell'infanzia era la sua memoria. Tanti anni trascorsi insieme facevano s che entrambi intuissero quale fosse il momento delle domande e il momento dei silenzi. Il malese cap che non era il caso di insistere e si limit a chiedere:
E adesso che si fa?.
Andiamo a trovare i nostri cinesi. Loro sanno sempre se il mondo  ancora rotondo o se tutto  andato in malora ed  tornato piatto: sanno persino dove precipitano le navi quando arrivano alla fine del mondo.
Sandokan non obiett riguardo quelle nuove teorie alquanto assurde sull'universo del suo fratello di sangue. Sarebbe stato pi divertente se avesse accettato che il mondo poteva essere rotondo, anche se sorretto da due enormi elefanti che sorridevano malignamente.
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CAPITOLO 27.
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Ting Ku.
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I cinesi, secondo Sandokan, hanno difficolt a riprodursi perch dedicano al gioco pi tempo che al sesso. Yanez pensava che suo fratello, il principe malese, esagerasse un po', ma non troppo. Vedendo la casa da gioco, comunque, c'era di che confermare la teoria di Sandokan anzich l'indulgenza di Yanez. Il fumo del tabacco risaliva lungo le pareti dell'immensa sala, con al centro un grande tavolo da gioco e vari tavolini bassi con cuscini per far riposare quelli che aspettavano il loro turno o rimuginavano sulle proprie sventure. i tipi che si accalcavano al grande tavolo avevano perso ogni controllo, esultavano sbraitando e applaudivano in modo infantile per le vincite o le perdite altrui. Erano quasi tutti figli del celeste impero, ma di svariate condizioni sociali. Il tavolo sembrava attrarre democraticamente grossi commercianti e coolies, verdurai e facchini, milionari e trafficanti di oppio, guardaspalle e ambulanti, tutti animati dalla suprema passione del gioco.
Le due Tigri entrarono aprendosi il passo nell'ambiente fumoso e raggiunsero un piccolo tavolo sul soppalco da cui si poteva seguire da un punto privilegiato il cuore del gioco.
A Ting Ku si gioca con un mazzo da quaranta carte, che contiene sette serie conosciute come le forze del vento, ciascuna con cinque carte numerate da uno a cinque, e cinque carte che raffigurano gli di del mare. Monsoni e dolci venti del sudest si mescolano al maestrale o al vento rosso dei mari del sud della Cina, l'uragano e i venti del nord con le piogge di sudest. Ogni giocatore riceve una carta, al tavolo non possono esserci pi di sei partecipanti. Si punta in tre giri, e vincono sempre la carta pi alta e quella pi bassa, che si dividono le puntate di tutti. Teoricamente chi possiede un uno o un cinque dovrebbe essere sicuro, ma in caso di pareggio vince il tre che resiste fino all'ultimo giro. Le carte degli di non hanno alcun valore, ma chi le possiede pu scambiarle con la carta di un altro giocatore, eliminando il dio.
Un gioco alquanto semplice, dove una mano non dura pi di dieci minuti, eppure eccita gli ardori dei giocatori. Nessuno quanto i cinesi, nonostante la fama dei tagali,  capace di abbandonarsi in maniera cos assoluta e totalizzante al gioco d'azzardo.
Di solito il primo giro elimina i possessori di due e di quattro che perdono soltanto la posta iniziale, poi, in senso antiorario rispetto a chi distribuisce le carte, i giocatori fanno le loro puntate. Se c' una sola puntata forte chi ha un tre in genere si ritira. Arte di attesa e malizia, che diventa pi complicata quando chi si ritira mostra la propria carta.
Dopo aver ordinato un t al gelsomino, molto apprezzato a Hong Kong, Sandokan mormor a Yanez: Cosa andiamo cercando qui?.
Niente di particolare.
Il malese fece un'espressione stupita.
Yanez si spieg: Ci facciamo vedere.
Quando Sandokan port alle labbra la tazza di t fumante, una mano sbucata dal nulla gli colp il polso rovesciando il t sul pavimento.
Il malese estrasse il pugnale dalla fusciacca, mentre Yanez impugnava il revolver. Intorno a loro si cre un subbuglio che per un attimo distrasse gli sguardi dei giocatori.
Il t che vi hanno appena servito contiene qualcosa. Ho visto che ce lo mettevano... disse in un inglese dal marcato accento gutturale un europeo abbastanza alto, con un cappello di cuoio a tesa larga sul quale dovevano essere passate molte piogge, e con baffi e sopracciglia folti.
Yanez annus la teiera e avvert l'inconfondibile odore di mandorle amare sotto quello penetrante del gelsomino.
Arsenico. Il calore e il gelsomino potevano nasconderlo.
Sandokan non attese conferme: saltando la balaustra, si gett all'inseguimento del cameriere che aveva servito il t, e che ora correva a pianterreno scontrandosi con i giocatori.
Qualche minuto dopo tornava zoppicando.
Cane maledetto,  sparito.
Ti presento Stefan Hyner disse Yanez, indicando il tedesco, che non si tolse il cappello e continu a guardarli con un'espressione malinconica.
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CAPITOLO 28.
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Il protagonista di Karl May.
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Voi non avrete mai sentito parlare di Karl May, ma  un romanziere straordinariamente popolare nella mia terra, nei paesi germanici.  nato a Hohenstein-Ernstthal, quinto di quattordici figli in una famiglia di tessitori. Poco dopo la nascita  rimasto cieco e ha riacquistato la vista solo a cinque anni, dopo un'operazione. In quel periodo di cecit ha appreso l'arte di ascoltare storie che gli raccontavano il padrino e il nonno, abitudine che gli sarebbe rimasta anche dopo. Pi tardi  diventato maestro, esercitando per la professione per poco tempo perch, accusato di aver rubato un orologio, una volta finito in carcere gli hanno tolto la licenza per insegnare. In galera ha appreso un altro mestiere, da aggiungere a quello di raccontatore di storie, quello del ladro; arrestato varie volte,  finito nuovamente in prigione dove infine ha scoperto la vocazione della scrittura.
Bevevano vino direttamente da una bottiglia che avevano stappato personalmente, basta rischiare con il t letale.
Dopo l'ultima uscita dal carcere, le storie che aveva ascoltato e quelle vissute gli fornivano abbondante materiale, ma stava attraversando una profonda crisi religiosa, in seguito alla quale avrebbe abbracciato la fede cattolica. Ha cominciato a collaborare ad alcuni giornali e a riviste dedicate alla famiglia.
 stato allora che ci siamo conosciuti. Io tornavo dai territori di frontiera del Nordamerica dopo anni di avventure, e un caso fortuito ha voluto che ci incontrassimo. Per diverse settimane gli ho raccontato le mie storie tra gli apache con l'identit di Old Shatterhand, il nome con cui ero conosciuto in quei territori, e vedendomi depresso e triste per come erano finite alcune delle mie avventure, mi ha proposto di diventare un suo personaggio. Curioso, no? Dunque, sono Stefan Hyner, bevitore di t senza veleno, e sono Old Shatterhand, un avventuriero che vive del generoso versamento bancario che May effettua ogni mese in qualsiasi parte del pianeta io mi trovi, a patto che poi gli racconti le mie storie. Potrei dire di essere un procacciatore di storie.
E anche voi scrivete? chiese Yanez, che nel tedesco avvertiva un misto di malinconia e sincerit, seppur permeate di indubbio vigore.
Nulla di importante, qualche poesia, ogni tanto.
Ogni tanto?
Confida nel linguaggio delle stelle, vedendole lentamente svanire declam Old Shatterhand.
Be', avremmo una storia per voi se foste disposto a giocarvi la pelle per poi raccontarla disse Sandokan in inglese.
Quando ho visto che tentavano di avvelenarvi, l'ho sospettato. Ma devo confessarvi che ho agito perch non sopporto che rovinino un buon t.
A pianterreno qualcuno doveva aver vinto una grossa somma perch ci fu un'esplosione di urla di giubilo.
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CAPITOLO 29.
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Odalische che non provocano erezioni.
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Non sapeva se fosse peggio smettere di bere l'acqua in cui mettevano la droga o morire di sete. O la combinazione di entrambe le cose. Aveva le labbra screpolate e la gola ustionata e se chiudeva gli occhi vedeva odalische che danzavano, con indosso pochi veli di seta multicolore, ma quelle immagini erotiche non suscitavano in lui alcuna eccitazione. Cos'era peggio, essere vecchio o drogato? Tent di alzarsi e si trascin barcollando fino a cadere vicino alla parete dove c'era la finestrella alla quale non era mai riuscito ad arrivare. Forse avrebbe dovuto uccidersi, giusto per rovinare i piani dei suoi sequestratori. Ma gli mancavano le forze per suicidarsi, persino per cessare di vivere ci voleva un grosso sforzo di volont. Poteva impazzire, quello era pi facile, abbandonarsi ai pensieri irrazionali, al delirio, sostituendolo alla realt. Kammamuri stava pensando a una strategia della follia quando i cardini della porta cigolarono.
Andiamo, non c' tempo da perdere. Alzati, entro mezz'ora ci saranno alle calcagna disse Sin, il mendicante monco. Impugnava nell'unica mano un kriss sporco di sangue e aveva lo sguardo stralunato.
Andiamo? chiese il maharatto.
Il mendicante lo aiut a reggersi in piedi, caricandoselo quasi sulle spalle. Non era facile, sebbene Kammamuri avesse perso diversi chili dal suo corpo gi magro, da quando lo avevano catturato. Attraversarono una sala non molto vasta. Si trovavano in una casa di dayaki, probabilmente in riva a un fiume. Erano ancora nel Borneo?
Il mendicante monco non smetteva di spronarlo.
Forza, su, ho una barca a pochi metri da qui.
E quelli che mi hanno preso?
Sono andati a fare una battuta di caccia. Hanno lasciato soltanto un guardiano e ora  morto rispose il mendicante indicando il corpo insanguinato riverso sulla soglia della loghouse, la capanna comunitaria fatta di tronchi.
Il sole abbagli il maharatto. Gli entr nelle pupille bruciando tutto ci che trovava sul suo percorso. L'ipersensibilit del drogato: udiva il rumore del fiume come se fosse un immenso torrente tumultuoso, mentre il canto degli uccelli gli risultava insopportabile.
A un tratto, sul sentiero che conduceva al fiume comparve un nativo armato di un corto machete. Sembr sorpreso quanto i due fuggiaschi, poi reag lanciando un grido e correndo verso di loro. Dalle mangrovie sbuc un'ombra nera che con una brutale zampata gli lacer la schiena, da cui il sangue prese a sgorgare a fiotti. La pantera fin l'uomo azzannandolo alla gola, e per poco non gli stacc la testa.
Bah, sorellina.
La pantera nera si avvicin ai due che si muovevano impacciati. Il mendicante stava per mollare Kammamuri e scappare via, ma il maharatto lo tranquillizz.
 pi affidabile di noi due messi assieme.
La pantera parve capire cosa aveva detto di lei e con l'enorme lingua rosa lamb la mano del suo amico. Sul fiume, li aspettava una piccola piroga, praticamente un tronco scavato.
Vi salirono con una certa difficolt.
Kammamuri se ne stava abbracciato alla pantera nera, che era inquieta perch non le piaceva spostarsi sull'acqua. Lui si lasci cadere sul fondo, mentre il mendicante monco remava penosamente usando il braccio buono, sperando pi nella corrente che nelle sue possibilit.
Prendi l'altro remo o ci arriveranno addosso.
Kammamuri obbed e cominci a remare. Aveva la sensazione che l'acqua spostata dal remo gli scorresse nelle vene.
Cosa aveva appreso durante gli interrogatori dei sequestra tori? Chi li comandava? Cosa volevano sapere?
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CAPITOLO 30.
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Uno strano cinese.
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Sandokan si risvegli con la sensazione che ci fosse qualcuno nella sala della suite dell'albergo. Si era addormentato sulla terrazza cullato dalla lieve brezza del tramonto. Negli ultimi tempi dormiva molto pi del solito, e aveva perso la capacit di passare con leggerezza dal sonno alla veglia. Ma anche cos, manteneva intatti i movimenti felini che gli erano naturali.
Con un kriss in pugno e guardando in uno specchio, osserv un cinese vestito elegantemente che si toglieva un berretto di seta nell'anticamera. Il malese scivol in camera e prese un revolver da sotto il cuscino. Con le due armi spianate, and verso l'anticamera.
Metti via l'artiglieria disse il cinese in inglese. E poi entr in camera togliendosi la casacca di seta e le imbottiture che lo facevano sembrare pi grasso di qualche chilo.
Yanez continu a parlare in mandarino mentre si chinava su una bacinella, e usando un liquido verdastro sciolto nell'acqua cominci a togliersi la tintura gialla dal volto.
La parte pi scomoda  simulare gli occhi a mandorla. Devo stirarmi i capelli e usare dei ganci per tenerli cos. e poi evitare di sorridere, altrimenti salta tutto.
Sandokan scoppi a ridere, svegliandosi completamente.
Sei davvero ridicolo.
Non hai idea di quanto sia risultato utile.
Hai il contatto?
Ci aspetta stanotte.
Era ora rispose Sandokan che non sopportava le attese e durante l'assenza di Yanez, prima di addormentarsi, aveva usato tutte le lampade da tavolo della stanza per esercitarsi al tiro a segno lanciando un piccolo pugnale.
In quel momento bussarono alla porta. I due impugnarono i revolver e pensarono che i tre colpi secchi fossero un segno del destino.
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CAPITOLO 31.
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I sikh.
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Ma non era il destino, che quel giorno aveva cose pi importanti da fare, bens sei guerrieri sikh, che li fissavano sulla soglia.
Abbiamo saputo che avete bisogno di uomini pronti a morire e siamo venuti a pagare un vecchio debito di sangue.
Sandokan, non ancora rimessosi dalla sorpresa, li invit a entrare con un cenno.
Yanez gli pass accanto, mormorando: Siamo spacciati. A Hong Kong dovevamo essere in incognito, e a quanto pare lo sanno tutti.
I sikh non vollero sedersi e rimasero in piedi davanti a Sandokan e Yanez, che si erano accomodati sulle poltrone della sala. Erano pi alti e dalla carnagione pi chiara degli altri indiani, nutrivano una vera venerazione per le barbe folte e per le lunghe chiome che racchiudevano nei turbanti. Cosa ci facevano cos lontani dalla regione dei cinque fiumi nel nord dell'India da loro chiamata Punyab e dagli inglesi Punjab?
Vent'anni fa hai salvato mio padre dalla fucilazione e siamo venuti a pagare quel debito.
Come si chiamava tuo padre? E dove lo abbiamo salvato?
Jamail Singh. Fu durante l'insurrezione del '57.
Sandokan e Yanez ricordavano perfettamente la vicenda accaduta ai piedi delle mura di Lahore. Le Tigri avevano comprato il plotone d'esecuzione che al momento cruciale aveva fucilato l'ufficiale inglese che lo comandava, e il vecchio Singh li aveva seguiti nella fuga. Era stato lui a condurli fino al Tempio Dorato di Amritsar, quell'edificio che tanto affascina quanti lo visitano, centro di culto dei sikh, che combina il monoteismo semimusulmano con le tradizioni ind. Anni dopo, durante il breve regno dell'Assam di Yanez, faceva parte della guardia del portoghese, un gigante che nessuno aveva mai visto sorridere e che era morto tra le sue braccia, avvelenato dal sultano pazzo.
Yanez, che aveva sempre avuto un debole per i sikh, perch apprezzava che fossero stati i primi in India ad abolire il sistema delle caste e anche per la fama di fieri guerrieri, guard attentamente i sei giovani, uno per uno. Tutti portavano un katar, il pugnale ind, e sul turbante un chakram, il dischetto di acciaio.
Sono disertori dell'esercito britannico, o della polizia di Hong Kong disse Sandokan. Questo spiega cosa ci facciano cos lontano dalla loro terra.
In tal caso rappresenterebbero un pericolo per noi, in questa situazione aggiunse Yanez.
Allora, avete disertato dall'esercito o dalla polizia?
Siamo uomini liberi, ieri si  concluso il nostro mandato con i britannici presso la polizia di Hong Kong, ci hanno offerto di firmare per altri cinque anni, ma abbiamo incontrato Yayu sui moli, che era fratello di sangue di nostro padre e ci ha raccontato che le Tigri stavano cercando uomini per una nuova guerra.
Come ti chiami? domand Sandokan a quello che fungeva da portavoce.
Ranjit Singh.
Anche gli altri si chiamavano qualche-cosa-Singh (che significa leone), perch i figli maschi sikh lo usano come secondo nome dopo quello di battesimo.
E voi sei siete venuti a mettervi ai nostri ordini?
Cos , sahib.
Senza sapere contro chi si combatte e perch?
Confidiamo nel vostro senso di giustizia.
Senza condizioni?
Una sola, sahib: siamo sikh. Noi non lavoriamo, combattiamo soltanto. Pagheremo il cibo con il nostro sangue.
Spero che abbiate molto sangue, perch a bordo della Mentirosa si mangia bene ribatt il portoghese.
Yanez prese per un braccio Sandokan e lo port sulla terrazza.
Che ne pensi, li prendiamo con noi?
Troppe coincidenze, e le coincidenze non mi piacciono.
Non mi sono mai piaciute: lo stesso giorno in cui vengono congedati, incontrano Yayu...
Corriamo il rischio. Con le perdite che abbiamo avuto, tra compagni morti e feriti pi quelli mandati a bordo dei praho, c' bisogno di uomini, per non possiamo permettere che questi guerrieri indiani restino con le mani in mano, sulla Mentirosa tutti lavorano, fanno turni di guardia, sono combattenti e marinai, cucinano e spalano carbone disse Yanez. Persino tu lavori, che sei un principe in pensione.
E tu sei un maharaj deposto, eppure fai turni di guardia di notte rispose il malese.
Tornarono dentro. I sikh li aspettavano con le facce serie, neanche i figli di Jamail Singh sorridevano.
Sandokan spieg come conducevano una guerra e i compiti dei combattenti a bordo della Mentirosa. I sikh si riunirono in un angolo della stanza e dopo un serrato conciliabolo uno di loro diede la risposta.
D'accordo, Tigre, faremo i fuochisti e i turni di guardia, serviremo i pasti e daremo una mano ai marinai, per quel poco di dimestichezza che abbiamo con il mare, ma non cucineremo.
Meglio ribatt Sandokan non credo proprio che sappiate cuocere una zuppa di tartaruga.
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CAPITOLO 32.
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Non distogliete lo sguardo.
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Ti consiglio due cose, fratellino; durante la conversazione fissalo negli occhi, non distogliere lo sguardo. Ma se a un certo punto dovessi sentire le palpebre cos pesanti da non tenere gli occhi aperti cedendo al sonno, nascondi uno stiletto nella manica della camicia e pungiti la mano con quello.
 un consiglio stupido disse Sandokan. Tu farai la stessa cosa?
No, io non guardo mai negli occhi nessuno per pi di cinque secondi.
E perch dovrei farlo io?
Ti conosco. Se lui ti fissa negli occhi, tu sosterrai lo sguardo. Le sfide ti piacciono pi di qualsiasi altra cosa al mondo. Sei fatto cos. Ma se lo guarderai a lungo, avrai bisogno dello stiletto. Lo conosco disse il portoghese rivolgendo un sorriso all'eterno compagno di avventure.
Sandokan si lisci i baffi e accese la pipa. Che razza di follia era quella?Yanez lo stava prendendo in giro.
E per favore, non parlare di gatti. Chiss perch, ma  convinto che portino sfortuna disse Yanez, che fumava il triplo del malese e si era procurato una buona scorta di sottili sigari filippini.
Tigri e leoni, o pantere? chiese Sandokan sorridendo.
Grossi felini s, tutti quelli che vuoi rispose Yanez sorridendo a sua volta.
Yanez stava bevendo un cocktail nel bar dell'Esplanade, Sandokan gli teneva compagnia con un enorme succo di mango e ghiaccio abbondante.
Ho due domande. Come fai a sapere tante cose?
Leggo i giornali che tu usi per accendere il fuoco.
Non ti credo. Prima di accenderci il fuoco li leggo anch'io, e non vi ho mai trovato niente sulle societ segrete cinesi.
 per questo che sono segrete.
Allora non venirmi a raccontare che lo hai letto sulle gazzette britanniche in circolazione in questa zona... Yanez de Gomera: sei membro di Alba Rossa? Della Luce Eterna? Del Loto Bianco? Sarebbe consono al tuo carattere far parte di una societ segreta cinese, saresti l'unico europeo. Ti conosco, la cosa ti piacerebbe assai. Allora, ne fai parte?
Se ti dicessi di s, mentirei, e se dicessi di no, non sapresti se sto mentendo. Nel pi profondo del cuore mi sarebbe piaciuto essere cinese. I cinesi sono cos misteriosi che hanno creato societ segrete per qualsiasi cosa. Hanno persino una societ segreta in cui si sono organizzati gli evasori fiscali... E c' una societ segreta per depistare le societ segrete. E la seconda domanda?
Chi  l'uomo misterioso che incontreremo?
In realt non lo so rispose Yanez. E stavolta il suo sorriso non rivelava alcuna sfumatura divertita.
Per la prima volta durante quella conversazione, Sandokan si mostr sorpreso. Ma rimase in silenzio, un prudente silenzio.
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CAPITOLO 33.
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La Luce Eterna.
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Davanti alla Banca d'Inghilterra, due giubbe rosse montavano la guardia con la baionetta in canna. Dall'altra parte del simbolo stesso dell'onnipotenza dell'impero, sorgeva un edificio fatiscente le cui porte si aprirono per lasciar passare due personaggi singolari. Uno aveva la carnagione color del bronzo, una lunga barba, bocca piccola con denti beluini, vestito all'orientale, casacca di seta blu con ricami in oro e ampie maniche, una larga fascia di seta rossa in vita che sosteneva la scimitarra e due pistole a canna lunga arabescata e calcio con intarsi in madreperla e argento; indossava pantaloni larghi e stivali alti in pelle gialla e punta ripiegata all'ins, in testa portava un piccolo turbante di seta bianca, al centro del quale brillava un rubino grosso quasi quanto una noce. L'altro, indubbiamente europeo, capelli ormai grigi, indossava uno smoking di seta nera che occultava a malapena una Colt .45 infilata alla cintola, e una sciarpa di seta rossa, che lasciava intravedere una spilla su cui spiccava una singolare perla rosa dalla forma irregolare.
Sandokan e Yanez, le Tigri della Malesia, avevano messo i vestiti di gala. L'occasione lo meritava. I re dei mari facevano visita al re del mondo sommerso cinese, il capo della Luce Eterna.
Guidati da un anziano, percorsero corridoi e altri corridoi ancora, scesero scricchiolanti scale di legno, avanzarono lungo gallerie nei profondi sotterranei dell'edificio fino ad arrivare davanti a un sontuoso portone a due ante in legno laccato di rosso.
La stanza era al buio, finch non entrarono. A quel punto, come obbedendo a uno schiocco delle dita, diverse torce si accesero simultaneamente. Sembrava uno scenario teatrale.
Un vecchio cinese, probabilmente il vecchio pi vecchio che le Tigri avessero mai visto in vita loro, li aspettava seduto su una poltrona di bamb ricoperta di seta rossa. Davanti a lui, un grande tavolo di mogano e due semplici sedie. Con un cenno, il cinese pi vecchio del mondo li invit a sedersi. L'uomo non aveva la carnagione giallognola dei suoi compatrioti ma di un colore incartapecorito; gli occhi brillavano nelle fosse scure, e la pelle sembrava una ragnatela di fitte rughe. La voce, che sembrava provenire dall'oltretomba, era consona all'aspetto del personaggio.
A cosa devo l'onore della visita delle famose Tigri della Malesia?
Eravamo di passaggio a Hong Kong e non potevamo esimerci dal rendere omaggio a sapienze ben superiori alle nostre rispose Yanez.
Sandokan lo sbirci con leggero stupore: c'era un certo tono di rispetto nella voce del portoghese, quel dannato eretico che non rispettava niente a questo mondo, sembrava guardare il vecchio non solo con reverenza, ma addirittura con... affetto?
Il cinese rise. Una risatina infantile, sulla bocca sdentata. Pi vecchi di cos non si poteva essere, concluse Sandokan.
Il cinese concentr lo sguardo sul principe malese e in particolare sul rubino che portava sul turbante. Il gioiello era montato su sottili filigrane d'argento che scivolavano tra le pieghe della seta; le dimensioni non erano straordinarie, sui cinquanta carati. Basti pensare che il rubino di Caterina di Russia arrivava a quattrocento carati; ma quello di Sandokan era stato intagliato solo in parte, per mantenere la forma originale, risultando cos vagamente asimmetrico; era di un rosso tenue e penetrante, sanguigno, che lo distingueva dai pi famosi rubini di Ceylon; contrariamente a ci che pensano gli inesperti, anche se i rubini rosso scuro sono pi belli, hanno meno valore di quelli chiari.
Notando l'interesse del vecchio, Sandokan disse: Maestro Supremo della Luce Eterna, come ben sai abbiamo bisogno di informazioni. E possiamo generosamente ricompensarle.
Prese il rubino dal turbante e lo spinse con le dita sul ripiano del tavolo verso il cinese. Questi lo rifiut con un cenno, unendo le mani a scudo e mostrando i palmi a Yanez e Sandokan.
Sai ben poco su questa organizzazione di cui mi chiami generosamente maestro e che in realt non esiste. Se esistesse, la Luce Eterna non venderebbe informazioni. Non rientrerebbe nei suoi scopi far commercio con qualcosa di cos sacro come la conoscenza. In alcuni casi molto particolari, la scambierebbe. In quei casi nei quali i suoi interessi e quelli altrui dovessero coincidere.
Comparve una giovane che reggeva un vassoio con una bottiglia di gin e tre bicchieri.
Vi offrirei un t. Sarebbe il pi indicato per una riunione come questa, vero? Scusate se non rispetto certe forme, ma un bicchierino di gin mi rafforza le ossa disse il vecchio. Vuot il bicchiere in un colpo, non parve goderselo granch. Sembrava una pergamena dove non c'era spazio per una sola ruga in pi. Il volto aveva acquisito una tonalit dorata alla luce delle torce, ogni alga emanava un tenue riflesso. Gli occhi erano quasi nascosti dalle pieghe della pelle, ma dovevano essere neri, nerissimi. Sandokan spinse delicatamente il suo gin verso di lui, offrendoglielo. L'uomo accett con un altro cenno e lo scol come il primo. Yanez intanto sorseggiava il suo.
 vero, la Tigre beve soltanto sangue. Le porgo le mie pi umili scuse.
In mancanza di sangue mi accontenterei di una tazza di t disse Sandokan, a cui tutti quei convenevoli stavano provocando una spiacevole sensazione ai testicoli.
Tu sei l'unico europeo a cui ho rivolto la parola in tanti anni disse il cinese a Yanez.
Forse  dovuto al fatto che di europeo mi rimane solo l'aspetto. Un aspetto ingannevole rispose Yanez posando la mano sinistra sulla destra unendo gli indici e intrecciando le altre dita.
Il cinese sorrise. Sandokan sorrise a sua volta. Dannato portoghese, conosce anche i segni segreti.
Le comunit cinesi della Malesia sono in subbuglio. Qualcuno che dice di parlare a nome delle societ segrete le sta mettendo in agitazione.  un cialtrone, ma dotato di molte risorse. Enigmatico fino a rasentare l'assurdo, un maestro della teatralit. Si dice figlio del loto e indossa un'armatura giapponese laccata che gli ricopre interamente il corpo, parla fluentemente il cinese ma con un accento strano, un accento che pur con tutti gli sforzi non sono riuscito a decifrare.
Cosa vuole dagli uomini delle societ? chiese Sandokan.
Non lo so.  una sorta di pazzo che si spaccia per un ribelle. E non  solo, fa parte di un piano molto pi complesso. Ha amici, alleati, si sdoppia come le figure che vengono proiettate su una parete.
Soltanto in Malesia? chiese Yanez.
Quell'uomo s, anche se i suoi amici operano in altri luoghi. I suoi soci si trovano da tante parti. Ma quello che opera in Malesia, ha la base a Singapore. Dice di se stesso che ha mangiato il cuore di un uomo, che ha stuprato la propria figlia e dopo averla torturata ha gettato il cadavere in pasto ai cani.
Lo chiamano L'Innominabile.
Cal il silenzio per qualche istante. Le Tigri cercavano di collegare ci che il cinese stava raccontando con quello che erano riusciti faticosamente a sapere nelle ultime settimane.
L'uomo che parla a nostro nome non esiste. Non come tale.  un maestro di sincretismo, prende un poco da qui e un poco da l, e sa cosa prendere.
Yanez tir fuori dal taschino un disegno del rombo e il serpente, la S chiusa tra quattro mura.
I nostri nuovi nemici portano tatuato questo simbolo.
 lui, sono loro.
Che significa?
Niente... e tutto.  una semplificazione dell'emblema del Royal Club di bridge di Singapore.
Il cinese rise vedendo le facce stupefatte delle Tigri della Malesia.
Hanno tentato di ucciderci nel Borneo, alle Filippine. Hanno ammazzato il nostro amico Tremal Naik nelle vicinanze di Sarawak. Ci hanno mandato contro una flottiglia di praho nei pressi di Macao. A Mindoro abbiamo preso uno dei loro: portava una maschera e si spacciava per un santone musulmano, ma era europeo. Un europeo alquanto singolare, che parlava di Jihad, la guerra santa dei seguaci del Corano contro il resto del mondo riassunse Sandokan. Cosa sta succedendo?
Quando ci sono troppe domande, alla fine non c' alcuna risposta disse Yanez citando, con il beneplacito dell'uomo pi vecchio del mondo, un proverbio cinese.
Posso farvi quattro doni, stimabili amici, in cambio di uno solo. Un solo regalo per me, quattro per voi. Quattro per uno e una garanzia disse il vecchio.
Chi offrirebbe tale garanzia?
Io.  molto semplice. Nel caso esistessero le societ segrete cinesi. Se tra tutte la pi importante fosse La Luce Eterna. Se ci fosse, ovunque siano, potrete contare sull'amore dei suoi membri...
Ovunque? chiese Yanez. Questo include anche Parigi?
E pure Berlino, ovviamente. Ma stiamo facendo giochi di parole. Nessuno pu promettere l'aiuto di qualcosa che non esiste. Temo che dovrete andare avanti contando solo sui vostri meriti e le vostre forze.
E i regali? chiese Sandokan.
Un pacchetto di cartoline postali, il nome di una citt, un luogo e un numero.
E in cambio?
La testa di colui-che-non-ha-nome.
D'accordo disse il principe malese senza alcuna esitazione.
Il cinese frug nella manica della tunica e mise sul tavolo un involto con diverse cartoline, di quelle che erano diventate di moda all'epoca, fotografie stampate in serie da spedire per posta, e concluse: Il numero  il quattro. Si dice che i nostri nemici siano quattro, come le quattro mura che racchiudono la S, o quattro volte quattro, si chiamano, non si chiamano, li chiamano: il Club del serpente. Il luogo  l'edificio che sta proprio davanti a noi: la Banca d'Inghilterra. E il nome della citt  Singapore.
Un altro silenzio. Sandokan prese le cartoline postali e se le infil in tasca senza guardarle. Avrebbero avuto tempo per riflettere sull'appoggio dei nuovi amici.
Mi dicono che metterete in mare un fratello siamese disse a un tratto il cinese.
Sandokan e Yanez si scambiarono un'occhiata fugace. Cosa sapeva il vecchio riguardo il pi segreto dei loro piani?
Sandokan fiss il vecchio pi vecchio del mondo. L'uomo dalla faccia incartapecorita sostenne il suo sguardo.
Yanez intervenne a proposito citando un altro proverbio cinese: Non scambiare per agnello il cane del mandarino.
Il cinese annu compiaciuto, soddisfatto per la sapienza del portoghese.
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CAPITOLO 34.
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Il denaro smuove gli di.
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Un'ora dopo, usciti da quell'incontro, la luna calante illuminava a malapena le strade, spesso oscurata dalle nubi. I soldati britannici montavano sempre la guardia davanti alla Banca d'Inghilterra. Le due Tigri si fermarono di fronte alla mole di pietra e la studiarono. Niente di nuovo, la Banca d'Inghilterra era sempre stata il loro pi poderoso nemico. Un gruppo di malesi sbuc dal nulla, facevano parte dell'equipaggio della Mentirosa e reggevano piccole lanterne. A passo veloce attraversarono il labirinto di vicoli della Hong Kong continentale diretti all'albergo.
A un tratto Sandokan disse all'amico in tono brusco: Non ricordo le ultime cose che ci ha detto e che gli ho detto, dopo averci parlato delle cartoline postali. Ho una strana nebbia nella testa.
Ti avevo raccomandato che se avessi sostenuto il suo sguardo avresti dovuto pungerti con uno stiletto. Hai finito per raccontargli di quando eri bambino e giocavi con i burattini che ti aveva fatto la tua balia, e che non ricordavi tua madre.
Non  possibile disse Sandokan portandosi le mani alla testa. Se c'era una cosa che non sopportava era la propria debolezza, la vulnerabilit. Una sola volta nella vita si era dimostrato debole, per motivi amorosi, vulnerabile, e questo era costato la vita a Marianna.
No, non  possibile disse Yanez accendendo una sigaretta.
Vuoi che ti racconti dei tuoi sogni d'amore con la figlia della tua balia quando avevi sei anni? Sandokan arross, dando alla sua carnagione una tonalit color rame brillante. Poi, tra i vicoli che serpeggiavano verso il porto, scoppi in una sonora risata.
Non sottovalutare mai i tuoi nemici, e tanto meno i tuoi amici. E se ripeti ti avevo raccomandato, sfodero il kriss e ti taglio le vene.
Saggia lezione disse Yanez. Il cinese pratica qualcosa che chiamano ipnotismo. Induce a uno stato di catalessi, una sorta di sonno artificiale, affaticando il nervo ottico. Si basa sulla congiunzione tra sguardo e suggestione verbale. Anche se si dice che nessuno pu essere ipnotizzato contro la sua volont... Un monaco, un certo Anton Mesmer, l'ha fatto diventare di moda e lo ha infarcito di una gran quantit di ciarlatanate sul magnetismo.
Camminarono per un po' in silenzio confondendosi con le ombre della notte. Incrociarono un paio di europei ubriachi.
Hai per le mani qualche altro proverbio cinese che spieghi tutto questo? chiese il principe malese.
Il denaro smuove gli di rispose dopo averci pensato un istante il portoghese, che collezionava aforismi senza prenderli troppo sul serio, convinto che servissero un po' a tutto, per giustificare un omicidio o un gesto di misericordia, per offrire amore o odio, per azzeccarci o perdere alla roulette della vita, ma che comunque venivano sempre bene a posteriori per spiegare cose che era meglio non spiegare.
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CAPITOLO 35.
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Sei mai stato a Montecarlo?
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Sandokan stava facendo colazione con un frugale bicchiere di latte quando Yanez gett sul tavolo il giornale di Hong Kong.
Ci capisci qualcosa? Sandokan si mise a leggere passando l'indice sulle righe; mano a mano che scorreva il breve articolo, l'espressione diventava sempre pi irritata.
Ancora una volta l'insicurezza si manifesta in alcune regioni del vasto oceano Indiano. Nulla di grave al confronto con la piaga che ha infestato questi mari a met del secolo, ma non per questo meno degna di suscitare la nostra preoccupazione. Singa Vadiujka possiede ora una tenuta a Ceylon dopo essere stato il terrore del golfo del Bengala, Lu Feng  morto, l'irlandese Terry vive pacificamente da pensionato in Australia dopo aver ottenuto l'amnistia; ma il caso pi patetico  quello delle cosiddette Tigri della Malesia, l'allora principe Sandokan e quel traditore della propria razza che si fa chiamare Yanez de Gomera, coppia di assassini e predatori che trent'anni fa sono stati protagonisti dei pi efferati atti di aggressione piratesca nell'oceano Indiano. Vecchi criminali sopravvissuti grazie alla generosit della regina dei mari britannica, che hanno combattuto contro Brooke e lord Elmsley, partecipato all'insurrezione dei sepoy nel 1857, responsabili dell'attacco a Singapore e delle rivolte cinesi nella Malesia, sul loro conto vanno messi anche pi di una trentina di navigli da guerra spagnoli, olandesi e britannici affondati negli anni Sessanta prima della caduta di Mompracem. Chiss come sono sopravvissuti e dove si sono nascosti. Su di loro si son dette mille cose e sono state fatte le pi strane supposizioni. Sarebbero stati visti giocare ai tavoli del casin di Montecarlo sperperando immense fortune e indicati anche come residenti in una nazione sudamericana dove vivrebbero pacificamente, la loro presenza sarebbe stata segnalata in ricevimenti alla corte dello zar di tutte le Russie nonch al fianco dei ribelli della nuova Indocina francese. Che queste storie siano o meno veritiere, le Tigri della Malesia sono ancora vive e si trovano nei nostri possedimenti e costituiscono un esempio nefasto che stimola altri a esercitare l'esecrabile mestiere della pirateria.
Che cinismo! Sono stati i corsari e i pirati a rendere grande l'Inghilterra.  forse meno piratesco imporre il proprio dominio a suon di cannonate riparandosi sotto una bandierina di qualche nazione europea? disse Sandokan alzando lo sguardo dall'articolo per poi accartocciare il giornale. Come lo definirebbero questi idioti ci che l'Inghilterra ha fatto negli ultimi anni in India, in Malesia, nel Borneo? Un pugno sul tavolo fece traballare il bicchiere di latte.
Tu hai mai visto lo zar di Russia? chiese Yanez.
E tu hai mai giocato al casin di Montecarlo? ribatt Sandokan.
Le urla che provenivano dalla strada suscitarono la curiosit di Yanez che and ad affacciarsi alla finestra. Un ufficiale della polizia inglese di Hong Kong, alla testa di un gruppo di sikh armati di bastoni, tentava di entrare nell'albergo. Il tafferuglio era dovuto al fatto che i commercianti cinesi, che gestivano le bancarelle di fritture e verdure nella strada davanti all'ingresso, li stavano affrontando.
I nostri amici della Luce Eterna hanno dato l'allarme. Andiamocene! disse Yanez.
Sandokan afferr una piccola valigia e si infil due revolver nella fusciacca. Yanez lo precedette aprendo la porta della stanza. Percorsero il corridoio. In fondo, un cameriere cinese indic loro una porta che immetteva sulle scale di servizio. Scesero saltando i gradini a due a due e arrivando in quello che sembrava il magazzino dei viveri. L una ragazzina cinese, che portava un grande cappello di paglia e una cesta di pesci tra le braccia, fece un cenno e li accompagn a un'altra porta, e dopo una decina di scalini raggiunsero i sotterranei. L sotto c'era un imbarcadero. Una scialuppa piena di pesce secco li stava aspettando con a bordo due cinesi muniti di pertiche.
Nascondetevi qui, signori disse uno dei due in inglese, indicando un pertugio nel carico.
Be', sono stato in posti peggiori fu il commento di Yanez prima di sdraiarsi tra i pesci, per poi essere ricoperto dai cinesi.
Una pioggia di squame, polpi, teste di grongo e sardine cadde sopra le Tigri.
Raggiunsero la Mentirosa in meno di mezz'ora. Seguendo le istruzioni impartite in precedenza da Sandokan, le caldaie erano sotto pressione, e quando le due Tigri salirono a bordo, puzzolenti di pesce ma indenni, il panfilo lev le ancore e lasci la baia.
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CAPITOLO 36.
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Parlando con Dio.
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Abbiamo con noi un germanico che vi aspetta, ha detto che lo avevate invitato a bordo ma per precauzione l'ho lasciato in custodia alla cagna Victorisa e ai due fratelli gemelli disse Sambliong a Sandokan, che stava facendo il bagno, ma pur sfregandosi energicamente non riusciva a togliersi di dosso il puzzo di pesce andato a male.
 un amico,  tedesco, la cagna si chiama Vittoria e in quanto a lui invitalo a mangiare con noi tra un paio d'ore disse il principe malese.
E la rotta. Tigre?
Su Singapore risposero all'unisono Yanez e Sandokan, che prese ad asciugarsi vigorosamente.
Qualche minuto dopo Yanez de Gomera, cullato dal beccheggio della barca, esposta alla soave brezza di levante, con il sole al tramonto, si addorment sull'amaca e sogn che Dio gli parlava.
Io non esisto gli diceva Dio.
E per fortuna, visto che sono un libero pensatore rispose Yanez.
Non sono mai esistito si ostinava a dire Dio.
Risparmiami i tuoi sproloqui, e non venirmi a raccontare i tuoi problemi che ne ho abbastanza dei miei ribatt Yanez.
Dio aveva la barba grigia, gli occhi arrossati dal furore e indossava una tunica rosa, piena di ghirigori e con le maniche pieghettate.
Poi si misero a parlare del clima, di monsoni e tempeste tropicali, di quanto fosse fastidiosa la pioggia. Alla fine Dio chiese una sigaretta al portoghese, che non os rifiutargliela.
Che cosa sognavi? chiese Sandokan, che si stava pettinando la lunga chioma.
Niente, sciocchezze... Perch? rispose il portoghese riaprendo gli occhi e stiracchiandosi.
Perch stavi sorridendo.
Avrei dovuto rifiutargli la sigaretta disse Yanez.
A chi?
A Dio.
Stavi parlando con Dio? Tu? Di tutte le persone che conosco, sei l'unico che mai avrei pensato potessi parlare con un qualche dio. E com'era? Bianco? S, era sicuramente bianco. E magari inglese?
Mi diceva che non esiste e poi mi ha chiesto una sigaretta.
Sandokan ci pens su per qualche istante.
Sar meglio che non esista alcun dio... in vita mia ho fatto certe cose di cui preferirei non dover rendere conto a nessuno. Ne ho abbastanza di averle sulla coscienza. Ho tagliato le mani a un uomo davanti a suo figlio, ho dato alle fiamme un villaggio godendomi la vista di quell'incendio, ho strangolato uno con le mie mani per errore, accusandolo di un delitto che non aveva commesso... E la lista potrebbe andare avanti. A volte i miei furori mi fanno paura disse Sandokan.
Yanez rimase a fissare un punto sulla vastit del mare, un punto inesistente, dove se ne stava profondamente nascosta la sua memoria.
Sei fortunato. Io non mi azzardo ancora a ricordare le mie colpe, i miei errori, le mie menzogne.
Restarono in silenzio. E trascorsero diversi minuti prima che quell'inusuale momento di quiete fosse interrotto da Old Shatterhand.
Signori, vi ringrazio per l'invito, per poter condividere con voi qualunque cosa stia accadendo.
Benvenuto nella follia ribatt il malese.
Mangiamo qui, all'aria aperta. Non c' niente di meglio di questa brezza per stimolare l'appetito disse Yanez prendendo una panca, e poi fece un cenno a Pinga Puagh, che arrivava dalla cucina con un enorme vassoio. Il nano si avvicin tutto contento canticchiando una litania che ripeteva qualcosa tipo Umh Uha Zluu: probabilmente non aveva alcun significato, se non manifestare quanto gli piacesse la zuppa di granchio di fiume che stava portando e che sicuramente aveva assaggiato durante il tragitto.
Prima di salire a bordo ho raccolto storie e aneddoti su due mitici personaggi che da anni sono protagonisti di straordinarie avventure su questi mari, signor Sandokan e signor Yanez de Gomera. Voi due siete leggende viventi.
Le leggende invecchiano ribatt Sandokan, pentendosi subito di averlo detto.
Yanez spieg al tedesco cosa era successo nelle ultime due settimane. Chiss che la proverbiale capacit di raziocinio germanico non aiutasse a mettere un po' di ordine nell'ingarbugliata faccenda.
La zuppa  buona, ma gi che c'eravate, potevate metterci a bollire anche i nostri vestiti.
Old Shatterhand faceva espressioni stupite ascoltando il resoconto degli eventi. Ma era abbastanza discreto da non interrompere con le mille domande che gli ronzavano in testa.
E Singapore non  troppo pericolosa?
Sono passati pi di sei anni da quando  morto il cane da guardia degli inglesi, il raj Brooke di Sarawak, e dall'estinzione della Compagnia delle Indie; il sultano di Jahore  morto pure lui, consumato dalle malattie veneree, mentre Cowic, lo scozzese,  scomparso tra le mangrovie delle Filippine. Da molto tempo le nostre gesta non hanno alcuna eco a ovest dell'arcipelago, e i nostri vecchi nemici devono essere crepati di noia o di vecchiaia disse Yanez.
Tuttavia, i nostri uomini incutono ancora timore, e la paura, nelle persone meschine e mediocri, suscita odio e vecchi ricordi di vendetta. Ma sono i nuovi nemici quelli che mi preoccupano. E credo che siamo ancora in grado di scatenare ardori in certi cuori... e anche di far ardere qualche palazzina vittoriana, e affondare qualche nave da guerra, senza dubbio aggiunse Sandokan, lasciando intravedere i denti nel sorriso che gli venne spontaneo al solo accarezzare quell'idea.
S, Singapore  molto pericolosa concluse Yanez. A parte Londra,  forse la citt pi pericolosa del pianeta per le Tigri della Malesia. Speriamo che loro la pensino allo stesso modo e che sia l'ultimo posto al mondo dove si aspettino di vederci.
Pinga Puagh, non mettere le dita nel riso! sbrait Sandokan.
A me non d fastidio. Gli apache mordicchiano la carne di bufalo arrostita prima di offrirtela, per controllare se  abbastanza cotta, ed  un gesto di amicizia disse il tedesco.
Questo nano non  un apache,  un marrano aggiunse Yanez, che poi mormor tra s, senza che all'apparenza c'entrasse nulla: Attento,Yanez, l'impero non perdona.
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CAPITOLO 37.
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Le sette cartoline.
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Le sette cartoline postali che aveva dato loro il cinese pi vecchio del mondo erano costate un alto prezzo di sangue. Tre uomini e due donne erano morti per ottenerle. Il sangue era presente persino su quei cartoncini ingialliti, piccole tracce color ruggine in alcuni angoli.
Yanez le dispose sul tavolo, attorno a una lampada. Non sembravano affatto importanti.
La prima foto mostrava un gabinetto di porcellana.
Un cacatoio elegante disse Sandokan. Ne avevano visti un paio negli alberghi di Hong Kong e Delhi, e in quegli anni il massimo della finezza era quello che chiamavano cesso alla turca, una semplice piastra di porcellana con un buco nel punto strategico, collegato allo scarico, che sostituiva le tazze di legno con il deposito sotto. Che cosa ci faceva l quella foto e che cosa poteva significare? Yanez non pot evitare un sorriso e il commento:  il trono dei nostri nemici.
E questo cos'? chiese Sandokan indicando la foto che mostrava un palazzo nel mezzo della giungla, un misto di tempio ind e palazzo di Versailles. Non c'erano figure umane come punto di riferimento, ma dalle dimensioni di porte e finestre doveva essere alto almeno una trentina di metri. L'architettura ricordava lo stile Luigi XIV ma con innesti di barocco indiano sulla facciata. Purtroppo la foto era troppo piccola e non si distinguevano le statue.
Avete mai visto qualcosa del genere? domand il tedesco.
 orrendo disse Yanez.
Ho un'idea fece Sandokan, chiamando a s con un cenno Sambliong, Yayu e Kompiang. Osservate attentamente la vegetazione, solo la vegetazione, non il tempio. Dove si trova?
Nel sud della Malesia rispose Sambliong.
Nel Borneo disse Kompiang. Nella zona dei grandi fiumi.
A Giava no, perch a Giava non ci sono biruy sentenzi Yayu.
Qualunque cosa fossero i biruy, i tre annuirono.
Guardate le dimensioni dei pipistrelli disse Sandokan.
Dove pu trovarsi questo palazzo?
Nel Borneo risposero i tre all'unisono.
Yanez si freg le mani.
Che meraviglia, un palazzo indiano in vago stile francese nel Borneo, e che nessuno ha mai visto disse.
Passarono alla foto successiva. Si trattava di un gruppo di giovani neolaureati in qualche universit europea, espressioni di giubilo, qualche raro sorriso, toghe e tocco in testa. Inglesi? Forse Oxford?
Riconoscete qualcuno? Osservarono attentamente, ricorrendo anche a una lente di ingrandimento, per cercare di capire se vi fosse qualche dettaglio che indicasse l'anno, l'epoca, l'ateneo. Niente.
Cominciavano a disperare. Un'altra foto mostrava un boschetto: agli alberi erano appese delle scodelle, come se volessero raccogliere la pioggia lungo il tronco. Ma le scodelle sembravano attaccate dove i tronchi presentavano delle incisioni. Ne raccoglievano forse la linfa?
La foto successiva era una riproduzione in scala ridotta di qualcosa che sembrava una sfera con degli obl e una sorta di fanale.
Una sfera di ferro azzard Old Shatterhand.
Chiamate il signor Monteverde ordin Yanez.
L'ingegnere capo della Mentirosa arriv assieme a Pinga Puagh, e tutt'e due mangiavano una banana. Yanez gli indic la foto.
Perbacco, un sottomarino. Credevo esistessero solo nei romanzi di Jules Verne. Per non vedo alcun mezzo di propulsione.
E a cosa servirebbe? chiese Sandokan.
 una navicella di ferro per spostarsi sott'acqua, ma non pare dotata di propulsione. Forse  uno strumento di immersione che si cala con catene e permette di raggiungere gli abissi marini. Non c' scala di riferimento, potrebbe avere una circonferenza da due a venti metri. Ma dev'essere superiore ai due metri per conservare l'ossigeno sufficiente a renderla praticabile. Mi piacerebbe provarla. Le giunture paiono perfette per sopportare la pressione... Molto interessante e se ne and con l'aria assorta, il nano che lo tirava per la manica.
La foto successiva era il ritratto di un ufficiale, forse inglese, in posa con i suoi baffoni e il sorriso sprezzante. Aveva qualche anno di meno, ma non era difficile da riconoscere il falso santone rimasto ucciso alle Filippine.
Che gradi ha?
Kim! url Sandokan. Un istante dopo Kim era al suo fianco; di fatto, tutti i membri dell'equipaggio della Mentirosa che non erano di turno alle caldaie, sul ponte o in cucina, si trovavano a prudente distanza dai loro capi, intenti a osservare la scena.
A quale corpo appartiene quest'uomo? E il suo grado?
 britannico, capitano, del Settimo lancieri dell'India, i macellai di Lucknow rispose Kim, che poi sput in mare.
 il tipo con la maschera che abbiamo ucciso nella piantagione di Mindoro.
Spero che sia stata una delle mie pallottole a stenderlo disse l'ind congiungendo le mani in una silenziosa preghiera.
L'ultima foto mostrava la sala e il palcoscenico di un music-hall, piuttosto affollato. Una donna cantava mentre un uomo le gettava un mazzo di fiori, che apparivano sfocati, con i volti delle persone poco nitidi a causa della distanza.
Sembrerebbe il Golden Palace disse il tedesco. A Berlino, le poltrone erano cos e mi pare molto simile anche l'arredamento nella parte bassa del palcoscenico... Non so, tanti teatri si assomigliano tra loro...
Ci capisci qualcosa? chiese Yanez de Gomera.
Niente rispose Sandokan. Sembra un rompicapo composto da diverse tessere, di quelli che ti piacciono tanto.
L'unica cosa chiara  che il morto di Mindoro era un ufficiale inglese, che vent'anni fa ha represso nel sangue la ribellione dei sepoy. Che sia crepato  solo un bene.
Una strana piantagione, un sottomarino privo di propulsione, un gruppo di studenti appena laureati, un cesso di porcellana, un ufficiale dei lancieri, un music-hall a Berlino, un tempio ind in stile francese nel bel mezzo del Borneo elenc Yanez. Geniale. Finalmente un enigma alla nostra altezza.
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CAPITOLO 38.
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Il cacciatore di orsi e il cacciatore di uomini.
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Mentre solcavano il mar Cinese meridionale verso la penisola malese, le Tigri tennero un consiglio di guerra a cui parteciparono Sambliong e Old Shatterhand.
Avremo problemi con le stazioni di rifornimento di carbone. La maggior parte, o quanto meno le pi grandi, devono gi essere in stato di allerta disse Yanez. Comunque, abbiamo bisogno di tutto il carbone che riusciremo a stivare. Si passa da un'emergenza all'altra.
Sambliong stese la carta nautica con la costa malese a nord di Singapore.
Dobbiamo tentare a Kota Bharu. Altrimenti, dovremo ricorrere al deposito segreto disse Sandokan, indicando il luogo sulla carta con la punta del pugnale.
Kota Bharu era una cittadina con un'intensa attivit che ruotava attorno al vasto porto da cui partiva la produzione di stagno a bordo di giunche e praho diretti a Singapore. Tuttavia, non era un posto dove comparissero di frequente imbarcazioni europee.
Kota Bharu. Dobbiamo trasformare la Saudade, ex Mentirosa, in qualcosa di pi solido. Per esempio nel panfilo prussiano Friedrich Engels, in onore del mio corrispondente, e con un capitano che sia veramente tedesco, herr Heym e Yanez indic con un cenno Old Shatterhand. Tu e io resteremo nascosti in cabina. Poi L'Engels, dopo essersi rifornito di carbone, far rotta su Singapore in attesa degli eventi.
E cosa ci farebbe l'egregio signor Heym a Singapore?
Non potrei spacciarmi per un riccone che vive di rendita, n per un diplomatico o un geografo, per sono un cacciatore. Catturo animali vivi per lo zoo di Berlino, concentrandomi sulla ricchissima fauna malese.
A Sandokan parve un'ottima idea.
Mi dispiace per quegli animali, che se la faranno addosso dal freddo disse Yanez.
Qualche ora dopo, Old Shatterhand, indossando una smagliante giacca blu con bottoni dorati, recuperata nella stiva e rammendata per ovviare al buco di pallottola all'altezza del cuore, riceveva l'approvazione dell'intero equipaggio, compreso Pinga Puagh, che a gesti faceva capire di volere una giacca come quella anche per s.
L'insegna di legno con il nome Saudade venne tolta e al suo posto misero quella con Friedrich Engels.
Se dovrete comandare la Mentirosa, sebbene per finta, dovete guadagnarvi il rispetto dell'equipaggio, mister disse Sandokan.
Credete che a loro piaccia la poesia? chiese il tedesco con uno dei suoi sorrisi malinconici.
No, ma sono sicuramente interessati a vedere come maneggiate questa carabina Martini-Henry che avete portato a bordo.
Sar un piacere mostrarvi cosa posso fare con il mio ammazzaorsi. Ma vorrei anche farvi vedere un mio nuovo figlioccio, il Winchester a ripetizione.
La voce si sparse fra le Tigri della Malesia: l'alemanno avrebbe dato una dimostrazione delle sue capacit. Old Shatterhand maneggiava il Martini-Henry da almeno dieci anni, ma ultimamente si era creata una forte concorrenza, l'esercito britannico l'aveva adottato in sostituzione dell'Enfield nel 1871. Il fucile era frutto della collaborazione di due armaioli provetti, lo svizzero Friedrich Martini e lo scozzese Alexander Henry. Old Shatterhand torn dalla cabina con una coperta arrotolata, in cui teneva amorosamente i due fucili. Porse a Sandokan il Martini-Henry. Era una carabina lunga un metro e venti che nelle mani del malese risult eccellentemente bilanciata. Il tedesco si infil una manciata di pallottole nella tasca della giacca.
Scegliete un bersaglio, principe.
A prua, a una cinquantina di metri, c' il tavolo dove abbiamo mangiato, e sopra, due tazze, a circa quaranta metri: quella di destra.
Con una rapidit impressionante. Old Shatterhand impugn il fucile e spar quasi senza prendere la mira. La tazza vol in pezzi, o almeno cos parve. Il tedesco arretr l'otturatore e inser un altro colpo in canna.
La seconda tazza, a sinistra, se ben ricordo disse Sandokan.
L'equipaggio della Mentirosa avrebbe raccontato per lungo tempo che tra la frase del principe malese e lo sparo non era trascorso neppure un secondo.
Al centro del tavolo, gli avanzi di un ananas.
Lo sparo risuon quasi contemporaneamente all'ultima sillaba.
Sambliong, le tazze e l'ananas ordin il malese.
Sambliong corse a prua e torn con i manici delle tazze e l'ananas perforato al centro.
Pinga pinga disse il nano.
Yanez si mise ad applaudire piano. I commenti ammirati di dayaki, malesi, giavanesi e sikh circondavano il tedesco.
Ha una gittata straordinaria, circa milleduecento metri.
Non ha un rinculo eccessivo, anche se fa un notevole fragore, in grado di rendere sordo un pianista. Lo dico per esperienza.
A un certo punto della mia vita ho dovuto scegliere tra Martini e Chopin.
I miei complimenti, signor Heym disse il portoghese.
Un tiratore esperto pu sparare otto colpi al minuto.
E voi, quanti? chiese Sandokan.
Una dozzina. L'unico problema  che si surriscalda. Non  una buona arma per un combattimento prolungato.
Sambliong, metti altre due tazze sul tavolo disse Yanez.
Mi permettete? chiese poi al tedesco.
Ma certo. Aggiustate il tiro lievemente a sinistra, per il vento.
Quando il nostromo sistem le tazze, che a quasi cinquanta metri si scorgevano a malapena, Yanez prese la mira lentamente, sfior il grilletto e infine spar. Le tazze, a quanto sembrava, erano rimaste intatte. Ricaric e ripet l'intero rituale. Il secondo colpo and a segno, una tazza si sbriciol.
Peccato che Kammamuri non sia con noi. Forse  l'unico in grado di rivaleggiare con voi disse il portoghese.
Due uomini dell'equipaggio vollero tentare, il siamese Yayu e il sikh Ranjt Singh. L'altra tazza vol via solo al secondo colpo del barbuto.
Sandokan non ci prov neppure; sapeva di essere inferiore ai compagni nel maneggiare un fucile, se la cavava meglio con la pistola e comunque, tra tutti gli uomini della Mentirosa, non aveva rivali all'arma bianca, che fosse la sciabola o il pugnale, il kriss o il parang.
Permettetemi di mostrarvi qualcosa di meglio per il combattimento a distanza ravvicinata. Questo.
Il fucile con la cassa in ottone che brillava al sole era lungo appena un metro, molto pi leggero e maneggevole. Old Shatterhand lo caric con calma, infilandoci una dozzina di pallottole.
Non avrebbe un cappello? A un cenno di Sandokan, Sambliong si precipit nella stiva; cominciava a piacergli il ruolo di maestro di cerimonia. Torn di l a poco con un berretto da capitano della marina francese.
Signor Yanez, mi fate l'onore? Lanciatelo pi in alto che potete.
Il portoghese si mise d'impegno, e il berretto vol in aria.
Prima che ricadesse sul ponte, Old Shatterhand riusc a sparare quattro colpi.
Meraviglioso. Questo non  un cacciatore di orsi,  un cacciatore di uomini disse Sandokan mostrando il berretto con quattro buchi. Vi nominiamo capitano supplente della Mentirosa.
Pu sparare quindici colpi, ma ha una gittata di soli duecento metri utili.
Il giorno dopo herr Heym osservava l'entrata dell'Engels nel porto di Kota Bharu indossando la giacca blu con i bottoni dorati e il berretto da capitano francese opportunamente rattoppato. Un malese acquist per suo conto diverse tonnellate di carbone e uno spagnolo corpulento si rec all'ufficio postale a ritirare una lettera.
Sandokan e Yanez, nascosti in cabina, lessero il messaggio:
Devo parlare personalmente con voi. BB.
Al contrario di quanto c'era da aspettarsi, nelle ore successive non accadde nulla di insolito, e l'Engels si trasform da vascello a vapore in veliero, e quarantott'ore dopo il panfilo arrivava a Singapore.
Quella notte, una scialuppa sbarc a terra le due Tigri con pochi uomini di scorta.
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CAPITOLO 39.
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Singapore.
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Sono sicuro che ci stanno seguendo disse Yanez.
La tua famosa vista sulla schiena non ha perso nulla in acutezza, con gli anni ribatt Sandokan.
Mi prendi in giro?
Kal me ne guardi.
La vista sulla nuca migliora con l'et perch la paura aumenta, fratellino.
I due, preceduti dal dayako Kompiang, cercavano di aprirsi un varco nella folla che intasava i vicoli del quartiere dei commercianti cinesi a Singapore.
La citt era un crogiolo di razze che comprendeva l'intero universo asiatico orientale sotto il dominio britannico. Commercianti parsi di Bombay, ossequiosi e rispettati per l'onest nell'uso di bilance e misure, cinesi con il codino dall'aria ansiosa e affannata, pescatori malesi che offrivano il prodotto del loro lavoro effettuato all'alba, marinai giavanesi sfaccendati, venditori d'acqua bengalesi, piccoli commercianti portoghesi e spagnoli, bancari scozzesi, olandesi, belgi, irlandesi e impiegati maomettani dell'India occidentale, dayaki muscolosi che caricavano in spalla lussuose portantine sulle quali una dama inglese, o l'amante meticcia di qualche alto funzionario, andava a fare la spesa mattutina.
Passarono davanti a una moschea, un grande magazzino di filati britannico e una casa da gioco con le porte chiuse, in attesa della nottata, e si addentrarono in un vicolo pullulante di bazar del celeste impero.
Pochi minuti dopo le due Tigri si facevano largo fra la gente, cercando di raggiungere un locale rinomato per servire il migliore rijsttafel, la famosa "tavola del riso.
Mi spiace doverti informare che continuano a seguirci, fratellino disse Yanez.
Di chi si tratta?
Ho l'impressione che siano in due, uno porta il turbante dei nativi del Gange, l'altro  un piccolo malese di circa quindici anni. Abbiamo qualche debito da pagare in queste terre?
Non farmi domande del genere, perch se mi metto a ricordare, rischio di trovarne almeno una decina.
Magari non si tratta dei nostri nuovi nemici. O sono poliziotti, o sono le orecchie e gli occhi di Barak che si stanno sincerando che nessun altro ci stia seguendo oltre a loro. Oppure si tratta di un paio di ladruncoli disse Yanez scacciando i pensieri pi tetri, mentre entrava nel piccolo ristorante, dove offrirono un paio di monete di argento in anticipo al proprietario, che li accolse come se fossero i padrini del quartiere cinese di Singapore.
Il sole stava tramontando quando uscirono dopo essersi ingurgitati i famosi sessanta piatti della tavola del riso, composti da decine di variet di salse, babi ketjap, piccanti sambal goreng, carni varie che andavano dal cervello di scimmia alle costolette di capretto con salsa di arachidi, passando dal filetto di pesce in salsa di cocco, la cotica di maiale speziata, le aragoste in liquore di arak, le rudjak manis, tutto accompagnato da abbondante riso bollito con spezie. Avevano mangiato in silenzio, a parte i versi gutturali con cui il portoghese apprezzava le delizie della cucina di Sumatra.
Una volta fuori, Yanez cominci a sbadigliare, subito interrotto da Sandokan: So cosa stai per dire... che alla nostra et dovremmo farci un riposino, perch secondo te la siesta serve a riflettere sui passi successivi da fare. Quindi ti piacerebbe andare in Albert Road a cercare un piccolo albergo accogliente.
Non ho aperto bocca.
S che lo hai fatto, per sbadigliare.
Imboccarono un vicolo affollato di venditori ambulanti, ci che i malesi chiamano lorong. La discussione non and oltre, perch in fondo al vicolo comparvero quattro malesi con i kriss sguainati.
Non  possibile. Un'altra volta disse Yanez. Questi tipi non imparano mai.
Kompiang, coprici le spalle disse senza indugio la Tigre della Malesia. Yanez, a me! Il portoghese non aveva bisogno del richiamo del fratello di sangue e di fronte a quelli che si apprestavano ad attaccare impugn la Colt Baby Dragoon che portava sotto l'uniforme blu da ufficiale navale e piant una pallottola in petto al malese pi vicino. Sandokan aveva sfilato dalla tasca del sarong una pistola-pugnale Unwin e spar senza neanche prendere la mira, mancando il bersaglio. I superstiti, senza badare al caduto, corsero incontro alle Tigri cercando il corpo a corpo. Sandokan ne ferm uno lacerandogli la manica della camicia con il pugnale e spingendolo poi contro il muro di una bottega. Yanez, nel frattempo, abbatteva il secondo con un altro colpo della sua Colt, pur non riuscendo a impedire che il kriss di questi gli tagliasse i pantaloni ferendolo superficialmente alla coscia. Il quarto uomo, un guercio dall'aspetto fiero, vedendosi in svantaggio di fronte al revolver di Yanez, accenn a battere in ritirata. Il portoghese si volt per dare manforte a Sandokan. Il vicolo, solitamente intasato di gente, si era svuotato in un istante.
Non sparare, Yanez, questo lascialo a me! url Sandokan pensando che l'amico stesse per chiudere lo scontro con l'uomo che stava affrontando, e che teneva inchiodato al muro con abili finte del pugnale, nonostante il kriss dell'avversario fosse molto pi lungo, le spalle addossate agli scarichi delle grondaie di bamb. Gli occhi della Tigre lampeggiarono di gioia. Il terzo attaccante, un giovane malese con i vestiti sporchi, non riusciva a distogliere lo sguardo dalla pistola-pugnale. Questo signific la sua fine, perch Sandokan gli sferr una tremenda mazzata sulla tempia con la mano sinistra, stendendolo a terra.
Kompiang, caricatelo in spalla e fila dritto al porto. Scegli i vicoli pi bui. Puoi farcela? Ci vediamo a bordo della Mentirosa, e se qualcuno fa domande, digli che  un tuo compagno che si  ubriacato.
Certo, tuan rispose il dayako eseguendo immediatamente l'ordine.
Come stai, Yanez? chiese Sandokan al portoghese, che stava osservando uno dei caduti, quello che lo aveva leggermente ferito con la punta del pugnale, e che ora si contorceva con una pallottola nella spalla.
Non avrei dovuto mangiare cos tanto. Ho un gran peso sullo stomaco rispose Yanez de Gomera, la leggendaria Tigre Bianca della Malesia.
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CAPITOLO 40.
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Caucci.
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Entrarono nell'Hotel Royal, immenso bungalow a due piani a circa duecento metri dal molo principale, e mentre si stavano registrando usando i falsi passaporti di un nobile spagnolo e di un principe assamita, un mendicante si avvicin. Sandokan gli mise in mano qualche moneta e con sua grande sorpresa si rese conto che l'uomo gli aveva lasciato un foglietto nella sua, prima di scomparire tra i venditori che affollavano i vicoli.
Cosa sapete riguardo il pane di hevea, detto volgarmente caucci?
 un prodotto ricavato da una sostanza che chiamano lattice, estratta incidendo diagonalmente la corteccia di un albero che trasuda tale lattice, raccolta in recipienti appositi. Con il tempo i tagli si rimarginano e ne vengono praticati di nuovi nelle parti superiori, fino a mungere totalmente l'albero.
Il lattice consente di realizzare una gomma solida, elastica, molto flessibile e resistente all'acqua che una volta lavorata pu essere usata per costruire tubi, ruote, nonch eccellenti impermeabili. Dal 1820 c' una grossa richiesta di caucci, dei cosiddetti pani di hevea, e a causa della sua scarsit, il Brasile aveva praticamente il monopolio degli alberi che chiamano hevea brasiliensis.
L'impero, una volta che degli inventori britannici hanno scoperto le virt della tela impermeabile, ha organizzato il trafugamento dei semi dell'hevea. Una spedizione allestita da un certo Hancock e diretta da Lord Wickham si  impossessata illegalmente di settantamila semi in Brasile, cosa che  un reato grave, poich le autorit locali avevano messo fuori legge tale commercio al fine di preservare il monopolio.
Il Royal Botanic Garden di Londra, che era dietro l'intera impresa, ha rispedito i semi in queste colonie per far fruttare l'affare. Un anno fa i semi sono giunti nelle mani di Sir Henry Ridley e nell'orto botanico di Singapore ci sono ora undici alberi: la riproduzione  ormai avviata.
Dicono che il clima ideale affinch gli alberi possano produrre oltre seicento chili per ettaro sia quello del Borneo, se in ogni ettaro venissero piantati almeno trecentocinquanta alberi.
In tal caso, e se gli esemplari dell'orto botanico di Singapore stanno gi fornendo semi a sufficienza, entro vent'anni le piantagioni dell'isola potrebbero produrre a pieno ritmo, ma se le piante fossero gi state messe a dimora, allora il processo richiederebbe molto meno tempo.
Se non sapevate niente di questa pianta,  bene che ne sappiate.
B.B.
La piantagione che abbiamo visto nella fotografia disse Sandokan.
Corrisponde esattamente alla descrizione di B ribatt Yanez. Cio la foto dovrebbe riguardare il Brasile, ma se si tratta del Borneo, allora hanno gi cominciato a produrre.
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CAPITOLO 41.
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Leggendo i giornali.
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Le Tigri della Malesia si prefiggono di assumere il controllo del Borneo. S, tale affermazione che parrebbe assurda se attribuita a qualsiasi altra banda di pirati,  rigorosamente veritiera. Hanno messo in subbuglio la zona centrale dell'isola, attaccando villaggi indifesi e prendendo gli abitanti come schiavi.
Oggi possiamo affermare che nell'interno del Borneo regna il terrore. E che questa situazione potrebbe addirittura mettere in pericolo i possedimenti di Sua Maest negli stretti e a Labuan, e nei territori di Sarawak e Brunei al nord.
Recentemente, una squadra di vascelli pirata ai comando delle Tigri ha ingaggiato un combattimento navale al largo di Macao, dopo aver saccheggiato diverse lance di venditori nei dintorni del porto. Si dice che la loro nave ammiraglia sia un moderno panfilo a vela armato di artiglierie battente bandiera italiana.
Bene, per lo meno non sanno che questo  anche un battello a vapore e che la bandiera  messicana, non italiana, pur avendo gli stessi colori fu il commento di Sandokan.
Sono stati avvistati anche nelle isole Filippine dove hanno sostenuto scontri armati con forze spagnole e nella colonia di Hong Kong dove si sono miracolosamente salvati dalla polizia britannica grazie alla complicit delle societ segrete cinesi.
Non possiamo permettere che si torni alla situazione di due decenni or sono, quando sfidarono Sir James Brooke e tennero in scacco per diversi anni il mar della Sonda, gli stretti e la costa malese.
Chi gliele passa le informazioni a questo cacainchiostro? chiese Yanez sollevando lo sguardo dal giornale.
Dovremmo stare pi attenti rispose Sandokan.
L'articolo, stranamente ben documentato e subdolamente malizioso nel distorcere i fatti, era firmato da Daniel Morton.
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CAPITOLO 42.
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La chiave.
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Sandokan sfil dalla tasca il foglietto che aveva trovato nello zaino dell'uomo bianco che si spacciava per un santone, alle Filippine. Lo stir con il palmo sul tavolo.
La prossima volta che prendi un messaggio cifrato a qualcuno, evita di ammazzarlo. Questo foglietto  ridotto a una merda, tutto macchiato di sangue. Il morto aveva un libro,  chiaro, un libro. Ma se lo portava dietro? 64-3-17 potrebbe voler dire pagina 64, paragrafo 3, parola 17. Se cos fosse, si tratterebbe di un codice di cui  difficile trovare la chiave, perch prima si dovrebbe rintracciare sul libro la parola che stai cercando, per poi decodificarla. In tal modo per un messaggio di cento parole ci si metterebbe una giornata a decifrarlo. E se usi una parola come antropofagia, prega che sul libro ci sia... e che la si trovi, ovviamente. Il modo pi semplice sarebbe ricorrere a un dizionario, ma che sia della stessa edizione, certo, e quelli che comunicano usando il codice abbiano una copia ciascuno, ma allora basterebbero due numeri, pagina e parola. Ma non sarebbe un po' troppo astruso? Be', perch no: 64-3-17, invertendolo diventa 17 marzo 1864... ma gli inglesi mettono giorno e mese al contrario. Sono inglesi? Allora avremmo una serie di date che corrispondono a parole. Ma no, certo che no, sarebbe troppo stupido. Non sopravvalutare la genialit del nemico, non sottovalutarla. Anzi, non valutiamo, analizziamo. Essendo in serie di tre, scarterei un codice alfabetico... Lo scarterei? Quanto meno uno semplice, in cui ogni numero corrisponde a una lettera, troppo facile da risolvere se sappiamo in quale lingua si sta scrivendo. In quella spagnola la E e poi la S sono le lettere pi frequenti, non cos in quella francese o inglese. Oppure un sistema a doppia chiave in cui la prima versione bisogna ritoccarla in una seconda versione. Sar cos? Sar, chiese Alice allo specchio...
Chi  Alice? domand Sandokan.
Una fidanzata che aveva da giovane rispose Yanez, affascinato dal monologo del crittografo.
Si trovavano nello scantinato di una piccola bottega di strumenti ottici, dove si vendevano dai semplici occhiali per leggere fino ai cannocchiali e i telescopi. Lo scantinato era un misto di laboratorio per lucidare e montare lenti e biblioteca del singolare personaggio.
Non sar una struttura tipo cassaforte? Manopola 64, tre a sinistra, diciassette a destra. Bah, troppo complicato. Sono davvero cos intelligenti i vostri nemici, signor de Gomera? Pi talento ha l'uomo, e pi  incline a credere nel talento altrui.
Blaise Pascal disse Yanez. Ebbene s, sembrano estremamente intelligenti, diabolicamente intelligenti, e hanno una predilezione per il teatro sofisticato.
Al crittografo brillarono gli occhi, prima di pronunciare un'altra citazione continuando a scorrere il lungo elenco di numeri, dimostrando di poter fare due cose contemporaneamente: Ci che ha di bello il genio  che assomiglia a tutti ma nulla assomiglia a lui.
Stavolta Yanez non conosceva l'autore dell'aforisma.
Questo mi manca disse il portoghese.
Balzac, il romanziere francese. Dovreste leggerlo.
Mi sono perso uno scrittore importante?
Senza dubbio alcuno. Probabilmente il pi interessante dei nostri tempi. E se si trattasse di una chiave invertita? Yanez prese da uno dei suoi tanti taschini un taccuino che portava sempre con s e con un mozzicone di lapis annot: Balzac.
Sandokan aveva rinunciato a seguire le elucubrazioni del tipo e stava ammirando uno straordinario binocolo, accendendosi la pipa.
Almeno una volta all'anno chiunque pu dimostrarsi un genio.
Questa  di Lichtenberg disse Yanez.
E anche di Mordecai Serge Berlioz Hirsch.
E chi sarebbe questo Mordecai? La mia ignoranza mi stupisce disse Yanez sorridendo.
Io.
 questo il tuo vero nome? Un nome ebreo?
Non penserete davvero che abbia un nome stupido come Marcus Herbert, eh?
E come ci sei finito a Singapore?
Sono evaso da un carcere, rifugiandomi in una biblioteca.
Nessuno verrebbe a cercarti in una biblioteca. Mi sono procurato un atlante, ho puntato il dito pi lontano possibile dal mondo che conoscevo... Quando non mi dedicavo alla scienza crittografica, scrivevo libelli contro la monarchia, il sacro potere reale, i disegni divini che ispirano le decisioni dei sovrani, il principio stesso di autorit, insomma, tutta quella merda l, capite?
Contro quali sovrani?
Contro tutti. Perch tralasciare un solo imbecille per mere questioni geografiche?
Questa parte della storia mi piace disse Sandokan.
Attento, tu sei un principe malese lo avvert Yanez.
E tu il maharaj di Assam.
Va bene, quel periodo imbecille delle nostre vite  ormai lontano, e neanche  durato tanto.
Signori, mi state distraendo disse Mordecai, togliendo dal fornello la teiera che cominciava a emanare un delizioso vapore. Il crittografo venditore di cannocchiali e sestanti vers nel colino tre tazze di un t straordinariamente aromatico, indic la zuccheriera e si ributt sul testo.
Potrebbe trattarsi della chiave pi conosciuta della Malesia, detta ganga malayu, che consiste nell'invertire i caratteri dell'alfabeto arabo-malese, e poi trasporti in un codice numerico. Per la quantit di lettere-cifre possibili non coincide.
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CAPITOLO 43.
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Prigionieri.
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Avrebbero dovuto intuirlo: troppo silenzio intorno a loro in quel meraviglioso tramonto pieno di riflessi dorati e sfumature arancioni, con le palme che sembravano emanare luce. L'inusuale silenzio degli uccelli volati via di fronte al pericolo.
Quando Yanez spinse la porta della sua stanza si ritrov davanti la canna di un revolver puntato alla fronte. Dietro, il braccio di un ufficiale coloniale inglese.
Alzi lentamente le mani, signor de Gomera.
Sandokan fece un balzo all'indietro, solo per scoprire che su entrambi i lati del corridoio c'era una decina di soldati delle truppe coloniali indiane, con i fucili spianati.
 dunque questa l'ospitalit che il governo britannico offre a un nobile spagnolo, il conte di Nava e Gijn e al suo amico il principe assamita Kalar? disse Yanez fingendosi esterrefatto per l'oltraggio subito.
L'ufficiale britannico non si degn neppure di rispondergli.
Furono condotti alla fortezza con una scorta di cinquanta uomini con le baionette inastate, suscitando la curiosit dei passanti, che si radunavano a centinaia. La voce corse pi veloce della breve passeggiata.
Mi avete cacciato proprio in una bella grana, signori miei disse Mordecai, che li aveva preceduti nella cella.
E a te perch ti hanno arrestato?
Per non aver pagato le tasse rispose il crittografo per poi scoppiare in una fragorosa risata.
Spero non ti ritengano nostro complice, altrimenti penzolerai da una corda entro poco tempo gli disse Sandokan.
Ho la sensazione che la mia vita sia ancora lunga.
Mi spiace non condividerla disse Yanez. Ce lo siamo meritato, Sandokan, stiamo perdendo il sesto senso.
Il malese rispose con un grugnito.
Comunque ce l'ho fatta disse Mordecai. Sono riuscito a decifrare il testo trovando la chiave giusta. Si basava sul Corano, chi l'ha inventata non solo  un buon crittografo, ma anche un eccellente esperto di cultura araba.
E cosa dice? Mordecai Serge Berlioz cit a memoria: Catturati o morti. Se morti, nascondi accuratamente i cadaveri. Nessuno deve venire a sapere della loro fine. Se catturati, attendi contatto a Luzon bastimento mercantile Helena. DM.
Volevano farci sparire. Morti o catturati, comunque spariti disse Sandokan. Allora non sono loro, non  la setta del Serpente che sta dietro questo arresto. Qui, che ci fucilino o ci impicchino, saremo visti da tutti.
Yanez aggiunse un nuovo dato al complesso rompicapo: Il nome del capo che firma il messaggio ha per iniziali DM: Don Manuel? Dario Mercante? David Moreland? Daniel Morton, il giornalista dell'articolo che abbiamo letto ieri?.
La notte trascorse in relativa calma. La prospettiva di morire, tante volte sfiorata, non avrebbe certo tolto il sonno alle Tigri della Malesia, ma al crittografo s. Verso le tre del mattino Mordecai decise di rendere partecipi Sandokan e Yanez delle sue riflessioni filosofiche.
Gli stoici dicevano che per raggiungere la libert e la tranquillit occorre rinunciare alle comodit materiali, al denaro e alla ricchezza, e si deve improntare l'esistenza alla ragione e alla virt.
E a cosa dobbiamo tanto interesse per quei greci? domand Yanez, sicuro che Mordecai volesse arrivare da qualche parte.
La dottrina stoica, che considerava essenziale ogni persona come parte di Dio e membro della famiglia universale, ha aiutato a infrangere le barriere regionali, sociali e razziali, aprendo la strada al diffondersi di una religione universale.
Le religioni rimbambiscono gli uomini e, peggio ancora, se sono universali, li rimbecilliscono universalmente sentenzi Sandokan.
Vi ho detto tutto questo perch il termine stoico con il trascorrere del tempo  diventato l'appellativo di coloro che affrontano le avversit con rassegnazione.
Accadr quel che deve accadere disse Sandokan ma se gli inglesi pensano che finisca cos, che preghino i loro di. Ti piace la mia rassegnazione?
Erano persone intelligenti, gli stoici. Hanno inventato la logica induttiva e si sono dedicati assiduamente allo studio della fisica, sostenendo che la natura era come un fuoco artigiano che genera l'universo. E questo li ha condotti all'idea di un dio razionale, a una serie di leggi di un potere creatore, unificatore, che tiene unite tutte le cose e che non  semplicemente un potere fisico. La natura  fondamentalmente razionale.
Si vede che i tuoi stoici non si sono mai ritrovati nel bel mezzo di un monsone sbott Sandokan, che sembrava non nutrire una gran simpatia per quei filosofi.
Il fondatore della scuola, Zenone di Cizio, teneva le sue lezioni ad Atene davanti a un portico dipinto disse Mordecai, ignorandolo. Non dobbiamo temere il destino. Siamo parte di un progetto cosmico razionale in cui tutto ci che  e ci che sar  retto da una legge necessaria che esclude il caso e che si ripeter eternamente.
Stai citando a memoria Zenone? chiese Yanez. Mi piace, ma solo la prima parte: Non dobbiamo temere il destino.
Ti piacer meno sapere che Zenone, un cipriota esiliato ad Atene, si  contrapposto allo scetticismo nel 311 avanti Cristo.
E tanto per essere precisi, il termine stoicismo deriva semplicemente da sto poikil, che significa appunto portico dipinto. A me, di tutte le sue opere, quella che prediligo  La vita secondo natura. L'ho letta ad Alessandria.
Io preferisco Lord Byron disse Yanez.
Ho il vago sospetto che con voi sto perdendo tempo.
Sandokan, che si era stufato di sentir parlare di stoici da Mordecai, cominci a mangiare la sbobba che gli avevano passato attraverso lo sportello sotto la porta. A un tratto grugn.
A Singapore ci mettono i sassi, nel mangiare disse togliendosi di bocca una pallina. Un sassolino avvolto in un pezzetto di carta. Srotol con cura il messaggio. E lesse ad alta voce: Hanno sequestrato tutte le vostre propriet a Singapore: un magazzino nel porto con trecento tonnellate di carbone e i conti bancari. Ma non dovete preoccuparvi, anche se non sembra,  tutto sotto controllo. B. Barak.
Yanez sorrise.
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CAPITOLO 44.
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Il processo.
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Il giudice che presiedeva la corte era leggermente strabico, con la faccia rubizza, senza dubbio a causa dell'abuso di bevande alcoliche. Il processo era stato istruito in modo artificioso, sfruttando informazioni veritiere miste a false, dicerie ed estratti di rapporti vaghi e fascicoli risalenti a trent'anni prima. Nonostante ci, ci vollero quattro ore e mezzo per leggere i capi d'accusa. Poi tocc alla difesa. Yanez rinunci alle formalit che gli venivano proposte dal giovane avvocato d'ufficio che ostentava un ridicolo parrucchino.
Mi rifiuto di riconoscervi come giudici disse Yanez. Vedo di fronte a me tre cittadini britannici, in una citt dove la maggioranza della popolazione  cinese o malese, giavanese o indiana. Voi non rappresentate Singapore e gli Stretti, ma soltanto quella vecchia decrepita che chiamate inopportunamente Vittoria. Qui non si tratta di pirati contro civilizzati commercianti. Voi avete edificato un impero con il sangue e gli affari. Lo avete fatto in India, a Sarawak, a Singapore, a Ceylon, a Hong Kong. Quando gli affari erano minacciati, arrivavano le cannoniere a sostenerli. Voi avete avvelenato migliaia di cinesi trafficando l'oppio. Avete fucilato migliaia di sepoy nel '57. Avete manipolato raj e piccoli sultani mettendoli gli uni contro gli altri, per prendere il controllo delle loro terre. Voi parlate di civilt, ma quando in questa parte del mondo sorgevano pagode e si edificavano i templi pi belli al mondo, dedicati all'amore, la vostra civilt era formata da orde di guerrieri che sollevavano il gonnellino per pisciare e dormivano sulla terra battuta dentro capanne di paglia.
Fece una pausa, accese una sigaretta, e riprese.
Voi parlate di progresso, di sviluppo, di invenzioni e innovazioni. Ma dietro ognuna di queste parole c' il sangue dei coolies, dei braccianti nelle piantagioni di tabacco di Batavia, dei minatori di Perak. Ci sputo sopra, alla vostra lurida civilt,  barbarie cui  stata data una mano di vernice opaca che non riesce a nascondere la rogna e l'avidit.
Soffi una boccata di fumo verso il giudice, la cui faccia stava diventando ancora pi rossa.
Vi chiedete come sia possibile che uno di origine europea come me abbia abbandonato la sua stirpe per far propria la causa dei pirati malesi e dei sepoy ind e delle societ segrete cinesi.
A quel punto il portoghese si volt verso il pubblico che affollava l'aula.
Il mio maestro Caldern de la Barca, ben superiore al vostro Shakespeare, che comunque nessuno di voi ha mai letto, ha detto e lo cit in spagnolo, fregandosene del fatto che la corte non avrebbe compreso una parola Fu perch ignoravo chi fossi / ma or sono informato / su chi io sono, e so che sono / un insieme di uomo e belva.
Poi tir un profondo sospiro.
Le urla di assassino si mescolarono ai mormorii di approvazione.
Il giudice si vide costretto a far sgombrare l'aula.
Sandokan era inferocito perch gli avevano tagliato i capelli.
Un compito che era costato ai carcerieri una decina di costole rotte pi qualche cranio fratturato, morsi alle mani e spalle slogate. Il volto e il collo, solitamente color del rame, erano coperti di ecchimosi bluastre. Il suo intervento fu pi breve, in un inglese impeccabile.
Veniamo accusati di un centinaio di atti di pirateria, in una citt fondata da un pirata britannico. Dovreste essere pi rispettosi nei confronti delle vostre tradizioni. E fareste meglio a impiccarci in fretta perch altrimenti pi di una nave inglese finir in fondo all'oceano con tutto l'equipaggio. E assicuratevi di averci ammazzati, perch le Tigri della Malesia hanno la brutta abitudine di tornare dall'inferno.
Una folata di paura raggel l'aula.
Quando li riportarono in cella, Mordecai non c'era pi. Forse era stata pagata una cauzione per la sua liberazione.
Che ne pensi? chiese Yanez.
Eccellente discorso, fratellino.
Niente male anche il tuo, quella che torniamo dopo morti mi  piaciuta assai. Perch qua si va a crepare, ci fucileranno o impiccheranno.
Rimasero per un po' a pensare alla morte.
Non mi sento affatto orgoglioso di questa pelle bianca, per quanto sia conciata da tanti anni trascorsi al sole disse a un tratto Yanez, che si era tolto la camicia per il caldo. Persino Darwin lo ha riconosciuto: Un uomo bianco che fa il bagno accanto a un tahitiano fa lo stesso effetto di una pianta sbiancata per le troppe cure di fianco a un virgulto verde scuro che cresce rigoglioso in mezzo ai campi.
Chi  Darwin?
Un inglese che collezionava piante.
A quel punto la porta della cella si apr cigolando per lasciar entrare il capo della polizia di Singapore, in realt il vicecapo, facente funzioni in attesa che arrivasse il nuovo comandante a prendere il posto dell'inglese deceduto per un attacco di malaria, un meticcio angloindiano, tale Charles Williams Abdul Kadir. L'uomo ordin alle guardie di ritirarsi e rimase da solo con le Tigri.
Era di carnagione scura con gli occhi azzurri, barba riccia, sui quarantacinque anni, sguardo penetrante e corporatura atletica dentro l'uniforme nera con i galloni della polizia coloniale.
Sono venuto a discutere con voi della lunghezza della corda con cui sarete impiccati disse tanto per presentarsi.
Avete una sigaretta? ribatt Yanez.
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CAPITOLO 45.
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Il colloquio a lungo rimandato.
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Sandokan si alz dal giaciglio di pietra dove stava dormicchiando e si gett sul capo della polizia di Singapore. Questi apr le braccia e i due si strinsero forte.
Ben Barak, fratello disse il malese.
Sandokan, fratello maggiore rispose l'angloindiano. Abbiamo poco tempo e tante cose di cui parlare disse rivolgendosi a Yanez.
Sono tutto orecchi rispose il portoghese, abbracciando a sua volta l'uomo che aveva scelto di essere maledetto dai propri amici per infiltrarsi nell'apparato coloniale britannico, l'unico indiano membro della Lega dei giusti di Babeuf e poi della Confraternita internazionale della democrazia sociale, organizzatore occulto degli scioperi dei minatori di Perak, il pi importante contrabbandiere di armi per la rivolta ind, corrispondente segreto delle Tigri della Malesia, BB, Ben Barak.
Poco dopo aver messo piede a Singapore siete stati individuati da tre gruppi diversi. I miei uomini, che vi stavano aspettando, gli sbirri del Club del serpente, quelli che hanno organizzato l'attacco davanti al ristorante, e le spie del governatore militare, che hanno dato l'allarme in seguito al quale c' stato l'intervento in albergo. Per qualche motivo che ignoro, quelli del Club del serpente vi vogliono catturati e fatti sparire.
Va bene, basta cos... cosa sai su questo Club del serpente?
Ho avuto modo di confermare i miei sospetti. Il Club non solo esiste, ma conosco almeno due dei suoi membri. Il colonnello in pensione dell'esercito britannico Leonard B. Wilkinson, che ogni domenica canta allegramente nel coro della chiesa presbiteriana e sul quale possiedo un dossier lungo mezzo metro, fitto di accuse di stupro di minorenni, coprofagia e abusi su animali, che non ho mai potuto arrestare perch le sue influenti amicizie politiche me lo impediscono, e il dottor James Moriarty.
Eccolo l, il tuo DM: il dottor Moriarty disse Sandokan a Yanez.
Un personaggio senza dubbio interessante continu Ben Barak. Ho avuto modo di conversare con lui un paio di volte.  un eccentrico, impossibile da classificare socialmente, in certi giorni sembra un membro della casa reale che sa cose interne al palazzo di Londra che nessuno dovrebbe sapere, e in altri casi sembra un apprendista falsario che tenta di spacciare banconote da due sterline. Un misto di genio e ciarlatano che da qualche mese mette in subbuglio la colonia. Nessuno sa da dove venga, ma pare che tutti lo conoscano e gli debbano qualche favore.  capace di giocarsi una fortuna alle carte, e l'indomani guadagna una fortuna acquistando il magazzino stracolmo di mercanzie di un facoltoso commerciante che si  suicidato.
Interessante disse Yanez.
Li ho individuati grazie a una delle mie spie, che di l a poco  stato ritrovato cadavere. Fanno riunioni, e indossano maschere d'argento molto elaborate. So che nel Borneo l'uso delle maschere  una tradizione, per accogliere visitatori indesiderati, per festeggiare i raccolti, per scacciare gli spiriti malvagi. Ma a Singapore? E tra gentiluomini britannici?
E cosa si prefiggono? Che vogliono da noi?
C' qualcosa, ma non saprei come definirlo. Non  solo un piano razionale, c' anche un che di azzardo, una sorta di folle gioco. Come se giocassero a fare i re.
E la nostra esecuzione?
Domani  un buon giorno per morire disse Ben Barak.
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CAPITOLO 46.
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L'esecuzione delle Tigri della Malesia.
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Era sabato, nel giorno di San Patrizio, e gli irlandesi della guarnigione erano tutti ubriachi. I cadaveri dei due impiccati oscillavano alla brezza lieve, esposti sul patibolo eretto sulla Oxney Road, all'ingresso del mercato.
I corpi di Yanez e di Sandokan furono tirati gi tra le urla rabbiose della folla. I soldati formarono una barriera e, baionetta in canna, trattennero la massa di uomini e donne che tentavano di toccarli. Un uomo teneva sulle spalle un bambino affinch potesse vederli, e un gruppo di venditori malesi prese a lanciare ortaggi marci sui soldati. Il giovane ufficiale al comando cominci a innervosirsi.
Lo stesso capo della polizia di Singapore si avvicin ai corpi e per dissipare qualsiasi dubbio, estrasse la pistola e spar il colpo di grazia. Le due detonazioni diedero il via a ogni sorta di suono, battiti di mani, gong, cimbali, tamburi, trombe, urla ritmate.
Nel porto, una cannoniera britannica spar una salva, sia per celebrare la ricorrenza di San Patrizio che per salutare la dipartita delle Tigri della Malesia.
In quella parte dell'Asia, la morte si celebra con il rumore frastornante. Il fragore apre le porte del cielo... e della storia.
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SECONDA PARTE.
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MOMPRACEM.
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Il mare mi ispira sentimenti contrastanti. Il litorale e quella striscia periodicamente abbandonata dal riflusso che la prolunga contendendo all'uomo il suo dominio, mi attraggono per la sfida che lanciano alle nostre imprese, all'universo imprevedibile che vi si nasconde, la promessa di osservazioni e scoperte temperate dall'immaginazione.
CLAUDE LVI-STRAUSS
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CAPITOLO 1.
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Il fantasma.
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Un fantasma si aggira per il mondo e ha trovato una sua particolare destinazione in questo angolo del pianeta.
 un fantasma che percorre le vastit dell'oceano Indiano inquietando al suo passaggio le acque apparentemente calme e agitando ancora di pi quelle gi turbolente.
Un fantasma che sorge dal monsone tropicale e avanza lungo le coste del Borneo.
Un fantasma rabbioso che attraversa la tempesta sul mar della Sonda.
Un fantasma avvolto negli stracci dei coolies cinesi, o con il perizoma dei dayaki delle miniere di Perak; un fantasma con il turbante bisunto degli schiavi delle piantagioni di Sarawak e dei frutteti di Singapore, delle miniere di stagno della Malesia e delle coltivazioni di spezie di Giava. Un fantasma illuminato dai bagliori della rivolta dei sepoy in India nel 1857 e dai fieri insorti delle Filippine; un fantasma multirazziale, tribale, selvaggio, spietato, il pi delle volte terribile.
Contro di lui si sono coalizzate le potenze della vecchia Europa, l'impero britannico al completo, le chiese bianche dei cattolici e dei protestanti; tutti i nomi di Dio cospirano contro di lui. Lo combattono il kaiser e lo zar, i poliziotti di Hong Kong e i colonialisti spagnoli, la Compagnia delle Indie Orientali e quella delle Indie Olandesi, persino la Compagnia di Ges, i commercianti di tutti gli imperi bianchi e i trafficanti di schiavi arabi e i loro lacch, i trafficanti di oppio e i sultani del Borneo.
Gli imperi che sono riusciti a estendersi fino a queste terre e hanno conquistato come per incanto favolosi mezzi di produzione e di trasporto, ricordano il vecchio stregone che, incapace di dominare gli spiriti sotterranei che ha evocato, assiste sgomento alla loro furia.
 un fantasma che incita a combattere contro vicer, governatori, commercianti, possidenti, generali, ammiragli. Un fantasma della cui essenza fanno parte le societ segrete cinesi, che aizzano alla rivolta i disperati lavoratori senza donne perch combattano le giubbe rosse; i sepoy ind che vogliono farla finita con il Raj e si ammutinano rifiutandosi di usare le cartucce alle quali bisogna mordere la punta prima di infilarle nel fucile, perch sono intrise di lardo di maiale o grasso di vacca.
Un fantasma che agisce contro le cospirazioni di quanti promuovono conflitti armati e pesca nei fiumi in piena delle rivolte della storia.
Sembrava che il fluire del tempo fosse ormai nelle mani della borghesia e dei suoi strumenti imperiali, ma nessuna illuminazione proviene da quelle luci, c' un fulgore e poi soltanto tenebre.Vi  una dose immensa di barbarie in questa sedicente civilt, e contro di lei si leva il fantasma.
I paria dell'Asia non hanno nulla da perdere, tranne le catene. Hanno invece un mondo intero da guadagnare. Potranno mai bloccare le ruote demolitrici di una storia che non  la loro? Riusciranno a fermare un sistema che unisce il saccheggio selvaggio alla barbarie del capitalismo proveniente dalla vecchia Europa?
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CAPITOLO 2.
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Resurrezione.
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Erano alla seconda coppa di champagne, i gabbiani indicavano ancora la vicinanza della terraferma da cui si stavano allontanando rapidamente, lasciandosi dietro la caligine di un caldo soffocante, mentre davanti si apriva il mare con la sua brezza e la libert.
A bordo della Mentirosa c'era un clima festoso. Persino la cagna Vittoria danzava in coperta a caccia di ombre. Sandokan brindava e passava la coppa a Yanez, che si scolava allegramente entrambe. Accanto a loro giacevano gli ingegnosi marchingegni con i collari di cuoio e i piccoli ganci, grazie ai quali, al momento di impiccare Sandokan e Yanez, la corda si era stretta sui ganci anzich sul collo distribuendo il peso su tutto il corpo, rendendo lo strangolamento una farsa alquanto innocua.
Saul si avvicin con un unguento da spalmare sulle bruciature sulla tempia di Sandokan e sulla nuca di Yanez, provocate dalla polvere da sparo per i colpi di grazia di Barak, che aveva usato cartucce a salve.
Per aver voluto risultare troppo realistico, Barak si meriterebbe una scarica di bastonate disse il portoghese.
Old Shatterhand si avvicin, seguito dal nano che sventolava una copia del Times of Singapore, in cui un breve articolo annunciava il trafugamento dei cadaveri dei due pericolosi pirati conosciuti come le Tigri della Malesia.
Portate qui il prigioniero disse Sandokan.
Il giovane, catturato nello scontro in una strada di Singapore due giorni prima, tremava come una canna di bamb sotto la tormenta. Sandokan lo squadr per qualche istante.
Chi ti ha ordinato di assalirci?
Non perdiamo tempo, buttalo in pasto agli squali sugger Yanez.
 stato Mirim, il re dei mendicanti. Ci ha gettato una sovrana d'oro da dividere tra tutti per portargli le vostre teste.
Cosa pu volere da noi un principe dei mendicanti di Singapore?
Descrivici questo Mirim, ragazzo.
 un guercio, sui cinquant'anni. Non  malese come me. Dicono che sia nato nel Bengala e che, prima di diventare il signore dei bassifondi della citt, era un pirata.
Un altro nemico che si aggiunge alla lunga lista disse Yanez. Ma da dove sbucano?
Mandatelo nella stiva, a spalare carbone nelle caldaie; se vuole mangiare a bordo della Mentirosa, che sgobbi disse Sandokan, licenziando il malese che continuava a tremare.
La rotta da seguire, signori? chiose un sorridente Sambliong, che rimessosi in sesto dall'avvelenamento, sembrava ringiovanito.
Borneo disse Yanez.
Borneo conferm Sandokan. Verso Bidang, cercheremo un'insenatura a qualche miglia a occidente del villaggio. Non credo sia prudente rientrare in territorio nemico a viso scoperto.
Gi, ma di questi tempi, dove lo troviamo un territorio che non sia nemico? si chiese Yanez.
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CAPITOLO 3.
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Una scialuppa in mezzo all'oceano.
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Fu svegliato dalle grida dei malesi, e dopo essersi sciacquato il viso con l'acqua della bacinella accanto alla branda, Yanez usc dalla cabina. Il chiarore incerto dell'alba mostrava un mare agitato, probabile preludio di una tempesta. Sandokan, che aveva sempre il sonno leggero, lo aveva preceduto, e stava scrutando a nordovest con il cannocchiale.
 una scialuppa, Sambliong l'ha avvistata per caso. Va alla deriva.
Scampata a un naufragio? C' qualcuno a bordo?
Sembra di s. Vedo un uomo accanto alla vela. Ma forse  morto. La vela  piena di buchi come se avesse affrontato una tempesta.
Sandokan pass il cannocchiale al portoghese e prese il timone, mettendo la prua della Mentirosa verso la scialuppa.
Macchine avanti tutta! Poco dopo Yanez si avvicin al fratello di scorribande e con un mezzo sorriso disse: C' una sorpresa. Il naufrago  bianco, e non  un uomo.
E cos'?
Una donna.
Un quarto d'ora dopo i marinai issavano a bordo una donna seminuda. Era estremamente magra, il viso spigoloso e i capelli arruffati dal vento che le coprivano in parte la faccia. Si reggeva a malapena in piedi. Gli sguardi maliziosi dei marinai la seguirono fino al piccolo tavolo sulla tolda. Accorgendosene, la donna si strapp via i pochi stracci che coprivano in parte il suo corpo. I sorrisi si congelarono vedendola completamente nuda.
Adesso siete contenti? Selvaggi! sbott in francese.
Yanez and sulla tolda e con un gesto deciso tir via la tovaglia dal tavolo, in seta di Manila. La porse alla donna perch si coprisse.
A nome dell'equipaggio vi porgo le mie scuse, madame.
Coprendosi con la tovaglia, la donna chiese dell'acqua.
Yanez tradusse la richiesta dal francese e almeno tre o quattro tigrotti si precipitarono a portarle boccali d'acqua. La donna bevve avidamente.
Dille di bere adagio se non vuole schiantarsi lo stomaco disse Sandokan.
Un europeo qui, circondato di indigeni disse rivolta a Yanez. La donna non sapeva sorridere, quando lo faceva apriva troppo la bocca e il volto si contraeva in una smorfia sgradevole. Mostrava i denti. Un sorriso aggressivo, una smorfia colma di furore. I capelli castano rossicci erano ricci e il naso prominente e vigoroso. Era magra, ma forse a causa delle vicissitudini patite; si notavano ancora i segni dei ceppi di ferro sulle caviglie.
Dovrei ringraziarvi per avermi salvata.
Avete un nome, madame? La donna alz lo sguardo. Negli occhi grigi, opachi per la spossatezza, riluceva un bagliore divino. Sembr indugiare.
Suppongo che avr bisogno di un nuovo nome. Questa  la terza volta che torno dal mondo dei morti. La resurrezione ha i suoi rituali. Mi piacerebbe un cognome polacco e un nome soave come Adle o Blanche o Marguerite. Mi starebbe bene... Un nome da ammiratrice di Chopin... Voi siete davvero dei pirati? Guard Sandokan, che le sorrise.
Cosa ha chiesto? domand il principe malese.
Se siamo pirati rispose Yanez.
Dille che lo siamo stati e che magari torneremo a esserlo.
Il mio amico dice che  un mestiere rispettabile. Abbiamo avuto la vocazione di incendiare questo angolo del mondo tradusse liberamente Yanez.
Sambliong, diamole la cabina di Saul e dell'ingegnere Monteverde, sono certo che saranno felici di renderle questo servigio, di' a Le Duc di preparare un brodo di tartaruga e in quanto al vestiario, sicuramente nella stiva ci sar qualcosa che potr indossare, che scelga lei stessa pi tardi. Non c' un vietnamita tra gli aiutanti di cucina? Il piccolo Nguyen? Digli che la aiuti, che le faccia da traduttore, in cambio lei, quando si sar rimessa in forze, dovr pelare le patate diede indicazioni Sandokan in malese.
Cosa ha detto?
Alloggio, cibo, un aiutante cuciniere vietnamita la accompagner a cercare dei vestiti nella stiva e lei in cambio aiuter lui a pelare le patate. Un modo come un altro per pagarsi la traversata disse Yanez.
La francese sbuff.
Non vi piace pelare le patate? Su questa barca lavoriamo tutti.
Preferirei pulire i cannoni ribatt la donna, che subito dopo svenne.
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CAPITOLO 4.
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La frescura dell'acqua.
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Scendevano lungo il fiume, che si allargava sempre pi, sfruttando la forte corrente. In un'ansa, qualche ora prima, avevano aggiunto alla piroga scavata in un tronco un bilanciere che la rendeva pi stabile.
Kammamuri infil una mano nell'acqua, la frescura dissip lentamente la nebbia che offuscava la sua mente. Il mendicante monco non remava affatto male, pur avendo un braccio solo; o era un uomo ingegnoso, o era la paura a renderlo cos agile.
Dove siamo. Sin?
Non comprese la risposta, le parole gli arrivavano come echi distorti in cui riusciva a distinguere solo le vocali. Riprov in malese. Inutile.
Doveva continuare a remare, poi avrebbe pensato alle costole rotte. Nel mezzo del fragore del fiume, gli giungevano nitidi dei rulli di tamburi. Erano solo nella sua testa? O li stavano inseguendo? Era inutile, il maharatto sapeva di essere immortale. Sapeva anche cose importanti riguardo i suoi carcerieri.
Quali cose? Cose importanti. Ma quali cose?
Il mare, maestro Kammamuri disse il mendicante indicando l'orizzonte.
Adesso capiva. Dov'era rimasto il suo fucile? Accanto a lui, la pantera ronf. I tamburi continuavano a risuonare nella sua testa.
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CAPITOLO 5.
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Solo quando siamo di buon umore.
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Cosa sta scrivendo?
Blanche-Adle-Marguerite sollev il quadernetto, infil il mozzicone di matita in un taschino dell'enorme camicia che aveva scelto come vestito, cingendola con una fusciacca rossa, e declam:
Guarda le stelle sul mare
Che spuntano sull'errante biancore
Le onde filano a vele spiegate
Nelle immense profondit degli abissi.
Il nano applaud; la cagna Victorisa, come tutti preferivano chiamarla, fece due salti di approvazione.
Il francese  una lingua meravigliosa, in portoghese suonerebbe pi triste, meno vibrante.
Il nano parla francese?
No, ma a lui e alla cagna piace come suona.
Mi potrebbe dire dove ci stiamo dirigendo?
Siamo diretti a nord del Borneo, tenteremo di liberare un gruppo di schiavi, ma dopo possiamo farla sbarcare in qualche porto di una certa importanza. Voi siete libera di scegliere il suo destino.
Non ho pi alcuna libert, se metto piede sul territorio francese mi aspetta una condanna a morte e magari gli inglesi farebbero loro lo stesso favore, nel caso venissi catturata. La mia causa  temporaneamente sconfitta. Se non avete nulla in contrario, approfitterei della vostra generosit finch non potr delineare il mio destino con maggiore chiarezza.
Voi siete la benvenuta, potete restare a bordo della Mentirosa tutto il tempo che volete. E finch starete con noi garantiremo la vostra incolumit. Non c' governo al mondo che possa toccarvi.
Siete cos potenti? Sandokan spunt in coperta con due sciabole d'abbordaggio.
Cosa ti ha chiesto?
Se siamo potenti.
Dille di no, ma siamo disposti a morire allegramente. Il che ci rende pi forti di tanti altri uomini che solcano questi mari.
Yanez tradusse fedelmente.
Allora sono potente anch'io, perch ero e sono disposta a morire per ci in cui credo disse la donna, rivolgendo un fiero sguardo all'orizzonte. E in quel momento, solo in quel momento, sembrava bellissima.
Noi non abbiamo fretta di morire disse Yanez.
Neanch'io.
E io neppure aggiunse Old Shatterhand, che si era unito alla conversazione, e lo disse in tedesco, lingua che come tutti sanno conferisce una maggiore forza alle affermazioni.
Ah, questa donna disse Sandokan una volta sentita la traduzione di Yanez.  animata dal sogno della vendetta, meraviglioso. Meraviglioso!
Sandokan piant una sciabola sul ponte e brand l'altra, fendendo l'aria con un gesto elegante, e fece cenno a Yanez di impugnare la sua arma. Il portoghese, che stava fumando una sigaretta, non sembrava entusiasta dell'idea.
Avanti, Tigre Bianca lo esort il malese facendo un inchino.
Yanez impugn la sciabola e si pass la lama affilata sul braccio radendo qualche pelo. Poi, senza alcun preavviso, sferr un fendente verso le ginocchia di Sandokan, che par con un colpo inverso. Sprizzarono scintille. Negli istanti successivi una serie di colpi diede la sensazione che i due volessero staccarsi la testa a vicenda; i marinai e gli altri tigrotti cominciarono ad avvicinarsi per seguire lo spettacolo.
Sandokan sferr un fendente frontale che avrebbe tagliato in due un uomo, Yanez lo par deviando la forza del colpo e contrattacc puntando alle costole del malese. Girarono in silenzio cercando entrambi di mettersi il sole alle spalle. Yanez vibr una sciabolata di taglio al costato che Sandokan par reggendo la punta dell'arma con l'altra mano; altre scintille si sprigionarono dalle lame d'acciaio.
Yanez, che d'abitudine parlava molto, e Sandokan, sempre incline alle esclamazioni, rimanevano in assoluto silenzio, concentrati sulla difensiva, calcolando gli affondi, ma anche la misura di ogni colpo, che se portato appena pi forte o qualche millimetro pi in l, avrebbe potuto tagliare la testa al fratello di sangue.
Il portoghese sferr una sciabolata di punta che Sandokan devi con uno scatto del polso, e poi un altro, e quindi un terzo. Stava ovviamente allestendo la trappola per una delle sue stoccate imparate chiss dove e da chiss quale maestro di scherma, se non in qualche lettura giovanile; ma la sciabola d'abbordaggio non si presta a certe sottigliezze e Sandokan prese l'iniziativa fingendo un affondo e con una sorta di danza all'ultimo istante assest una piattonata sul fianco del portoghese, che lo lasci senza fiato.
Sono morto disse il signor de Gomera faticando a respirare.
Ripetilo, diavolo bianco.
Ho detto che sono morto, lurido principe malese di merda.
Si abbracciarono scoppiando a ridere, mentre l'equipaggio li acclamava battendo ritmicamente sul ponte le punte di sciabole e parang, i calci dei fucili o i manici delle asce.
E questo lo fate spesso, gentiluomini? domand la francese, sollevando il naso, con quel gesto che rende i francesi odiosi al resto del mondo e ai francesi stessi.
Solo quando siamo di buon umore rispose il portoghese.
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CAPITOLO 6.
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Passaporti falsi.
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Yanez le consegn il documento con un gesto cerimonioso: era un signor passaporto falso, elaborato sul tavolino delle contraffazioni della sua cabina, dove tra inchiostri, timbri e svariati materiali compreso le uova sode, era in grado di realizzare qualsiasi documento ufficiale, o quasi. Si trattava di un passaporto ungherese, purtroppo non del nuovo impero austroungarico, perch il portoghese non possedeva ancora i nuovi modelli.
Era intestato ad Adle Blanche Marguerite contessa di Petfi, di trentasette anni, vedova.
Adle prese il passaporto tra le mani come se avesse ricevuto un mazzo di rose. Nonostante l'emozione che provava, cerc di darsi un contegno.
Perch Petfi?
 l'unico ungherese che ho letto, un poeta di notevole talento.
La donna si strinse al seno la sua nuova identit.
Una domanda indiscreta, signora: come c' finita su quella scialuppa? Che ci faceva in mezzo all'oceano Indiano? Adle o Bianche o Marguerite lo fiss negli occhi.
Il medico Saul entr nella cabina reggendo un vassoio con riso, banane e un delizioso stufato di armadillo il cui profumo fece quasi venire le lacrime agli occhi alla francese. Poi il medico le prese la testa e si mise a scrutarle gli occhi.
Che sta facendo?
Lui  il dottor Saul, il nostro medico, parla un po' di francese, ma l'avverto che ha un brutto carattere, peggiorato da quando gli ha occupato la sua cabina.
Posso dormire in coperta disse lei.
Non mi pare il caso su un'imbarcazione piena di uomini.
La donna sbuff di nuovo. Sembrava la sua maniera di esprimere disappunto, ma lasci che Saul facesse il suo mestiere, e intanto si mise a mangiare avidamente. Saul le spalm una pomata per le escoriazioni sulle caviglie e poi appoggi l'orecchio sul cuore. Infine, diede il responso: Come donna non la raccomando,  troppo magra. Le ferite si rimargineranno velocemente. Nel giro di qualche settimana si manger almeno la met delle nostre provviste rifer a Sandokan in uno spagnolo dal marcato accento tagalo.
Magra sar tua madre sbott la francese in uno spagnolo senza erre.
Sandokan e Yanez si fecero una gran risata.
Allora la donna disse: Io ho vissuto giorni di gloria e sono stata all'inferno. E ho goduto il meglio da entrambe le situazioni. Ho visto cose che mi hanno gonfiato il petto fino a scoppiare e mi sono ingoiata tante lacrime che ormai non ne ho pi. Signori pirati, ho visto gli esseri umani dare il meglio di se stessi. Ho visto il fulgore e il trionfo. Voi cosa ne sapete della Comune di Parigi?.
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CAPITOLO 7.
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Adle, Blanche o Marguerite nella gloriosa Comune di Parigi.
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Stavo partecipando ai funerali di Victor Noir, qualche mese prima dell'avvento della Comune, quando avvertii una forza straordinaria intorno a noi. La forza della folla in tumulto. Ero armata di pugnale, lo avevo sottratto a mio zio, altri portavano coltellacci, revolver, compassi di scuola, e un sarto impugnava le sue grandi forbici. L, in mezzo alla moltitudine, con un gruppo di compagne maestre e sartine, sentii che il popolo vibrava in attesa del suo momento di gloria, la conquista della libert.
Poi ci fu l'assurda guerra franco-prussiana, la sconfitta figlia della corruzione di una repubblica larvata e priva di valori. Parigi assediata. La vile capitolazione dei repubblicani.
Ma la citt non era pi quella di prima, l'autoritarismo era in scacco, ora comandavano le guardie nazionali, i volontari del popolo.
Requisimmo i cannoni che l'esercito era pronto a consegnare ai prussiani e li portammo sulle colline, a dorso d'uomo e di donna.
La borghesia si stabil a Versailles, dove convoc la sua assemblea e ordin la chiusura dei giornali di sinistra e l'arresto dei rivoluzionari.
E allora scoppi la rivoluzione: brutale, efficace, travolgente, violenta. Il 28 marzo venne proclamata la Comune di Parigi.
Abolimmo subito i sussidi ai culti religiosi, il servizio militare, i fondi di previdenza delle consorterie, confiscammo i beni improduttivi, varammo una legge sulle locazioni che smantell i profitti dei grandi proprietari immobiliari. Abbiamo fottuto i banchieri, i preti e i generali che ci avevano fottuto tante volte.
Io ero soltanto una donna e sono stata un soldato, in certi casi infermiera.
Si narra che abbia portato un pianoforte su una barricata. Chi dice perch non avevo trovato materassi e tavoli a sufficienza, altri sostengono che intendevo suonarlo, lasciamo nel dubbio una cos bella storia.
La libert l'abbiamo difesa a fucilate e cannonate, settimane di gloria comunarda e proletaria. La vendetta  stata terribile. Ci hanno fatto pagare i sogni con il sangue. Centomila dei nostri sono stati fucilati per le strade, giustiziati dopo processi sommari; tra loro, l'unico uomo che ho amato in vita mia.
Per mia disgrazia, sono stata catturata. Al processo ho fatto di tutto per essere condannata a morte. Il destino peggiore era sopravvivere a quanti avevo amato e ammirato. Mi hanno condannata all'ergastolo nella colonia penale della Nuova Caledonia. Nel golfo del Tonchino, su un bastimento stracolmo di deportati, un ufficiale di marina ha tentato di violentarmi, ma un marinaio vietnamita si  impietosito e mi ha aiutata a strangolarlo con una corda, poi mi ha permesso di fuggire su quella scialuppa dove mi avete trovata. Non so quanti giorni abbia trascorso in mare, tra tempeste, caldo soffocante, sete.
E ora sono qui. Non credo alla resurrezione, ma riconosco di essere una morta vivente. Devo riflettere seriamente su cosa significa tutto ci. Dunque, vi chiedo un po' di pazienza.
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CAPITOLO 8.
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La Torre di Babele.
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La Mentirosa non solo era una riproduzione ridotta della Torre di Babele in quanto a razze, costumi, abitudini alimentari. Alcuni non mangiavano carne di maiale e altri quella di vacca, c'era persino chi si rifiutava di mangiare uova di tartaruga, mentre tutti si adattavano alla stopposa carne di squalo e, quando si pativa la fame, erano disposti a mangiare anche i gabbiani. La maggior parte dell'equipaggio era piuttosto indulgente verso i peccati di gola e tutti adoravano il riso. Sandokan non sopportava la bietola e i broccoli, mentre Yanez assicurava di essere capace di mangiare qualunque cosa si muovesse o spuntasse dalla terra.
Se vi erano variet di gusti e tab in materia gastronomica, qualcosa del genere succedeva al momento di pregare Dio. Quella mattina sei o sette maomettani, dayaki della costa e malesi, stesero le stuoie, si inginocchiarono, rivolsero il volto dove Sandokan aveva detto che pi o meno doveva trovarsi la Mecca, e intonarono la sura Al Fatiha... Nel nome di Allah... Il capo non si unisce a loro? chiese la francese in un pessimo spagnolo a un filippino, che in spagnolo peggiore rispose: Capo non crede. Solo nel diavolo.
Sandokan era forse stato allevato come musulmano? Ovviamente no, ma allora? La vita lo aveva reso eretico, iconoclasta, agnostico, anche se conservava i rudimenti del taoismo che gli erano stati impartiti nell'infanzia: il cammino, la perfezione. il rispetto degli antenati. Aveva elaborato in modo inconscio una sorta di pentalogo che tentava di rispettare: la vendetta era sacra e la violenza accettabile, la modernit infida, l'innocenza inesistente, la natura degna di rispetto, e in quanto ai deboli, i menomati, gli infermi, i bambini, quasi tutte le donne e la maggioranza degli anziani, andavano protetti. Questa, come religione, era pi che sufficiente.
Yanez invece aveva l'anima divisa tra la religione del cinismo e quella inconfessabile del romanticismo: il che lo rendeva, il pi delle volte, decisamente vulnerabile. Era cosciente del fatto che la contraddizione tra i suoi due modi di vedere il mondo risultava insolubile, e poteva solo ovviare facendo s che uno se la ridesse dell'altro.
Se Heym Old Shatterhand professava un cattolicesimo quasi idilliaco, l'ateismo dell'ingegner Monteverde era di origine cattolica, cio il pi convinto, il dottor Saul era cattolico ma con singolari infiltrazioni di religioni afrocubane e forti dosi di malumore, Adle e il nano nutrivano un ateismo furibondo, mentre gli altri a bordo della Mentirosa seguivano almeno una dozzina di religioni diverse.
La minoranza dei dayaki - quelli della costa - un giavanese e alcuni malesi erano musulmani, poi c'erano due cinesi taoisti, tutti addetti alla cucina, e Sambliong che credeva ai geni dei boschi, alle anime vaganti e vagamente all'evoluzione delle specie; i papua credevano alla reincarnazione peggiorativa, una forma di pessimismo cosmico, e i dayaki dell'interno erano kaharingan, una religione il cui nome pu essere liberamente tradotto con vita, un sincretismo indo-giavanese che venerava l'esistenza di un essere supremo celebrato nelle festivit della Tiwah, sacrificando una trentina di giorni all'anno bufali, vacche, maiali e galline, che poi si mangiavano; cio, credevano essenzialmente nelle feste. Li preoccupava la perdita dell'anima, che portava a stati di follia e ansia, e per curarli avevano mille metodi che non funzionavano quasi mai.
Qualunque credenza professassero, tutti i membri dell'equipaggio della Mentirosa erano adepti di una religione superiore. quella delle Tigri della Malesia, che non ammetteva compromessi o negoziati, un codice d'onore rispetto al modo di vivere e soprattutto rispetto al modo di morire, che veniva applicato in maniera ferrea.
In quella Torre di Babele multietnica, poligastronomica e multireligiosa, l'idioma in comune, la lingua franca, era il malese; ma un malese adattato a quella realt barocca, in cui si mescolavano l'inglese con il cinese del sud, essenzialmente il cantonese, linguaggi dell'Industan, di Papua, dialetti del Borneo, il portoghese, lo spagnolo e il tagalo. Accadeva spesso che una conversazione iniziasse in una lingua per poi passare rapidamente a un'altra, infarcendo qualche frase con parole in dialetto o traducendo frammenti in inglese a uso dei presenti.
Yanez parlava una dozzina di lingue e riusciva a capire e a farsi capire in vari dialetti. Di queste, almeno cinque o sei le parlava come se fossero la propria lingua madre, potendosi spacciare per cittadino dei relativi paesi e sostenendo conversazioni complesse; sebbene fosse dotato di un orecchio straordinario per le lingue, non si poteva dire altrettanto per la musica, dal momento che non distingueva bene i suoni provenienti da notevoli distanze. Sandokan, invece, era in grado di individuare il suono di un motore a diversi chilometri nel mezzo di una tormenta o identificare il canto di un uccello, o avvertire i grugniti di un maiale selvatico a un chilometro di distanza, per non era molto dotato per le lingue, pur parlandone mezza dozzina con leggere imperfezioni che gli consentivano comunque di farsi intendere correttamente, ma non avrebbe potuto simulare un'altra nazionalit.
A bordo della Mentirosa si imprecava in undici idiomi e trentuno dialetti, ai quali si era aggiunto di recente il francese. Nonostante ci, la frase che si udiva di pi sul panfilo armato era: Cosa ha detto?.
Dal giorno dell'attacco della flottiglia di praho, Yanez e Sandokan si alternavano, senza bisogno di mettersi d'accordo, ai turni di guardia sul ponte di comando. Adesso era il malese a scrutare attentamente l'orizzonte. La temperatura era scesa nelle ultime due ore, segno di probabile burrasca in arrivo, ma il mare era calmo e non si scorgevano nubi minacciose.
La francese si appoggi sui gomiti accanto a lui, per poi dedicarsi a gettare pezzi di pane secco a degli squali che seguivano la rotta della barca. Pescecani pi distratti che affamati.
Mi sono guardata allo specchio, ho visto gli occhi di una donna, e mi odiava tanto che mi hanno bruciato. Mi hanno trafitto...  difficile spiegarlo da un punto di vista scientifico, ma funziona metaforicamente... A volte scrivo poesie disse in francese al principe rinnegato.
Yanez comparve in quel momento, rivolse un cenno di inchino alla francese e batt la mano sulla spalla di Sandokan.
Cosa ha detto? domand il malese.
Che si  guardata allo specchio e si  bruciata.
Conosco quella sensazione ribatt Sandokan scandendo lentamente le parole in malese.
Cosa ha detto? domand la francese.
Che  successo anche a lui rispose Yanez. E vi lascio. Da qui in avanti utilizzate il linguaggio dei gesti. Parlate entrambi un po' di spagnolo. Perch non ci provate? disse Yanez in francese e poi in malese.
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CAPITOLO 9.
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Il nemico.
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Signor Sandokan, voi odiate gli inglesi afferm Old Shatterhand.
E i francesi, e gli olandesi, e gli spagnoli e i portoghesi.
Ma in modo particolare gli inglesi.
Inghilterra, puagh, come direbbe il nano. Un paesino di uomini dalla verga piccola e di grandi pretese, che controlla un terzo del commercio mondiale e oltre un terzo dei traffici marittimi.
L'impero britannico  novanta volte pi grande dell'Inghilterra e tutto ci  dovuto al maledetto carbone, al ferro e alle manifatture tessili. Trenta milioni se contiamo anche gli irlandesi, i gallesi e gli scozzesi; e se fossi inglese, farei meglio a non contare su quei gagliardi ribelli, per i quali nutro un profondo rispetto. Il primo ministro britannico Palmerston, l'uomo che ha annesso Hong Kong all'impero, in un dibattito alla Camera dei comuni ha detto che, come all'epoca dell'impero romano, un suddito britannico, ovunque si trovi,  protetto contro l'ingiustizia e il male dall'occhio vigile e dal braccio forte dell'Inghilterra. Ma pensano che il mondo sia tutto di loro?
Pinga disse il nano.
Da dove avete preso queste cifre? chiese il tedesco.
Dal Times di Londra, ovviamente.
Non so, ma odiare tutti gli inglesi...
Non tutti, sono stato fervidamente innamorato di una inglese... A Marianna piacevano i fiori concluse, senza che l'ultima frase c'entrasse nulla.
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CAPITOLO 10.
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Piccoli problemi.
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Abbiamo un problema, la nostra dama si  denudata davanti ai tuoi malesi disse Yanez entrando frettolosamente nella cabina di comando della Mentirosa.
Sandokan rise, alz lo sguardo dalle carte nautiche che stava studiando e chiese al secondo timoniere, il vecchio vietnamita Lao Hai, di mantenere la rotta.
Met dell'equipaggio si scuote la verga dietro gli angoli e l'altra met sospira dopo l'esperienza e beve acqua in abbondanza nei barili della stiva... Ai malesi il sesso fa venire sete? sbott Yanez.
Non c' mai stato un rigurgito di indisciplina sulle nostre navi. E non credo che possa provocarlo la nostra magra amica.
Nel dubbio, faresti meglio a intervenire. Prendi con te il piccolo Nguyen e, per favore, non arrossire.
Io non arrossisco mai rispose Sandokan arrossendo, cosa che non si notava granch essendo di carnagione ramata.
In effetti la falsa principessa ungherese, figlia della Comune di Parigi, stava prendendo il sole nuda accanto all'albero maestro della Mentirosa, che in quel momento filava sospinta da un vento del nord.
I vostri marinai mi guardano come se fossi un oggetto esotico disse a Sandokan facendosi ombra sugli occhi con un berretto da ufficiale inglese appartenuto a un defunto nemico occasionale delle Tigri.
Nguyen tradusse.
Voi siete un oggetto esotico, mia cara Adle. Vi suggerisco di mettervi qualcosa addosso se volete prendere il sole, perch state facendo innervosire i miei tigrotti.
Nguyen torn a tradurre e intanto arrossiva.
Pinga pinga disse il nano Pinga Puagh mettendosi le mani tra le gambe, come a voler confermare le parole di Sandokan. Il principe malese pens che questo fosse sufficiente e torn al timone. La francese si limit a sbuffare.
Questo fu il primo episodio, ma l'indomani Sandokan si vide costretto a sedare una lite tra due malesi che avevano sfoderato i coltelli.
Adesso devi intervenire tu; se non la tieni a bada, la butto in mare disse a Yanez.
Che succede? domand il portoghese, a cui svan il sorriso quando si rese conto che la faccenda era seria.
Ha fornicato alternativamente con Pamaga e con Sutan Salim, i due ragazzi giavanesi, e adesso quelli volevano stabilire la priorit a coltellate.
Yanez torn poco dopo con il sorriso sulle labbra, da cui penzolava la sigaretta.
Dice che  a favore dell'amore libero, ma soltanto in certi giorni del mese, perch  anche favorevole al controllo delle nascite; e dice che lo fa solo con quelli che le piacciono.
Adle stava arrivando dietro di lui, sbuffando.
Non mi avrete salvata dall'oceano per convertirmi in una schiava bigotta?
Signorina, misurate le parole disse Sandokan. Non mi piace il tono di tanti europei; per molto meno una volta ho ordinato di fucilare tre banchieri.
E il principe malese gir sui tacchi piantandola in asso.
Diceva sul serio? chiese la francese a Yanez una volta che questi le fece la traduzione.
Certo, Sandokan scherza solo con gli amici, e voi non solo non lo siete, ma siete sulla buona strada per non diventarlo mai... Li fece mettere in riva al mare su una spiaggia e lui stesso comand il plotone d'esecuzione. Anche se, per la verit, non li fucil perch erano banchieri... o magari anche per questo, ma di fatto, erano degli stupratori.
La francese rimase in silenzio. Non aveva mai conosciuto qualcuno che avesse fucilato tre banchieri, due s ma non tre, e questo suscitava in lei un profondo rispetto. Decise che per lo meno avrebbe interrotto i bagni di sole, sebbene il sole fosse una benedizione praticamente sconosciuta nell'Europa settentrionale.
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CAPITOLO 11.
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Nuovamente nel Borneo.
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Sahib, la costa del Borneo grid Yayu.
Seguiamo la costa finch non troviamo un punto per sbarcare non troppo lontano da Bidang.
L'isola del Borneo  pi grande dell'Inghilterra, e lo sono anche Giava e le isole Celebes. Il Borneo  pi grande della Francia e ancor pi del Portogallo. Il Borneo  immenso, come se per questa isola fosse stato coniato l'aggettivo interminabile.
Esplorato dagli europei lungo le coste e solo parzialmente colonizzato nella zona settentrionale, in pratica un ottavo del territorio, vi avevano insediato la colonia dell'isola di Labuan, il sultanato di Sulu, con residenti, inglesi che ne controllavano l'attivit politica, e il protettorato di Sarawak governato da Charles, il figlio di James Brooke, che comprendeva il sultanato del Brunei; il resto del Borneo, a parte qualche villaggio di pescatori e le enclave commerciali, era terra di nessuno.
Di nessuno? Due terzi del territorio erano ancora inesplorati da parte degli europei e dominati da piccoli sultanati, centinaia di trib di dayaki con diversi dialetti, una struttura economica alquanto semplice basata su caccia e raccolta di frutta silvestre, e, nelle zone pi vicine alla costa, coltivazioni di riso.
In quel cuore del Borneo, per un totale di 355mila chilometri quadrati di foresta tropicale equatoriale, tagliare teste ai nemici era un'abitudine nonch una pratica rituale.
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CAPITOLO 12.
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La Venezia malese.
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Il grande viaggiatore e antropologo Alfred Russell Wallace nelle sue peregrinazioni e ricerche sull'oceano Indiano stabil che i malesi sono un popolo che vivr sempre vicino all'acqua. Yanez lesse: Metti un malese al centro di un deserto e camminer in direzione del mare, anche se dovesse impiegarci dei mesi, o morir nel tentativo. Per il malese l'oceano  pesca, viaggi, commerci, pirateria, costruisce abitazioni sulla riva dei fiumi su palafitte, o su zattere legate con corde ai pali piantati sulle sponde. Non si spostano a piedi ma solo su imbarcazioni.
Sandokan non era certo estraneo a quella caratteristica del suo popolo, e non esitava ad ammetterlo.
Perch scelgo sempre stanze d'albergo che abbiano una spaziosa vista sul mare, o sul fiume, o sul lago? Perch mi pervade una sorta di malessere se non sento l'umidit del mare nelle vicinanze? Perch ho dei brutti presentimenti su quello che ci accadr nell'entroterra ora che ci avviciniamo a Bidang?
Perch hai qualche antenato veneziano disse Yanez con un certo sarcasmo.
Sandokan non conosceva Venezia, ma ne aveva sentito parlare, aveva visto incisioni e letto descrizioni, e non bad alla battuta dell'amico; ormai aveva fatto il callo alle sue frecciate.
Venezia venne fondata da malesi. E una citt meravigliosa, l'unica citt europea intelligente. Non chiedermi come, ma ti posso assicurare che solo un malese avrebbe potuto fare una citt cos.
Yanez era intrigato da quell'idea.
Voi malesi siete strani, vi chiamate bumiputra, figli della terra, e non sopportate altra terra che quella sulla riva del mare.
Siete pi strani voi portoghesi, che chiamate canzone una sequela di lamenti ribatt Sandokan.
La conversazione sembrava il prologo adeguato allo sbarco nel Borneo.
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CAPITOLO 13.
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Bidang.
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Scelsero una caletta a circa dieci chilometri da Bidang e sbarcarono di notte. Le due Tigri con Old Shatterhand, i cinque sikh, Yayu, Kim, i siamesi delle Celebes Mali e Lali, il nano Pinga e altri tigrotti, in totale una ventina di uomini armati fino ai denti e una donna - la francese si era rifiutata di restare a bordo e aveva preteso un paio di pistole e un machete leggero - sarebbero avanzati via terra per sferrare l'attacco all'alba. La Mentirosa, affidata a Sambliong e all'ingegner Monteverde, con Saul il medico e tutti i cucinieri e i fuochisti, sarebbe entrata in combattimento nel piccolo porto mentre la colonna lo avrebbe fatto dall'entroterra.
La luna piena in una selva densa di umidit sembra risucchiare gli umori della terra, costringe il calore e la putredine a staccarsi dal suolo, come se li attraesse. Avanzavano nella giungla tropicale del Borneo, dove a un paio di chilometri dalla costa la voracit della vegetazione, erbe, muschi, alberi che si infestavano a vicenda, rendeva ogni passo avanti un'impresa ardua.
Un paio d'ore prima dell'alba, Yayu, andato in avanscoperta, torn da Sandokan, che si apriva un varco nella giungla, e fece un cenno di allarme: la colonna si ferm.
A pochi metri da noi la selva finisce e si apre una radura, tra quei due piccoli monti c' un passaggio per il fortino e la spiaggia. Non ci sono sentinelle, non si aspettano un attacco da terra. Hanno due colubrine, ma puntate verso il mare.
Quanti uomini?
Molti. Ci sono quattro baracche prive di guardie dove suppongo alloggi la guarnigione e altre quattro sorvegliate dove dovrebbero stare gli schiavi, e poi diverse case con i fucili e fasci di lance appoggiati fuori dalla porta. Tanti.
Vigilanza? mormor Yanez, che si era avvicinato.
Solo verso il mare, una torretta e due o tre sentinelle addormentate.
E sul mare?
Un praho e due o tre barche da pesca.
Sandokan diede l'ordine di avanzare. Poco tempo dopo, scorsero la palizzata che proteggeva la parte posteriore del villaggio. Su diverse punte dei pali erano piantate teste umane a vari gradi di putrefazione.
Il gruppo si sparpagli sul limitare della boscaglia a una ventina di metri dalla palizzata, mancava almeno un'ora e mezzo all'alba, e a nessuno sudavano le mani.
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CAPITOLO 14.
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Una triste sconfitta.
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Non sprecare l'acqua, cagna disse il caporione malese che sfoggiava un turbante adornato di piume. Subito dopo sferr alla donna un colpo con il rotati, il bastone malese usato per le punizioni corporali. Fu l'ultima cosa che fece in vita sua perch il pugnale scagliato da Sandokan gli trafisse la gola.
Come se avesse udito il sibilo del pugnale. La Mentirosa fece il suo ingresso nella piccola rada di Bidang. Sambliong misurava la profondit; probabilmente, non sarebbe stato possibile avvicinarsi troppo alla riva. E proprio in quell'istante, una cannonata del panfilo centr la torretta di vigilanza.
Yanez lanci un paio di granate in una delle baracche dove la presenza di armi davanti all'entrata lasciava supporre che vi fosse la guarnigione degli uomini del Serpente. Urla e gemiti seguirono alle esplosioni.
Restiamo uniti! grid Sandokan, e prese subito a sparare con la carabina su un gruppo di uomini armati di lance che era sbucato nella piazzetta al centro del villaggio.
La zona abitata divenne un formicaio impazzito. Dalle baracche uscivano decine di malesi, che reagivano contrattaccando il piccolo gruppo che attraversava il villaggio sparando a destra e a manca.
Nella piazzetta, senza bisogno di alcun ordine preciso di Sandokan o di Yanez, le Tigri della Malesia formarono un cerchio, coprendosi le spalle a vicenda. Old Shatterhand, con calma glaciale, sparava con il Winchester su ogni testa spuntasse da dietro le capanne. Uno dei sikh lanci il suo disco d'acciaio centrando al petto un malese che si stava scagliando su Sandokan brandendo il parang. I cannoni della Mentirosa avevano fatto a pezzi il praho ormeggiato nella caletta.
Una volta constatato che gli attaccanti erano in numero ridotto, i malesi del Club del serpente si erano fatti coraggio e avevano cominciato a riorganizzarsi, per poi contrattaccare simultaneamente da ogni angolo dell'abitato.
Sono troppi disse Yanez a Sandokan, mentre sparava con i due revolver su un gruppo che avanzava a passo di carica.
In quel momento si udirono i latrati di una muta, e da un angolo della piazzetta comparve un centinaio di cani. Erano di una razza sconosciuta in Malesia e nel Borneo, ben diversi dai dingo rognosi che pullulavano nei villaggi della costa.
Sono ungers, i cani del diavolo disse Old Shatterhand.
Teufelhund e, senza frapporre indugi, spar al primo che si stava avvicinando pericolosamente.
Alla spiaggia! Facciamoci coprire dal fuoco della Mentirosa Il gruppo prese a correre verso la rada. Old Shatterhand con il Winchester e i sikh con le carabine coprirono la ritirata abbattendo altri cani, poi ripiegarono lasciando il resto del compito all'ascia di Sandokan e alla sciabola di Yanez. Esaltati dalla ritirata degli attaccanti, i malesi del Serpente, inizialmente travolti e dispersi, cominciarono a sbraitare incitandosi a vicenda e si lanciarono dietro ai cani. Erano almeno in duecento.
I cani non ci inseguiranno in acqua! url il tedesco.
Sambliong, vedendo l'evolversi della situazione, aveva calato la scialuppa avvicinando il pi possibile La Mentirosa alla riva, fin dove la profondit lo consentiva. Sparando al di sopra dei compagni, un paio di cannonate a mitraglia fecero strage della muta di cani. Questo bast a permettere a Sandokan e ai suoi di gettarsi in mare e nuotare fino alla scialuppa.
Il fuoco delle mitragliere di bordo costrinse i malesi che sparavano dalla spiaggia a ripiegare. Con una parte del gruppo d'attacco sulla scialuppa e altri che nuotavano coperti dal fuoco del panfilo, Sandokan e Yanez riuscirono a tornare a bordo.
Una volta sul ponte, il principe malese, che aveva perso gli stivali, cerc di fare il punto della situazione.
Una mitragliera spazz la spiaggia sgombrandola dai nemici.
Stanno radunando gli schiavi disse Sambliong e li schierano tra i nostri cannoni e loro per farsi scudo.
In effetti, gli uomini del Club del serpente stavano facendo uscire dalle baracche un gran numero di schiavi incatenati l'uno all'altro, formando una barriera umana per impedire ai cannoni della Mentirosa di aprire il fuoco. Ben presto furono chiare le loro vere intenzioni, quando la colonna di schiavi e i guerrieri che li sospingevano cominciarono a lasciare il villaggio in fiamme dirigendosi verso l'interno.
Ci stanno sfuggendo dalle mani disse Sandokan.
Vuoi che spari una salva?
No, uccideremmo anche gli schiavi assieme ai guardiani.
Tentiamo di seguirli?
Siamo troppo pochi.
Li lasciate andare? chiese la francese che sanguinava da una ferita al braccio sinistro e si tamponava la guancia colpita di striscio da una pallottola.
Non senza un nostro ricordo rispose Old Shatterhand che aveva lasciato il Winchester per impugnare il famigerato ammazzaorsi. Vedete l'uomo mascherato che sembra guidarli, quello che leva in alto la sciabola? disse sollevando il fucile e, presa la mira per un solo istante, tir il grilletto. Il colpo parve mancare il bersaglio, ma quando il fragore dello sparo si stava dissolvendo, come se il mondo si fosse fermato, l'uomo con la sciabola, a circa duecento metri, sembr ricevere una martellata in testa e si accasci lentamente. Le imprecazioni giunsero fino a loro.
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CAPITOLO 15.
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Abbiamo bisogno di denaro.
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La Mentirosa era padrona della rada. Gli incendi delle capanne, del praho e di qualche barca, arrossavano il cielo, ma a bordo non vi era alcun clima di vittoria. Quasi tutti quelli che avevano partecipato all'assalto erano feriti, la maggior parte lievemente, ma l'ind Kim aveva aggiunto alla bruciatura sul volto una brutta ferita da taglio che partiva dalla spalla e gli arrivava alla gola, e i due giovani malesi Sering e Pulang giacevano morti in coperta. Saul correva da uno all'altro a ricucire e a bendare, a estrarre una pallottola dalla coscia del nano, che indicava la ferita con un certo orgoglio.
La colonna degli schiavisti era scomparsa all'orizzonte in direzione sudest, portandosi via il corpo del capo ucciso.
Una volta eravamo fin troppo orgogliosi, superbi e prepotenti, ma le cose ci andavano meglio disse Yanez.
Non mi aspettavo una simile resistenza, eravamo in venti e ci hanno mandato contro almeno trecento uomini disposti a combattere. Neanche le Tigri della Malesia possono reggere un rapporto di trenta a uno.
Sandokan aveva lo sguardo triste, la furia del combattimento era svanita. La camicia bianca era sporca di sangue.
Sei ferito? gli chiese Yanez.
Questo sangue  il loro disse il malese con disprezzo, poi si tolse la camicia insanguinata e la gett in mare.
Da dove sono venuti fuori quei cani? chiese Yanez.
Sono cani da caccia tedeschi, nel XV secolo venivano usati per i cinghiali, ma quelli li hanno addestrati ad attaccare gli esseri umani rispose il tedesco.
Come ci sono arrivati in Malesia? Dove li allevano? le domande di Yanez restavano sospese nell'aria.
Dopo qualche istante, il portoghese sentenzi: Abbiamo bisogno di denaro. Questo  un nemico che ha dimostrato di possedere enormi risorse, ha centinaia di uomini distribuiti ovunque, e pu contare su potenti alleati.
Ci servirebbe un esercito disse Sandokan uomini, mitragliatrici, cannoni... Ti ricordi i giocattoli di Congreve?
Abbiamo bisogno di denaro e di un esercito, quanto meno un piccolo esercito. E inoltre abbiamo un appuntamento importante, con il padre del nostro prossimo figlio ammise il portoghese, che aveva una ferita di scheggia alla mano sinistra.
D'accordo, rimandiamo le ricerche di quelle canaglie, e sia: a Mompracem, allora, e poi alla Rocca.
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CAPITOLO 16.
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Il Club del serpente.
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Singapore poteva essere una citt poliglotta e multirazziale, e in questo senso permeata di ci che  realmente l'esotismo, la capacit di sorprendere sotto molteplici aspetti. Sembrava cosmopolita, universale, sconcertante, ma indubbiamente non era moderna, anche se cominciava a esserlo.
Erasmo da Rotterdam nel XVI secolo, quindi molto prima della nostra storia, aveva detto che era scortese salutare qualcuno mentre si sta orinando o defecando. Nonostante la sua raccomandazione, era proprio ci che stava succedendo.
Nello stesso secolo in cui Erasmo dispensava i suoi consigli di buona creanza, l'inglese John Harrington, che era anche un poeta, invent il water closet o water clo, nel 1589. Il progetto comprendeva una cisterna che poteva fungere anche da acquario per i pesci e riserva d'acqua e una maniglia per azionare il meccanismo dello sciacquone. Dato che la regina Elisabetta I era sua madrina, il primo esperimento di sir John venne fatto a palazzo, ma qualche anno dopo, per aver fatto scherzi di cattivo gusto, Harrington e il suo gabinetto vennero espulsi dalla casa reale. Ciononostante, l'invenzione ebbe successo e cento anni pi tardi il prefetto di Parigi eman un decreto che ne ordinava la fabbricazione e l'installazione in tutte le case.
Se a questo si aggiunge che nelle colonie britanniche dell'Asia stava arrivando una recente invenzione dei giapponesi, chiamata carta igienica, la sala dei gabinetti del Club del Bridge di Singapore era enormemente apprezzata per i quattro troni collocati in parallelo.
L si riuniva il Club del serpente, un po' per riservatezza e un po' per snobismo. Mistero e teatralit, vocazione per lo spettacolo. Un macabro senso dell'umorismo e la ricerca della segretezza attraverso l'assurdo. Tali caratteristiche della sala dei gabinetti erano anche i segni che contraddistinguevano l'intera operazione sviluppatasi nell'arco degli ultimi due anni e che caratterizzavano il Dottor M.
Il primo ad arrivare fu un uomo piccoletto e con le gambe storte, azzimato, con un completo di lino a tre pezzi e una grande maschera d'argento.
Buonasera, barone disse qualche istante dopo un secondo personaggio, che nonostante la maschera era facilmente identificabile come un militare, per la casacca e le braghe calate, dopo aver preso posto sul gabinetto.
Colonnello... rispose il barone, facendo un breve inchino. Ben presto li raggiunse uno che risultava essere in modo inconfondibile un sacerdote cattolico, per la tonaca nera che sollev pudicamente lasciando scoperte le ginocchia ossute.
Il quarto ad arrivare fu Mirim, il re dei mendicanti di Singapore, che sbarazzatosi degli stracci, pur tenendo la maschera, sfoggi un elegante smoking nero.
Il Club del serpente, fatto curioso, inizi la riunione senza alcun rituale n altro ciarpame. Due grandi ventole al soffitto ruotavano a un ritmo pigro ma costante.
Come sospettavamo, sono vivi, l'esecuzione  stata una farsa, hanno attaccato Bidang e la nostra imboscata  riuscita solo in parte, ci aspettavamo uno sbarco e invece sono arrivati via terra, e nonostante siano stati battuti, hanno potuto raggiungere il mare e l, per ora, risultano invincibili disse quello che era senza dubbio un militare, e il cui accento e la rigida postura lo identificavano come inglese.
Cosa ne pensa Abel Proust?
Non possiamo saperlo, signori. Proust  passato a miglior vita. Gli hanno sparato un colpo in testa.  stato cremato, le ceneri disperse e la maschera  in viaggio per il castello con una carovana di quattrocento schiavi. Mio fratello si  messo in contatto attraverso Labuan disse il barone.
Povero Proust, le sue azioni verranno divise secondo i termini del concordato. Prima Calore e adesso Abel Proust, quei signori stanno rendendo pi ricchi noi che siamo sopravvissuti.
Se ci siamo sbagliati scegliendo Yanez e Sandokan come esche,  dovuto alle scarse informazioni di cui disponevamo, li credevamo un paio di vecchi pirati sdentati, ormai in pensione.
Solo voi, colonnello, avevate abbondanti notizie su di loro, ma n il barone, n il reverendo padre, e tanto meno io ne eravamo a conoscenza disse il travestito principe dei bassifondi fissando la maschera del militare. Questi non pot evitare un brivido.
Suggerite di rinunciare a questa parte dell'operazione? ribatt il militare.
No, vi abbiamo investito troppe risorse. E chiss che un'altra esca gi calata non abbia maggior fortuna.
Io ho buone notizie disse il barone, che parlava inglese con accento tedesco e indossava una maschera dalle lunghe ciglia eccessivamente femminili in argento finemente lavorato.
La grande piantagione lavora a pieno ritmo, la costruzione del porto va avanti e probabilmente sar pronto prima di aprile, e l'acquisto delle azioni della East India  andata a buon fine.
Non sembra che abbiamo problemi riguardo l'aspetto finanziario disse il sacerdote dalle ginocchia ossute. I fondi che dovevamo raccogliere a Macao, a Goa, alle Filippine, sono ormai quasi tutti nelle nostre mani. Rimane solo da trovare una maniera per trasferire le future azioni...
Vediamo se riusciamo a eliminarli nelle prossime settimane, ma io preferirei attenerci al piano originale e catturarli; se non altro, abbiamo ottenuto che tutto il sudest asiatico sia convinto che le Tigri della Malesia vogliano creare un regno pirata nel Borneo disse il re dei mendicanti.
Con la sua frase parve concludersi la parte essenziale della riunione, da l in poi vi furono commenti irrilevanti sull'andamento della borsa di Londra, sui nuovi fucili che stavano arrivando a Delhi e sulle perversioni sessuali di un piccolo sultano a Perak.
La riunione aveva avuto un che di ridicolo, qualcosa di macabro e sicuramente di enigmatico. Ma non sono forse solitamente cos, le riunioni nelle quali si cambia il mondo, e quasi sempre in peggio? Non vi  una certa dose di ridicolo nelle forme di potere? Prima di uscire, i quattro personaggi tirarono lo sciacquone dei rispettivi cessi in un allegro gorgoglio d'acqua.
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CAPITOLO 17.
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Mompracem.
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Penso a Mompracem come a un'aquila protesa sul mare e incisa nella roccia, con il becco e gli artigli illuminati dal sole. Penso a Mompracem con amore. S, con amore. E con nostalgia. Non abbiamo pi. Mompracem, ma ne conserviamo la memoria. Lo sai che non sono l'unico a ricordarla. Migliaia di coolies cinesi, di malesi, macasari, dayaki, bengalesi, giavanesi e tagali su questi mari pensano a Mompracem. Sognano un'isola che molti di loro non hanno mai visto disse Yanez.
Sandokan fiss l'amico negli occhi. Nella mente aveva un'immagine nitida di Mompracem: un isolotto di circa settecento metri di longitudine, circondato da scogliere, una minuscola rada, un fortino sulla collina, casematte alle pendici, e sotto il fortino, al riparo di un monte, un villaggio.
Di cosa state parlando, signori, se mi  permesso intromettermi nella conversazione? chiese Old Shatterhand, che si avvicin riempiendo il fornello della pipa.
Di Mompracem rispose Sandokan. Siamo a poche ore dall'isola.
Ma allora esiste, quell'isola mitica? Credevo fosse un'invenzione, una leggenda.
Dovreste imparare la differenza tra mito, leggenda e invenzione rispose Yanez.
Dunque esiste?
Certo.
E dove si trova?
L risposero all'unisono le due Tigri indicando un punto a cinque gradi a babordo rispetto alla rotta della Mentirosa.
E come si spiega che non compare sulle moderne carte nautiche?
I cartografi non se ne sono accorti.  un isolotto, un insieme di rocce rispose Sandokan. Le nuove carte non riportano quell'isola, neppure i migliori lavori cartografici dell'ammiragliato britannico.
Si dice che l'isolotto sia stato scoperto intorno al 1715, accidentalmente, da un vascello portoghese il cui equipaggio era falcidiato dalla peste, dallo scorbuto e dalle tempeste, oltre ad aver vissuto una tragica esperienza di cannibalismo. Gli ultimi superstiti di quella sventurata avventura morirono nella zona dove pi tardi sarebbe stato costruito il fortino, vittime di un patto suicida. Ecco perch si narra che il nostro forte fosse fatto di pietra e sangue, e perci non poteva essere distrutto disse Yanez.
Sandokan rise.
Ditelo agli inglesi che ci hanno bombardato nel '62. O quando l'ho fatto saltare in aria nel '65.
Compariva nell'atlante di Adolf Stieler, il cartografo tedesco. Quello che venne pubblicato agli inizi degli anni Venti dal Justus Perthes Geographical Institution spieg Yanez. Poi c' stata una versione aggiornata e l'isolotto vi compariva situato correttamente nel mar della Cina, di fianco al Borneo occidentale. Lo registrava anche la mappa delle Indie Orientali di James Horsburgh, a met strada tra le Comades e le Tre Isole.
Per sull'atlante dei mari del sud di Belarmino Fernndes Toms non compare.
Ci  costato un bel gruzzolo disse Sandokan.
Non  facile far scomparire un'isola dalle mappe. Su alcune, le pi dettagliate, compare un punto, una cacca di mosca, che segnala uno scoglio chiamato Keraman aggiunse Yanez.
Noi ci siamo appropriati di Mompracem nel 1846. Allora era deserta. Il luogo ideale, fuori dalle rotte commerciali inglesi e olandesi e anche da quelle delle giunche dei contrabbandieri cinesi.
Per poter bombardare la caletta, le navi devono penetrare lungo un passaggio naturale nella barriera corallina, quasi impossibile senza un pilota pratico del luogo. E nel caso fossero passate, si sarebbero trovate sotto il tiro diretto delle nostre batterie piazzate sui fortini laterali, che a quell'epoca chiamavamo Le dita della mano del morto. Tra la natura e noi, era un'impresa ardua. Prima di cadere, una flotta mista anglo-olandese ci prov tre volte e fall sempre.
Per cancellarne la memoria, quando l'abbiamo abbandonata definitivamente le hanno cambiato nome, adesso la chiamano, ammesso che qualcuno la chiami, Keraman disse Sandokan con una vena di tristezza.
Lo sapete che esiste un'altra Mompracem? disse Old Shatterhand. Nello Stato di Veracruz, in Messico, piuttosto vicino a dove avete fatto costruire e armare La Mentirosa;  un minuscolo villaggio a dieci metri di altezza sul livello del mare.
Rimasero in silenzio per qualche minuto, lo sguardo sull'orizzonte, quello reale e quello immaginario, dove scorgevano in lontananza una piccola macchia, l'isola di Mompracem.
Ricordi cosa tenevamo nel sotterraneo segreto, la sala delle bandiere? chiese a un tratto Sandokan al portoghese.
S, la pi svariata collezione di insegne, stendardi mercantili, bandiere di segnalazione, e anche di paesi reali e di altri che neanche esistono. Oltre a costumi, una collezione di cannocchiali inservibili e mezza dozzina di cappelli e turbanti rispose il portoghese.
E quando siamo in guerra, quando entriamo in combattimento, quale bandiera sventola sulle nostre teste?
La bandiera rossa con la testa di tigre di Mompracem rispose sorridendo Yanez. E chiam con un cenno Sambliong.
La Tigre vuole che arriviamo a Mompracem con la nostra bandiera issata.
Poco dopo, tra le acclamazioni dell'equipaggio, la bandiera messicana veniva sostituita con la bandiera rossa su cui campeggiava la testa di tigre, e il panfilo virava per intraprendere la rotta sinuosa tra le secche della barriera corallina. Il tedesco, Adle e il nano applaudirono vigorosamente.
Tutta quella faccenda aveva un tono solenne.
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CAPITOLO 18.
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In vista.
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Mompracem in vista! url la vedetta.
Yanez e Sandokan andarono sul ponte di comando.
Vuoi pilotare tu? domand il malese.
Ti cedo l'onore, la tua memoria  migliore della mia rispose il portoghese. Vado a fumarmi una sigaretta.
Entriamo a vela. Dite al signor Monteverde di spegnere le macchine.
Quando si scorge per la prima volta all'orizzonte, non  altro che un agglomerato di rocce scoscese che sfidano l'oceano; una protuberanza sulla barriera corallina situata nel nulla di nessuno.
Ma per Sandokan e Yanez, per molti membri dell'equipaggio della Mentirosa come Sambliong, Saul o Kim, quell'isolotto era stato per tanto tempo una rocca dove nessun uomo poteva essere definito schiavo, n del possesso n dei debiti; dove non era il denaro a dominare, e la propriet si limitava alle armi, ai vestiti e agli oggetti personali dei suoi abitanti.
Yanez si era allontanato per fumare una sigaretta in solitudine, ma Adle lo raggiunse a prua.
Perch state sorridendo?
Ripensavo alla Tavola di Abramo, a voi che siete comunista piacer. Per diversi anni a Mompracem non  esistito il denaro. Tutto era di tutti. E le ripartizioni dei pettini venivano annotate su un grosso quaderno che chiamavamo scherzosamente cos. Nella prima pagina c'era la spiegazione delle regole di ripartizione: un tanto al capitano, un tanto al nostromo, agli ufficiali del vascello, ai feriti, ai semplici combattenti, a quelli che avevano partecipato a missioni pericolose, quelli che si erano distinti in combattimento, e cos via.
Mi sarebbe piaciuto essere pirata assieme a voi disse la francese dopo qualche istante. Mi offrite una sigaretta?
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CAPITOLO 19.
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La Compagnia Britannica del Borneo.
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A partire dal 1764 diverse compagnie inglesi avevano tentato di ottenere permessi di sfruttamento del Borneo senza riuscirci.
Al di fuori delle zone sotto il controllo britannico diretto (Sarawak, Labuan, gli Stretti) o tramite sultanati fantoccio (Sulu, Brunei) situati nel nord dell'isola, il Borneo continuava a essere un mistero e un presunto enorme affare commerciale irraggiungibile. Certi ambigui diritti teorici rimasero nelle mani dell'East India Company finch nel 1873 la North Borneo negozi con il sultano di Sulu un contratto di affitto per cento anni per lo sfruttamento di foreste e miniere e l'eventuale tracciato di una linea ferroviaria. L'impresa, con un capitale alquanto limitato, non ebbe alcun futuro e non avvi l'attivit.
Ma nel gennaio del 1876, il barone austriaco Augustus von Overbeck, che in qualit di console d'Austria a Singapore aveva gi tentato di spillarci qualcosa provando a vendere il Borneo agli italiani per farne una colonia penale, suo fratello Gustavus e l'avventuriero inglese Alfred Dent (di cui si diceva avesse assassinato la moglie negli Stati Uniti per impossessarsi di una piccola eredit), rappresentando se stessi, comprarono la North Borneo, la dotarono di un capitale di diecimila sterline, si unirono a un nuovo gruppo con base a Singapore capeggiato dal colonnello Sebastian Galore, da un avventuriero di origini sconosciute chiamato Abel Proust, al quale forse l'oppio aveva offuscato la memoria, il colonnello britannico in pensione Wilkinson, il dottor James Moriarty e uno spagnolo residente nelle Filippine chiamato Santiago Isidro Flores y de Hoyos, che si sospettava manovrato dai gesuiti delle province asiatiche, e quindi i due gruppi registrarono presso un notaio di Bombay la British Borneo Chartered Company, che non solo assorbiva la North Borneo, ma annunciava le sue intenzioni di operare nell'intera isola. Un aumento di capitale avvenuto tre mesi dopo la sua fondazione sembra comprendesse denaro olandese dei proprietari delle piantagioni di Batavia, tramite la presenza nel consiglio d'amministrazione, fatto inusuale, di una donna, Camilla Klier.
Ben presto la societ si prese i diritti della Compagnia delle Indie orientali. Diritti per cosa? Il dominio di un'isola che non dominavano?
William Clarke, un piccolo avventuriero che era stato dipendente di una ditta commerciale di Labuan, ubriacone e oppiomane, elegante, donnaiolo, una presenza assidua ai ricevimenti ufficiali, ma insopportabile in privato, comparve sui documenti come Direttore Generale.
Fin l, tutto era un problema di permessi legali e potere commerciale, risorse di investimento, finanziamenti. Ma un conto  dichiararsi proprietario di una delle isole pi grandi del mondo e un altro  diventarlo a tutti gli effetti. Il Borneo era una zona inesplorata e pericolosa, i dayaki, gelosi della propria indipendenza e frammentati in centinaia di trib, non si sarebbero certo sottomessi al primo europeo che veniva a toglier loro le terre, e ovviamente non erano disposti a lavorare in fattorie e miniere; gli azionisti della British Borneo avevano ben presente la frase di Gosse: I dayaki collezionano crani come gli uomini civilizzati collezionano francobolli o uova di uccelli e anche un antico proverbio dayako: L'orangutan non parla perch cos non possono costringerlo a lavorare. Avrebbero dovuto importare la manodopera, ma dopo l'esperienza di Perak non era consigliabile ricorrere ai coolies cinesi; peggio ancora con i lavoranti ind.
Questi non erano tuttavia gli ostacoli peggiori che doveva affrontare la British Borneo Chartered Company. C'erano i problemi politici. A partire dal 1874 Gladstone era il primo ministro britannico, e non era solo un vecchio che guardava con odio il resto del mondo sulle vignette e le illustrazioni della stampa, che lo criticava ferocemente. Era abbastanza scaltro da saper togliere agli inglesi la struttura basata sulle caste nell'esercito e promuovere, nella misura del possibile, i meriti e non i diritti ereditari come principio di ascesa nelle gerarchie militari. Ed era anche abbastanza liberale da capire che i tempi dell'impero stavano cambiando. Insomma, era come quel cinese favorevole al libero amore, ma che essendo proprietario di un bordello...
La Compagnia del Borneo presentava dunque una serie di contraddizioni e contrasti con il governo di Gladstone e la politica imperiale dell'epoca. Per nessun motivo al mondo il governo britannico intendeva imbarcarsi in quel momento in un'altra avventura che lo trascinasse in una guerra coloniale e non gradiva la presenza di tanti stranieri nel consiglio di amministrazione dell'impresa: austriaci, spagnoli, olandesi... Certo, sarebbe risultato pi comodo se la Compagnia delle Indie Orientali, in piena decadenza dopo che il governo aveva annesso l'India come colonia, se ne facesse carico, ma...
E ovviamente l'impero non poteva accettare pubblicamente lo schiavismo in una regione sotto il suo presunto controllo.
Un territorio paludoso, quello su cui si muoveva la Compagnia del Borneo. Peggio ancora dal punto di vista degli osservatori esterni che non capivano bene cosa si prefiggeva in termini commerciali: sviluppare lo sfruttamento minerario? Dove e per estrarre cosa? Costruire una ferrovia nel Borneo? Che portava dove? Per trasportare cosa? Grandi piantagioni? Ma di quali prodotti? Volevano per caso fare concorrenza ai quarantacinque milioni di libbre di pepe all'anno che Giava esportava e che erano sotto il controllo degli olandesi? Miniere di ferro?
Di carbone?
Dietro la nuova compagnia c'erano solo misteri, una moralit alquanto discutibile e anche profonde contraddizioni.
Quali scheletri nascondeva l'onorevole impresa nei suoi armadi laccati?
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CAPITOLO 20.
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Cucinando.
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Non era rimasto niente del villaggio di pescatori, n delle casematte, in quella Mompracem fantasma c'erano appena i ruderi del forte principale, la Kota, con le mura sbriciolate dai bombardamenti di dieci anni addietro e dall'implacabile erosione del vento, della pioggia e della tristezza. Rovine flagellate di un forte popolato di fantasmi.
Piovigginava.
In mezzo agli spettri, le due Tigri soffrivano di tremendi attacchi di malinconia, ma mentre nel caso di Sandokan arrivavano come violente nubi nere che si infilavano nella testa e spazzavano i pensieri distruggendo tutto al loro passaggio e provocando accessi di rabbia furiosa, in Yanez la tristezza era un'invasione, una lenta inondazione del mondo delle idee, una macchia grigia che offuscava tutto ci che impregnava e si impossessava delle sue passioni e miserie. La malinconia era come un filtro magico che senza alcuna spiegazione si impadroniva dei sensi e contro cui la volont non poteva nulla. Il portoghese aveva deciso di alleviarla cucinando.
Non mordermi, belva, lo so che hai fame disse Yanez, mentre cucinava in un angolo della stanza, innaffiando generosamente di porto la carne sul braciere.
Gli uomini dell'equipaggio della Mentirosa si erano sparpagliati tra i resti della fortezza. C'era qualcosa su quell'isola deserta che induceva ad abbandonarsi ai pensieri pi tristi. Old Shatterhand, seguito dal nano, aveva trovato degli attrezzi da pesca e tentava la fortuna lungo la costa posteriore dell'isolotto, la francese Adle, accompagnata dagli spiriti della Comune di Parigi, vagava senza meta tra le rovine, Sambliong aveva acceso un fal sulla spiaggia e rivedeva tra le fiamme le ombre dei vecchi amici morti, mentre Sandokan e Yanez si erano rifugiati in una delle cucine della Kota rimasta miracolosamente in piedi.
Piantala di giocare con quella tua cagna muta, o finir per azzannarti il braccio, fratellino.
Tu hai i tuoi passatempi, Sandokan rispose il portoghese che stava giocando con Victorisa. L'animale, sentendosi ignorato, strinse i denti sul braccio e una goccia di sangue fu la dimostrazione che stava esagerando. Dopo averle rifilato un calcio in testa, il portoghese continu: Cucinare, per quanto ti sembri strano, cura lo spleen. E visto che dopo le ultime settimane possiamo finalmente goderci un po' di quiete....
Eravamo d'accordo che sarebbe stato qui il 13 aprile, e siamo al 16. Dev'essergli successo qualcosa, al signor Bombola.
La pazienza non  una delle tue virt disse Yanez sorridendo, per poi tornare al suo stufato, che emanava un profumo delizioso. Mescol la carne nella salsa di porto e la rovesci in una pentola, dove bollivano alcune variet di patate del Borneo, quindi sbirci Sandokan.
Ci aspetta una spedizione nei labirinti, ma non prima di aver mangiato disse il portoghese. La cagna, stanca di essere ignorata, and a rifugiarsi in un angolo.
Sandokan usc dalla cucina e vag per i corridoi finch trov una pistola da duello in un cofanetto su una rastrelliera. Controll che il tempo non avesse inumidito la polvere e torn tenendola in mano.
Cosa vorresti fare?
Curarmi lo spleen, come dici tu rispose il malese e, puntando la pentola di coccio dove cuoceva la carne, la frantum sparandoci contro. Adesso possiamo scendere nei sotterranei, non dobbiamo pi aspettare di mangiare.
Sei proprio un selvaggio disse Yanez succhiandosi le dita con gli avanzi della pentola rotta. Era delizioso.
La cagna si avvicin per finire quel che rimaneva dello stufato.
Andiamo, o uso l'altra pistola che  ancora carica per farti saltare le cervella e liberarmi una buona volta del tuo malefico senso dell'umorismo.
Yanez, abituato a quegli attacchi di innocua follia, and alla grande finestra scavata nella roccia e osserv il mare calmo, azzurro, che ora gli appariva come un vasto cimitero di vecchie storie.
C' un barcone all'orizzonte. Mi sa che stia arrivando il nostro venditore. Il nostro re mago.
Perch sarebbe un re mago? chiese Sandokan.
Lascia perdere rispose Yanez  troppo complicato e si rifiut di fornire spiegazioni che avrebbero dovuto rivangare gli inesistenti re magi della sua infanzia.
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CAPITOLO 21.
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Il Fulgore.
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Sandokan e Yanez scesero alla spiaggia. Il re mago non aveva l'aspetto di un re e tanto meno di un mago; sembrava piuttosto un commerciante di vini che aveva abusato dei suoi prodotti: naso rosso, tracagnotto, scarsi capelli color paglia, lunghe basette e uno sguardo malizioso negli occhietti azzurri.
Pino Bombola, al vostro servizio, gentiluomini si present in un inglese sgangherato.
E questo? domand Yanez indicando un secondo tizio dietro l'italiano e che era stato bendato.
I quattro se ne stavano con gli stivali sul bagnasciuga, una lieve brezza faceva ondeggiare le palme.
Un vostro amico mi ha consegnato un messaggio di presentazione disse Bombola porgendo un biglietto ripiegato in otto.
Mr. K. gode della mia piena fiducia. Sarebbe interessante se i giornali di questa parte del mondo avessero un'altra visione di ci che sta succedendo. B. Barak.
Toglietegli la benda disse Sandokan cos il signor K potr ammirare con quanta grazia si muovono le nostre palme.
L'uomo si tolse la benda da solo e rimase abbagliato dal sole.
Rudyard Kipling, signori disse tendendo la mano.
Signor Kipling, saremo da voi tra pochi minuti, abbiate la compiacenza di seguire i nostri uomini nei ruderi della fortezza dove vi serviranno da bere.
Mentre il giornalista inglese veniva accompagnato da Sambliong alla Kota, le due Tigri conversarono con l'italiano.
Signori, il vascello  pronto, posso consegnarlo anche subito, o entro cinque giorni in qualsiasi porto delle vicinanze.
Dove si trova in questo momento?
In mare aperto, a circa tre ore a nordest da qui. Non ci siamo avvicinati troppo seguendo l'avvertenza che ci avete fornito riguardo la barriera corallina. Dobbiamo risolvere la questione del passaggio di consegne dell'equipaggio e penso che, come d'accordo, gli attuali membri forniranno ai vostri le informazioni tecniche necessarie.
Che equipaggio c' a bordo adesso?
Il minimo, una ventina di marinai, i cucinieri, il capitano, uno degli artiglieri, il secondo di bordo, un ingegnere.
Non abbiamo uomini sufficienti per La Mentirosa e il nostro nuovo figlio disse Sandokan preoccupato.
Rispetto alla seconda parte del pagamento... chiese Bombola.
Entro un'ora avr la cifra e qualcuno vi accompagner al vascello. Abbiamo allestito un accampamento ai piedi della collina, l vi serviranno da bere e da mangiare, signor Bombola. Lo dica ai marinai che sono venuti con voi.
Ho un secondo messaggio per voi disse l'italiano consegnando una busta sigillata con la ceralacca.
Yanez de Gomera e Sandokan restarono per qualche istante sulla riva del mare, con la lieve risacca che lambiva gli stivali.
Secondo te lo sanno?
Non possono averlo saputo in alcun modo. L'intera operazione  stata organizzata con intermediari di assoluta fiducia. Non possono esserne venuti a conoscenza.  impossibile che siano riusciti a ricostruire la complessa trama di passaggi fatti per l'acquisto, gli intermediari, la tracciabilit del denaro, la banca di Boston, l'intervento di Rogelio Simon Spinoza, gli italiani...
Costruito nei cantieri di Amburgo, si presumeva per conto della Bolivia, paese che non ha sbocchi sul mare ma possiede un ministero della Marina, comprati i diritti di bandiera da un console che ora doveva trovarsi nel casin di San Sebastin a giocarsi la fortuna sborsata dalle Tigri, Il Fulgore, un nuovo vascello a vapore con blindatura in acciaio, era quasi un fratello gemello della Mentirosa. Non era veloce quanto la sorella e bruciava carbone come un drago affamato, poteva raggiungere una velocit massima di dodici nodi e tre a causa del suo peso, spinto da un'elica azionata da due macchine a vapore. In cambio disponeva di un maggior volume di fuoco grazie agli otto cannoni da 203 e i due da 152 mm. La stazza era di circa quattromila tonnellate. Un punto nero in mezzo all'oceano Indiano.
Perch le Tigri avevano speso un'immensa fortuna in quel vascello? Quando due anni addietro ne avevano ordinato la costruzione non c'erano all'orizzonte le nubi nere che ora si addensavano.
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CAPITOLO 22.
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Li ho scoperti.
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Cari risorti, li ho scoperti. Anche se le mie fonti sono scarne e non mi  tutto chiaro. Tuttavia,  ovvio che il terrore che regna in molte zone dell'interno del Borneo serve loro per coprire un progetto commerciale. Hanno creato un regno schiavista all'interno dell'isola, una base sicura.
E voi in tutto ci giocate un ruolo che non sono ancora riuscito a chiarire.
Si tratta di un gruppo di avventurieri con dietro molte risorse economiche e una mentalit diabolica. Davvero diabolica.
Intendono seguire le orme di Raffles e Brooke per conquistarsi un impero, ma con molte pi ambizioni di loro. Si sentono dei precursori, anche nel senso spagnolo del termine adelantados, carica conferita ai colonizzatori nel XVI secolo che li dotava dei poteri di governatori. Non sono altro che volgari succhiasangue capitalisti con lo stile dell'innominabile.
Qualcosa  per chiaro. Vogliono usarvi come capro espiatorio addossandovi ogni colpa; ecco perch hanno tentato di catturarvi pi che uccidervi, o in questo secondo caso, di farlo in segreto. Per i loro scopi, intendono utilizzare la fama delle Tigri della Malesia in tutto l'impero.
Sar a Labuan tra un mese per presunte ragioni familiari e di affari. Vi fornir allora maggiori dettagli riguardo le loro identit e i poteri di cui godono. Dobbiamo parlarne.
B. Barak
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CAPITOLO 23.
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Un certo Kipling.
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Mister Yanez, mister Sandokan, mi compiaccio che mi abbiate concesso questo incontro.
Ci sorprende che un britannico sia interessato a noi, a parte quelli che vorrebbero impiccarci.
Sono un britannico singolare, nato a Bombay, e inoltre come giornalista seguo una massima che ho scritto in una breve poesia: Ho sei uomini al mio servizio / Mi hanno insegnato tutto quello che so /I loro nomi sono Cosa, Perch e Quando / e Come e Dove e Chi.
Dunque, siete disposto ad ascoltare la nostra versione.
Certamente, non sarei venuto da tanto lontano se non fosse cos.
Per almeno un paio d'ore le due Tigri raccontarono gli strani eventi degli ultimi mesi, omettendo ovviamente le parti della storia che non volevano far sapere ai loro nemici, o che avrebbero potuto rivelare le loro basi e risorse, per esempio l'intervento e l'identit di B. Barak, o del crittografo greco.
Kipling era un giovane, molto giovane, dalle sopracciglia folte, i capelli corti e lo sguardo leggermente miope in quello che sembrava il volto volitivo di una persona sincera. Teneva tra le dita della mano sinistra una sigaretta, con una certa eleganza nei modi, mentre con la destra prendeva appunti. Vestiva con la sobriet di un impiegato povero.
 incredibile disse a un certo punto.
Nella vostra carriera di giornalista dovete aver incontrato molte storie come questa.
Ma mai cos complesse, in India ho coperto avvenimenti locali, feste di provincia, rivolte, processi per omicidio e da tutto questo la cosa migliore che ne ho tratto  aver imparato a stenografare. Troppe passeggiate a cavallo, valzer, cene e concerti; in una settimana, molto pi di quanto avrei fatto e visto in Inghilterra in un'intera vita.
E che ve ne pare? Il giornalista sembrava stupito per la complessit della vicenda, e anche per il linguaggio di Yanez e Sandokan, che non era l'abituale gergo dell'angloindiano, bens un inglese infarcito di vari accenti, ma ricco di vocaboli. Li fiss per qualche istante. O erano degli affabulatori magistrali, o quella era la pi strana storia in cui si sarebbe mai imbattuto in vita sua.
Voi tornerete con il signor Bombola e spero che un giorno potremo leggere ci che intendete scrivere.
Ma questo non accadr. Sarebbero passati gli anni e quell'intervista non avrebbe mai visto la pubblicazione, censurata dalla stampa indiana. Kipling avrebbe conservato una sensazione che anni dopo sarebbe emersa in due versi di una sua poesia: Se riesci a riempire l'inesorabile minuto di sessanta secondi che ti conducano al cielo...
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CAPITOLO 24.
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Il sotterraneo.
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Bah sbott Sandokan. Un tesoro nascosto. Quando ero bambino giocavo a gettare nel mare di Sarawak bottiglie con dentro una mappa, e sognavo di poter vedere le facce degli imbecilli che se avessero seguito quelle indicazioni sarebbero arrivati in una missione presbiteriana a Kinabal. Immaginavo che con un po' di fortuna avrebbero torturato i sacerdoti per farsi dire dove nascondessero il tesoro, mentre quelli insistevano che l'unico tesoro era l'incrollabile fede nel loro dio.
Sandokan and sulla terrazza e sput in mare. Era solito farlo quando parlava di di europei, retaggio delle fobie acquisite quando veniva istruito da missionari essendo figlio di un raj sotto presunta protezione britannica.
Scendiamo gi, vostra maest?
Dopo di voi, signor de Gomera.
Nella cucina, situata nell'ala orientale delle rovine della Kota, restava in piedi un grande forno per il pane. Sandokan e Yanez accesero due torce e poi, facendo leva sull'angolo sinistro del forno, lo spinsero di lato, e il forno cominci a scivolare, cigolando, fino a scoprire una botola che una volta sollevata immetteva in un tunnel scavato nella roccia, che scendeva in leggera pendenza senza dislivelli. La cagna li seguiva intimorita persino dalla propria ombra.
Il passaggio segreto finiva davanti a una grande porta di legno a due ante rafforzate con piastre di ferro. Di fronte, c'era uno scheletro in posizione seduta con un cartello tra le ossa della mano che diceva in sette lingue Meglio non entrare.
Ma guarda, Ibrahim  ancora qui a custodire il falso ingresso.
A pochi metri dalla porta c'era una piccola fontana da cui usciva uno zampillo che finiva in un pozzetto, sicuramente collegato a un canale sotterraneo. Sandokan infil la mano nell'acqua e gir con una certa fatica una manopola che azionava un vecchio meccanismo mediante il quale la parete laterale cominci a scorrere.
Non sembrava la caverna di Ali Bab, n la stanza di un tesoro, piuttosto l'ordinato e sobrio caveau della Banca d'Inghilterra. Non c'erano corone d'oro sparse al suolo o mucchi di perle su vassoi d'argento, n lingotti che brillassero ai bagliori delle torce. Vi erano invece una raccolta delle opere complete di Shakespeare in un vecchio armadio alto un metro e mezzo, una collezione di fioretti da scherma infilati in un portaombrelli e una bella scrivania in tek con un paio di cassetti. L'unico elemento di disordine era una poltrona rossa sulla quale giacevano diverse chiavi.
All'angolo opposto di quella stanza fantasmale c'erano varie casse piene di fucili Mauser modello 1871, perfettamente ingrassati, alcune mitragliatrici Gatling, casse di munizioni, un lanciarazzi inventato da Congreve, che avevano dato ferali risultati ai britannici nelle guerre indiane e, poco pi in l, accuratamente ripiegate, le bandiere di mezzo centinaio di paesi esistenti e di altri improbabili.
Sandokan si avvicin all'armadio e lo apr. Mazzette di sterline impilate in perfetto ordine.
Prima paghiamo, poi tu e io dobbiamo lavorare diverse ore per portare tutto questo in cucina.  la cosa pi insopportabile delle stanze segrete, che se le vuoi mantenere segrete devi sgobbare da solo per riempirle e svuotarle disse brontolando il portoghese.
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CAPITOLO 25.
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L'attacco del vascello fantasma.
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Stavano accatastando sulla spiaggia i fucili, le mitragliatrici e i razzi quando la vedetta della Mentirosa fece suonare la campana lanciando l'allarme che richiamava tutti ai posti di combattimento. Il panfilo era ancorato a circa duecento metri dalla riva sabbiosa e i tigrotti si precipitarono alle due scialuppe incitati da Sandokan.
Yanez, che si stava radendo in cabina, usc con la pistola in pugno.
Che succede?
Un veliero a tre alberi ci sta sbarrando la via d'uscita della caletta. Tigre rispose Sambliong.
Che bandiera batte? Sambliong gli pass il cannocchiale. Il vascello innalzava insegne olandesi. Sandokan intanto stava abbordando sulla prima delle scialuppe. Sulla spiaggia erano rimasti il giornalista inglese e il commerciante italiano con i suoi marinai.
Ai cannoni! L'ordine di Yanez parve essere accolto prima dal veliero a tre alberi, perch una bordata di artiglieria sollev enormi colonne d'acqua davanti alla Mentirosa.
Carbone nelle caldaie! url Yanez per poi dirigersi al cannone di tribordo che due marinai stavano approntando. I quattro pezzi della Mentirosa erano piazzati simmetricamente, tre si levavano dalla coperta a prua, a babordo e tribordo, mentre il cannone da caccia pi leggero era camuffato da attrezzatura da pesca a poppa, in modo che se il panfilo armato attaccava di fronte poteva sparare con tre bocche da fuoco, offrendo un bersaglio ridotto. Era ci che stava tentando di fare Sambliong al timone, ma il basso pescaggio della caletta rendeva difficile la manovra.
Yanez calcol la gittata con estrema cura. La cannonata centr in pieno la coperta del veliero, facendo strage tra i nuovi nemici e ritardando la seconda bordata. Il portoghese stava usando granate a frammentazione, che scagliavano fuoco e mitraglia sul bersaglio.
Sandokan, arrivato a bordo, si piazz al cannone di prua e Kim a quello di babordo. La seconda salva di artiglieria del vascello fantasma ebbe maggior fortuna della prima e uno degli obici colp la corazza d'acciaio strappando via un pezzo della cabina del pilota.
Ma ben pi nefaste furono le tre cannonate delle Tigri, che esplodendo sulla coperta del nemico sprigionarono un incendio che ben presto raggiunse la velatura.
In mezzo a quel frastuono, Sandokan url: Miriamo alla linea di galleggiamento, fratellino!.
La francese e due dayaki ricaricarono il cannone del principe a tutta velocit. Old Shatterhand aveva fatto ritirare a poppa i fucilieri, inutili in un combattimento a quella distanza. Se le mitragliere e i fucili erano stati decisivi nello scontro con i praho, adesso il duello di artiglieria avrebbe deciso le sorti della battaglia.
Pilotato dall'ingegner Monteverde, il panfilo vir su se stesso e prese d'infilata il nemico. La successiva scarica della Mentirosa si sgran con due o tre secondi di differenza tra un cannone e l'altro, e sembr colpire al cuore il veliero, che, centrata la santabarbara, fu avvolto dal fumo e pochi istanti dopo esplose in mille pezzi.
Del misterioso attaccante rimasero soltanto i frammenti di legno che galleggiavano sul mare. Qualche ora pi tardi, recuperati l'italiano e Kipling e in rotta per incontrare Il Fulgore, uno dei sikh ripesc dalle acque torbide dello scontro navale un cadavere mutilato. Sulla caviglia aveva il tatuaggio del rombo con la S al centro.
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CAPITOLO 26.
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Ci vediamo all'inferno.
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A circa dieci miglia dalla costa del Borneo, a bordo della Mentirosa si tenne una riunione operativa. Al suo fianco, maestoso, Il Fulgore splendeva bianco e nuovo di cantiere, privo di cicatrici com'era.
Come sta Sambliong?
Il dottor Saul dice che  illeso. Si  soltanto bruciato i capelli. Quando gli ricresceranno li avr bianchi, visto lo spavento che si  preso.
Prossima mossa?
Ci dividiamo. Io circumnavigher il Borneo da sud e risalir fino alla Rocca, facendo una sosta nei pressi di Batavia...
Dove rimane Batavia? chiese la francese.
A Giava, in quelle che adesso chiamano le Indie olandesi disse Yanez.
...Per completare l'equipaggio del Fulgore continu Sandokan. L lasceremo il vecchio equipaggio e mister Kipling.
E poi, a nord. Ci incontreremo alla Rocca e allestir il nostro esercito a Kinabal.
Io costegger il Borneo dal lato opposto e poi a Labuan, con mister Heym... Se non ha nulla in contrario.
Il tedesco annu. Due entomologi europei non susciteranno attenzioni, specie se stanno cercando un paio di pirati, un portoghese e un malese. L mi incontrer con Barak. Lungo il cammino raduner un nuovo equipaggio per La Mentirosa.
Potresti raggiungere il villaggio di Lima e rintracciare il vecchio Zampadicane. Sono sicuro che lui potrebbe mettere assieme un gruppo delle nostre vecchie tigri disse Sandokan.
Distribuiamo le nostre scarse forze. La signorina Adle e il nano verranno con te.
La francese annu e i presenti guardarono il nano, che sentendosi interpellato disse: Pinga e fece cenno di s con indubbio vigore.
Prendo con me i siamesi e Saul, e Sambliong perch si faccia carico della Mentirosa quando andremo a Labuan disse Yanez.
Il cuciniere resta con me mentre la cagna  tutta tua. I sikh con te. L'ingegner Monteverde, cos prende dimestichezza con Il Fulgore, i dayaki, Kim e Yayu con me.
Ci vediamo alla Rocca, a Kinabal o all'inferno, fratellino disse il portoghese sorridendo.
Chi arriva prima metta a scaldare l'acqua per il t rispose il malese.
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CAPITOLO 27.
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L'albatro.
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Gli uccelli si erano impossessati degli alberi e della coffa della Mentirosa, il loro stridore formava una sinfonia difforme e tumultuosa. Stavano navigando lungo la costa occidentale del Borneo, una zona poco battuta dalle rotte commerciali per timore delle secche e della barriera corallina, che soltanto un pilota di grande esperienza poteva solcare senza paura di incagliarsi.
Gli uccelli marini sembravano nel loro elemento e volavano dalle crocette al ponte per mangiare le teste di pesce che ogni tanto gli uomini dell'equipaggio gettavano, senza mostrare il bench minimo rumore.
Un grosso albatro volteggiava intorno al panfilo, lanciando di tanto in tanto quella sorta di grugnito cos simile a quello del maiale selvatico; aveva un'apertura alare di almeno tre metri sebbene pesasse otto chili, al massimo dieci. Ad ali spiegate offriva un magnifico spettacolo. Era elegante.
Yanez fece un cenno a un dayako che lo stava prendendo di mira con la carabina, perch non sparasse.
La carne di albatro  dura, fa un cattivo odore, Serim. Tu non sei della costa? disse Yanez conoscendo gi la risposta: nessun dayako del mare avrebbe mai sparato a un albatro.
Sono nato sulle montagne di Kinabal, sahib.
E lass sparate agli uccelli?
No, sahib, sono sacri.
Quell'uccello  un saggio, pu viaggiare per migliaia di chilometri, sfrutta le correnti d'aria per scivolare e restare sospeso, forma una coppia sola per tutta la vita, si prende cura dei figli e se lo rinchiudessimo in una gabbia per poi aprirla due giorni dopo, sbatterebbe le ali sconcertato, si librerebbe nel cielo e di l a poco saprebbe orientarsi alla perfezione.
Il dayako abbass la carabina, confuso, rivolgendo la canna al suolo, e torn a guardare l'albatro con rinnovato rispetto.
L'albatro, quasi ne fosse conscio, si lanci in picchiata sul mare e cattur una preda, probabilmente un calamaro, il suo cibo preferito.
Yanez riprese a osservarlo cercando di capire l'essenza della bellezza del volo. Mancava qualcosa nella sua vita. Aveva poco tempo per contemplare il volo degli albatri. Finch gli eventi gli imponevano quei ritmi... E poi, sarebbe caduto. Chiss.
Sambliong si era messo al timone e urlava a uno dei gemelli di gettare la sonda per verificare la profondit.
Perch non usciamo in mare aperto? chiese Heym al portoghese.
Qui nessuno verrebbe a cercarci. Troppi morti e fantasmi di naufraghi popolano questa costa. Se ci stessero cercando qui, non ci troverebbero mai rispose la Tigre Bianca sorridendo.
Pensi di sbarcare sulla costa occidentale del Borneo?
Se dovessero tentare di individuarci lo faranno a nord o all'estremo oriente. Non si aspettano una nostra comparsa qui. Comunque, seguiremo la rotta a nordest lungo la curva dell'isola e ci fermeremo nel villaggio di Zampadicane. Poi ci spingeremo pi a nord prima di sbarcare.
Non avete un proverbio cinese che faccia al caso nostro? Yanez rispose di l a poco: Non lasciare un luogo dove c' pesce, non anelare un luogo dalle acque profonde.
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CAPITOLO 28.
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D. M.
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Il dottor Moriarty, James Moriarty, non si chiamava cos, e non era neppure dottore in medicina. Probabilmente non era dottore in nulla. Qualche anno dopo le vicende qui narrate, un investigatore inglese di cognome Holmes, le cui imprese sarebbero diventate famose grazie ad Arthur Conan Doyle, che ne avrebbe pubblicato i casi pi celebri sulla Strana Magazine, lo avrebbe definito cos:  il Napoleone del crimine.  l'organizzatore di almeno la met del male che ci circonda e nonostante ci resta ignoto nella propria citt. E un genio, un filosofo, un pensatore astratto. Ha una mente di prim'ordine. Si siede, rimane immobile, come un ragno al centro della sua rete, una rete che ha un migliaio di raggi.
Sulle sue origini si fanno tante ipotesi, al punto che risulta assurdo non crederci almeno parzialmente, avendo sempre ben presente che lo stesso Moriarty mise mano alla questione inventando diverse versioni in modo ingegnoso, sapendo che non c' niente di meglio che una cortina fumogena per coprire un'altra cortina fumogena che a sua volta copre una figura che si nasconde sotto una coltre essendo un'ombra, e soltanto questo resta della figura reale, che non esiste pi da tempo, in quella sala degli specchi illusori che  la societ umana.
Era dottore in matematica, o per lo meno professore di matematica, espulso da un collegio maschile per abusi sessuali sugli alunni, tradizione perversa nell'Inghilterra vittoriana, che per strane ragioni a lui era andata male; ma era stato anche un chimico laureatosi nella produzione illegale di sostanze stupefacenti, pittore mediocre, secondogenito di una famiglia aristocratica; aveva ucciso suo padre, proprietario di un negozio di costumi teatrali. Poi avrebbe fatto l'attore shakespeariano, maestro di illusionismo e travestitismo, nonch il cosmetologo, il parrucchiere e il vicario di una parrocchia rurale che violentava le sue beghine.
Era autore di un apprezzato libello clandestino che circolava nella pi assoluta illegalit, nel quale lodava le pratiche di sesso con animali, con particolare predilezione per gli asini, le galline e i montoni.
Di et indefinibile, e mai termine fu pi appropriato, Moriarty a volte sembrava un trentenne precocemente invecchiato per la vita dissoluta, o un sessantenne ringiovanito. Nessuno poteva stabilirne l'et, neppure lui, che sembrava essersene dimenticato assieme al nome di sua madre. Il volto, ammesso avesse mai avuto un volto sotto la maschera e non un'altra maschera, il pi delle volte corrispondeva a quello di un uomo dal naso affilato, calvo e con gli occhi neri incavati in orbite profonde e circondate di rughe che rendevano lo sguardo intenso, due fari di luce oscura, la mascella sporgente, relativamente alto e magro, forse perch solo cos poteva camuffarsi da grassoccio e tracagnotto. Risulta molto difficile far apparire alto un nano o smagrire ancor pi uno gi magro, ma non l'inverso.
Adorava i camuffamenti perch coronavano le sue aspettative da grande attore che era e che doveva essere stato. Interpretare personaggi diversi era la sua passione; fingere, un piacere; mentire, un godimento supremo. Ingannare, una scienza.
La storia in genere si scrive al contrario, e rende ben poca giustizia a simili personaggi. In quegli anni di consolidamento coloniale, gli avventurieri che l'Europa scaricava in Asia non erano molto diversi, semplicemente molto pi mediocri.
Uomini dalla doppia morale ai quali piaceva senza dubbio incularsi gli zeb e le galline prima, ovviamente, di andare a messa; senza alcun rispetto per la condizione umana, fatui, gretti, stolidamente razzisti, brutali, bugiardi. Uomini che costruivano piccoli imperi su pozze di sangue, o crepavano ubriachi su un'amaca sotto una palma solitaria. La differenza notevole tra loro e il dottor Moriarty  che questi, malgrado se stessi, erano uomini del sistema, a volte della periferia del sistema, ma piangevano ascoltando l'inno nazionale, o erano capaci di ammazzare qualcuno per una bottiglia di porto. Moriarty invece non era affatto convenzionale, usava il sistema, ma non vi apparteneva. Di fatto Moriarty riconosceva soltanto l'autorit morale di un sistema, il proprio. E pertanto si trovava pi a suo agio nella marginalit, anche se leggeva attentamente il Times per controllare le quotazioni della borsa di Londra e di Amburgo e aveva una sua opinione sulla prematura calvizie della regina Vittoria.
Per questo, quando aveva conosciuto a Lahore un ufficiale dei lancieri di un reggimento angloindiano giustamente ribattezzato I macellai di Luknow, e questi, alcolizzato e pieno d'oppio, gli aveva raccontato come avesse casualmente scoperto il passaggio del lago nel Borneo durante una battuta di caccia, il dottor Moriarty aveva deciso di creare un impero. Forse soltanto per vivere un'esperienza infernale piena, totale.
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CAPITOLO 29.
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Il vulcano.
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Albeggiava. Sandokan era a piedi nudi per poter sentire sulla coperta del Fulgore i nuovi motori. Osservava attentamente ogni dettaglio mentre l'ingegner Monteverde dalla cabina di comando ordinava di aumentare la pressione delle caldaie. Il Fulgore era un po' pi lento rispetto alla Mentirosa, ma meglio armato, le cabine erano pi piccole e tutto odorava sospettosamente di pulito.
Stavano entrando nel mar di Giava dopo aver costeggiato il sud del Borneo quando il mare cominci ad agitarsi, stormi di uccelli marini si dirigevano veloci verso la terraferma. A un tratto una tremenda esplosione echeggi in lontananza. Sandokan prese il cronografo, erano le cinque e trentatr del mattino. Eppure l'orizzonte era limpido, nessuna colonna di fumo n nubi di tempesta.
Paduca disse con voce soave un nativo di Sumatra che si era avvicinato alla Tigre.
Cosa ha detto? domand l'ingegner Monteverde, che reggeva il timone dopo aver udito l'esplosione.
Sandokan tent di capire il pirata che parlava in giavanese.
Pare che Induca, uno dei figli del dio, che era rinchiuso sottoterra per le sue malefatte, si sia infuriato.
Il mare si stava increspando. Un'ora dopo si sent una seconda esplosione e nelle tre ore successive altre due, l'ultima molto pi potente, senza che all'orizzonte si scorgessero tracce di cosa stava succedendo.
Infine, nel pomeriggio, con il vascello che si avvicinava alla zona del possibile conflitto, bagliori di fiammate e un'enorme colonna di fumo e cenere si stagliarono all'orizzonte.
 un vulcano. Preparatevi, dovremo affrontare uno tsunami ordin il principe malese. Tutti sotto coperta eccetto il timoniere e io, ammainare le vele, andremo solo a motore.
Il cielo cominciava a mostrare riflessi rossastri. L'equipaggio si affrett a eseguire gli ordini.
Sandokan non si sbagliava, pochi minuti dopo un'onda alta almeno venti metri avanzava verso la prua del vascello.
Monteverde imprec in uno spagnolo rude che solitamente non usava mai.
Puntiamo dritti sull'ondata! url Sandokan. E leghiamo il timone.
Con i cinturoni improvvisarono un precario legaccio e poi si videro cascare il mondo addosso. Il Fulgore si innalz risalendo di qualche metro l'onda e poi fu scagliato in aria, e ricadendo fu inghiottito dalle acque. Per qualche secondo i due timonieri videro l'inferno, con la sensazione di essersi sfracellati. Poi il vascello riemerse, sballottato da ondate minori. Il Fulgore beccheggi come se fosse sorpreso della propria resistenza.
Adoro gli ingegneri di Amburgo... Ma voi siete ancora vivo? chiese Sandokan in spagnolo.
No rispose l'altro in malese.
Sandokan avrebbe appurato nei giorni successivi che l'eruzione era avvenuta nel piccolo arcipelago di Krakatoa, a sudest di Sumatra e a nordovest di Giava. Un vulcano che si era innalzato di 813 metri sul mare aveva disintegrato l'isola dopo quattro esplosioni nell'arco di cinque ore. Gli tsunami provocati dall'esplosione raggiunsero i quaranta metri di altezza e distrussero centosessantatr villaggi. Secondo le meticolose autorit olandesi l'eruzione aveva causato 36.417 vittime e la totale distruzione di Krakatoa e delle isole vicine, di Teluk Betung e Ketimbang a Sumatra e Sirik e Semarang a Giava.
Quelli che non avevano visto l'onda gigantesca se la fecero descrivere pi volte da Monteverde. I danni riportati dal vascello erano di poco conto, una scialuppa era andata perduta, una zona della tolda parzialmente sfondata. Vari marinai erano contusi e uno aveva due costole rotte; nelle stive regnava il caos, era entrata molta acqua e si erano bagnati fucili e viveri.
Due giavanesi si inginocchiarono sul ponte di coperta.
Adle domand: Cosa dicono?.
I giavanesi cristiani pregano Isa o Almasi, gli altri nomi che danno a Ges rispose Sandokan.
E loro sono cristiani?
No, ma un maremoto fa s che tu ringrazi il primo che capita.
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CAPITOLO 30.
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Verso Labuan.
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Zampadicane aveva novantanni, ma si era unito alla spedizione con entusiasmo; lui, i suoi figli e i nipoti, alcuni cugini dei figli e i rispettivi figli, un cognato e due volontari. Un totale di trentasette malesi, esperti di mare e di pirateria, e che nutrivano un profondo rispetto per Sandokan e Yanez, maestri delle loro scorrerie di corsari e uomini liberi. Nominato maggiordomo di bordo, dalla sua poltrona dava ordini alle sue schiere e obbediva disciplinatamente a Yanez e a Sambliong, con un turbante che gli copriva la testa rasata e le cicatrici. Con l'equipaggio al completo, Yanez ordin una serie di esercitazioni di addestramento. Bisognava convertire quegli eccellenti marinai di velieri in un efficiente equipaggio per un vascello a vapore carico di artiglieria. Dai turni a spalare carbone all'addestramento con i nuovi fucili Mauser, passando dal manovrare gli ingranaggi che facevano fuoriuscire cannoni e ciminiere per poi calarli nei nascondigli, fino all'uso di mitragliere e pezzi di artiglieria. La cosa che pi fece dannare il portoghese fu l'addestramento con le Gatling. Date a un pirata malese la possibilit di premere un grilletto o ruotare una manovella e non smetter finch non avr esaurito le munizioni. Un ultimo problema sorse al momento di stabilire i salari. Zampadicane e i suoi proponevano una variante: o partecipavano alla spartizione del bottino o, se si trattava di una questione di sangue e di onore delle due Tigri, allora avrebbero combattuto gratuitamente accettando solo il vitto, magari abbondante, questo s, e il vestiario, le armi e puttane in ogni porto. Il portoghese accett la proposta.
Quando La Mentirosa cominci a risalire verso il nordest del Borneo incrociarono una giunca che trasportava sale da Madura al continente, sulla poppa c'erano dipinte delle farfalle dai colori vivaci.
Nei pressi della foce di un fiume, Yanez ordin a Sambliong di fermare La Mentirosa e diede istruzioni al secondo di bordo.
Poi ripass il piano con il tedesco.
In queste terre Sandokan si innamor di Marianna Guillonk, la Perla di Labuan. La sua morte lasci mio fratello sull'orlo della disperazione assoluta... disse Yanez guardando la costa, assorto.
Cosa ci aspetta? chiese il tedesco.
Labuan, che in malese significa porto,  una piccola isola, meno di centosedici chilometri quadrati, un solo villaggio con lo stesso nome. Fu fondato dagli inglesi una trentina d'anni fa, come avamposto sugli Stretti, dipendente da Singapore.
Ha una cittadella che hanno chiamato Vittoria, ovviamente, circondata da piccoli fortini. Quindi,  una base militare, una colonia gestita da un incaricato britannico. Poi hanno scoperto una miniera di carbone, sono cresciute alcune piantagioni e sulle colline, qualche villa di ricchi. Sbarcheremo a circa trenta chilometri dal villaggio e dovremo attraversare una giungla molto fitta.
Dunque, ci spacciamo per geografi, lavoriamo per l'Universit di Berlino, io sono tedesco, voi un galiziano spagnolo. Ci troviamo nella selva del Borneo da diversi mesi disse Old Shatterhand. Io non cambio nome: Stefan Hyner disse tendendo la mano al portoghese.
Camilo Franco rispose Yanez con accento galiziano, stringendogli la mano per poi mostrare un passaporto falso.
La stiva della Mentirosa aveva offerto, nella sua variegata ricchezza di materiali, tutto l'occorrente per i camuffamenti, dai completi da esploratore europeo secondo l'interpretazione di due docenti dell'Universit di Berlino, con tanto di caschetto coloniale, fino ai compassi e i sestanti, un piccolo telescopio, qualche cartella piena di mappe, e vari taccuini.
Dopo essersi dati appuntamento con Sambliong di l a una settimana sull'altra costa dell'isola, calarono una scialuppa con una vela nera, in modo che la luna non li facesse scorgere. La zona prescelta era una laguna che sboccava in mare, una selva di mangrovie che si addentrava nell'oceano.
Simili a zampe di ragni giganti, le radici delle mangrovie penzolavano dalla met del tronco penetrando nell'acqua della laguna, formando un groviglio punteggiato di gigli acquatici e canne di bamb. Quando la scialuppa non pot avanzare oltre, i due uomini si addentrarono nell'isola di Labuan camminando con l'acqua fino alla cintola: Old Shatterhand stimolato dalla nuova avventura, Yanez preoccupato perch sapeva che tra le mangrovie si nascondeva un'infinita variet di serpenti acquatici.
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CAPITOLO 31.
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La cavalcata delle Valchirie.
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L'equipaggio del Fulgore navig per cinque giorni sotto una costante pioggia di ceneri, che risultava pi irreale che dannosa.
La coperta ne era piena e tutti gli uomini a bordo erano sporchi di fuliggine. Sembrava impossibile mangiarsi un piatto di riso senza che le ceneri non ne scurissero il biancore.
Non fu l'unico fenomeno strano causato dall'eruzione.
Dopo il passaggio dello tsunami, vennero in superficie migliaia di meduse, pesci degli abissi, anemoni. E un'infinit di pesci morti, ovviamente. Il mare si era arrossato e per le menti deboli era facile abbandonarsi alla sensazione che ci si trovasse di fronte alla fine del mondo. Persino uomini e donne cos avvezzi a qualsiasi vicissitudine, come i membri dell'equipaggio del Fulgore, sembravano pervasi da paure irrazionali, ombre del proprio passato, incubi di notte.
Giunto nei pressi di Batavia, il vascello, che l'ingegner Monteverde manovrava come un figlio acquisito, con Kim, Yayu e lo stesso Sandokan che ormai conoscevano perfettamente ogni segreto dei suoi pezzi di artiglieria, incroci un towkang, come i malesi chiamavano le giunche cinesi, che era rimasto disalberato. L'equipaggio si sbracciava e agitava le bandierine.
Non sar una trappola. Tigre? chiese Kim, il giovane ind con il volto solcato da una profonda cicatrice.
Non credo. Guarda la linea di galleggiamento, ha ingoiato acqua come un capodoglio. In ogni caso, uomini all'erta. Signor Monteverde, rotta sulla giunca! Poco dopo sal a bordo del Fulgore una mezza dozzina di cinesi, gli unici sopravvissuti dell'equipaggio alla furia dello tsunami, e quattro europei dall'aria boriosa, che i cinesi avevano raccolto qualche ora prima su una zattera alla deriva. Erano inglesi e si tenevano stretti gli astucci dei violini, che abbracciavano amorevolmente.
Si trovavano a un giorno di navigazione da Batavia e Sandokan, spacciandosi per un ricco sultano malese, offr loro la possibilit di essere sbarcati in quel porto.
La sera, gli affettati britannici che componevano un quartetto d'archi, che in realt erano tre scozzesi e un danese e una volta a bordo persero tutta la finta boria, scoprirono che nelle cucine c'era un paio di caraffe di arak, per colpa del nano che li aveva portati l, e se le scolarono d'un fiato.
Poco dopo, completamente ubriachi, decisero di offrire una loro interpretazione di Wagner. Un marinaio dell'equipaggio originario trov in fondo alla stiva del Fulgore un paio di trombe da cerimonia, che Sulu, nativo di Bali, e Yayu, si misero a suonare furiosamente, mentre l'italiano Bombola aveva scovato una cornetta d'ordinanza che suonava con una certa grazia.
Il problema delle prorompenti percussioni wagneriane fu risolto dai violinisti fracassando piatti con l'aiuto del nano, che a un cenno del primo violino li sbatteva al suolo e intanto sferrava calci sulle casseruole, riuscendo a imitare in modo alquanto vago le percussioni, in quella versione rabbiosa dell'ouverture della Cavalcata delle Valchirie.
Sandokan, all'inizio, osservava con una certa diffidenza l'esperimento, tuttavia, qualcosa di quella furiosa interpretazione di Richard Wagner gli tocc il cuore, e i violini in effetti ricreavano la melodia e il ritmo giusti, in un mlange accattivante. Ad accoglierlo con sincero entusiasmo furono i tigrotti, per quanto novelli amanti dell'opera: dayaki e malesi, giavanesi e cinesi, tagali, india e neri filippini, ululavano e lanciavano urla sincopate, e al termine del concerto si misero a battere i calci dei fucili sul pavimento di legno del salone, dove solitamente mangiavano e che la notte diventava il dormitorio comune dell'equipaggio in cui i combattenti appendevano le amache.
Egregio pubblico disse il magro violinista che guidava il quartetto visto che avete apprezzato tanto, lo rifaremo, nella speranza di migliorare la prima versione.
Adle si avvicin commossa e gli diede un gran bacio, mandando in visibilio i presenti.
L'indomani a Batavia, la principale citt dell'isola di Giava sulla foce del fiume Ciliwung, sbarcavano Kipling, i cinesi, i quattro violinisti, l'equipaggio originario del Fulgore e l'italiano Bombola. Sandokan accolse con un profondo sospiro di sollievo la scomparsa dalla sua vita di tutti quegli ospiti sconclusionati.
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CAPITOLO 32.
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L'altra tigre.
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I rumori nel fitto della vegetazione fecero acuire i sensi al portoghese. Qualcosa si stava avvicinando. La luna ricomparve tra le nuvole e permise la fugace visione di un animale striato. Le strisce gialle e nere di una tigre balenarono per un istante.
L'animale si avvicin lentamente alla radura. Aveva sentito l'odore di Yanez, questo era sicuro, aveva annusato l'aria, allertata dal fumo del fuoco.
Era una vecchia tigre, scaltra, aveva ucciso uomini ed era stata cacciata; aveva cicatrici di colpi di lancia, riconosceva il sibilo di una pallottola che pu uccidere e zoppicava leggermente. Sbranava bestiame nelle vicinanze dei villaggi e imponeva la propria legge impaurendo i nativi. Comunque, era vecchia, doveva avere pi di quindici anni. Si notava dalla perdita di qualche canino e dal triste sguardo acquoso.
Era un esemplare molto grande per la sua specie, lunga circa tre metri dal muso alla coda, e pesava almeno duecento chili.
La tigre alz lo sguardo, c'era orgoglio nei suoi occhi, non tristezza, perch aveva ucciso uomini.
Yanez la osserv dall'albero sul quale si era piazzato a cavalcioni su un ramo. Punt la carabina mirando al dorso, tra le costole. Se avesse dovuto sparare, non voleva colpirne la testa.
Per qualche istante la tigre e il portoghese rinnegato, che era stato maharaj di Assam, si fissarono.
La tigre si lecc i baffi, Yanez de Gomera sorrise. La tigre sostenne lo sguardo dell'uomo. In altri momenti della sua vita avrebbe potuto spiccare un balzo, adesso avrebbe rischiato di schiantarsi contro il tronco, dunque non gli rimase altro che ostentare la fierezza di un tempo ed emettere un sordo ruggito.
Poi si allontan con fare superbo, un misto di disprezzo e simpatia per l'uomo sull'albero.
Tigre! Tigre! Che brami nel buio / della selva la notte / quale occhio o mano immortale / potr mai rendere la tua temibile livrea mormor il portoghese ammirando l'eleganza sinuosa della tigre che scompariva tra la vegetazione, e lo fece in inglese, una lingua che non gli piaceva, tranne quando parlava di tigri. Aveva la bocca secca. Prese la borraccia e bevve un lungo sorso di liquore di palma. L'Asia era il suo mondo, la tigre era una sorella, ma preferiva senza dubbio i vini generosi a quel liquore di palma che gli scese bruciando in gola. Non sei la sola che sta diventando vecchia, disse tra s.
Perch non avete sparato? chiese Old Shatterhand sbucando dal nulla. Vi siete affezionato a quella tigre?
Eravate qui?
Una quindicina di metri pi indietro, pronto a sparare il secondo tiro nel caso aveste mancato il bersaglio.
Mio sorprendente tedesco, voi siete un segugio migliore di quanto pensassi, non vi ho sentito arrivare. Mi sa che sto invecchiando.
Yanez scese dall'albero.
Non preoccupatevi. Sono stato allevato dagli apache del New Mexico e dell'Arizona, gli uomini pi silenziosi del mondo quando si tratta di seguire le tracce. Dicono di loro che non hanno rumori in corpo e non fanno ombra.
Lo dicono anche dei sicari ninja giapponesi disse Yanez prendendo una sigaretta da un taschino della giubba lisa.
S, ma quelli non sarebbero capaci di acchiappare una lepre per le orecchie senza che se ne accorga, mentre un apache s ribatt Heym accendendogli la sigaretta per poi tirare fuori la pipa dalla tasca.
Si incamminarono verso il piccolo accampamento. Il portoghese appese l'amaca accanto al fuoco e da una delle cento tasche della giubba prese un consunto libro a cui mancava la copertina.
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CAPITOLO 33.
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Gli olandesi.
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Quel mattino l'ingegner Julio Eduardo Monteverde era in vena di confessioni.
Tanti anni fa, cos tanti che quando ne parlo ho l'impressione di riferirmi a uno sconosciuto, sebbene potrebbe trattarsi di me, avevo un lavoro stupendo. Ero incaricato di leggere libri per decidere quali fossero consoni alla fede o empi, separando quelli che potevano circolare liberamente da altri che sarebbero stati messi all'indice. Era un compito senza eguali: perch un libro venga proibito dalla santa madre Chiesa qualcuno deve leggerlo e decidere in tal senso, senza lasciarsi ingannare da titoli innocenti e apparenze equivoche. Come accade solitamente, la verit mi ha illuminato e prima di impazzire mi sono dedicato a fare il contrario di ci che mi veniva chiesto, rendendo empio quello che era pio. E ho restituito il diritto al libero arbitrio dei lettori. Non  durato molto, quel lavoro.
Sandokan lo ascoltava con rispetto. Quelle crisi ideologiche degli europei, dei bianchi che stimava, gli risultavano sorprendenti. Forse c'era ancora un barlume di speranza per l'Europa, la madre di tutti i disastri e di tutti gli abusi. Dovette dire qualcosa ad alta voce, qualcosa che aveva a che vedere con l'amico Van Horn, perch a Monteverde salt in mente di dire a Sandokan: Gli olandesi sono da ammirare.
Non sapeva in che genere di ginepraio si stesse cacciando.
Non vedo cosa abbiano di ammirevole, bisognerebbe bruciarli vivi tutti sbott Sandokan, pur sfoderando un largo sorriso.
No, aspetti, capo, lasciatemi raccontare questa storia disse Monteverde appellandosi alla sua pazienza, piuttosto scarsa in Sandokan.
Nel 1568 Guglielmo il Taciturno, signore d'Orange, elarg lettere di accredito ai pescatori di Olanda, Zelanda e Frisia nelle quali li autorizzava ad assumere il rango di estauder, luogotenenti reali, per attaccare i navigli e i porti dell'impero spagnolo di Filippo II. Sorsero cos i wassergeussen o gueux del mare. Erano corsari poveri. Ben presto presero ad agire da porti inglesi e francesi come Dover e La Rochelle. Voi vi sareste identificato con i gueux, i diseredati del mare calvinisti.
Pu anche essere con dei diseredati del mare, ma non certo con dei calvinisti, ai calvinisti piace bruciare sul rogo quelli che non la pensano come loro disse Sandokan che di storia ne sapeva qualcosa.
Da allora, i gueux da corsari divennero commercianti e verso la fine del XVI secolo controllavano la distribuzione, da Lisbona, dei prodotti delle Indie Orientali, e nel 1602 fondarono la Compagnia delle Indie Orientali che ha creato un proprio impero conquistando Batavia, Malacca e parte dell'isola di Ceylon.
Pu anche darsi che i gueux possano piacermi, ma non assomigliano certo ai colonialisti brutali che hanno creato queste piantagioni. Hanno infranto la concordia tra le trib, hanno schiavizzato migliaia di uomini e donne, e tutto per riempire navi di spezie e tabacco.
Le stesse cose che dice Multatuli, pseudonimo di un olandese che in latino significa colui che ha sofferto, e che ha pubblicato un libro nel 1860 intitolato Max Havelar. E lo sostiene in modo ancor pi duro.
Vediamo di capirci, Monteverde, non odio gli europei genericamente, se presi uno per uno, e voi ne siete la riprova, come del resto il fratello Yanez. Ma non li sopporto quando sono pi di due e pretendono di diventare milionari.
Affinch possiate moderare il vostro astio nei confronti degli olandesi, vi regalo una frase di Multatuli: Se muoio in mare e il mio cadavere danzer tra le onde, ci sar un banchetto di pescecani e i mostri canteranno al mio funerale.
Sandokan rimase a rimuginare quella frase, non gli dispiaceva affatto.
Ripetetemela.
Se muoio in mare e il mio cadavere danzer tra le onde, ci sar un banchetto di pescecani e i mostri canteranno al mio funerale.
Mi piace, potete usarla per il mio, di funerale.
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CAPITOLO 34.
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Un traditore.
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Lo zoologo gett i suoi arnesi e i due fucili all'ingresso dell'hotel. Due servitori malesi si affrettarono a portarli alla reception.
Mentre il tedesco nel suo rigido inglese cercava di farsi dare una stanza con due letti, il suo amico europeo, che indossava una semplice camicia bianca, pantaloni di tela robusti e un sombrero messicano calato sugli occhi per ripararsi dal sole spietato, rimase a fumare sotto il porticato. Labuan a quell'epoca aveva circa tremila abitanti malesi e trecento bianchi, un villaggio con due strade, una delle quali conduceva dal porto alla fortezza, c'era un albergo, varie taverne e alcuni negozi, tutti propriet di cinesi.
Yanez osserv la strada. Due marinai europei ubriachi e un gruppo di malesi che trasportavano mercanzie su carretti verso Vittoria. Nessuna occhiata strana, nessun volto fuori luogo. L'istinto gli diceva che per il momento era tutto tranquillo.
L'istinto, questa meravigliosa macchina calcolatrice per ci che non si vede, che non si percepisce, che apparentemente non  l eppure c'.
Un bambino si avvicin di corsa per la strada, aveva un turbante molto sporco in testa e un paio di buste in mano.
Sahib, si pu mangiare la regina bianca? Yanez lo fiss attentamente.
Per ora no. Vive troppo lontano rispose.
Il volto impassibile del bambino gli fece capire che non era la risposta esatta.
Ma gli alfieri s, i cavalli e le torri disse in un secondo tentativo.
Yanez gli mise in mano qualche moneta. Il bambino sembr soddisfatto, salut con il pugno chiuso stringendo le monete e se ne and correndo.
La busta pi leggera conteneva un messaggio di Barak. Yanez aspett di essere al chiuso della stanza per leggerlo ad alta voce:
Mi stanno seguendo, vi metterei in pericolo se vi dovessi incontrare. Qualcuno della vostra cerchia interna vi sta tradendo. B.
E che facciamo? chiese Heym togliendosi gli stivali.
Ce ne andiamo da qui il pi velocemente possibile. Fingiamo di fare una delle nostre spedizioni zoologiche e raggiungiamo la costa opposta dell'isola dove troveremo La Mentirosa. Lungo il cammino ci fermiamo nella fattoria di un vecchio amico, forse si unir alla nostra guerra.
Quando?
Subito, sar meglio che vi rimettiate gli stivali.
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CAPITOLO 35.
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E non scordiamoci dei gesuiti.
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La seconda lettera di Barak era pi lunga.
Francisco Javier aveva detto: nel mondo temo soltanto Dio. E cercando Dio o fuggendo da lui  finito in Asia a trentacinque anni. Era uno dei primi sette che seguendo i dettami di Ignazio di Loyola fondarono l'ordine dei gesuiti, il nuovo esercito del papato.
Quando assistette a un terremoto e a un'eruzione vulcanica a Morotai pens che l'accesso all'inferno fosse nei paraggi e ag di conseguenza. La fede dei pazzi, l'incredibile frenesia degli allucinati. Il fuoco del vulcano lo consumava in nome del fuoco dell'inferno. Battezzare, convertire, persino quelli che neppure capivano cosa dicesse, e che erano ovviamente la stragrande maggioranza.
Era un navarrese di Pamplona e in quanto tale pensava che le porte si aprissero con la grazia del palmo della mano o a testate. Studiando a Parigi aveva conosciuto quello che sarebbe diventato Sant'Ignazio e rimase profondamente colpito dalla sua frase:A cosa serve a un uomo conquistare il mondo intero se perde se stesso?.
Camminatore instancabile, attravers mezza India portandosi dietro il minimo necessario. In un paese che adorava i santoni, Francisco Javier era nel suo brodo. Predicava senza sosta a persone che non lo capivano, masticava nuove lingue, dormiva sulla nuda terra, erigeva cappelle. Ben presto arrivarono da lui gli infermi, e certo, in quell'ambiente infervorato, ci fu qualche guarigione.
I suoi maggiori successi avvennero nella colonia portoghese di Goa. L ho conosciuto un sarto che era erede dell'impero dei sarti creato dai gesuiti, un centinaio di loro realizzava le camicie bianche per i convertiti e i battesimi di massa. Pass in Giappone, dove intonava inni religiosi, mangiava riso con i poveri e beveva solo acqua, ma ci che aveva funzionato nell'India delle caste e dei santoni, non avrebbe funzionato in Giappone. Dovette indossare l'abito di gala da ambasciatore e circondarsi di servitori e aiutanti.
In Asia cre un esercito disciplinato che obbediva solo a lui. Portoghesi o spagnoli, re o mendicanti, nessuno riusciva a incrinare il suo vulcanico disegno. E quell'esercito era pragmatico: avanzare ovunque catechizzando, convertendo, battezzando.
Mor nei pressi di Hong Kong tentando di entrare in Cina. Il Vaticano lo fece santo.
Il suo esercito permase nelle colonie spagnole e portoghesi e per duecento anni cre un potere politico ed economico che per tenerlo in piedi occorre denaro, il fine giustifica i mezzi, sembra che dicessero i gesuiti.
Credo sia fondamentalmente per questo che essi sono coinvolti dell'operazione del Serpente. Da lontano e senza intervenire direttamente, ma senza dubbio come finanziatori.
Pu darsi che il Concilio di Trento abbia fissato l'et delle perpetue dei sacerdoti a un minimo di quarant'anni, ma non ha imposto il voto di povert ai propri ordini religiosi.
B. Barak
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CAPITOLO 36.
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Il faqr.
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Sandokan assunse il ruolo di grande organizzatore ed economo di bordo del Fulgore. Ordin l'acquisto di carbone, riemp la stiva di viveri freschi, invi un paio di messaggeri per localizzare Giro-Batol, un vecchio compagno d'armi, e invit persino i membri del quartetto d'archi, ingaggiati a suonare in una taverna, perch tenessero un altro concerto sul vascello.
Al quinto giorno, non avendo ricevuto notizie dai suoi emissari, la Tigre della Malesia noleggi cinque cavalli e con Kim, la francese, il nano Pinga e una mitragliatrice Gatling, si diresse verso il sudest di Batavia. Il sole cocente illuminava il paesaggio di piantagioni. La strada, battuta da migliaia di carri che da almeno due secoli trasportavano sacchi di spezie al porto, era una pista di terra nella giungla che minacciava costantemente di inghiottirsela.
Percorsi circa venticinque chilometri, svoltarono a ponente seguendo le rive di un fiume navigabile. Poco dopo scorsero una serie di capanne di tronchi costruite alla maniera malese, disposte ad arco in un'ansa del fiume. Arrivarono in un piazzale formato dalle capanne intorno dove furono accolti da una scena inaspettata.
Seduto su una poltrona di legno, con la carabina in mano e fumando la pipa, Giro-Batol era attorniato da una cinquantina di uomini e donne armati di vecchi fucili, spingarde, archi e frecce e kampilang. Il volto del giavanese era una maschera di rughe e in testa aveva un pennacchio di piume.
Sandokan, piccolo padre, sei venuto a farci compagnia nel giorno della nostra morte? Avevo detto ai tuoi uomini che non era necessario che tu venissi qui, tutti noi sapremo morire dignitosamente.
Nessuno oggi morir a parte i nostri nemici, fratellino disse Sandokan smontando da cavallo con un balzo e andando da lui, per abbracciare la vecchia Tigre.
Le parole di Sandokan parvero infrangere il muro di rassegnazione degli abitanti del villaggio, che presero ad agitare i machete e i vecchi fucili per poi batterli ritmicamente al suolo.
Date dell'acqua ai nostri cavalli, e ora, Giro-Batol, raccontami cosa sta succedendo.
Un gruppo di uomini e donne giovani si incaric di abbeverare i cavalli e di portare tre sedie che piazzarono davanti al giavanese. Il nano, a cui non era toccato alcun sedile, sput a terra e brontol.
I padroni delle piantagioni ci stanno perseguitando e vogliono cacciarci dal nostro villaggio. Abbiamo avuto diversi scontri con loro. Ma un mese fa  arrivato un terribile fachiro, che ci ha stregati, ha avvelenato l'acqua del fiume, ha fatto il malocchio ai nostri giovani e alle popolazioni vicine per mettercele contro. Non possiamo lottare con una magia cos forte.
Ha detto che oggi saremmo morti tutti.
Cos' un fachiro? chiese Adle a Sandokan nel suo spagnolo rudimentale.
Un faqr  un mago sufi, o ascetico ind, un misto di santone e stregone; il termine significa originariamente povero.
Fa prodigi: si siede su un letto di chiodi acuminati, pu restare sepolto vivo per una settimana, o levitare a qualche metro dal suolo, addomestica serpenti, cammina sulle braci ardenti. Ce ne sono in India, ma anche in Malesia.
Sandokan si alz e parl in malese, lingua che quasi tutti i giavanesi conoscevano.
Io, Sandokan, vi dico, fratelli, che in questo giorno morir qualcuno. Morir il fachiro mandato dai possidenti delle piantagioni, e moriranno coloro che stanno con lui e quelli che lo seguono. Vi do la mia parola.
Sar meglio che vada a preparare la mitragliatrice disse Kim.
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CAPITOLO 37.
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L'imboscata.
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Figli divini di centomila puttane! disse Yanez, che prese la mira e spar centrando il turbante di un nemico che aveva sporto imprudentemente la testa.
Potreste farmi il favore di continuare a ucciderli senza bestemmiare, o quanto meno di farlo a bassa voce? si ud una timida protesta accanto a lui.
Il vostro dio non mi sentirebbe se lo facessi sottovoce? chiese Yanez piantando lo sguardo d'acciaio dei suoi occhi grigi in quelli del tedesco, mentre ricaricava la carabina. Old Shatterhand, di fianco, stava cercando un bersaglio. Aveva la guancia coperta di sangue, che colava fino al collo, per una ferita di striscio. Il silenzio delle scimmie li aveva messi in allerta, ma non erano riusciti a evitare la prima scarica di pallottole.
Non sopporto le bestemmie, dev'essere qualcosa che mi porto dentro dall'educazione cristiana ricevuta nell'infanzia.
Provo repulsione per le imprecazioni blasfeme.
Il tedesco stava puntando da qualche secondo una delle finestre della capanna e, quando nel riquadro comparve la canna di un fucile, si rilass espellendo l'aria dai polmoni e spar.
Il fucile scivol a terra da una mano senza vita.
Per dio! esclam il portoghese, che si ritrovava senza un tacco di uno stivale portato via da una pallottola. Chiedo scusa, non riesco a trattenermi.
Heym-Shatterhand sorrise.
Stanno affinando la mira a ogni colpo. E temo che non siamo granch coperti.
Quasi a conferma di quelle parole, due spari degli attaccanti colpirono i rami bassi dell'albero dietro cui si riparavano e venne gi una pioggia di foglie.
Vi disturbano le bestemmie ma non uccidere un uomo?
No, se  legittima difesa. E comunque prego in silenzio per le anime di quelli che spedisco all'inferno.
Non gli servir da passaporto.
Yanez spar di nuovo, stavolta mancando il bersaglio, su uno che stava tentando di uscire dalla capanna; la fucilata sollev uno sbuffo di polvere tra i suoi piedi scoraggiandone l'iniziativa. La situazione era in stallo. Quelli che avevano teso l'imboscata non potevano uscire dalla capanna e loro due non potevano lasciare la vecchia mangrovia sotto cui si erano rifugiati. Sia sulla destra che sulla sinistra non c'era riparo, in quella radura nella giungla.
Come siamo messi con le munizioni? chiese il tedesco, asciugandosi il sangue con il dorso della mano. Io ho due dozzine di cartucce per l'ammazzaorsi, e cinquanta pallottole per il Winchester, e voi?
Due revolver carichi e almeno venticinque colpi per la carabina rispose Yanez.
Gli aggressori spararono una nutrita scarica che costrinse il portoghese e Heym a coprirsi dietro il tronco, che ricevette la maggior parte dei colpi.
Quanti spari saranno stati? Dieci, dodici?
Pi o meno.
Ma quello non  un barilotto di kerosene? L, sulla sinistra, vicino ai sacchi sull'ingresso.
Pensate che una fucilata possa incendiarlo e, con un po'di fortuna, appiccare il fuoco alla capanna?
Ci spero, perch altrimenti, siamo fregati. E penso anche che non esistano le male parole. Solo le parole. Le parole che servono a nominare le cose, a esprimere emozioni. E a volte, devono essere forti. L'esclamazione prediletta degli spagnoli, coo, denota stupore, sorpresa, e non ha pi niente a che vedere con il sesso femminile che molti di noi adorano, mio egregio puritano germanico. Una mala parola  l'uso improprio che avvilisce il termine libert, associandola al commercio quando in realt significa saccheggio, abuso, ladrocinio. Per definire tutto ci sarebbe pi consono usare le parole cagata di scimmia.
Heym ascoltava di sfuggita le riflessioni del portoghese mentre prendeva di mira il barilotto pieno, forse, di kerosene.
E se fosse pieno d'acqua? O di araz, o di samsun? Aspettate un momento. E se dentro la capanna c' Anwar, vivo?
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CAPITOLO 38.
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Danzando tra le fiamme.
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Stava calando il buio, e nessuno conosceva quella zona meglio dei ragazzi del villaggio di Giro-Batol. Una volta scacciata la paura che l attanagliava, si sparsero in cerca del fachiro e dei suoi uomini, e ben presto giunsero le prime notizie. A tre chilometri dal villaggio, il faqr stava tenendo un'assemblea. Sandokan organizz la colonna e baci sulla fronte gli abitanti uno a uno.
Signora, potremmo lasciarvi indietro oppure potreste tornare a cavallo al Fulgore con il nano.
Il nano non me lo perdonerebbe mai e io neppure rispose Adle.
Il principe malese ordin alla colonna di mettersi in marcia. Ben presto si ritrovarono davanti un sorprendente spettacolo.
Il chiarore della luna era offuscato dal fumo dei carboni accesi che formavano una sorta di pista in una radura della giungla. Sandokan schier il suo gruppo ridotto contro vento e a semicerchio, al centro fece piazzare la mitragliatrice. Un centinaio di uomini armati si era radunato intorno alla striscia di braci che era lunga otto o dieci metri.
Con il cannocchiale, Sandokan riusc a vedere nitidamente il tipo che capeggiava la riunione. Era un uomo mascherato che indossava una tunica lunga fino alle caviglie e un turbante di seta rossa. Ai suoi piedi c'erano tre cani assassini di quelli in cui si erano imbattuti in precedenza. E l accanto, imbavagliati e inginocchiati, le mani legate a un palo dietro la schiena, i due tigrotti inviati come messaggeri, il Piccolo e il malese Sutan Salim.
Il principe mormor un'imprecazione e pass il cannocchiale a Kim, che poi lo porse alla francese, che impallid riconoscendo il giovane malese.
Che facciamo? domand Adle.
Aspettiamo un momento e cerchiamo il modo pi sicuro per salvare i nostri.
Il faqr gett un pugno di polvere da sparo sulle braci provocando un'intensa fiammata, che sal verso la luna. Poi, con gesto teatrale, cominci a togliersi la tunica, che infine scagli nel fuoco. Era completamente nudo e... era una donna, dai seni prosperosi e i fianchi larghi, il corpo ricoperto di polvere bianca che emanava riflessi ai bagliori del fuoco. La maschera di metallo, che simulava un volto sorridente, e il turbante rosso erano le uniche cose che portava indosso.
Sandokan pass nuovamente il cannocchiale ai compagni. Le immagini scorrevano veloci nella sua mente. Una donna? E la maschera faceva parte del rituale del Club del serpente.
La faqr avanz sui carboni ardenti e vi cammin sopra, sembrava incedere senza calpestarli, senza che il tremendo calore la ustionasse; a passi veloci, quasi danzando, i piedi restavano solo per una frazione di secondo sulle braci e il biancore del corpo brillava.
Un giorno del futuro prossimo Yanez avrebbe raccontato a Sandokan ci che un antropologo danese aveva raccontato a lui: le braci si ricoprono di cenere, che  una cattiva conduttrice di calore, la superficie dei carboni accesi  irregolare e la superficie del piede che la calpesta  alquanto limitata; uno stato di euforia fa s che la circolazione sanguigna produca sudore che protegge dalle ustioni. Sandokan aveva sentito parlare del Thimiti, la festa degli adolescenti di Bali in cui le ragazze che sono state possedute da spiriti benigni camminano su una striscia di carboni ardenti. Ma qualsiasi spiegazione razionale non avrebbe potuto cancellare dalla mente del principe malese l'immagine della donna nuda che camminava sul fuoco. Quella visione assurda.
La donna arriv in fondo alla pista di braci e mise i piedi in una bacinella d'acqua. Da lontano, Sandokan not che la maschera sorridente si voltava verso di lui come se ne intuisse la presenza. I cani si mossero inquieti. La donna ordin qualcosa a uno dei servitori. Mentre l'avvolgevano in un manto le porsero un revolver. Fece pochi passi verso i due tigrotti inginocchiati e spar un colpo alla nuca a entrambi.
L'urlo di rabbia di Sandokan fu l'involontario segnale per Kim che apr il fuoco con la mitragliatrice.
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CAPITOLO 39.
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Dottori.
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Yanez e Heym risalirono a bordo della Mentirosa coperti di sangue, fuliggine e sporcizia, ma esultanti. Con loro c'era un nuovo membro della spedizione, un malese magrissimo, che zoppicava per una ferita alla gamba, carico di ampolle e fagotti, che venne presentato come Anwar, un farmacologo che all'inizio suscit le diffidenze del dottor Saul, per poi colmarlo di attenzioni, quando scopr che era il migliore esperto in farmacopea conosciuto in vita sua. Il magro malese si sdilinqu in inchini e per poco non sbatt la testa contro quella dell'ingegner Monteverde che fece altrettanto.
Quando il panfilo prese il largo a vela in rotta per la Rocca, ci fu un momento di quiete sulla tolda e, mentre il dottor Saul curava le loro ferite, i due europei accesero degli aromatici sigari di Manila al chiaro di luna.
Calcolando che dovevano avere almeno due giorni di vantaggio su Sandokan, Yanez decise di fermarsi in un punto della costa settentrionale del Borneo a poche miglia da Kotabal, per presentare al medico e al farmacologo la guaritrice.
Il portoghese, per, precedette i suoi compagni dando loro appuntamento di l a un paio d'ore, perch aveva delle seconde intenzioni riguardo quella visita.
La capanna, situata alle falde di una montagna, godeva di una splendida vista sulla vallata, un tripudio di verde brillante e, sullo sfondo, l'oceano. Era una donna molto giovane, figlia dell'altra donna, a sua volta figlia della donna che Yanez aveva conosciuto. E non meno attraente. Vestiva alla maniera ind, una pashmina color lavanda a mo'di scialle e una lunga gonna di seta verdognola.
Spogliati, Yanez de Gomera, Drang Asing, e goditi un bicchier d'acqua.
In quale ordine, fattucchiera, strega scientifica, guaritrice di Kotabal?
Conosci le arti dell'amore. Tigre Bianca, o dovr insegnarti tutto?
Sono un umile apprendista di scarse attitudini rispose il portoghese.
La donna sciolse il nodo della gonna che scivol al suolo, le sue gambe erano bellissime e il vello pubico sembrava il centro dell'universo.
Quanto tempo senza vederci. Tigre Bianca.
Tempo che ho perduto. Ultimamente, ho trascorso troppe ore a evitare di essere ammazzato.
Le tue cicatrici parlano per te, comprese le pi recenti disse la guaritrice togliendosi il corpetto, dal quale pendevano alcune monete tintinnanti, per poi offrire un seno alla bocca del portoghese, che decise che le parole erano di troppo, mentre si sfilava i pantaloni.
Un paio di ore pi tardi, Yanez present il farmacologo e Saul alla guaritrice.
E su cosa si basano le vostre arti, signora? chiese Anwar.
Su qualsiasi cosa io veda, dica o intuisca nella societ, che sia durante l'esercizio della mia professione o al di fuori, se risulta conveniente non divulgarlo, custodir il segreto con estrema cura, poich considero la discrezione come un dovere, in simili occasioni.
Coo, questo  il giuramento di Ippocrate in malese! esclam Saul in uno spagnolo poco casto.
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CAPITOLO 40.
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Io non uccido le donne.
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Le raffiche di mitragliatrice aprirono un varco di sangue intorno ai carboni ardenti. Sandokan spar con il suo fucile centrando due dei tre cani della donna fachiro. Sebbene la francese e il nano non avessero una buona mira, fecero del loro meglio nella sparatoria, lei in particolare, con estrema fierezza, gli occhi annebbiati dal furore per il tigrotto ucciso a tradimento. I giavanesi di Giro-Batol gridavano e sparavano con le spingarde.
La notte si popolava di urla dei membri del Club del serpente colpiti a morte mescolate a quelle degli attaccanti. Ben presto si dispersero e Sandokan diede l'ordine di assalto. La donna tent di riorganizzare una precaria difesa, ma le sue schiere erano ormai in fuga. Restava solo un esiguo gruppo intorno a lei, mezza dozzina di uomini e l'unico cane superstite tenuto alla catena.
Ma di l a poco gettarono le armi, e il nano si avvicin al cane e gli spar una fucilata a bruciapelo.
La donna alz le braccia e grid a Sandokan in inglese: Come osi, cane malese! e impugnando il revolver con cui aveva ucciso i tigrotti, lo punt su Sandokan. Il nano, che si trovava pi vicino a lei rispetto agli altri, la colp al braccio con il calcio del fucile e il revolver le cadde di mano.
Sandokan si avvicin lentamente. La maschera sorridente brillava come un sole ai bagliori dei carboni ardenti.
Chi sei?
Sono la morte, stupido.
Il malese le strapp la maschera con un gesto repentino.
La donna era bionda, un viso non molto aggraziato, tondo, la bocca larga.
Mi chiamo Camilla Klier e sono proprietaria di mezza Batavia, non azzardarti a mettermi addosso le tue luride mani, cane malese.
Kim aveva ripiazzato la mitragliatrice per impedire ai fuggiaschi di riorganizzarsi e i giavanesi festeggiavano la vittoria danzando e togliendo le armi ai caduti.
Legatela disse il principe decaduto. Giro-Batol, la portiamo sul Fulgore.
La donna apr il mantello e lo lasci cadere. Sandokan sbirci furtivamente i grandi seni, ma fin per lasciarsi catturare dal suo sguardo maligno. Se ne era accorto gi da prima, era uno sguardo di disprezzo sul mondo conquistato tante volte.
Uccidetemi, perch io non andr da nessuna parte con voi.
Io non uccido le donne disse Sandokan.
Ma io s disse la francese, che estratto il revolver, appoggi la canna sotto il seno sinistro, sul cuore, e spar. Il corpo ebbe un sussulto, e fu spinto indietro dall'impatto.
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TERZA PARTE.
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BORNEO.
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Se tu non vai da Lagardere, Lagardere verr da te.
PAUL FVAL.
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CAPITOLO 1.
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Raccontami.
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Ci conosciamo da secoli, Yanez, e non avevamo mai avuto nemici cos tremendi. Non sar giunta l'ora che mi racconti la tua vera storia? Lo dico nel caso ti ammazzino prima di me. Mi assumerei il compito di tramandarla. Ho sentito dire che non sei davvero portoghese.
Yanez rise allegramente portando la coppa di porto alle labbra.
Una volta mi hai parlato di questo vino straordinario riprese Sandokan indicando la bottiglia con la punta del pugnale e lo citavi come un vino della tua terra. Sei nato a Porto? Com' Porto? Dov' Porto? S, certo, in Portogallo.
Stai invecchiando, Sandokan, fratello, e i vecchi diventano pettegoli. Ti ha punto la mosca della curiosit.  una malattia tipica delle vecchie comari disse Yanez.
Dove si trova Gomera?
Non esiste. L'unico riferimento vago  un'isoletta delle Canarie, che appartiene alla Spagna, vicino alle coste dell'Africa, che si chiama Gomera o La Gomera.  un'isola vulcanica, che produce tante banane, dove avevo un amico, Paco Pino.
Una vecchia mi ha raccontato che saresti figlio di un sacerdote cattolico, uno di quei francescani che girano scalzi e parlano con gli animali e con la luna piena, come gli sciamani e i tibetani, e di una nobildonna che sarebbe morta quando tu sei nato.
Non ti hanno mai raccontato che sono figlio del re di Spagna e di una gitana? domand Yanez.
Il tuo spagnolo non  cos perfetto. E ho visto incisioni con ritratti del re di Spagna, ha la faccia da scemo, molto pi della tua. Avete un sacco di re, in Europa...
Tuttavia, Sandokan rimase indeciso. Quale re di Spagna?
Perch Yanez assomigliava al ritratto di Amedeo I che aveva visto in un francobollo delle Filippine su una delle lettere consegnategli da Lzaro. Era forse vecchio il francobollo? Nel ritratto avevano pi o meno la stessa et.
Non ci sono poi cos tanti re in Europa, ci sono pi sultani in Malesia.
Quanti anni hai?
Quanti ne hai tu, sono nato lo stesso giorno in cui Kaidagan divent padre di Sandokan nel sultanato di Sarawak... O almeno credo.
Sandokan si alz dal tavolo infuriato, pi con se stesso che con il presunto portoghese, e and alla spinetta. Come faceva sempre quando si arrabbiava con Yanez, si sfogava alla tastiera.
Suonava brani di compositori italiani del Rinascimento, briosi come lui, vivaci, gli unici che conosceva a memoria; brani di Vivaldi, Monteverdi, Scarlatti, Corelli, Albinoni, che gli aveva insegnato un marinaio genovese rimasto quasi volontariamente prigioniero a Mompracem per un paio d'anni. Una decina di brani, che interpretava con sue variazioni, allontanandosi o riavvicinandosi alla versione originale, che in fin dei conti non lo era comunque, visto che dipendeva dalla memoria precaria del marinaio genovese. E poi, improvvisava. Una volta, nascosto dietro un parterre fiorito, aveva ascoltato Marianna che suonava un brano di Chopin, era la donna che aveva dato un senso alla sua vita, eppure non riusciva a ricordare che le prime otto note di quella composizione che era una polacca, ma questo dettaglio lo ignorava; come del resto non poteva sapere che proprio quel giorno in cui Marianna lo interpretava, Frdric Chopin moriva a Parigi, a decine di migliaia di chilometri da l.
Sei figlio di una scimmia disse a un tratto il principe malese smettendo di suonare e senza guardare l'amico.
Tu dici? Avendolo sentito ripetere pi volte, forse si deve a questo il mio amore per gli animali e l'odio per il clero, i nobili, nonch il disprezzo per la maggioranza degli esseri umani rispose Yanez de Gomera aprendo la camicia e toccandosi il petto, dove poco al di sopra del cuore aveva tatuata una piccola rosa con una scritta ad arco che diceva: La rosa della morte fiorisce.
Sandokan torn al miscuglio di Vivaldi e Corelli.
Quando  morta Marianna...Yanez fece una pausa. Tanti anni fa... Quando  morta, hai passato vari giorni senza mangiare, avevi anche perso la voce. Ti ricordi? Sandokan evit lo sguardo dell'amico. Preferiva non ricordare. La memoria era un terribile tormento. La memoria era erratica. Passava per momenti felici, fugacemente, per poi fissarsi su storie maligne che non si riusciva a dimenticare. Generalmente, la memoria era assurda, a volte si ossessionava su minuzie, come quel ricordo di quando si era piantato un amo nel palmo della mano, ma il pi delle volte la memoria era precisa come una pallottola, e feriva. La memoria degli altri e la propria. Rivedersi a tagliare la testa di un uomo la cui unica colpa era essere stato costretto da un sergente ad affrontare la Tigre della Malesia con la sciabola in pugno non era un'immagine piacevole.
Comunque, mentre lui suonava la spinetta a bordo della Mentirosa, fuori le Tigri si stavano preparando allo scontro decisivo con il Club del serpente.
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CAPITOLO 2.
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Ritorno alla Rocca.
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Il piccolo porto di pescatori era diventato un accampamento militare in pieno fermento. Il variopinto esercito di Sandokan e Yanez si era radunato. Nella caletta. Il Fulgore e La Mentirosa erano affiancati da tre praho, tutti con la bandiera rossa delle Tigri della Malesia al vento.
Durante la settimana precedente era stato tutto un susseguirsi di festosi abbracci. L'arrivo dei praho di Sam e Dingo, il loro incontro con Kammamuri e il mendicante monco, l'approdo della Mentirosa con Yanez, Old Shatterhand e Zampadicane con i suoi parenti, lo sbarco dal Fulgore di Sandokan, il nano, la francese e Giro-Batol.
Tra tanto entusiasmo, vi fu solo una orribile novit; nel piccolo ufficio postale li attendeva una cassetta di legno sigillata, di quelle che si usano per trasportare munizioni, con due maniglie di corda. Quando le Tigri l'aprirono vi trovarono dentro la testa del dayako Simpang, che avevano mandato all'interno dell'isola. Sulla testa mozzata c'erano due segni macabri, il rombo con la S inciso sulla fronte e un enorme chiodo piantato nella nuca.
Mentre Yanez e Kammamuri si mettevano reciprocamente al corrente degli eventi dell'ultima settimana, e il maharatto gli raccontava dell'intervento salvifico del mendicante monco Sin - che per altro era sparito dopo averlo accompagnato alla Rocca - Sandokan si rec a Kinabal, un tempo il suo regno, a reclutare altri combattenti. Torn cinque giorni dopo con oltre duecento uomini, vecchie tigri, ma c'erano anche i loro figli, e in alcuni casi i figli dei figli.
Intanto Kammamuri, aiutato dal tedesco, scaricava i fucili portati da Mompracem, e poi cominciarono ad addestrare i giavanesi di Giro-Batol e i gruppi di malesi e dayaki di Roy e Kolo. I sikh si dimostrarono eccellenti tiratori. Sambliong e Kim istruirono mezza dozzina di malesi all'uso delle mitragliatrici Gatling, il dottor Saul aiutato da Anwar, dai siamesi e dal nano, acquist tutto il materiale medico di cui avrebbero potuto avere bisogno.
Con l'arrivo di Sandokan, il piccolo esercito fu al completo, con l'aggiunta dell'ultimo praho da cui sbarc una mezza dozzina di neri di Mindanao e vari papua della Nuova Guinea guidati da Sinata, vecchia conoscenza di Sandokan, che suscit una certa curiosit tra i presenti.
Sinata usava un lungo pettine a tre punte con cui teneva riunita in una crocchia la parte centrale della chioma, mentre sui lati della testa si era rasato a zero.
Sinata significa pettine,  il nome di quello a tre punte che porta tra i capelli.
Parli il papua? Sei mai stato nella Nuova Guinea? chiese Yanez.
Solo poche parole. E ci siamo stati insieme nel '55, te lo sei scordato? disse Sandokan.
E perch lo chiamiamo cos? chiese Yanez leggermente contrariato, il linguista era lui, non Sandokan. E quella faccenda di perdere la memoria cominciava a sconcertarlo.
Vai a sapere. Ma avrai notato che Sinata dedica pi tempo alla sua acconciatura di quanto ne dedichino i musulmani alla preghiera.
Far parte della sua religione.
Si rade i capelli ai lati usando conchiglie affilate e si lascia quella cresta al centro che poi ferma con il pettine. Oltre alla quantit di creme e schifezze varie con cui si unge i capelli, certa roba mi sa che danneggi il cervello disse Sandokan che si stava facendo ricrescere la chioma vilmente rasata nel carcere di Singapore.
Non erano gli unici a notarlo; la donna poco pi che adolescente che avevano liberato dal Laksamana Raga assieme ad altri schiavi, era anche lei papua e guardava Sinata affascinata.
Il nano si era unito a quel gruppo per ragioni linguistiche, e aveva ricevuto un piccolo sinata che ostentava orgogliosamente tra i capelli.
Quanti siamo? chiese il principe malese.
Quattrocentoventitr uomini e due donne rispose Yanez de Gomera.
Quattrocentoventicinque, allora, perch la francese e la piccola papua sanno uccidere. Diavolo di una francese, mi sarebbe piaciuto interrogare la donna fachiro olandese, ma quella le ha piantato una pallottola in fronte.
A chi lasciamo la custodia della nostra piccola flotta?
Ai vecchi. Zampadicane, Giro-Batol, una mezza dozzina per imbarcazione. Sambliong sulla Mentirosa e Sam e Turong sul Fulgore.
E l'ingegner Monteverde?
Viene con noi, vuole manovrare i razzi. In caso di necessit il Fulgore pu muoversi a vela e che concentrino le artiglierie sui due vascelli, se ci attaccano qui, perderemo i praho, non importa, li carichiamo di dinamite e loro li faranno saltare. Partiamo all'alba. Non hai qualche proverbio cinese adatto alla situazione? chiese il principe malese.
No, ma ho una frase del mio amico Quevedo; Miglior vita  morire che vivere da morti.
Questo amico tuo la sa lunga.
Nel 1857, Paul Fval pubblic quello che sarebbe diventato il suo romanzo pi famoso. Il gobbo di Parigi, diviso in tre parti: Il giuramento di Lagardere, Aurora a Nevers e Il gobbo di Parigi. Il protagonista era Henri de Lagardere, famoso spadaccino e abile nei travestimenti, la cui identit segreta aveva dato il titolo al libro.
La frase era divenuta celebre anche fuori dalla Francia. Il libro era arrivato tra le mani di Yanez, che lo prest a Sandokan, e cos, ogni tanto, come in quel momento, entrambi la citavano; Se tu non vai da Lagardere, Lagardere verr da te.
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CAPITOLO 3.
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Coccodrilli.
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Avanzarono tra le mangrovie per diverse ore senza incontrare ostacoli, a parte l'assalto costante di nugoli di zanzare, il caldo soffocante, l'umidit appiccicosa, il sudore.
Le zanzare pungevano pi Sandokan che il portoghese, fatto inusuale. Sandokan fumava un sigaro, cercando di ripararsi dentro una nuvola di fumo, ma a quanto pareva gli insetti se ne fregavano.
Perch a te non pungono?
Dev'essere per quello schifoso liquore di palma che ho bevuto, sudando emetto qualche sostanza tossica che allontana le zanzare rispose Yanez  l'unica spiegazione che mi viene in mente.
Ma se le zanzare tormentavano il malese, Old Shatterhand e la francese erano letteralmente massacrati.
Kammamuri andava in avanscoperta con Kim, cercando di seguire il cammino verso il lago dove in precedenza, nella prima spedizione, aveva perso le tracce degli schiavisti. La colonna principale li seguiva a trecento metri e poi la prima retroguardia con i carri trainati dai buoi sui quali avevano piazzato le mitragliatrici e i lanciarazzi, oltre alle provviste, pi il medico e i cucinieri della Mentirosa capeggiati da Le Due. Chiudevano la marcia Yayu e i sikh di Ranjit Singh.
Nella prima giornata sbucarono dalle mangrovie per cominciare a risalire un tratto di giungla fitta. A un certo punto si apr una radura nella vegetazione. Non era naturale, forse anni addietro l si era stabilita una comunit di dayaki. Ma non c'erano resti di capanne e di campi coltivati, solo un paio di chilometri quadrati spogli di alberi e cespugli. Forse quel terreno lasciava presagire... Di fatto, la colonna lo attravers in un silenzio inquietante e strano, senza alcun suono di uccelli e scimmie. Yanez, temendo un'imboscata, con un cenno fece sparpagliare il gruppo a ventaglio, le Tigri tenevano il dito sul grilletto e gli occhi attenti. Le zanzare sembrarono sparire di colpo, magari aspettandoli al di l della radura. Il cielo era di un azzurro terso, senza nubi, e il sole cadeva verticale sugli uomini senza ombra.
Seguendo un torrente ripresero la direzione verso sudovest.
A un tratto Kammamuri fece il segnale di alt alzando la mano.
Sandokan lo raggiunse.
Poco dopo torn alla colonna.
Madame Blanche, volete avvicinarvi per favore? La donna si asciug il sudore con un grande fazzoletto rosso che teneva legato al collo e, seguita da Yanez, and dal principe malese che la aspettava in un'ansa del fiume.
Avete mai visto dei coccodrilli che si accoppiano?
I coccodrilli fanno l'amore? Si avvicinarono all'ansa del fiume dove, a una ventina di metri, c'era un gruppo di coccodrilli. Il coccodrillo malese ha il muso lungo e stretto, e gode di un'immeritata fama di famelico divoratore; essendo animali a sangue freddo, non hanno bisogno di sviluppare calore bruciando calorie e quindi, possono resistere per lungo tempo con una limitata razione di cibo. A un maschio di trecentocinquanta chili basta un solo chilo di carne al giorno e a dieci o dodici anni pu gi riprodursi.
Yanez e la francese si avvicinarono di qualche metro e, riparandosi dietro il tronco di un albero, osservarono un maschio che si avvicinava alla femmina dando colpi sull'acqua con il muso e la coda. Cominci a nuotare in circolo intorno alla femmina, per poi afferrarla con le zampe anteriori, e inizi l'accoppiamento. Pur nell'apparente brutalit dei movimenti, l'atto aveva una certa grazia.
Dal loro accoppiamento possono risultare circa novanta uova di coccodrillo, anche se per fortuna sopravvivono solo pochi piccoli. Questo  un mondo di predatori.
Tigri, c' un villaggio abbandonato a cinquecento metri da qui! disse Kammamuri arrivando di corsa.
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CAPITOLO 4.
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L'uomo illustrato.
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Gi a trecento metri di distanza il villaggio emanava un fetore di morte. Sulla palizzata c'erano teste mozzate con la S nel rombo incisa sulla fronte con i pugnali. Sandokan ordin che una parte della colonna si dispiegasse intorno al villaggio e grid: Quelli che hanno fatto questo sono gli uomini che stiamo cercando. Ricordatevelo!.
Molti dei membri della spedizione non avevano ancora visto i sanguinosi risultati delle imprese del Club del serpente, e sfilarono tra le rovine. Le capanne erano state bruciate e i resti di corpi putrefatti erano sparsi in giro. La reazione dei volontari non fu quella auspicata dai nemici. Non era la paura bens la rabbia a pervadere le Tigri della Malesia.
Quando finirono di seppellire i miseri resti degli abitanti del villaggio, Old Shatterhand volle piantare un palo nella terra e vi incise con il coltello alcune parole in tedesco. Poi si inginocchi e recit una preghiera.
Cos'avete scritto?
Qui giacciono ventuno bambini, undici donne, tredici uomini e sei anziani. Riposino in pace. Lo ha scritto in tedesco mormor Yanez.
Tu non parli il tedesco, come fai a capirlo?
Interpreto.
Nessuno parla tedesco nel Borneo. Chi mai potr leggerlo?
E sta pregando il dio dei cattolici? chiese Sandokan sempre a bassa voce.
S, certo.
I dayaki della zona non credono in quel dio. Credono nelle divinit della foresta. Ma le divinit della foresta capiscono il tedesco? I mormorii delle due Tigri e la preghiera del tedesco vennero interrotti dalla comparsa sul limitare della selva di un uomo nudo ricoperto di tatuaggi dalla testa ai piedi, che impugnava un'ascia a doppia lama, con un manico lungo almeno settanta centimetri. Era molto alto, pi della maggior parte dei dayaki, che comunque sono piuttosto alti. Aveva un sorriso triste sulle labbra e li osservava attentamente.
Abbi rispetto per i miei morti, tuan disse con voce straordinariamente stentorea.
I tuoi morti sono i miei morti, fratello disse Sandokan.
Toglier dalla faccia della terra quelli che li hanno uccisi, e sputer sulle loro tombe.
Dunque mi accompagnerai nella vendetta afferm l'uomo illustrato. Centinaia di teste annuirono, era come un giuramento.
I dayaki dell'interno del Borneo non sono un ceppo uniforme. Dayako  un nome comune per le circa duecento trib che popolano l'isola. A differenza del mito tramandato, la loro razza  di pelle chiara, con una leggera somiglianza con i tratti dei cinesi, facce tonde e occhi a mandorla, ma meno pronunciati. I dayaki delle trib delle montagne hanno un fisico imponente, pi alti della maggior parte degli asiatici e muscolosi. Quell'uomo era particolarmente alto, e coperto di tatuaggi. Non c'era rimasto un solo spazio libero da disegni, dalle foglie di palma che risalivano lungo le braccia, fino alle teste di orangutan o di cinghiale, con intricate decorazioni a motivi floreali.
L'uomo illustrato sembrava mostrare la propria storia dipinta sul corpo, una narrazione che si concludeva nell'infinita tristezza del suo volto.
Sono l'ultimo dei capi della mia trib, l'ultimo, non ci sono pi bambini n donne che possano prolungare la mia stirpe, n vecchi di cui prendersi cura. Hanno ammazzato tutti.
Qual  il tuo nome, principe dayako? domand Sandokan.
Il mio nome sono le mie storie rispose l'uomo illustrato indicando i tatuaggi con uno sguardo desolato, pur apprezzando il titolo datogli dal principe malese.
Ti chiameremo Storie.
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CAPITOLO 5.
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Il fragore che precede il combattimento.
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Non ti spaventa tutto questo fragore? chiese Sandokan a Rakian, il pi giovane dei suoi uomini, un dayako del Borneo che avr avuto quindici anni.
No, Tigre, ognuno di loro che suona un gong o un tamburo o i piatti,  uno di meno che spara. Rumorosi, ma poco pericolosi. Sono piuttosto idioti.
Gli uomini del Serpente si manifestavano al di l dei confini della selva, facendosi precedere da quel fragore, che aveva fatto scappare tutti gli animali, tra i quali un branco di scimmie urlatrici e una giovane pantera che raggiunse di gran carriera un'altura sulla sinistra dell'accampamento.
Quanti saranno?
Dal rumore che fanno, non pi di due migliaia, ma neanche tanti di meno rispose Sandokan a Yanez, che aveva sulle labbra fini un sorriso tra il perfido e il sarcastico.
Sandokan si era vestito di tutto punto per andare in guerra: stivali rossi, il suo colore preferito, una casacca di velluto rosso sangue con ricami dorati sulle maniche e ampi pantaloni di seta blu, pi un mezzo turbante con una perla rosa al centro. Yanez, pi discreto, aveva tirato fuori da chiss dove il suo sombrero messicano.
Risparmiate le munizioni! url il portoghese alle Tigri che si erano schierate dietro trincee fatte con alberi abbattuti, casse di viveri e i due carri. Al centro dell'accampamento, la piccola torre di legno innalzata durante la notte come punto di osservazione, aveva tre uomini sulla piattaforma, i tiratori scelti del gruppo.
Il fragore avanzava verso di loro, una strana sinfonia tutt'altro che melodica di gong, piatti, tamburi e tamburelli, flauti e trombe, oltre alle urla che proferivano parole indistinguibili.
Ma credono sul serio di farci scappare a gambe levate? chiese Sandokan.
Non sar un'esca, mentre un altro gruppo sta cercando di aggirarci? Yanez url rivolto alla sua vecchia guardia del corpo, l'uomo dalla faccia ustionata, che si trovava sull'alto della torretta: Yayu! Vedi qualcosa alle nostre spalle?.
Nessuno sui fianchi o nella retroguardia, ma cominciano a farsi vedere le ombre di quelli che stanno uscendo dalla foresta, Tigre.
Quanti sono?
Impossibile dirlo.
Il limitare della foresta era a circa duecento metri, e in effetti adesso si scorgevano macchie di colore che comparivano e scomparivano tra la vegetazione, mentre il fragore si avvicinava sempre di pi.
Ora scopriranno quanto valgono trecentonovanta Tigri ben armate davanti a una marmaglia come quella disse Yanez.
Facciamogli una bella sorpresa disse Sandokan. Signor Monteverde, prepari il lanciarazzi.
 gi pronto, Sandokan si ud la voce del tedesco pochi metri a sinistra del malese e del portoghese.
Le due Tigri andarono l. Monteverde si era messo una maschera protettiva e occhialoni scuri. Con l'aiuto di Dingo e del tedesco, aveva piazzato quello strano arnese, simile a una gigantesca cassa di uova montata su un treppiede, da cui spuntavano le ogive di sessantaquattro razzi puntati sulla foresta.
Avete calcolato la gittata?
Certo, e ogni tre razzi ne ho messo uno a testata incendiaria. Volete che spari una salva di prova?
No, lasciate che escano dalla selva, li coglieremo di sorpresa. Faremo prendere loro un bello spavento, la storia dei dintorni di Bidang non si ripeter, stavolta.
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CAPITOLO 6.
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La battaglia.
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I primi a uscire dalla boscaglia furono i cani, come se il rumore li avesse fatti impazzire. Come facevano a dirigerne gli attacchi? Come riuscivano a provocare negli animali quello stato di furore prossimo alla pazzia? Saranno stati almeno un centinaio e latravano come se volessero scatenare l'inferno sulla postazione fortificata delle Tigri.
Sparo i razzi?
No, non ancora. Aprite il fuoco con le mitragliatrici! url Sandokan.
Kim, che si era piazzato all'estremit del semicerchio formato dall'accampamento, fu il primo a sparare. Yanez lo segu dall'angolo opposto, a fuoco incrociato. La prima raffica di Kim risult corta, ma non quella del portoghese, che stese una dozzina di cani.
Fuoco mirato ordin Sandokan sorridendo, per poi imbracciare una carabina argentata. Al suo fianco, al centro della linea difensiva, c'erano i migliori tiratori: Old Shatterhand, i siamesi, Ranjit Singh e i suoi sikh. Con parsimonia e assoluta calma, il tedesco prendeva la mira e sparava. Non mancava mai il bersaglio. A ogni colpo un cane rotolava a terra con il cranio perforato. Qualche animale furioso riusc a raggiungere il centro della linea. Sandokan gett da parte la carabina, usc da dietro il tronco ed estrasse i due revolver che portava infilati nella fusciacca. Quello era il momento in cui il principe malese si trasfigurava, l'orizzonte si riempiva di sangue e la voglia di uccidere lo possedeva. Le mitragliatrici a quel punto cessarono il fuoco per non rischiare di colpire i propri compagni. Accanto a Sandokan, l'uomo illustrato si lanci sui cani superstiti. Se il malese appariva terribile, il dayako lo sembrava anche di pi, con l'ascia di guerra che sfracellava gli animali mentre lui faceva una sorta di danza assurda evitando i loro morsi. Ma sarebbe stato il nano Pinga a dire l'ultima parola in quel primo scontro, quando brandendo i due pistoloni a pietra focaia avanz verso un cane, molto pi grosso di lui, che gli correva incontro alla velocit di una saetta, e lui attese finch il mostro fu a meno di cinque metri, allora spar con entrambe le pistole. Il risultato fu incerto, perch l'animale parve non essere rimasto ferito e si butt addosso a Pinga Puagh.
Kammamuri e Dingo, dalla torretta, finivano le bestie che, seppur ferite, continuavano a farsi avanti.
La francese, seguita da Sinata e dalla sua piccola compagna, raggiunse il nano che giaceva sotto il corpo del cane morto, e tir fuori Pinga Puagh insanguinato e vittorioso, che si mise a ballare sulla carogna del nemico abbattuto.
Adesso arriveranno gli altri cani mormor Yanez. Ma si sbagliava. Cal un improvviso silenzio. Chi comandava i Serpenti aveva un senso della teatralit, era un maestro delle messe in scena.
Questo mi piace ancor meno del rumore assordante. Tigre disse il giovane Rakian.
L'uomo illustrato sanguinava da varie ferite, nessuna apparentemente grave, e levando l'ascia al cielo, emise un sordo ruggito e poi si incammin risoluto verso il limitare della foresta.
Storie! url Yanez. Fermati, arriver presto il nostro momento.
L'uomo esit, e infine torn lentamente verso il portoghese.
In quell'istante si ud una serie di sibili. Proiettili che volavano in aria, alcuni caddero nell'accampamento.
La nebbia verde mormor Yanez.
Erano noci di cocco piene di gas e sigillate con la cera, che cadendo si rompevano e lasciavano uscire un gas denso e verdastro, che restava rasoterra. Venivano lanciate da catapulte rudimentali. Kammamuri, con l'abituale inventiva, tir fuori il membro e si mise a pisciare sopra una noce di cocco caduta vicino a lui.
Sugli alberi, salite sui carri! url Sandokan.
Yanez bagn il fazzoletto con la borraccia e si copr naso e bocca. Il gas aveva raggiunto una mezza dozzina di Tigri, uno si stava contorcendo al suolo e vomitava.
Seguendo l'esempio dei due capi, la maggior parte era salita sugli alberi o sui carri o sulla parte superiore delle barricate di tronchi, ma cos sarebbero stati esposti al fuoco se i Serpenti avessero deciso di attaccare.
Signor Monteverde!
Agli ordini.
Stanno lanciando i gas dal limite dell'hutan disse Sandokan usando il termine malese per indicare la foresta. Tra quelle due palme alte. Metta in funzione il marchingegno di Congrave.
L'ingegnere della Mentirosa e i due aiutanti presero gli acciarini e, posizionata la cassa con le uova mortifere, cominciarono ad accendere le micce. All'improvviso, sessantatr razzi solcarono il cielo.
Coo, maledizione brontol l'ex prete spagnolo uno non  partito.
E poi le esplosioni, quasi all'unisono, come per il capodanno a Hong Kong, sul limitare della foresta, che cominci ad ardere.
E adesso suonate i vostri fottuti tamburelli disse Yanez de Gomera.
La scarica di razzi aveva scatenato l'inferno tra i lanciatori di noci di cocco scompaginandoli, e dove si presumeva fosse il centro dello schieramento nemico regnava il caos, almeno stando alle grida che echeggiavano. Soltanto un'altra noce di cocco solc il cielo, e il metodo di pisciarci sopra sembrava efficace, perch Lali e Mali, i siamesi delle Celebes, ci orinarono prontamente, facendo svanire gli effetti del gas.
Preparate un'altra salva!
Quanto adoro i progressi della scienza! esclam Monteverde.
Un po' pi a destra. In quel punto dove il grande albero si inclina sulla radura e c' una sorta di sentiero, dieci metri all'interno, in modo che le chiome degli alberi non fermino i razzi.
Pronti disse Old Shatterhand, e una seconda salva di razzi solc il cielo causando apparentemente gli stessi effetti devastanti della precedente. Fu allora che gli attaccanti uscirono allo scoperto e andarono all'assalto sparando con i fucili e sbraitando.
Tigri, a pie fermo! La prima scarica al mio ordine url Sandokan.
Old Shatterhand prese di mira un malese che si era spinto davanti agli altri di qualche metro, ma attese anche lui l'ordine di Sandokan. Al grido di Fuoco! le due mitragliatrici spazzarono le prime linee degli attaccanti e alle raffiche seguirono trecento fucilate.
Per tre o quattro minuti, le due migliaia di uomini che sbucavano dalla selva sembrava potessero raggiungere le linee difensive delle Tigri, ma il volume di fuoco era micidiale. Le canne delle carabine indiane si surriscaldavano per il troppo sparare, mentre gli Enfield e i Mauser davano eccellenti risultati.
La carica ben presto si infranse contro il diluvio di pallottole e centinaia di uomini allo sbando fuggivano in cerca di un riparo nella boscaglia.
Al portoghese ripugnava uccidere nemici che non potevano difendersi, Sandokan invece era del parere che non si dovesse lasciare in piedi pupazzi con la testa sul collo: il nemico morto non crea problemi in avvenire. E quando l'assalto fu respinto, ordin un'altra scarica di razzi, poi, sguainata la sciabola d'abbordaggio, prese la testa del contrattacco. E come un sol uomo, le Tigri della Malesia fecero dell'inferno il luogo pi facile da raggiungere per i loro nemici.
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CAPITOLO 7.
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Dietro di loro.
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Il campo di battaglia era terribile come tanti altri visti nella sua vita. Yanez pens che se quella desolazione finale, il vuoto nell'anima che provava quando l'isteria della morte svaniva dalle vene, fosse presente in combattimento, non sarebbe mai riuscito a impugnare un'arma.
Capo, abbiamo perso nove uomini, quattordici feriti pi gli intossicati da quella merda di fumo verde disse il medico Saul. Due di loro temo non ce la faranno.
Sandokan, nonostante ci, sembrava raggiante.
Chi si  inventato questa di pisciare sulle noci di cocco? Yanez indic Kammamuri, e il principe malese, togliendosi la perla dal turbante, la offr al sorridente maharatto.
Per una perla cos almeno un'ottava parte dell'Europa perderebbe la verginit disse Sandokan inchinandosi davanti al cacciatore di tigri ind.
E gli altri sette ottavi? chiese Yanez. Perch sei cos benevolo?
A giudicare dai figli di puttana che ci mandano qui, il mio calcolo non  troppo sbagliato: met uomini, met donne... met della met delle donne...
Non era necessario. Tigre, avevo solo bisogno di svuotare la vescica. Ma ti ringrazio, quando avr voglia di orinare mi ricorder della perla disse Kammamuri.
La cagna Victorisa, che durante l'assalto dei mastini mortiferi era rimasta prudentemente nelle retrovie, si avvicin a leccare Yanez.
Che facciamo? Lasciamo qui una parte del nostro esercito con i feriti? Sono troppo vulnerabili disse Yanez.
Questo posto non mi piace rispose Sandokan.
A un giorno di marcia c' una piccola Kota disse Kammamuri.
Allora prepariamoci a partire.
Le tracce dei nemici sconfitti erano chiare, prima i cadaveri di uomini e cani, circa quattrocento malesi del Club del serpente, nessun mascherato tra loro; poi, qua e l, bende insanguinate, e tante orme. Kammamuri, che fece una sommaria esplorazione, ebbe la conferma di ci che pensava. Si dirigevano verso il lago dove li aveva persi la prima volta.
Quel giorno inizi la stagione dei monsoni. Senza alcun preavviso, si scaten un acquazzone torrenziale che sarebbe durato per ore. Un diluvio che rovesciava sulla colonna di uomini in marcia cascate d'acqua, rendendo inutili cappelli e tele cerate, che portavano con s i previdenti marinai della Mentirosa. Quando la pioggia cess lasciandosi dietro un caldo appiccicoso, insopportabile, nubi di vapore salivano dalla terra dando alla colonna un aspetto fantasmale. E ben presto arrivarono le zanzare.
Marciavano in una stretta colonna fiancheggiata da esploratori, e come sempre, Kammamuri andava in avanscoperta, il piccolo esercito non poteva fare a meno dei suoi sensi allerta e del suo olfatto. Quando il monsone si plac, il maharatto si mise ad annusare l'aria, osservando le chiome degli alberi e seguendo qualsiasi movimento inusuale di animali o di uccelli, che dopo la pioggia tornavano a regnare nella giungla. E quel regno era anche il suo, non aveva misteri per lui, un ramo che non avrebbe dovuto muoversi stava oscillando: scimmie dal naso lungo, diverse, scorse il maschio a capo del branco, erano inquiete, altri uomini dovevano essere passati da l. I nativi le chiamavano orang helanda, lo stesso che usavano per gli olandesi, per via del naso e della faccia rossicci. Kammamuri sorrise, essere l'uomo dell'avanguardia non gli toglieva affatto il buonumore.
Ben presto giunsero a una kuala, il punto dove un affluente del fiume che avevano seguito sboccava in un corso d'acqua pi grande e tumultuoso.
Scesero lungo le rive del fiume per diverse ore, aprendosi il passo a colpi di parang, il lungo machete a doppio filo.
Arrivando alla loghouse che l'ind ricordava, ora abbandonata, la colonna si ferm. In una capanna Kammamuri scopr che i Serpenti si erano lasciati dietro tre morti. E c'erano anche due cani della morte feriti.
I cani dei dayaki sono perennemente affamati, ma quelli erano ben nutriti.
Bisogna abbatterli disse Kammamuri hanno mangiato carne umana e gli  piaciuta.
Gli aggressivi latrati dei cani parvero dargli ragione. L'uomo illustrato prese l'ascia ed entr nella capanna.
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CAPITOLO 8.
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Malaria.
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Ultimamente parliamo molto.
E questo  un bene o un male?
Un male. Era meglio prima, quando parlavamo di meno.
Sar per l'et. Quando non fai pi tante cose, ti dedichi a pensare a quelle che hai fatto. Si parla molto del passato quando il presente  diventato innocuo e volatile. E dico volatile di proposito, come la polvere da sparo quando brucia in una vampata.
 proprio questo, che non mi piace disse Sandokan, che sembrava immune al sudore e aveva appeso la sua amaca davanti all'entrata di una capanna, vicino al fiume.
Il dottor Saul vuole che andiate da lui, Tigri disse l'allampanato ingegner Monteverde. La vostra francese  malata.
Monteverde era misogino di natura, e guardava con evidente disprezzo la francese, che a sua volta non gli perdonava di essere stato prete nella vita precedente, e se anche era andato in giro nudo per le cattedrali a gridare Dio non esiste e comunque non importa, quello era solo un dettaglio; ma adesso lo spagnolo sembrava commosso.
Adle era distesa su una brandina in una delle capanne comunitarie, le loghouses, coperta dalle tele cerate. Tremava e si contorceva per i dolori muscolari. Il volto brillava per il sudore freddo e la cagna la sorvegliava sconcertata.
Ha la malaria. Tigri disse Saul.
Non ha preso il chinino? chiese Yanez.
Diceva che le faceva venire l'alito cattivo.
Per centomila puttane indostane. Allora se lo merita. Per giunta la parola malaria deriva dal francese malaire, aria cattiva.
Se l' buscata per affinit.
Che possiamo fare per lei? chiese Sandokan.
Infusi di salsapariglia, cortecce di quell'albero per abbassare la febbre,  quanto ha consigliato Anwar; bagni di acqua fredda se la febbre sale troppo e latte di cocco perch non disidrati. E poi, si aspetta: sembra avere una forte fibra, anche se  cos magra disse Saul.
Magra sar tua madre sussurr Adle in francese.
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CAPITOLO 9.
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Milionari.
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Alfred Dent era ubriaco e non riusciva a seguire i conti scorrendo il dito sulle cifre, quando il barone entr nella stanza. L'inglese allung la mano verso la maschera, ma vedendo che si trattava del suo socio, finse di prendere la pipa.
Ci hanno sconfitti nella selva, stanno portando Wilkinson ferito gravemente disse il barone battendo il bastone su una sedia.
Dent farfugli qualcosa. La stanza era di una singolare sobriet, come una sala d'aspetto di stazione ferroviaria nei dintorni di Londra. A Dent piaceva cos, si sentiva come a casa, circondato di scrivanie spartane che quasi nessuno usava pi e nei cui cassetti custodiva una vasta collezione di bottiglie di gin olandese. Il barone invece amava l'opera, e il suo ufficio, accanto a quello dell'inglese, sembrava una pessima scenografia di un tempio egiziano.
E adesso chi si far carico della difesa? Io so soltanto amministrare. Ho dimestichezza con i contratti, non con i fucili.
Quando non siete ubriaco... Il colonnello si  incaricato di tenerli a bada. E quando arriveranno al lago, ci penser il nostro amico. Nulla  perduto. Andiamo a trovare il nostro illustre compare disse il barone mettendosi la maschera d'argento.
Alfred Dent pos l'inutile pipa e lo segu.
Nel terzo ufficio, a cui si accedeva attraversando un lungo corridoio in un piano ottagonale, il colonnello inglese giaceva su una branda accudito da due donne.
Mi tocca morire senza essere diventato milionario mormor il colonnello Wilkinson, magro, spigoloso, decisamente britannico, che aveva una ferita di pallottola nello stomaco larga quanto il pugno di un bambino.
Lo eravate gi ribatt il barone Augustus von Overbeck.
Ma quando lo disse, il colonnello era ormai spirato.
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CAPITOLO 10.
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L'orso malese.
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I tuoi cinesi vogliono ammazzare la francese, capo disse il dottor Saul indignato. Prestami la pistola, che vado a insegnar loro l'educazione.
Yanez segu il piccolo filippino infuriato cercando di capire cosa stesse succedendo. Uno dei dayaki di Roy era andato a caccia e aveva abbattuto un piccolo orso malese, intorno all'animale alto appena un metro e venti, che si ciba di piante e insetti, si accalcavano i cinesi della Mentirosa che lo stavano squartando, e volevano metterne a bollire le unghie per poi far ingurgitare il brodo alla francese, secondo loro un rimedio miracoloso a quasi tutti i mali. Saul li minacciava con uno scalpello chiamandoli selvaggi.
Nei quattro giorni di permanenza nell'accampamento, avevano trovato ogni sorta di animali: orangutan dalle lunghe braccia e il pelo rossiccio scuro, scimmie varie tra cui i macachi dalla coda lunga, persino un leopardo che si limit a gironzolare intorno all'accampamento, segnalato dall'agitare di coda della cagna Victorisa, e ricomparve anche la pantera di Kammamuri.
L'arrivo di Bah aveva suscitato un grande interesse in quelli che non l'avevano mai vista, pur conoscendone la singolare fama.
Kammamuri e Bah si dedicarono alla caccia assieme a Yayu e Kim, e cos non c'era stato bisogno di utilizzare le razioni; banteng in abbondanza, una sorta di bue selvatico, e cervi sambar finivano regolarmente allo spiedo.
Non avevano trovato invece rinoceronti, pi piccoli di quelli di Sumatra ma pi aggressivi, n elefanti nani, frequenti nelle zone abitate del nordest del Borneo, usati per lavorare nelle piantagioni.
La francese era sempre sdraiata su una stuoia, la febbre andava e veniva senza alcuna logica, sudava copiosamente e faticava a ingoiare il latte di cocco e il brodo di bue con gallette che Le Duc le dava, imboccandola con il cucchiaio; stremata, in preda ai deliri quando la febbre saliva, era ormai ridotta a uno scheletro.
Si salver? chiese Yanez.
 molto debole ma ha una forte fibra, capo.
E gli altri feriti?
Komu  morto e presto morir anche uno dei giavanesi.
Questo umile servitore non pu fare nulla per uomini che hanno grossi buchi in corpo.
Yanez usc dalla grande capanna scervellandosi con quel rompicapo. Avevano concesso quattro giorni al nemico in fuga, gli stavano permettendo di riorganizzarsi. Bisognava andare avanti.
Due spari echeggiarono nell'aria.
Sandokan usc dalla sua tenda. Altri due spari. Le Tigri si precipitarono verso il punto da cui sembravano provenire le detonazioni. Il villaggio era protetto dalla riva del fiume, ma dove il corso d'acqua faceva una curva verso nord, c'era una collina sull'altra sponda. Era da l che stavano sparando.
Old Shatterhand e Kammamuri, riparati dietro una gigantesca mangrovia, stavano in attesa.
Cecchini. Non ci hanno ammazzati per miracolo disse il tedesco alle due Tigri.
Non fate avvicinare nessun altro disse Kammamuri. Non dobbiamo offrire bersagli. Li lasci a me, signor Heym.
Te ne lascio uno, l'altro l'ho individuato. Il suo fucile sputa una nuvoletta di fumo bianco dopo ogni colpo disse il tedesco prendendo la mira con l'ammazzaorsi. Echeggiarono altri due spari, una pallottola si piant nella corteccia dell'albero.
Adesso mormor Old Shatterhand, e premette il grilletto.
Kammamuri intanto era sparito. E di l a poco si udi un grido di trionfo. Qualche minuto dopo riattraversava il fiume assieme al dayako Storie, che in una mano reggeva l'ascia e nell'altra la testa mozzata di un malese.
Non possiamo andare avanti cos disse Sandokan. Entro un'ora ci mettiamo in marcia, lasciamo qui i feriti e la francese con Saul e dieci uomini.
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CAPITOLO 11.
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Una follia.
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Nel corso del pomeriggio la colonna aveva subito continue imboscate. Le perdite per le Tigri erano esigue, e nella maggior parte dei casi gli attaccanti non erano sopravvissuti. Ma il ritmo di marcia nella giungla fitta era troppo lento, e la tensione dei combattenti non aveva tregua.
Stanno cercando di farci ritardare il passo disse Sandokan. Mandano i loro uomini incontro alla morte solo per frenare la nostra marcia.
Dove li trovano? Sono quasi tutti malesi disse Yanez.
Ranjit, che ha fatto il poliziotto, dice che ne ha riconosciuti alcuni, erano mendicanti di Singapore, ma per essere dei mendicanti si battono fin troppo bene, devono averli addestrati.
Quando montarono l'accampamento su una collina, una grande luna piena brillava nel cielo, giallognola, paludosa.
Dopo aver organizzato i turni di guardia e piazzato le mitragliatrici e la batteria lanciarazzi di Congreve, Sandokan appese l'amaca al centro dell'accampamento. Yanez si mise a fumare sigarette una dietro l'altra passeggiando intorno all'amaca.
Deciditi a dirlo lo esort Sandokan.
E se facessimo una follia?
Credo che abbiamo ormai l'et per far questo e anche di peggio.
Precediamo la colonna, marceremo di notte, senza sosta.
Da soli? chiese Sandokan sorridendo intrigato.
Con un paio di uomini, cos ci muoveremo pi veloci.
Chi prendiamo?
Yayu? I siamesi? Kim? Storie?
Lasciamo qui Kim, si  dimostrato abile come mitragliere... Storie va bene, sa muoversi in questa selva, e Mali e Lali annusano il pericolo.
E al comando della spedizione...
...Kammamuri e mister Heym.
Non ci fu bisogno di dire altro.
Si tenevano per mano; con l'altra, lei reggeva un machete corto e lui un temibile parang a doppio filo. Non erano una coppia idilliaca, Sinata e la piccola ex schiava.
La Piccola dice che sa dove stiamo andando.
Lei aveva gli occhi luminosi, teneva la testa bassa. Durante la battaglia, Sandokan l'aveva vista scoccare frecce con espressione feroce, il fucile Enfield aveva un rinculo che avrebbe potuto sbatterla di schiena a terra.
Dille di raccontarci tutto ci che sa.
La Piccola inizi a raccontare una storia nella lingua di Sulawesi, l'isola del ferro, che Sinata traduceva in malese: C' un lago e dietro il lago, dove vive un mostro di ferro, c' un passaggio nella roccia, in cui si perdono persino quelli che lo conoscono bene, ed  popolato di cani, ma non sono i cani dell'inferno, io ne ho gi ucciso uno. E dopo il passaggio nella roccia si arriva al Palazzo dei Quattro Serpenti, che sono disegnati sulla facciata, e dietro il palazzo ci sono le piantagioni degli alberi che piangono e la miniera.
Un regno segreto mormor Yanez. Pensavo non esistessero pi, i regni segreti, soltanto nelle favole.
Come fa a saperlo?
Lo raccontava il caporione della barca del Laksamana.
Cosa stiamo aspettando? disse Sandokan. Impartiamo le istruzioni.
Equipaggiamento leggero ribatt Yanez, che si fregava le mani come un bambino che si appresta a combinarne una delle sue.
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CAPITOLO 12.
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Il lago.
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Fermo, sahib, non muovere neanche le ciglia disse Mali.
Sandokan rimase immobile come se si fosse congelato. Storie sollev l'ascia e colp con la velocit del fulmine a pochi centimetri dal piede del principe malese. Un serpente, a cui l'ascia aveva mozzato la testa, si contorceva ancora.
Un serpente di palude di Kapuas, cambia colore e si confonde con la vegetazione. Molto, molto velenoso, capo disse Lali.
Storie lo conosce bene perch ce l'ha sulla schiena disse Mali, e l'altro mostr il tatuaggio, con Kapuas che serpeggiava nella giungla.
Una stanchezza infinita, erano esausti. Lo stato di allerta aumentava. Avevano marciato una notte e un giorno e la notte seguente, a passo veloce, senza sosta, a parte qualche ora di riposo prima dell'alba in una caverna nei pressi del lago.
Stava sorgendo il sole e pioveva. Pioggia monsonica, una cascata d'acqua che le raffiche di vento scaraventavano sulla foresta e sugli uomini.
Siamo vecchi disse Yanez.
Con un ultimo sforzo raggiunsero un'altura e da lass osservarono il lago. Ne era valsa la pena. La colonna avrebbe attirato le imboscate mentre loro avevano burlato gli attaccanti spostandosi di notte.
Nel panorama di quella natura di straordinaria bellezza. selvaggia e spietata, spiccava sul lago sferzato dalla pioggia un'imbarcazione tondeggiante a forma di canestro, di circa tre metri di diametro, fatta di bamb e foderata di pelli di bufalo cucite assieme, una barca da pesca. Usava il tipico sistema malese di remi incrociati a prua.
Yanez pass il cannocchiale a Sandokan.
Pescare sotto questa pioggia? Poco dopo, si vide una mano che emergeva dall'acqua, afferrava il braccio dell'incauta vedetta a bordo della piroga e trascinava l'uomo a fondo.
Qualche istante dopo, sotto l'acquazzone, Mali prendeva il suo posto. E si metteva a vogare fingendo di dedicarsi alla pesca nel mezzo di quella tormenta.
A un tratto, a pochi metri dalla riva, emerse una sfera metallica alta almeno quattro metri sulla superficie. Sotto la pioggia fitta, era impressionante l'aspetto spettrale della sfera, simile a un mostro del lago rischiarato dai lampi, che parve muoversi verso la sponda. Era spuntato nei pressi di un boschetto. Le Tigri si diressero verso quel punto, mentre Mali remava sulla piroga.
C'erano due uomini nascosti in una buca parzialmente coperta da una botola sotto gli alberi, che azionavano un argano tirando l'enorme catena che si avvolgeva su un gigantesco rullo.
Lasciamoli lavorare. Poi entreremo in azione silenziosamente mormor Yanez.
Storie si mise l'ascia in spalla. Sandokan estrasse il kriss dalla fusciacca.
La sfera sottomarina arriv a circa cinque metri dalla riva e gli uomini all'argano si fermarono. In quel momento le Tigri attaccarono all'arma bianca. Sul lago, un lampo illumin un boccaporto della sfera che si stava aprendo. E dal mostro di ferro usc un uomo monco. Sandokan avanz verso di lui brandendo il kriss.
Non uccidermi, tuan. Sono Sin.
Il mendicante che ha salvato Kammamuri disse Yanez.
Vi stavo aspettando.
E cosa ci fai qui?
Pi tardi vi racconter tutto, Tigri, adesso dobbiamo affrettarci e fare il segnale perch sulla sponda opposta azionino il meccanismo. Altrimenti, resteremo isolati dal Castello.
Qual  il segnale?
Due strattoni alla catena opposta.
Ci porteranno fino all'uscita. Quando arriveremo faremo lo stesso segnale e Storie, Mali e Lali tireranno le catene recuperando questo marchingegno infernale per poi aspettare il resto della colonna.
Sin rientr nel sottomarino. Visto dall'interno era un apparato di estrema semplicit, nient'altro che una camera di ferro costruita con delle piastre assemblate in modo da renderla stagna, e gli obl.
Il mendicante tir la catena usando una leva che la azionava dall'interno e richiuse il boccaporto.
Di l a poco scivolarono dentro il lago.
Me ne sono successe tante, nella mia vita. Ma questa  una delle pi strane.
Dove ci sta portando? chiese Sandokan.
Dall'altra parte della cascata che si trova sul versante opposto del lago, passandoci sotto. L ci sono due uomini che manovrano la catena. Mi hanno mandato a cercare notizie degli uomini che attaccano la vostra colonna, ma non vi aspettavamo prima di domani.
Yanez scrut attentamente il monco. La sua pelle era proprio come l'aveva descritta Kammamuri, piena di macchie scure miste a sporcizia e graffi. Era un relitto umano, ma si era dimostrato indubbiamente utile alla causa delle Tigri.
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CAPITOLO 13.
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Conversando nel buio.
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I labirinti di siepi erano soltanto un gioco, quelli di pietra possono risultare molto pi disorientanti, costruiti per motivazioni rituali, ma le caverne labirintiche, a seconda del livello di complessit, hanno il compito di confondere.  assurdo dire che qualcuno sia rimasto a vagare in eterno in un labirinto. Si pu trovare l'uscita mettendoci molto impegno, oppure per caso, comunque se ne esce, a meno che le uscite non siano coperte, o che vi siano delle trappole disse Yanez de Gomera a Sandokan che lo precedeva di un metro.
Da dove l'hai appreso? domand il malese che aveva legato la fusciacca alla cintura del portoghese.
Da un libro sui labirinti che ho letto una volta.
Leggi cose davvero strane.
Non pi di te. L'altro giorno stavi leggendo Omero in inglese.
Mi divertono gli di dei greci disse Sandokan.
Qui non mi pare naturale, le pareti sono state scavate.
Questo lo hanno fatto con la dinamite, e a forza di picconi e pale.
Maledizione, Sin ha scelto proprio un bel momento per sparire.
E pensare che in Francia un labirinto era un gioco da giardino per aristocratici smidollati disse Yanez.
I labirinti sono venuti prima o dopo del re a cui hanno tagliato la testa?
Prima, quello a cui hanno tagliato la testa aveva una particolare predilezione per i giardini labirintici, e gli piaceva vestirsi da pastorello.
Sandokan, che solitamente nutriva ben poco interesse per il mondo occidentale, di cui apprezzava soltanto la musica, i casin, i barattoli di latte condensato e la tecnologia bellica, parve incuriosito.
Quella macchina inventata da Guillotine  facile da riprodurre...
Centoventi passi, poi a destra, e a sinistra al secondo accesso, svoltare di tre quarti, diritto per cento passi, destra, sinistra. Riesci a ricordartelo? Se ce la fai, io memorizzo il tratto seguente.
Mezz'ora dopo Yanez decise di fermarsi a fumare una sigaretta. Alla luce dell'acciarino tracci un disegno sulla sabbia con la punta del coltello.
Che stai facendo?
Ricostruisco i nostri passi.
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CAPITOLO 14.
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Il castello delle fate maligne.
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Un vecchio conoscente, una volta in cui gli parlavo di quanto fosse meraviglioso scorgere la luce in fondo al tunnel, mi disse di non farmi illusioni, perch probabilmente era un treno che ci veniva addosso disse Yanez, che non pot vedere il sorriso sardonico di Sandokan. Tutto questo perch, negli ultimi minuti di quel vagare alla cieca, avevano scorto un chiarore e stavano camminando in quella direzione.
A un tratto si ritrovarono all'uscita del labirinto e la luce della selva li abbagli. Quando gli occhi si abituarono, poterono vedere che davanti a loro c'erano due dozzine di uomini schierati con i fucili puntati, e li comandava Sin.
Te l'avevo detto mormor il portoghese.
Gettate a terra le armi,  inutile tentare di resistere. Adesso per me valete lo stesso da vivi o da morti disse il mendicante monco, che chiss per quale strano prodigio aveva non solo riacquistato il braccio mancante ma parlava addirittura in un inglese forbito.
Sandokan guard Yanez. Avrebbero potuto tentare la fuga, ma prima di raggiungere l'oscurit del labirinto c'era una buona probabilit che fossero crivellati di colpi. Fissando il mendicante con occhi colmi di rabbia, lasci cadere le due pistole e il kriss, il portoghese gett la sciabola a terra e si accese una sigaretta.
Spiegatemi una buona volta come funziona quel trucco di apparire monco e poi riacquistare il braccio.  davvero affascinante.
Incatenati per i polsi, le due Tigri furono condotte lungo un sentiero nella giungla che sembrava tracciato dal passaggio di centinaia di carri. Per almeno un paio d'ore attraversarono una piantagione di alberi del famoso caucci, lo capirono dai recipienti appesi sotto i tagli nella corteccia, per raccoglierne la linfa vischiosa. Vi lavoravano centinaia di dayaki e molti erano bambini, sorvegliati da malesi armati. Poi, in una curva del sentiero, sulla sponda di un fiume che doveva sfociare nel lago creando le cascate sotto cui erano transitati a bordo del sottomarino, videro i lavatoi dell'oro, dove centinaia di uomini e bambini lavoravano sorvegliati sempre da guardie.
Si trovavano in una valle circondata da una catena montuosa. E al centro sorgeva il castello che era proprio come nella cartolina postale: una palazzina alta trenta metri con uno stile che mescolava il rococ francese alla tradizione dei templi ind.
Sembrava scaturito dai deliri di un architetto oppiomane e alcolizzato. Sulla facciata erano incisi nella pietra quattro enormi serpenti che scendevano lungo i lati del portone di bronzo.
Fratellino, se dici che ti piace, non ti rivolgo pi la parola disse Yanez al principe malese.
Sul portone, tre uomini con le maschere d'argento applaudirono al loro passaggio. Sin fece un inchino rivolto ai tre. Era un gesto ironico o faceva sul serio? Era solo un aiutante o il loro capo?
Sandokan e Yanez vennero condotti in un sotterraneo dove c'erano due celle. Nella prima giaceva Ben Barak, incatenato a un palo e sottoposto alla tortura cinese della goccia d'acqua.
Nonostante i richiami delle due Tigri, il direttore della polizia di Singapore nonch il loro pi importante alleato, non reag, probabilmente aveva perso i sensi.
Li scaraventarono nella seconda cella.
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CAPITOLO 15.
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Direttore di scena.
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L'ex monco Sin, Mirim l'ex re dei mendicanti di Singapore, cio il dottor Moriarty, si era cambiato d'abito e ora indossava una divisa militare di un esercito sconosciuto, color marengo con i bottoni argentati, sulla testa scoperta ostentava una folta chioma rossiccia e sul volto spiccava il naso aquilino.
Per un uomo senza patria n altre pretese nella vita che strappare il fegato ai propri nemici per sentirsi felice,  un onore supremo conoscervi, signori disse Moriarty come un pessimo attore che recita Shakespeare.
Non sappiamo ancora se possiamo pensare lo stesso di voi rispose Yanez con disinvoltura, intrigato dal camaleontismo dell'inglese. Ai suoi lati, i tre uomini con le maschere d'argento stavano seduti su alte poltrone di bamb foderate di seta.
Si trovavano in un vasto salone, dal soffitto molto alto e grandi finestre, illuminato da una miriade di lampade e torce.
Devo riflettere se ci servite pi da morti o reclusi per il resto dei vostri giorni disse Moriarty.
Un cane non abbaia perch  coraggioso ma perch ha paura rispose Yanez.
Il coccodrillo che vuol mangiare non rende torbida l'acqua ribatt Moriarty accettando il duello di proverbi cinesi.
Ti taglier la testa disse Sandokan fissando l'inglese negli occhi. Lui non perdeva tempo in schermaglie verbali.
Moriarty fece un gesto con la mano come per scacciare certi pensieri spiacevoli.
Vi aspetterete da me una spiegazione sui motivi, un discorso da reincarnazione del male, o qualche riflessione sui piaceri della linea d'ombra. Una giustificazione per un culto satanico.
Niente di pi lontano dalla mie intenzioni. Posso invece farvi alcuni giochi di prestigio alquanto semplici disse tirando fuori due palline dal taschino e facendole girare tra le dita. Sono un prestigiatore di livello accettabile e un illusionista senza troppe pretese.
Lanci le palline in aria e ne rimase soltanto una.
Yanez, ammanettato, applaud facendo sbattere i gomiti.
Signori dei mari della Malesia, principe Sandokan, forse vorrete che vi parli delle virt della civilt, dei benefici dell'impero che porta in queste terre le meravigliose abitudini come il t delle cinque, o le manifatture della lana, che nessuno potrebbe usare con questo caldo. Impossibile, nessuno odia l'impero pi di me. Potrei addirittura dire che nessuno lo ha desacralizzato quanto me, perch una volta sono andato a letto con la regina Vittoria nella Blue Room spacciandomi per il principe Alberto. Un'esperienza, almeno per me, delle pi sgradevoli, a parte il travestimento che mi ha divertito assai. Ma no, non vi sono amori imperiali in me, non lo faccio per motivazioni morali come voi certe volte sostenete, semplicemente perch le teste dell'impero britannico mi sembrano alquanto idiote, perniciosamente mediocri.
Non so perch, ma sto assaporando il momento in cui gli taglier la testa disse Sandokan in spagnolo.
Il mio spagnolo non  abbastanza buono, ma sono certo che mi state augurando il peggio. Nonostante ci, c' anche una terza questione che vorrei negare: il potere, il potere del denaro. Tutto quello che abbiamo costruito qui, i miei amici e io, il barone Overbeck, suo fratello, gli sfortunati Wilkinson, Calore, Abel Proust, Camilla Klier, Dent e indic il tremebondo direttore commerciale della Compagnia del Borneo, che sudava copiosamente sotto la maschera  un'impresa commerciale, multi milionaria, certo, dai risultati brillanti, basata sulla schiavit di migliaia di dayaki. Ma non sono attratto dal denaro di per s. Preferisco trascorrere intere settimane da re dei mendicanti di Singapore o da Sin il monco, percorrendo villaggi della costa e mangiando spazzatura. Dunque, facendo un sunto stringato, oh che sorpresa, non si tratta di amore per il male, non c'entra il rispetto per l'impero, non mi attrae il denaro.
Sono certo che ci fornirete allora una spiegazione per il vostro modo di agire. Non credo possiate evitarlo. E gi che ci sono, vi dir che mi piacerebbe fumare una sigaretta disse Yanez.
Moriarty prese un portasigarette d'argento e ne mise una in bocca al portoghese. Yanez si avvicin alla torcia che reggeva una delle guardie e l'accese aspirando una densa boccata.
 la messa in scena.  poter dirigere l'esecuzione di un'opera di colossali dimensioni.  creare un regno da favola, con labirinti, sottomarini e castelli rococ, migliaia di schiavi, migliaia di morti, un regno basato sul terrore, sulla manipolazione e l'inganno, l'avidit e la paura. Si tratta, signori, della meravigliosa possibilit di dirigere un'opera complessa come questa, nella quale voi avete un piccolo ruolo, anche se devo riconoscere che lo avete reso molto pi grande di quanto ci aspettassimo.
Tutto questo era il prologo teatrale di qualcos'altro, pens il portoghese.
Solo la notte ci chiama con il nostro nome, di giorno riprendiamo il ballo mascherato disse Moriarty facendo un cenno a un servitore. Una porta in fondo al salone si apr ed entrarono un altro Yanez e un altro Sandokan.
Dopo l'iniziale sorpresa, Sandokan non pot evitare di commentare: Quello che assomiglia a me  pi giovane e al tuo mancano le rughe intorno agli occhi. E quel Sandokan fasullo sul turbante ha una perla falsa. E quello Yanez non ha i baffi ingialliti dal fumo come i tuoi.
Non ingannerebbero certo le nostre madri, ma le nostre madri sono morte da tempo; non sono niente male, si, niente male. Ma sono bravi nella scherma? Hanno una buona mira? E quello Yanez sa risolvere il cruciverba del London Times? si chiese il portoghese.
Non chiedete i miracoli, signori disse Moriarty. Quello Yanez non parla nemmeno portoghese. Ma sar sufficiente allo scopo.
Mi dispiace disse il portoghese.
Di che? chiese Moriarty.
E di colpo, come se l'avessero provata per anni e con agilit insospettabile, Yanez afferr il portasigarette dell'inglese e gli sfil il revolver, mentre Sandokan colpiva con il gomito una guardia riprendendosi il kriss.
Purtroppo sotto i loro piedi, nel pavimento, si spalanc una botola e precipitarono in un pozzo che sembrava senza fondo.
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CAPITOLO 16.
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Il pozzo.
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Si trovavano in una strana cella sotterranea, una sorta di pozzo scavato nella roccia, dal bordo al fondo c'erano almeno cinque metri, con le pareti ricoperte di muschi tropicali. Yanez scosse la testa pi volte e infine si alz in piedi. Aveva perso i sensi.
Bene, aveva per le sigarette e la pistola.
Finalmente, era ora, fratello. Dammi una sigaretta, non ho voluto chiedertela prima per non svegliarti disse Sandokan.
Dove siamo?
Non lo so. Ma ogni tanto lass spunta un tipo vestito come un mendicante e ha pure calato una cesta con dentro banane e riso.
Come se la frase di Sandokan le avesse evocate, sulla bocca del pozzo comparvero delle torce.
Finalmente vi siete svegliati, ci avete messo un bel po' di tempo, anche troppo disse la voce inconfondibile del dottor Moriarty. Volevo darvi l'ultimo saluto...
Le torce illuminarono per un istante il volto sorridente. Poi echeggi un rumore di ingranaggi e catene.
Sandokan prese la pistola a Yanez e spar verso lo spiraglio del tetto che si stava chiudendo meccanicamente, ma il nemico si era ritirato in tempo. Tuttavia la pallottola doveva aver colpito uno degli uomini con le torce, perch prima che l'ultimo bagliore di luce scomparisse, udirono un grido soffocato.
Un miserabile di meno disse la Tigre.
Yanez accese una sigaretta con parsimonia. Sandokan batteva la punta del kriss sulle pareti dell'angusta cella sotterranea, cercando qualche fessura, un varco nella roccia impenetrabile.
E adesso che succeder, fratellino? chiese la Tigre malese.
Suppongo che approfitteranno del dislivello del lago per inondare questa cella e affogarci. Hai visto che in quell'angolo biancheggiano le ossa dei nostri predecessori?
Potrebbero anche gettare da lass un cesto pieno di cobra o altre variet di serpenti velenosi. Quei kapuas andrebbero bene disse Sandokan sorridendo.
Oppure gettarci dentro un paio di orangutan in calore... o foglie di upas accese, cos il fumo tossico ci farebbe fare la peggiore delle morti.
Possono fare anche di peggio disse Sandokan dimenticarsi di noi per sempre. Possono lasciarci qui per anni, finch neppure le nostre ossa ci farebbero identificare. Finch i nostri amici non si ricorderanno pi di noi. Possono condannarci all'oblio.
No, non credo, chiunque siano i nostri nemici, ci odiano troppo rispose Yanez con un sorriso freddo.
Sandokan smise di cercare inesistenti fessure nella roccia e si lasci scivolare al suolo.
Che ne sar del nostro piccolo esercito? Saranno arrivati al lago? Kammamuri cadr in una trappola per idioti come noi?
Riesci a vedere dove sono?
No, fratellino, dove sei? Aspetta, ecco, la brace della tua sigaretta disse il portoghese con una voce forse un po' pi roca del solito. A volte penso che non ci riusciranno mai... Che non potranno mai ucciderci, e se per caso dovessero farcela, nessuno ci crederebbe. Perch allora, altri sogneranno di essere noi.
Lo hanno detto tante volte che eravamo morti, fratellino: una pi una meno, che importa. Anche se questa mi sa che  la volta buona rispose Sandokan.
Per qualche istante nella cella sotterranea si udirono solo le risate di Yanez che coprivano il rumore immaginario dell'acqua che penetrava da tubature segrete, l'immaginario sibilo di serpenti velenosi, e gli ancor pi immaginari grugniti degli orangutan o il crepitare di foglie tossiche in fiamme.
So come faremo a uscire da qui disse a un tratto il portoghese.
E come? chiese la Tigre della Malesia, con una sfumatura di speranza nella voce.
Per una volta resteremo fermi, confidando nel fatto che Kammamuri, Old Shatterhand, l'ingegner Monteverde e i trecento tigrotti che sono con loro, faranno il lavoro.
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CAPITOLO 17.
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Logica.
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La colonna arriv sul lago un giorno prima del previsto. Non ricevendo notizie dalle Tigri, Kammamuri e Old Shatterhand avevano affrettato il passo e anzich difendersi dalle imboscate erano andati all'attacco facendoli a pezzi.
Sul lago incontrarono il terzetto di disperati: Mali, Lali e Storie si sentivano responsabili per la scomparsa di Yanez e Sandokan. Avevano tentato di riportare indietro il sottomarino, ma doveva essere ancorato sul lato opposto, sotto le cascate.
Il maharatto mont un accampamento provvisorio, piazz le mitragliatrici e il lanciarazzi e fece allestire un perimetro difensivo con trincee e postazioni. Forse il nemico aveva catturato Sandokan e la Tigre Bianca, ma loro controllavano la via di accesso al lago.
Old Shatterhand e Kammamuri si fecero raccontare pi volte dai tre testimoni cosa avessero visto e sentito. Ma la risposta sarebbe venuta da Monteverde, che impart una lezione di logica, grazie alle sue conoscenze di ingegneria:  semplice: si tratta di seguire la catena, passando sotto le cascate, fino al sottomarino, e baster liberarlo dagli ormeggi.
E come facciamo a seguire la catena? chiese il tedesco.
Nuotando sott'acqua rispose Kammamuri dandosi una pacca sulla fronte.
Ovviamente asser Monteverde. Il lago non dev'essere troppo profondo, il problema semmai  passare sotto le cascate.
Si tenne un'assemblea di combattenti sotto la pioggia battente, intorno all'argano che tirava la catena, dove due sikh montavano la guardia.
Dingo, quanto si pu resistere sott'acqua?
Per quattrocento battiti rispose il pescatore di perle.
Qualcuno qui riesce a resistere per quattrocento battiti? chiese Kammamuri.
Solo Dingo alz il braccio.
E trecentocinquanta? Tre mani si levarono, due giavanesi e uno degli schiavi liberati.
Io non so niente di battiti del cuore disse Storie ma voglio provarci.
Mali e Lali annuirono di fianco a lui.
Ci sono altri volontari? chiese Kammamuri alzando la voce.
Trecento mani si alzarono all'unisono.
Il problema maggiore sar infilare la cagna e la pantera Bah nel sottomarino disse Julio Eduardo Monteverde che era gi due passi avanti negli eventi futuri.
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CAPITOLO 18.
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I sosia.
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Allora, come usciamo da qui? chiese Sandokan.
Con la pazienza rispose Yanez che era inquieto e senza tanta pazienza, visto che stava finendo le sigarette.
E in quel momento cadde gi la corda.
Visto? disse il portoghese infilando la pistola nella cintura e, afferrato il primo nodo, cominci la scalata.
Sandokan non sapeva come esprimere la propria sorpresa, se ridere o dare una botta in testa al fratello con il manico del kriss.
Sul bordo del pozzo c'erano i loro sosia con le torce in mano.
Li guardavano con un misto di stupore e adorazione. Sembravano comparse da operetta.
Spero che stiate bene disse il sosia del portoghese in francese, e fece un inchino.
Tuan, se c' una cosa sempre viva nella memoria della mia gente, fin dai tempi dei miei nonni,  la Tigre Bianca e suo fratello la Tigre Rossa di Mompracem disse il sosia malese inginocchiandosi. Non volevamo prenderci gioco di voi e tanto meno danneggiarvi.
Chiedo perdono per questa impostura. Io mi chiamo Serge disse il francese. Faccio l'attore, e Mohamad non  molto bravo in ci, per accudiva le pantere del sultano di Biru.
Vi perdoniamo, ragazzi rispose Sandokan. Ma tu levati quella barba finta, non ti sta bene come a me.
Qualcuno di voi ha delle sigarette? chiese Yanez.
In quel momento echeggiarono in lontananza raffiche di mitragliatrice.
Tiriamo fuori Barak dall'inferno! url Sandokan.
Seguiti dai sosia trafelati, percorsero il cammino inverso della sala dei troni. La sparatoria sembrava avvicinarsi e distinsero anche il fragore del lanciarazzi.
Le guardie all'ingresso delle segrete sembravano scomparse, e bast far scorrere i chiavistelli per raggiungere lo sventurato Barak, liberandolo dal supplizio. La tortura della goccia d'acqua, inventata dai cinesi, consiste nell'immobilizzare la testa facendoci cadere una goccia d'acqua nello stesso punto del cranio appositamente rasato, a ritmo costante, ossessivo, per ore e giorni, ininterrottamente. Aggiungendo la mancanza di sonno e cibo, la goccia incessante pu far impazzire un uomo.
Chiss da quanti giorni Barak subiva quel supplizio, aveva un aspetto desolante: emaciato, inzuppato d'acqua, lo sguardo vacuo negli occhi arrossati.
Non ho detto niente mormor con un filo di voce.
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CAPITOLO 19.
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L'assalto al castello.
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Ci che era risultato facile nelle prime ore, non lo era pi in quel momento. Dopo aver neutralizzato le guardie del sottomarino sotto le cascate, eliminate dai micidiali parang dei pescatori di perle, Kammamuri e Old Shatterhand avevano fatto avanzare il piccolo esercito fino alla base delle cascate, prima di essere scoperti. Poi si erano susseguite varie scaramucce con i servitori del Serpente colti di sorpresa, che per avevano avuto il tempo di riorganizzarsi mentre le prime Tigri raggiungevano gli alberi della piantagione. I serpenti ripiegarono e Kammamuri avanz fino al limite dei caucci, dove c'era un laboratorio in cui accumulavano il lattice, l ordin di piazzare le mitragliatrici e la batteria di Congrave.
Si fanno scudo con gli schiavi!
Mitraglieri, cessate il fuoco! esclam Kammamuri. Non lanciate i razzi.
Una colonna di quattro o cinquecento malesi armati di fucile, capeggiati da un uomo mascherato, avanzava verso di loro lungo il sentiero della miniera, coprendosi dietro centinaia di donne, uomini e bambini schiavi.
Old Shatterhand impugn l'ammazzaorsi.
Lasciatelo a me e a una distanza di duecento metri dal bersaglio, prese accuratamente la mira impiegandoci interminabili secondi. Poi premette dolcemente il grilletto e fulmin il capo. La pallottola perfor la maschera in mezzo alla fronte.
Voglio solo i migliori tiratori, sparate alla testa di quelli che stanno dietro. E soltanto a tiro sicuro disse il tedesco. Non rischiate. E non sprecate munizioni.
Kammamuri si mise accanto a lui impugnando la vecchia carabina indiana, imitato dai sikh di Ranjit, Yayu e due siamesi, Kim pi altri due o tre tigrotti malesi.
Non erano scariche di fucileria ma tiri isolati, uno dopo l'altro per, a una distanza che rendeva inefficaci i loro fucili, i serpenti cominciarono a cadere, mentre gli scudi umani si gettavano a terra.
Allora Kammamuri ordin ai mitraglieri di riaprire il fuoco.
Mirate in alto! E fu lo sbando.
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CAPITOLO 20.
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Odore di polvere da sparo.
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Sandokan e Yanez precedevano i sosia, che sorreggevano Barak privo di sensi, e dietro una curva dei sotterranei del castello, sbucarono in una vasta sala.
L si accorsero che dal corridoio opposto stava entrando una decina di malesi armati di fucile. La sorpresa fu reciproca.
Sandokan reag all'istante e si lanci su di loro ruggendo con il kriss in pugno. Una scarica di fucilate lo invest senza colpirlo per puro miracolo, una pallottola centr il turbante facendolo volare via, un'altra perfor una manica della camicia, un'altra rimbalz su una colonna e gli stacc il tacco di uno stivale. Il suo sosia fu meno fortunato: si busc due colpi in petto. Yanez us gli ultimi quattro colpi del revolver, mettendo in fuga i pochi malesi sopravvissuti alla furia di Sandokan.
Dal portone del grottesco castello, poterono vedere gli schiavi dayaki che sopraffacevano quel che rimaneva degli uomini del Serpente.
Dietro di loro stava arrivando Kammamuri che scavalcava corpi e finiva a destra e a manca altri malesi.
Pinga puagh disse il nano abbracciando le gambe di Yanez.
Adesso dirai che mi avevi avvertito, ma non avevo mai visto la morte cos da vicino disse Sandokan, acclamato dalle Tigri.
Perquisiamo tutto, dobbiamo catturare i capi del Serpente ordin Yanez.
Moriarty sembrava svanito nell'aria. Alcuni dei malesi catturati dicevano che Mirim, il re dei mendicanti, era volato via abbracciato a un dragone. Dent invece lo avevano trovato sulla sua poltrona morto di paura, letteralmente defunto, con gli occhi sbarrati e una bottiglia di gin vuota accanto. Il barone Overbeck, il cui fratello era stato abbattuto dalla mira poderosa di Old Shatterhand all'inizio dello scontro, era stato catturato in un sotterraneo dove si era nascosto. Nel tentativo di difendersi con il fioretto, Kammamuri gli aveva sparato al braccio.
Sandokan e Yanez lo interrogarono nel salone dei troni.
Mancano solo Moriarty e lo spagnolo. Questo  il barone Augustus Overbeck disse Barak, che cominciava a riprendersi.
Ebbene, cosa avete da dire a vostra discolpa?
Sono un diplomatico austriaco. Se non volete creare un incidente internazionale, riportatemi sano e salvo a Singapore.
E subito.
Noi abbiamo una predilezione per gli incidenti internazionali.
Gli occhi del barone sembrarono sprizzare scintille.
Mi resta una sola consolazione disse il barone, convinto che lo avrebbero ucciso. Il mio mondo trionfer, mentre il vostro verr spazzato dalla faccia della terra. Voi non siete immortali disse in un inglese dal forte accento tedesco.
Che dice questo idiota? Che non siamo immortali? chiese Sandokan.
S, secondo lui disse Yanez. Poi, rivolto al barone: Toglietevi il dubbio.
Ecco, toglietevi il dubbio all'inferno concluse Sandokan, e alzata la pistola, gli spar un colpo in mezzo alla fronte.
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CAPITOLO 21.
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Carbone.
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Per raggiungere i quindici nodi, quasi trenta chilometri orari, erano necessarie diverse cose, una buona macchina a vapore e forti eliche, il mare calmo e una tonnellata e mezzo di carbone al giorno, cinquecento tonnellate al mese, se non si alterna la navigazione a motore con quella a vela, e questo ogni tanto bisogna farlo se non si vuol fare esplodere la caldaia.
E non si tratta di carbone qualsiasi, ci vuole quello di miniera che ha un aspetto nero opaco con alcune parti lucide, quasi cristalline; perch il carbone vegetale, che si fa con la legna ed  pi facile da trovare, ha un grosso svantaggio rispetto ai carboni fossili in quanto a combustione, con lo stesso volume si ottiene molto meno calore, a causa della porosit.
Ma questo non  sufficiente. Non basta sapere quale tipo di carbone ci vuole, per spalarlo nella caldaia, occorre trovarlo e comprarlo. Il carbone veniva distribuito in vari depositi nella vastit dell'oceano Indiano, sempre considerando che non c'era magazzino in grado di accumulare riserve che andassero oltre le due settimane.
E se questo non bastasse, l'imbarcazione aveva bisogno di un buon ingegnere, un meccanico e un gruppo di bravi fuochisti capaci di spalare due o tre tonnellate di carbone al giorno, un lavoro ingrato, che costringeva combattenti e marinai della Mentirosa e del Fulgore ad alternarsi in turni di sei ore.
Nell'immensa regione in cui si muovevano, le Tigri sapevano, come confermavano le mappe, che esistevano i depositi inglesi, olandesi, e quelli controllati dal sultanato del Brunei.
Su questi non si poteva contare.
Per Yanez e Sandokan possedevano una rudimentale impresa clandestina di carbone vegetale, nascosta nelle vicinanze della piantagione di Tremal Naik nel nordovest del Borneo. E ovviamente, si poteva sempre contare sui cinesi e sui contrabbandieri: c'erano le miniere di carbone alla foce del fiume Simunjong, a est di Sarawak, e quelle del Batang-Lupar. E poi, i depositi che le Tigri avevano pazientemente accumulato sotto falsa identit nelle Filippine, a Mompracem e Macao.
Dunque, il viaggio del Fulgore e della Mentirosa verso Singapore non consisteva soltanto in una traversata marittima, ma occorreva essere previdenti riguardo vari aspetti. Ancor pi adesso che la sorveglianza della flotta britannica nella zona era stata enormemente incrementata.
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CAPITOLO 22.
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Cala il sole.
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Tigri vecchie, forse, ma non sdentate, pens Yanez a bordo della Mentirosa che solcava il mare aperto. A qualche centinaio di metri, Il Fulgore seguiva la stessa rotta.
Quanti anni hai, Sandokan?
Non ricordarmelo, fratellino, vuoi rovinarmi lo spettacolo del tramonto? In effetti... Un sole violaceo incendiava le acque dell'oceano Indiano, tingendo di rosso la superficie del mare. Yanez sbadigli.
Sai, non ti ho mai detto una cosa del genere, ma quando sei balzato addosso alle guardie del dottor Moriarty,  stato il gesto di coraggio pi ardito che abbia mai visto in vita mia.
Tu non sei certo rimasto indietro.
Io non sono cos coraggioso disse il portoghese. Il problema  che ho un forte senso del ridicolo.
Lo sai che quando mi cala il velo di sangue sugli occhi rifletto ben poco.  una questione di carattere, fratellino.
Sambliong, porta un tavolo in coperta, e una cesta con pollo al curry e qualche bottiglia di vino chiese Yanez. Una bella storia va raccontata con stile.
Poi si volt a guardare il tramonto sull'oceano, e si accese un sigaro di Manila dopo averlo inumidito di saliva.
Sconfitto il Club del serpente, avevano ordinato la distruzione delle piantagioni di caucci e la chiusura della miniera d'oro, dopo aver saccheggiato tutto quello che avevano trovato nel castello. L'ultimo gesto delle Tigri della Malesia era stato far saltare in aria il castello con abbondanti cariche di dinamite.
Era un castello orrendo, un vero esempio di cattivo gusto, aveva detto come epitaffio Old Shatterhand. Proprio un castello di merda, aveva sentenziato Kammamuri. Avevano organizzato una generosa ripartizione del bottino tra gli schiavi, per poi trasportarli a terra a bordo del sottomarino, facendolo andare avanti e indietro per vari giorni. Quindi, sempre ricorrendo alla dinamite, avevano sbarrato il passaggio per le cascate, affondando infine il sottomarino nel lago. Questo  luddismo allo stato puro, aveva detto Yanez, aggiungendo: Attila al massimo livello. Gli schiavi liberati erano gradualmente tornati ai loro villaggi distrutti. Il centro dell'isola del Borneo ci avrebbe messo del tempo a rimettersi in sesto dopo le devastazioni del Club del serpente. Storie se n'era andato con loro, non senza aver lasciato dettagliate indicazioni su come rintracciarlo in caso di bisogno.
Poi, recuperati i feriti e la francese, erano tornati alla Rocca. Adle era ancora emaciata, macilenta e giallastra, ma era sopravvissuta alla malaria, cosa che aveva indotto l'ingegner Monteverde a chiederle se avesse avuto rapporti intimi con qualche cinese.
Giro-Batol aveva ricevuto in dono uno dei praho, caricandovi a bordo la maggior parte dei giavanesi. Roy e la sua squadra erano tornati nelle piantagioni di Tremal Naik, e Zampadicane e i suoi parenti al proprio villaggio. Una buona parte degli uomini di Kinabal furono reclutati per completare gli equipaggi dei due vascelli armati.
Per quanti sforzi facessero le Tigri per rintracciare il dottor Moriarty, sia all'interno del regno delle fate maligne che all'esterno, non riuscirono a scovarlo. Dunque, essendo convinti che questa singolare storia non potesse finire senza avergli tagliato la testa, avevano deciso di far rotta su Singapore, nonostante il rischio di farsi scoprire dalla potente flotta britannica.
Il sole era tramontato all'orizzonte e Sambliong arriv con la cena e alcuni lumi accesi, dietro di lui c'era Ben Barak sotto braccio a Old Shatterhand e Adle.
Non avevo le forze per raccontarvi il resto della storia disse. Siete disposti ad ascoltarla?
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CAPITOLO 23.
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I piani del Serpente.
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Che ingenuo sono stato, mi ero messo nelle sue mani, o almeno in parte, la mia rete di informatori tra i mendicanti di Singapore la gestiva Mirim, il loro re, una delle tante identit assunte dal dottor Moriarty. Finch pensavano che lavorassi per l'impero, mi hanno lasciato in pace, ma quando hanno intuito che avevo rapporti con voi, mi hanno sequestrato a Labuan disse Ben Barak e portato nel castello.
L'idea del regno del caucci e dell'oro ricorrendo al lavoro degli schiavi  pi o meno chiara, non avevano altro modo di portare dei lavoranti in quella zona interna del Borneo, e i dayaki non si sarebbero mai prestati a sgobbare nelle miniere o nelle piantagioni potendo vivere liberamente nei propri villaggi. La mentalit contorta di Moriarty spiega anche i metodi terroristici, il vento verde, i cani feroci tedeschi, le teste mozzate negli accampamenti disse Yanez. Ma noi, a cosa gli servivamo in tutto questo ingranaggio infernale?
Se ci avessero lasciati in pace... riassunse Sandokan.
 proprio questa la chiave del piano. A un certo punto dell'operazione, la British Borneo Chartered Company doveva mostrare il suo aspetto civilizzato, di servizio all'impero, le buone maniere; l'idea era di tenere occulto il regno per il maggior tempo possibile, e intanto incolpare voi del terrore che imperversava sull'isola e poi fingere di sconfiggervi assumendosi il merito di aver ripulito il Borneo dai pirati che attaccavano i villaggi.
Ecco perch hanno trovato dei sosia.
E non gli importava che ci catturassero vivi o ci ammazzassero, purch non si venisse a sapere.
Ma la finta impiccagione a Singapore gli ha rovinato in parte il piano.
Finch non abbiamo attaccato Bidang, dove, senza sapere che eravamo morti, ci aspettavano... E poi ci hanno cercato a Mompracem.
E cosa pensi di fare? La tua copertura non  bruciata. Puoi continuare ad agire come il leale capo della polizia al servizio dell'impero britannico.
Porter sul banco degli imputati la British Borneo Chartered Company, poi salder i conti con Moriarty, e ovviamente con Clark, il presidente della compagnia, con i gesuiti...
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CAPITOLO 24.
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Un dragone nel cielo.
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Sandokan stava per scoppiare in una sonora risata, quando fu interrotto dal vecchio Sambliong, con i capelli sempre pi grigi: C' uno strano oggetto in avvicinamento, Tigre sussurr all'orecchio del raj senza trono.
Torno da voi tra un attimo disse agli invitati alzandosi da tavola. Yanez lo segu.
Che succede? chiese il portoghese.
Si avvicina qualcosa.
A tribordo?
No rispose Sambliong.
Yanez scrut l'orizzonte da est a ovest. Il sole splendeva sull'immensa solitudine dell'oceano.
A poppa?
No, Tigre Bianca, viene dal cielo.
Yanez alz incredulo lo sguardo e avvist, a meno di un miglio nautico, un aerostato a strisce rosse e blu, gli odiati colori della Union Jack britannica, con un dragone dorato dipinto al centro, ad ali spiegate e le fauci fiammeggianti, e sulla gondola c'era l'insegna del rombo con la S, il famigerato simbolo del Club del serpente. La mongolfiera volava a circa ottanta metri sopra la superficie del mare, spinta da una leggera brezza da oriente. Era un bello spettacolo, senza dubbio, ma atterriva i marinai malesi e dayaki che non ne avevano mai vista una.
Di' loro che  una cometa cinese, che non si preoccupino. Una grande cometa con degli uomini dentro. Nessun mistero disse il portoghese a Sambliong, che and subito a rassicurare gli uomini.
Che ne pensi? chiese Sandokan al fratello bianco. Osservarono la mongolfiera, che si stava lentamente avvicinando.
Il dottore introvabile  riapparso.
Posti di combattimento, Yanez disse Sandokan.
Yanez fece cenno a Parang di far suonare le campane di bordo. L'equipaggio si mobilit immediatamente, scoprendo cannoni e mitragliere. Lo stesso sembrava stessero facendo sul Fulgore, al comando di Kammamuri e dell'ingegner Monteverde.
La decisione di Sandokan era quanto mai opportuna, perch in quell'istante, dalla gondola della mongolfiera, cominciarono a gettare bombe a mano che esplosero a pochi metri dal Fulgore.
Una terza bomba alla nitroglicerina centr il Fulgore vicino al castello di prua facendo tremare il ponte di comando e uccidendo un artigliere. Il malefico aerostato, in tutta la sua bellezza variopinta nel radioso cielo pomeridiano, scendeva nel tentativo di colpire il vascello che sputava dense volute di fumo nero dalle ciminiere, con le macchine avanti tutta.
Mitraglialo, Yanez url Sandokan.
Impossibile, fratellino,  ancora troppo alto rispose il portoghese, piazzandosi comunque a una delle mitragliere sul castello di prua. E la mongolfiera si avvicinava. Un'altra bomba, che scosse il panfilo come se una gigantesca mano avesse sferrato un pugno sul mare.
Yanez cominci a sparare raffiche, approfittando della lieve discesa dell'aerostato spinto da una corrente d'aria, e vide che i suoi colpi raggiungevano la gondola, da cui a un certo punto un uomo cadde gi, precipitando nell'oceano. Il portoghese corresse il tiro, coadiuvato da Yayu che lo riforniva di munizioni.
Accanto a lui. Old Shatterhand prendeva la mira con l'ammazzaorsi. La mongolfiera prese quota scomparendo per qualche istante dietro alcune nubi basse. Per un paio di minuti il portoghese rimase in attesa con le dita sul doppio grilletto.
Il Fulgore  rimasto danneggiato disse Sandokan.
In quel momento, sulla Mentirosa si scaten l'inferno, un'altra bomba alla nitroglicerina era esplosa sul ponte di coperta.
L'ultima cosa che vide Yanez fu il cielo pieno di gabbiani dove saliva una mostruosa colonna di fuoco e per un istante credette di scorgere la mongolfiera.
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CAPITOLO 25.
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Volare.
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Soares de Gomera, il figlio di Yanez, studiava sotto falso nome all'universit di Parigi. Per diversi anni si era dedicato a una disciplina in ascesa, l'aeronautica. Era trascorso quasi un secolo dal primo volo dell'aerostato dei fratelli Etienne e Joseph Montgolfer, quei pazzi fabbricanti di un pallone di carta. Il principio dell'aria calda che, se trattenuta in un contenitore lo fa elevare, aveva trionfato sulla legge di gravit infrangendo la condanna degli esseri umani a non poter volare, anche se i primi esperimenti li fecero con un gallo, una pecora e un'anatra.
Nel settembre del 1783 vi fu il primo volo con un essere umano a bordo. pi di centotrentamila persone rimasero stupefatte quando l'esperimento venne ripetuto.
Nella sua stanza degli alloggi studenteschi alla Sorbona, il meticcio Soares, che si faceva passare per un italiano meridionale dal cognome Soraci, aveva un manifesto illustrato sul volo con il gallo a bordo effettuato quasi un secolo addietro. Era una bellissima mongolfiera a strisce orizzontali gialle e lill, con spicchi degli stessi colori nella parte superiore, ornamenti che simulavano festoni e nappe; tutto ci la faceva sembrare pi un giocattolo che una sfida al cielo.
Aveva studiato il volo e lo conosceva bene, quei gloriosi venticinque minuti nello spazio libero effettuati dal marchese d'Arlandes e da Jean-Franois Piltre de Rozier, un maggiore dell'esercito che sarebbe morto tre anni dopo in un altro volo finito tragicamente. Aveva visto le foto aeree di Nadar su Parigi del 1858; e studiato i palloni aerostatici di avvistamento usati nella guerra franco prussiana.
Aveva riordinato tutto quello che gi si sapeva: il principio dei Montgolfier, i progressi della propulsione di Blanchard, i disegni sulle tecniche di governabilit messe a punto da Solomon Andrews, le applicazioni della macchina a vapore di Giffard e i principi nautici.
Il ragazzo aveva lavorato con Dupuy de Lome, che nel 1872 aveva progettato un aerostato spinto da eliche, con otto uomini di equipaggio che le azionavano pedalando, per poter rompere l'accerchiamento prussiano di Parigi, tentativo che non era stato poi messo in pratica, e seguiva gli sviluppi militari degli aerostati di osservazione costruiti da statunitensi, inglesi e francesi.
Fu per questo che quando venne a sapere che la Compagnia del Borneo stava facendo costruire in Francia una sorta di dirigibile, pens che potesse essere una brutta notizia per suo padre e per il padrino Sandokan, e utilizz i fondi segreti di cui disponeva a Parigi.
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CAPITOLO 26.
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Duello nell'aria.
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Sandokan vide Yanez volare in aria e ricadere in acqua. Gett il fucile e si tuff senza un attimo di esitazione. Il portoghese andava lentamente a fondo e il malese, che aveva visto dove era precipitato, si immerse nuotando verso di lui.
Sott'acqua tutto  pi lento, pi confuso, e Sandokan cercava disperatamente il corpo del fratello scendendo sempre pi gi. A un tratto, senza averlo visto, urt con il braccio Yanez e subito lo afferr per una manica. Lo tir su nuotando con i soli piedi. Emersero in superficie e boccheggiarono disperatamente per immettere aria nei polmoni. Yanez sanguinava da un taglio sulla fronte e con voce fantasmale chiese: Cos' successo?.
Riesci a stare a galla? Il portoghese scosse la testa.
Sandokan alz lo sguardo e vide un secondo aerostato, dipinto di rosso e con la testa di tigre come emblema, che si avvicinava a quello con il dragone e il serpente sparando raffiche di mitragliatrice caricata a traccianti incendiari.
Per la barba di Maometto esclam. Quell'altro  dei nostri. Ha il nostro emblema! L'aerostato del serpente, di minore portata, colto alla sprovvista tent di prendere quota per sottrarsi al fuoco delle mitragliere dal mare e dal cielo.
Sandokan cominciava a esaurire le forze, il peso morto del portoghese lo tirava a fondo, mentre nel cielo il fragore e le scie dei traccianti offrivano uno spettacolo di terribile bellezza.
Infine l'aerostato con il dragone e il serpente, danneggiato gravemente dalle pallottole incendiarie sparate dal dirigibile con la tigre, cominci a precipitare in fiamme. La gondola cadde in mare a pochi metri da dove si trovavano le Tigri. Sandokan guard Yanez, che cominciava a riprendersi e cercava di stare a galla.
Ce la fai? Yanez parve annuire. E allora Sandokan estrasse il kriss dalla fusciacca e nuot con rinnovato vigore verso la gondola.
Aspettami! si sforz di urlare il portoghese ancora intontito dall'esplosione, ma nulla poteva fermare il malese.
Una scialuppa calata dalla Mentirosa si avvicinava con gli uomini a bordo che vogavano furiosamente verso Yanez. Remavano come se fossero all'inferno, per scongiurare l'eventualit di perdere le due Tigri. Di l a poco recuperarono Yanez.
Dirigetevi dove  caduta la mongolfiera del dragone, Sandokan  andato l fece in tempo a dire il portoghese prima di svenire.
La gondola parzialmente in fiamme galleggiava ancora, ma non c'era traccia del principe malese. Per qualche secondo tutti osservarono il mare sperando di scorgere qualche segno. All'improvviso, la Tigre riemerse sputando acqua a pochi metri dalla scialuppa. Sandokan stringeva per i capelli qualcosa che assomigliava alla testa del dottor Moriarty.
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CAPITOLO 27.
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Si pu uccidere un mito?
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Era giunto il momento dei commiati, come in quelle canzoni malesi su amori impossibili, e tutti fingevano che non sarebbe stato un addio per sempre, che i destini si sarebbero nuovamente incrociati, che l'intensit delle esperienze vissute in quei due mesi era cos forte da restare indimenticabile, e sapevano che non sarebbero mai guariti dalla cocente nostalgia, quella degli amici lontani. Qualcosa sarebbe rimasto.
Yanez e Sandokan presero atto che mentre La Mentirosa aveva subito danni superficiali. Il Fulgore aveva bisogno di grosse riparazioni. Avrebbero dovuto condurlo in un porto lontano da quei mari, dove il vascello non fosse conosciuto, per rimetterlo in sesto. Il viaggio aveva anche lo scopo di sbarcare sulla terraferma quelli che si separavano da loro.
Old Shatterhand intendeva tornare in Germania e raccontare le vicende dell'oceano Indiano al suo socio Karl May; Adle, usando il nuovo passaporto, voleva andare sotto falsa identit a Londra, dove si stavano riunendo gli esiliati della Comune di Parigi.
Le Tigri decisero che il luogo pi sicuro fosse Port Arthur, in Russia. Sambliong si sarebbe incaricato di condurre il vascello prendendo con s Dingo, Ranjit e i suoi sikh. Soares sarebbe tornato a Parigi per proseguire gli studi, dopo aver insegnato a Monteverde tutto sul dirigibile.
Sulla Mentirosa restavano Yanez e Sandokan con Kammamuri e il dottor Saul, Kim, Yayu e i gemelli giavanesi, il nano Pinga Puagh, la pantera Bah, alla quale cominciava a piacere la vita di bordo e la dieta a base di pesce, e infine la cagna muta.
Le due imbarcazioni spararono salve di saluto e issarono le bandiere con la tigre su sfondo rosso, per poi sostituirle subito dopo. La Mentirosa tornava a battere bandiera messicana e il Fulgore prussiana. Fazzoletti agitati come salutano gli europei, e colpi ritmici con i calci dei fucili sul ponte di coperta. Per un po', i passeggeri di entrambe le imbarcazioni continuarono a guardarsi, allontanandosi fino a scomparire alla vista.
Kammamuri si mise a pescare mentre Yanez e Sandokan giocavano a scacchi, ma il portoghese sembrava non riuscire a concentrarsi.
E adesso dove andiamo? chiese a un certo punto Yanez.
Dovremmo allontanarci per qualche tempo da queste zone.
Potremmo tornare a Mompracem.
Stai pensando di ricostruire Mompracem? Potremmo ingaggiare ingegneri militari francesi...
Non possiamo ricostruire Mompracem, i mostri d'acciaio olandesi o inglesi la farebbero a pezzi, la ridurrebbero in macerie nel giro di pochi mesi. Non c' fortezza che resista senza appoggio esterno a un paio di settimane di assedio e cannoneggiamento. Mompracem appartiene al passato, fratello.
Sogni per il piacere di sognare, allora?
Non mi hai capito. Tigre. Non voglio ricostruire una piccola fortezza sull'isolotto che si chiamava Mompracem, voglio ricostruire l'idea di Mompracem, il mito di Mompracem, la leggenda di Mompracem: l'isola degli uomini liberi in un oceano di padroni e schiavi. L'isola a cui anelano gli uomini migliori di questi mari.
Dove? Lo hai detto tu: non c' luogo in queste terre dove potremmo restare a lungo. Se sopravviveremo, lo faremo sotto mentite spoglie, fingendo di essere altri, senza terra.
Ci sono due possibilit, vi ho riflettuto molto in questi giorni. Ho fatto lavorare la testa come non mai, fratellino, non hai notato che ogni tanto ne usciva del fumo?
Credevo fossero quei puzzolenti sigari toscani che hai fregato al conte italiano nel casin di Goa.
Due possibilit! esclam Yanez, che poi fece una giravolta sul ponte tirando fuori la lingua. Sandokan lo guard stupito. Yanez non era solito scherzare su certe cose. Ma pur provando a insistere, non riusc a strappargli una parola in pi.
La Mentirosa fece rotta verso gli Stretti. Da l avrebbe potuto risalire le coste malesi, verso Singapore, l'Indocina o la Cina, oppure virare a ovest, verso l'India, o addirittura l'Africa.
Non esistono finali definitivi, come ben sapeva Richard Wagner, bens preludi a nuovi finali, pensava Yanez de Gomera quella notte, fumando al chiaro di luna. Aspirava profondamente e si riempiva i polmoni e la bocca dell'aroma di tabacco olandese.
Fu allora, con la luna piena, che comparve all'orizzonte una flottiglia britannica, con il fumo e le faville che uscivano dalle ciminiere a tradirne la presenza, e a cui si erano uniti due velieri spagnoli e una cannoniera olandese. I riflettori delle navi sembrava avessero individuato il panfilo delle Tigri.
Anche Sandokan se n'era accorto. Pare che quella notte nessuno potesse dormire.
Interessante. A quanto sembra, abbiamo smosso un vespaio. E da questa come ne usciamo? Quante saranno? Quattro o cinque?
Ne usciamo con la cocciutaggine di sempre, fratellino rispose Yanez, e i suoi denti brillarono nell'oscurit in un diabolico, affettuoso, solidale e fraterno sorriso. Oppure, prendendo velocit. Il fatto  che questi poveri imperi governati da imbecilli, non possono uccidere un mito.
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FINE.
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Questo romanzo  stato scritto a: Citt del Messico, nel febbraio 1998. Gijn, Spagna, estate '98. DF, primavera '99 e inverno 2001. DF, 2002. Gijn, gennaio 2003. DF, fine 2003 e fine estate 2006. Guadalajara, novembre-dicembre 2006. DF, inverno 2008, primavera e estate 2009.
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Note a margine del romanzo.
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La poesia che legge Blanche-Adle-Marguerite  di Louise Michel, dedicata a Rochefort, fu scritta durante il suo viaggio di deportazione a Numea, nella Nuova Caledonia. L'aneddoto su Louise Michel che port un pianoforte su una barricata della Comune di Parigi  un fatto vero.
C' sempre una gran quantit di dettagli stupidi per distogliere lo sguardo dai grandi problemi  una citazione del compianto scrittore Nicholas Freeling, mio amico.
I proverbi cinesi di Yanez sono autentici.
Friedrich Engels scrisse Il ruolo del lavoro nel passaggio dalla scimmia all'uomo nel 1876, ignoro se abbia fatto ricorso agli appunti di Yanez, sebbene vi siano frequenti riferimenti agli orangutan nel testo. Il fantasma che si aggira sull'oceano Indiano si ispira fervidamente all'introduzione al Manifesto comunista dello stesso Engels e del suo amico Karl Marx.
Ovviamente la tigre poetica citata da Yanez  il Tiger tiger di William Blake, morto nel 1827. Le incisioni di John Tenniel, George de Maurier e Gustave Dor sono reali. E Monteverde avrebbe potuto leggere Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, pubblicato nel 1869.
Tutto quello che so sulle imbarcazioni del 19esimo secolo l'ho imparato sull'Enciclopdie des bateaux di Chris Marshall, su The complete encyclopedia of warship di Batchelor e Chant e su La marina da guerra di Giovanni Santi Mazzini.
Stefan Hyner (qui conosciuto come Old Sliatterhand) esiste nella realt,  un eccellente poeta tedesco e caro amico. Tuttavia, l'avversione per le imprecazioni blasfeme di Old Shatterhand non appartiene a lui e neanche a me, viene raccontata nel 25 volume dei romanzi di Karl May pubblicati dall'editrice Molino.
Ovviamente il dottor Moriarty, in altre vite acerrimo nemico di Sherlock Holmes, non mi appartiene del tutto, nome e descrizione sono frutto della penna di Arthur Conan Doyle.
E risulta impossibile che lo stesso partecipi alle vicende qui narrate, visto che quelle di Holmes in cui compare Moriarty si svolgevano nell'ultimo decennio del 19esimo secolo. Quindi il dottore dovrebbe essere in qualche modo sopravvissuto per poter riapparire a Londra diversi anni dopo.
Il successo di tutti i fallimenti. La folle forza della disperazione  un frammento di una poesia dell'amico fraterno di mio padre, il poeta spagnolo ngel Gonzlez, intitolata: Perch io mi chiami ngel Gonzlez.
L'idea dell'uomo illustrato non  certo mia, appartiene a Ray Bradbury, io l'ho solo elaborata in versione dayaka.
Per esigenze narrative ho anticipato l'eruzione del Krakatoa, che avvenne nel 1883, cio sette anni dopo gli eventi qui raccontati, come pure l'avvio delle piantagioni di caucci in Malesia, che inizi cinque anni dopo, anche se l'essenza della storia rimane la stessa. Ho fatto altrettanto con la fondazione della British North Borneo Chartered Company, che avvenne in realt nel 1878 e avrebbe operato solo nella zona costiera e orientale dell'isola. Nel 1882 Sandakan divent la prima capitale del Borneo settentrionale britannico, a cui si ispir Salgari per il nome del suo personaggio. Il St. Stephens College fu fondato nel 1881 e ovviamente non accettava nativi o meticci.
L'incontro con Kipling non sarebbe potuto avvenire. Rudyard Kipling, nato a Bombay, nel periodo in cui  ambientata la nostra storia aveva undici anni, poi studier a Devon e non sarebbe tornato in India fino al 1882.
Rispetto alla controversa cronologia della saga salgariana, mi sono comportato in modo abbastanza fedele, senza esagerare troppo, per renderla ancor pi impossibile; ho reso vedovo Yanez e ho fatto crescere in fretta suo figlio, affinch potesse essere uno studente di aeronautica.
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FINE.